Rifiuti, residui da 7 a 30 milioni. Protagonisti? Sempre gli stessi

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Tutto ha inizio da una lettera del responsabile del settore tributi. E’ il 30 agosto dello scorso anno, i reisidui attivi ovvero i fondi che il Comune ha iscritto in bilancio ma materialmente non ha ancora riscosso, ammontano a...”

Potremmo scriverlo oggi e non sarebbe cambiato nulla, anzi no: è cambiato, perché dai 7 milioni 150.650,99 euro di residui dell’epoca siamo arrivati a oltre 30 solo per i rifiuti, circa 50 in totale. Sapete a quando risale questa storia? Marzo-aprile 2007, oltre 11 anni fa e il sindaco era Candido De Angelis. Era appena “scoppiato” lo scandalo Cse, la società alla quale il Comune si era affidato per recuperare, appunto, i soldi di chi non pagava e l’allora Gerit non andava a cercare. Una storia che torna di attualità dopo il pagamento – tra i debiti fuori bilancio – della parcella al legale che curò la causa dopo la rescissione del contratto con la Cse. La società non solo usava metodi vessatori, ma non aveva prodotto la fidejussione dovuta e De Angelis la cacciò.

Potremmo scriverlo oggi – e siamo qui a scriverlo – perché all’epoca si affermava già che la storia Cse consentiva “la scoperta, in un bilancio che ci è sempre stato indicato come florido, sano, da imitare, di un residuo così ampio e così datato nel tempo. Delle due una: o il Comune non se ne è accorto o si è fidato troppo di chi doveva riscuotere e non l’ha fatto”. Non ci dicono ancora che il bilancio è a posto?

Sostenevamo, sempre nel 2007 – sono molti a parlare per stereotipi e ad avere la memoria corta – che “il Comune non ha la situazione sotto controllo. Quanti sono i contribuenti? Quali sono i morosi? Esiste un archivio degno di tale nota? Vogliamo prendere atto che in questo settore il Comune ha quantomeno un po’ di confusione? Continuano ad arrivare, sono in queste spedizioni, richieste di denaro ai morti. C’è chi ha pagato e non è stato “scaricato”. un Comune efficiente ha, deve avere, la situazione sotto controllo. Invece arriva la Tia e le fatture vengono mandate anche a morti, trasferiti, per case vendute e via discorrendo perché l’anagrafe non “parla” con i tributi. Arrivano i crediti inesigibili e senza “scremarli”, incrociarli con qualche dato che pure ci sarà in ufficio, si girano a una società che indistintamente riceverà 12 euro a pratica. Si fosse investito realmente in questo settore oggi avremmo non solo la “card” attraverso la quale conoscere la propria posizione, pagare Ici, Tia, mense e trasporti scolastici, loculi cimiteriali e quant’altro ma il Comune saprebbe realmente qual è la situazione”.

Aprile 2007, appunto. Sindaco Candido De Angelis, assessore alle finanze Patrizio Placidi (poi passato all’ambiente, prima delle vicissitudini giudiziarie, fervido sostenitore di Massimo Marigliani – oggi capogruppo di Forza Italia – alle ultime amministrative), presidente della commissione Eugenio Ruggiero (oggi assessore), capogruppo di Forza Italia Luciano Bruschini che un anno dopo – circa – avrebbe preso il posto di De Angelis alla guida della città con lo slogan “continuiamo insieme”, direttore generale Giorgio Zucchini (assessore alle finanze dopo Placidi, candidato a sostegno di De Angelis alle ultime amministrative).

Quei residui hanno superato i 30 milioni. Dalla lettera del responsabile dei tributi del 30 agosto 2006 a oggi, cosa è stato fatto in questo periodo è evidentemente niente. I cittadini devono pagare, è ovvio, ma qui è passato il messaggio che tanto poi si vedrà… I protagonisti, come vediamo, sono sempre quelli: con l’aggravante che non avendo “investito” in questo settore e anzi avendolo sostanzialmente abbandonato, hanno ridotto il Comune sul lastrico.

Cerchi il bilancio, trovi il piano. Così vorrebbero fare il porto

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Il bilancio 2017 della Capo d’Anzio? Cerchi in Camera di commercio, scopri che è stato depositato, clicchi e scarichi il documento ma – sorpresa – esce fuori il piano finanziario che la società ha presentato per l’ennesimo tentativo di realizzare il porto. Deve esserci anche il bilancio, sia chiaro, ma evidentemente non è stato ancora “caricato” dalla Camera di commercio. Né compare – come invece è previsto per legge – sul sito della società (vedere questo link) né su quello del Comune (siamo fermi al 2015, cliccare qui ) e questa è una prima segnalazione alla neo segretaria comunale Giosy Tomasello, insieme all’augurio di buon lavoro.

Ma torniamo al piano che, invece, qualcosa ci dice. Intanto che è aggiornato a gennaio 2018, poi che Marinedi – socio privato della Capo d’Anzio, al 39% – informa di averlo elaborato “esclusivamente su informazioni fornite dalla Capo d’Anzio“. Come se loro fossero soci di altro… Ma non è nemmeno questo il punto, perché gli autori del piano mettono le mani avanti dicendo: “Prospettive, previsioni e proiezioni indicate dal cliente ed enunciate nel presente documento, si riferiscono a eventi futuri e sono basate su presupposti che potrebbero non rimanere validi per l’intero periodo considerato. Conseguentemente, su di esse non si può fare affidamento e Marinedi non esprime alcuna opinione su quanto i risultati effettivamente conseguiti rifletteranno ciascuna delle prospettive, proiezioni e previsioni enunciate“. Ancora: “Marinedi non fornisce alcuna dichiarazione o garanzia, con riferimento all’accuratezza o completezza delle informazioni contenute nel presente documento o dei risultati conseguiti all’applicazione del modello, nonché rispetto a qualsiasi altra comunicazione scritta o orale eventualmente trasmessa o resa disponibile a terzi. Marinedi declina espressamente qualsiasi tipo di responsabilità fondata su tali informazioni ovvero derivante dalla loro omessa comunicazione“. Della serie: io il piano – che riguarda l’arco temporale 2015-2029-  lo faccio, ma non garantisco. Andiamo bene…

Lo studio è elaborato “per analizzare le concrete possibilità di realizzare la seconda fase dei lavori” e in riferimento ai precedenti piani finanziari “costituisce un aggiornamento che succede alla realizzazione dei lavori di fase 1″ quelli di “messa in sicurezza, funzionali all’avvio dell’operatività, conclusi fra fine 2016 e inizi del 2017“. Chi li ha visti? Andiamo avanti e scopriamo che sono 236.000 euro spesi evidentemente per qualche rattoppo, non certo per la messa in sicurezza che originariamente era ben altro.

Ancora, vediamo la seconda fase: realizzazione di un bacino di ormeggio di 593 posti barca, oltre a 81 destinati alla pesca, circa 300 posti auto scoperti e 33 box. “L’ammontare dell’investimento previsto è pari a 20 milioni 129.256 oltre iva, al netto di un ribasso in fase di gara stimato prudenzialmente al 10% rispetto a una media di settore del 25%“.

Nel piano sono inserite anche le “posizioni debitorie” della Capo d’Anzio, a partire da quella con la Banca Popolare del Lazio pari a 226.182 euro fino ad “altri debiti”. L’intenzione è quella di chiudere i conti entro il 31 dicembre 2019 con la Bpl, entro il 2021 con i fornitori, il 2022 per chiudere almeno il 50% degli “altri” e poi procedere “progressivamente al saldo negli anni successivi”. A quanto ammonta il totale nel 2017 non è dato sapere, mancando il bilancio, sappiamo che i debiti accumulati fino al 2016 erano 2 milioni 494.938 euro.

Nel piano ci sono grafici, tabelle, incrementi previsti e contratti stimati da stipulare, ma come si affronta la spesa per la realizzazione? Ecco la spiegazione a gennaio 2018, recenti interviste sembrano dire altro, ma restiamo ai documenti: 10 milioni di euro di mutuo; finanziamento della linea Iva e rimborso al termine dei lavori mediante cessione del credito Iva per complessivi 4 milioni; 5,7 milioni a carico della ditta aggiudicataria dei lavori, tramite cessione per l’intera durata della concessione di “dolt” (i diritti di ormeggio a lungo termine) di eguale importo a una tariffa speciale di 2.100 euro al metro; 3,5 milioni derivanti dalla cessione dei “dolt” alla tariffa standard di 2.750 euro al metro e 2,1 milioni dai flussi di cassa derivanti dalla cessione dei “dolt” e dalla gestione corrente fino al 2029 per il pagamento degli interessi. Totale previsto, 26 milioni 617.000 euro, iva inclusa.

Ah, per la cronaca. Il bilancio non c’è, ma nel piano si legge che il risultato 2017 è stimato in un utile di 127.212 euro, destinato secondo lo studio a salire di anno in anno fino a 1 milione 457.000 del 2029 ma – tornando all’inizio e a quello che afferma Marinedi – “su di esse non si può fare affidamento

ps,  chi ha perso le puntate precedenti o ha la memoria corta, può approfondire qui

Il sindaco, la piscina, gli impianti, il “sistema Anzio”

Nel giorno in cui il sindaco di Anzio, Candido De Angelis, si preoccupa via facebook del motivo per il quale – a fronte dei successi italiani nel nuoto – non abbiamo una squadra e una tradizione natatoria, nonostante le piscine a disposizione, giunge una lettera che tra le righe spiega anche il perché. E’ dei cittadini che hanno speso notti insonni (causa rumori) e tanto tempo nel denunciare ciò che accadeva in quell’impianto e che non si sono arresi. Fino a quando il “Deportivo” è stato sequestrato.

La lettera ripercorre le diverse tappe e illustra alla perfezione il “sistema Anzio“, mentre a oggi la proroga per la gestione della piscina è scaduta e come per gli altri impianti affidati a società sportive, siamo nel limbo di chi è amico e chi non.

Ho sempre sostenuto che la vicenda  Falasche (tuttora irrisolta) fosse la punta dell’iceberg e la piscina lo dimostra. Basta aggiungere che gli istruttori hanno segnalato, ormai da circa un mese, che non hanno percepito gli ultimi due rimborsi.  Che siamo ad agosto e non si sa chi riaprirà l’impianto (se riaprirà) perché l’affidamento è scaduto e il bando scritto nella proroga non si vede. Ma leggete queste due pagine, è meglio di qualsiasi altra considerazione.

ps, De Angelis eviti la retorica: sa meglio di chiunque altro perché non abbiamo una tradizione natatoria…

“Caro il mio Candido”, la replica di Luciano Mingiacchi

 

In merito al pensiero espresso in questo blog (potete leggere qui) ospito la replica di Luciano Mingiacchi. 

***

Caro Gianni,

come ti ho anticipato per telefono, vorrei fare una mia piccola precisazione  personale in merito a quanto in oggetto.
Premetto che non seguo molto il tuo blog, per mancanza di tempo, ma ogni volta che l’ho fatto l’ho trovato interessante e pieno di notizie.
Nei giorni scorsi qualcuno mi aveva segnalato che nell’articolo in oggetto ero citato io, laddove hai scritto ”siamo nel 2018 e rispetto a 20 e 10 anni fa……..non ci sono i Bruschini a mediare ora con Luciano Mingiacchi ora con Enzo Toselli. a smorzare i  toni….”
Debbo dire  che tali affermazioni mi hanno stupito, perchè io, da quando De Angelis è stato eletto, sono stato quasi interamente occupato nel mio lavoro alla ASL RMH, dove dall’anno prima ero diventato Direttore Sanitario. Di conseguenza mi ero totalmente allontanato dalla politica locale.
E poi non sono mai stato in condizioni di mediare alcunché con Candido, perché fin dai tempi in cui militavamo entrambi nella DC anni 90 non facevamo altro che litigare. Il suo pessimo carattere, il suo scarso rispetto delle persone mi hanno sempre tenuto lontano da lui.
Perciò non ho potuto nel tempo fare altro che pensare al mio lavoro e dare solo qualche contributo di idee ai miei amici. Infine, quando nel 2003 concorsi di nuovo ed entrai in Consiglio Comunale (all’opposizione), non ho potuto far altro che una dura opposizione a lui e al sistema che aveva creato. Altro che mediazione!!! Mi creò anche una pesante serie di ostacoli sul lavoro. Poi  nel giugno 2005 me ne andai e cessò ogni rapporto con lui, se non quello istituzionale.
Ci tenevo a chiarire le cose su quanto hai scritto, perché non sono assolutamente aderenti alla nostra piccola vicenda locale, almeno per quello che mi riguarda.
Grazie dell’occasione e cordiali saluti.
Luciano Mingiacchi

Puccini-Vignarola, accetto la sfida dell’ex assessore Attoni

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Renzo Mastracci (a sinistra) discute con Sebastiano Attoni. Intorno altri rappresentanti del Comitato per la tutela della Vignarola

Ho ricevuto, nei giorni scorsi, un messaggio dell’ex assessore all’urbanistica, candidato alle ultime elezioni nella coalizione a sostegno di Candido De Angelis (per il quale è stato nel 2003 assessore al turismo) Sebastiano Attoni.

Mi sfida a un dibattito pubblico sulla vicenda Puccini-Vignarola. Ho suggerito che era il caso di rivolgersi al Comitato che dal 2015 – da quando in questo umile spazio venne sollevato il problema – segue la vicenda.

Ma lui no, vuole farlo con me, il “nemico” anche di questa amministrazione evidentemente. In pubblico, ovviamente, e io ho dato l’ok. Informerò di dove e quando e coinvolgerò il Comitato che meglio di chi scrive ha  le carte a disposizione. Ne chiederò anche al Comune.

Il discorso era ed è chiaro: c’è una previsione di piano regolatore, per me quella deve restare. “Spacchettare” quell’hotel con centro congressi e farne “quattro cantoni” rischia di nascondere altro e ad Anzio abbiamo già dato.

Per questo nel programma elettorale di #unaltracittà avevo inserito la revoca di quella previsione passata in giunta (lo aveva fatto anche Luca Brignone) e per la quale adesso il privato chiede la nomina di un commissario.  Per questo avevamo proposto la mozione che impegnava sindaco e giunta a revocare quella delibera, malamente bocciata dalla maggioranza che ha smentito gli impegni solennemente assunti dal sindaco.

Che su una cosa ha ragione:  il commissariamento porterebbe ai “quattro cantoni” che dice non gli piacciono, e che “finché ci sarò io non si faranno mai“. Al tempo stesso va pure riconosciuto che a fronte del dibattito avviato, la proprietà ha deciso di rivolgersi per l’ennesima volta al Tribunale amministrativo. Finora ha sempre perso, dai tempi dei 500.000 metri cubi da realizzare alle vicende dell’ultimo piano regolatore, e speriamo che la “striscia” continui.

Il discorso è altro e l’ha raccontato bene il delfino di Patrizio Placidi in consiglio comunale: “Quell’area è privata“. Lo sappiamo bene, il Comune dovrebbe guardare all’interesse pubblico e non ad altro. Sarà il primo punto della “sfida” con Attoni. Non vedo l’ora.

Puccini-Vignarola, la proprietà va al Tar: vuole costruire subito

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E’ passato dall’essere d’accordo con la revoca dell’atto della “sua” maggioranza nel 2015 – detto in campagna elettorale e in consiglio comunale – al “finché ci sarò io non si farà mai“. Il sindaco di Anzio, Candido De Angelis, sulla vicenda Puccini-Vignarola, si è accontentato della mozione presentata in consiglio comunale dal delfino di Patrizio Placidi, ha fatto respingere quella delle minoranze, avrà avuto le pressioni politiche dell’ex assessore Sebastiano Attoni e del  sindaco che lo ha preceduto e “incaricato“, Luciano Bruschini.

Una cosa l’ha omessa e speriamo non sapesse, altrimenti sarebbe gravissimo: il 18 luglio, cioè una settimana prima del Consiglio  nel quale la mozione è stata discussa, in Comune è arrivato il ricorso della “Pineta srl”. Vale a dire la società proprietaria dell’area Puccini-Vignarola che si è rivolta al Tar, il tribunale amministrativo regionale, per chiedere “la declaratoria e l’annullamento del silenzio formatosi sull’istanza volta ad ottenere la conclusione del procedimento di approvazione del “Piano Urbanistico Attuativo – Parco Puccini” ai sensi e per gli effetti della legge regionale n. 36/1987 e contestuale nomina di un commissario ad acta“.

Tradotto: vuole costruire subito i “quattro cantoni” ovvero far nominare un commissario che si sostituisca agli uffici affinché si proceda. Il Comune ha dato mandato a un avvocato, vedremo cosa deciderà il Tar, ma alla luce di questo torna di attualità la revoca di un atto che le minoranze avevano proposto e il sindaco aveva detto di accettare, salvo cambiare idea.

La maggioranza che lo ha eletto la pensa diversamente, il rischio che un altro pezzo di “villettopoli” sorga di fronte a Tor Caldara, oggi è più attuale che mai.

Non c’era bisogno di essere indovini per capire che uno può anche sostenere che “non si farà mai“, però poi le procedure vanno avanti. E il 18 luglio la proprietà si era già mossa in tal senso…

Caro il mio Candido, tu hai vinto e pensa a governare

 

Caro il mio Francesco…”, canta Ligabue riferendosi a Guccini. Io e Candido De Angelis apprezziamo il primo, ma quasi veneriamo il secondo. Perciò il sindaco sarà contento se gli scrivo parafrasando due big e sa che ho più di un motivo per farlo.

Caro il mio Candido, nell’ultimo consiglio comunale hai fatto riferimento a me dicendo alcune inesattezze, vorrà dire che a Natale – nella seduta di insediamento hai ricordato che ci scambiamo dei doni – anziché un libro, ti regalerò una raccolta di articoli sul piano regolatore e molto altro. Sbagli, caro il mio Candido, perché quel piano non mi è mai piaciuto.

Ma tu, che in questo sistema ci stai da 28 anni (pur provando a fare l’anti-sistema) come tutti i politici ricordi solo le ultime cose e come usa nell’ambiente se hai una convinzione la porti avanti, la racconti affinché diventi “verità”. Sono stato tra i pochi, forse l’unico, a dire che non si doveva mettere un mattone se realmente si voleva realizzare qualcosa di diverso. Era un paradosso, lo so, adesso non tirare fuori “le G2A e le G2B”, i socialisti, i democristiani, i comunisti che disegnavano…. Quella sera d’estate del 2002 da Alceste, con Cervellati (è vero, aiutai a mettervi in contatto, stava facendo il piano a Latina dove lavoravo e lavoro) quando il professore mi chiese cosa pensassi del piano risposi che si costruiva troppo. Lui rispose “è la città che lo chiede” e replicai che così l’urbanista lo facevo pure io. Ricordi? Forse no, certo è che “Villettopoli” questa città l’ha distrutta definitivamente e su questo potremmo dibattere anni. L’ufficio di piano non c’è mai stato, perché se a febbraio 2005 il piano viene pubblicato e le richieste sono già decine e “vanno” mandate avanti, nessuno si preoccuperà mai di gestire quello strumento.

Se la classe politica non è adeguata…” Lo disse Cervellati, nel consiglio comunale di adozione. Lo è stata, caro il mio Candido? Sono convinto di no. La vicenda Puccini è emblematica. Se vuoi sono disponibili, le trovi on line, le dichiarazioni nel dibattito al cinema con “Uniti per l’ambiente” e quelle nel primo consiglio comunale. Quello che avevi detto, non lo hai fatto. Motivo? Che sto a dare retta a Del Giaccio…. Ma no, dai retta alla maggioranza, ci mancherebbe. A Bruschini e Attoni che hanno sostenuto i “4 cantoni”, al delfino di Placidi che ha letto una contro-mozione. Caro il mio Candido, io ci pure credo che non si farà un altro pezzo di “villettopoli” in quell’area finché ci sei tu. Ma mettiamo che la Regione dà il via libera che succede, il Comune non rilascia le licenze? Mi sembra inverosimile…

Mi piaceva il porto, hai ragione, avevo visto le carte dopo anni di buio, era – parliamo della fine degli anni ’90 – una grande idea. Dovevano iniziare i lavori nel 2005, così dicesti in campagna elettorale, stiamo ancora aspettando. C’è stato il centro-sinistra che ha sbagliato, vero, mettendo veti che in quel momento (2006) sono stati decisivi a non far partire l’opera. Ma dal 2012 a oggi, da quando la Capo d’Anzio ha la concessione, cosa è stato fatto? Nulla, lo sai. Eppure il sindaco tuo successore e il presidente della società li avevi indicati te, così come Marconi ce lo ritroviamo grazie a te e a Fini. I patti parasociali, che lui smentisce perché dice di aver sottoscritto altro sempre con te, successivamente, chi li ha firmati? E quando scoprimmo che Italia navigando aveva un socio privato (Marconi stesso) cosa è stato fatto? Nulla. Anzi no, scrivesti una lettera – rimasta morta – per chiedere indietro le azioni. Nella raccolta di articoli, la troverai. Dimmi se sbaglio, caro il mio Candido, sai che so riconoscere gli errori…

A proposito, tra questi c’è la candidatura a sindaco. Non scappo, figurati, non l’ho mai fatto in vita mia e smettila di parlare dei rapporti personali, su… Non è da te, sai benissimo che mi riferisco al ruolo pubblico che ricopri. Allora torniamo alla candidatura, alla sconfitta della quale mi sono assunto le responsabilità (cinque anni fa tu, sconfitto, te la prendevi con il Pd….) a quello che avevo detto e ho rispettato riguardo alle dimissioni. Se vuoi, rileggi questo link

Poi certo, ero in corsa per unire e invece ho diviso, era il caso di ripensarci di fronte a chi andava altrove perché ero sgradito (e sai il motivo? Ritenuto troppo tuo amico…) e dare ad altri questa possibilità. I se e i ma, insegni, non fanno la storia. Certo è che nel centro-destra vi siete preoccupati – e tanto – di tenere unito proprio il centro-sinistra perché temevate l’avanzata grillina. Avevate anche un paio di candidati più “graditi” di me, nomi che si facevano persino a Roma. Così come c’era chi era pronto a scommettere sul commissariamento del Pd o era (è?) pronto a “prenderselo”. È vero o non, caro il mio Candido?

Ecco, tutto ciò per dirti che hai vinto e devi governare, questo ti compete, non continuare a preoccuparti di altri, della sinistra che non c’è più (e non è sparita certo oggi) e di quello che succede altrove. No, devi portare avanti il tuo programma e non pensare a qualche nuovo “nemico”. So che ne hai sempre avuto bisogno, lo sono stati i “basisti” prima e persino Bruschini poi, sicuramente è più facile dire ai tuoi “non ce lo fanno fare” o “ma allora il Pd….” o “mister 6% che vuole….” Scontato. Ma i cittadini ti hanno messo lì per fare altro.

L’opposizione farà il suo, stacci, l’avessi fatta te negli ultimi cinque anni forse tante cose non le avresti ereditate oggi. Ma volevi vincere, lo hai fatto, ora governa. Io sarò qui, a controllare, come ho sempre fatto, come hai sempre riconosciuto e ti piaccia o meno racconterò ancora. L’ho detto in Consiglio (del verbale è pubblicato solo uno stralcio, la trasparenza a soggetto, peccato…) la responsabilità è tua adesso. Non mi interessa l’aspetto penale ma quello politico e la coalizione che ti ha fatto eleggere affonda culturalmente le radici in Malasuerte, Evergreeen, Touchdown, nelle proroghe alle coop, in quei metodi e in quelle frasi. Auguri!

Soprattutto attenzione, siamo nel 2018 e rispetto a 20 e 10 anni fa ci sono i social, whatsapp, non c’è Bruschini a mediare ora con Luciano Mingiacchi ora con Enzo Toselli, a smorzare i toni, non ci sono in maggioranza gli Amabile, i Succi, i Perronace, i Gianfranco Tontini ai quali dire “si fa così, dai…” e loro allineati e coperti. No, i ragazzi che hai coinvolto – posso sbagliare eh… – ti daranno filo da torcere e non prendertela con altri se non rispetterai il programma. Come non prendertela con l’opposizione se farà (e lo farà) ciò che deve. Ne hai avuto un assaggio.

L’ha sintetizzato Anna Marracino, l’anello di congiunzione della classe politica e del sistema che rappresenti è tra #nzognende di Bruschini e il tuo #ncentrognende. Troppo comodo.

Ecco, chiudo con le parole di Ligabue: “Caro il mio Candido è il momento dei saluti, ci avremmo riso sopra se ne avessimo parlato…

Mi tengo la sconfitta, tu pensa a governare con i compagni di viaggio che volevi mandare a lavorare, quelli che “detestavi” e tutti color che ti hanno fatto vincere. Sono scelte…

Le dimissioni, l’opposizione, il Pd. Ma prima ascoltate…

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Dieci minuti, poco più. Prendeteveli, ascoltate il video in questo link: da 1 ora e 19 minuti a 1 ora e 30. È Il mio intervento nel corso del primo consiglio comunale. Alcuni scienziati della politica da social ironizzano, altri si lanciano in “analisi”, altri ancora usano – come era stato in campagna elettorale – termini poco consoni, ignorando il mio impegno civile in questa città. Pazienza. Ascoltate e poi traete le conclusioni. Era una cosa annunciata prima del voto, è una parola rispettata, ribadisco che se sollevo questioni di opportunità per gli altri, sono il primo a dovermi porre il problema e ad agire di conseguenza

Della sconfitta mi sono assunto la responsabilità. I cittadini ci hanno mandato all’opposizione e quella dobbiamo fare, anzi abbiamo iniziato a farla. Nel consiglio di domani (auguri a Lina Giannino che prende il mio posto) si discute la mozione che impegna sindaco e giunta a revocare i “quattro cantoni” a Puccini. Il sindaco si è detto d’accordo, è un passo avanti rispetto a un altro pezzo di “villettopoli” mascherata da strutture turistiche.

Opposizione che controlla (per davvero, senza sconti) ma fa anche proposte. Questo è l’impegno assunto, anche da chi scrive, insieme a chi ha fatto parte dell’esperienza della campagna elettorale e non si tira indietro, anzi.

In questo quadro riemerge la polemica tutta interna al Pd sulla convocazione di un’assemblea per analizzare il voto. Legittimo, per carità, tra chi lo chiede però c’è chi alle amministrative sosteneva altri candidati apertamente. C’è pure chi, quando si è trattato di indicare un nome, pensava a chi davvero fino a qualche settimana prima aveva sostenuto candidati di destra alle regionali, dicendo falsamente che io ero “uomo di De Angelis”. È un gioco delle parti che ho imparato a conoscere meglio nelle settimane di campagna elettorale, con molto “fuoco amico” purtroppo. Dovevo metterlo in conto e ripeto: la responsabilità è di chi perde.

Dispiace che qualcuno che per quella sconfitta ha gioito oggi voglia “processare” il Pd, dopo aver fatto altrove la campagna elettorale. Dispiace che mentre si prova a costruire un’opposizione che non farà sconti – e De Angelis se ne è già accorto ed è molto nervoso di fronte alle iniziative adottate – qualcuno continui a seguire logiche che a me non appartengono.

Ah, in campagna elettorale ho ricordato – anche a chi oggi convoca riunioni che da quanto so comunque sono già previste – che i rapporti personali sono una cosa, le posizioni rispetto alla visione della città sono altro. L’ho ribadito anche in Consiglio a De Angelis, se qualcuno avesse la bontà di ascoltare…

Il porto, i “giorni importanti”, quello che dobbiamo sapere

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L’ultimo annuncio sul porto, dopo quelli dei bandi e dei lavori imminenti, campeggia nella home page del Comune di Anzio. Anche stavolta, sembra fatta e i lavori dietro l’angolo. Sarà così? Difficile.

Alla realizzazione del bacino da parte della Capo d’Anzio – che si limita a gestirlo – ho smesso di credere da tempo dopo un’infatuazione per la quale ho chiesto scusa. Troppe le cose che non vanno, né si può immaginare che ogni volta sia “un giorno importante” come leggiamo nella nota.

Lo era l’avvento di Marconi e della sua Italia Navigando (via Gianfranco Fini ) con De Angelis sindaco la prima volta, salvo scoprire poi che la società non era pubblica ma l’ingegnere aveva già il 3% delle quote. “Siamo stati truffati“, ha detto in campagna elettorale lo stesso De Angelis quando ho avuto modo di ricordarglielo.  Ma nulla abbiamo fatto, dopo averlo scoperto.

Il suo predecessore, nel 2014, aveva detto rispondendo proprio a lui in consiglio comunale “parola d’onore caccio Marconi“. Dieci giorni dopo firmava la “road map” che potete leggere qui. Per questo non è la prima volta che “parte pubblica e parte privata della Capo d’Anzio, trovano e formalizzano un comune accordo per la realizzazione del nuovo Porto“. E’ la prima della gestione del presidente Marchetti, forse era più corretto dire così.

Così come, ci si accorda oggi ma in Tribunale si è ancora “avversari” per il capolavoro italico della scissione di “Italia Navigando”, con la quale Marconi si è ritrovato dieci porti come liquidazione della sua attività nella società. Nessuno chiese il parere di Anzio, Marconi non ha mai rispettato i patti parasociali che firmò da rappresentante di Italia Navigando sui soldi da trovare entro un anno dalla concessione (anzi, li ha disconosciuti), tra affidare l’incarico all’avvocato Cancrini, fare causa e rendere noto il parere è stato anteposto perfino il “segreto di Stato” a Marco Maranesi – oggi consigliere di maggioranza – che chiedeva quel documento. Abbiamo agito tardi e male. Ora si attende la sentenza.

Da senatore, De Angelis, presentò una interrogazione  ma la risposta fu che era tutto regolare. L’ingegnere, del resto, aveva e ha copertura politica molto ampia.

Era “un giorno importante”  la firma dell’accordo di programma, quindi una concessione che la Capo d’Anzio ha dal 2012 inutilmente. E sono stati spacciati come “giorni importanti” ora la demolizione dello Splash down, ora la “cacciata” degli ormeggiatori che Bruschini votava in assemblea e smentiva quando li incontrava in Comune prendendosela con Luigi D’Arpino messo lì proprio in virtù dell’accordo politico tra lui e De Angelis. Lo era anche la gara promessa dall’ex presidente Ciro Alessio Mauro che ha almeno rimesso in sesto dal punto di vista normativo le vicende societarie.

Molto è avvenuto mentre De Angelis, di lotta e di governo rispetto all’amministrazione Bruschini, era in consiglio comunale. Adesso è sindaco e quale socio di maggioranza, in rappresentanza con quel 61% dei cittadini di Anzio, teoricamente ancora proprietari del porto, deve spiegare meglio quello che sta accadendo. Soprattutto  questo “regalo” di Marconi (che continuo a pensare presenterà, alla fine, un conto salatissimo) e i 20 milioni di euro di finanziamento dei quali parla “il Granchio” nell’edizione in edicola. Ero rimasto ai 10 di Igea Banca (potete leggere qui )  e Bruschini ovviamente non rispose.

Vediamo se De Angelis è davvero la discontinuità. Non è a me che deve la risposta, ma ai cittadini dei quali rappresenta il 61% delle quote nella Capo d’Anzio. Ah, già che c’è, se volesse rispondere pure sulla storia dei parcheggi affidati agli eredi di “Malasuerte” dalla società controllata dal Comune… Grazie!

Gemellaggio, la festa a Bad Pyrmont dimenticata in Comune

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La festa è in programma dal 18 al 21 ottobre a Bad Pyrmont, la città con la quale Anzio è gemellata da 60 anni. Le iscrizioni vanno mandate entro il 15 luglio, quindi manca una settimana, ma nel corso di una recente visita il delegato tedesco si è reso conto che nessuno sa nulla di questa possibilità.

Sarà stata una dimenticanza, saranno state le elezioni, sarà stato quello che volete ma “aspettiamo da marzo le risposte delle associazioni sportive e culturali ma nessuna aveva mai sentito del progetto” – dice l’organizzatore.  L’idea che   si è fatta è palese: “Il Comune sembra aver dimenticato di informare i cittadini della festa“. Un evento nel quale coinvolgere, appunto, realtà associative e sportive. Nulla.

A marzo c’era ancora sindaco Luciano Bruschini, il suo successore incaricato Candido De Angelis era al lavoro per le liste. Del gemellaggio si occupava (se ne occupa ancora?) l’uomo per ogni stagione, Umberto Succi. Allora era consigliere comunale – andato anche di recente nella città “gemella” – e poi candidato in una delle liste a sostegno di De Angelis,  senza grande fortuna.

Va be’, ma la cerimonia è a ottobre perché tanta preoccupazione? I tedeschi sono precisi, è noto, ma qui c’è una vicenda che riveste ancora maggiore importanza: hanno ricevuto un contributo dell’Unione europea per l’evento e se arrivano le iscrizioni entro il 15 luglio i ragazzi saranno ospiti in famiglia e non pagheranno il volo, se invece si va oltre questo limite dovranno pagare 200 euro ciascuno.

In Comune sanno tutto, chi doveva avvisare evidentemente non lo ha fatto. Ora immaginiamo la corsa contro il tempo. Meglio tardi che mai.