Puccini-Vignarola, dallo scoop a oggi: piccolo riassunto

Sono d’accordo con l’iniziativa organizzata, per domenica prossima, dal comitato che difende l’area della “Vignarola“. Lo sono non da oggi, è noto, ma purtroppo ragioni di lavoro mi impediscono di essere fisicamente lì.

Spero che tanti aderiscano, perché far rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta sarebbe l’ennesima beffa di “Villettopoli“. Continuano a dirci che non ci saranno residenze, ma nessuno ci spiega l’esigenza di “spacchettare” le cubature che non può essere diversa da quella di un privato che vuole cedere l’area e nelle condizioni attuali non può, evidentemente. Ma il Comune deve pensare alla collettività, non alle esigenze di un privato.

In questo video ho riassunto qualche chicca.

Ripeto, spero che domenica si dia un segnale forte. Come quelli che, negli anni, diedero gli anziati: sfilando per “riprendersi” Tor Caldara (ero poco più che bambino), poi con manifestazioni, iniziative successive tipo “Caccia alla cartuccia“, con Festambiente dedicata a Cosimo D’Andretta e Angela Liuccio in memoria dei quali lì abbiamo piantato un ulivo, con le tante attività che ha portato avanti l’indimenticabile Alfredo Cozzolino, fino alle ultime del Comitato, come quella delle “Avventure di Sam” o il ricorso presentato grazie ai contributi di numerosi cittadini.

Perché Tor Caldara – e la tutela di quell’area che è di fronte – restano un patrimonio della città.

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Puccini-Vignarola, accetto la sfida dell’ex assessore Attoni

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Renzo Mastracci (a sinistra) discute con Sebastiano Attoni. Intorno altri rappresentanti del Comitato per la tutela della Vignarola

Ho ricevuto, nei giorni scorsi, un messaggio dell’ex assessore all’urbanistica, candidato alle ultime elezioni nella coalizione a sostegno di Candido De Angelis (per il quale è stato nel 2003 assessore al turismo) Sebastiano Attoni.

Mi sfida a un dibattito pubblico sulla vicenda Puccini-Vignarola. Ho suggerito che era il caso di rivolgersi al Comitato che dal 2015 – da quando in questo umile spazio venne sollevato il problema – segue la vicenda.

Ma lui no, vuole farlo con me, il “nemico” anche di questa amministrazione evidentemente. In pubblico, ovviamente, e io ho dato l’ok. Informerò di dove e quando e coinvolgerò il Comitato che meglio di chi scrive ha  le carte a disposizione. Ne chiederò anche al Comune.

Il discorso era ed è chiaro: c’è una previsione di piano regolatore, per me quella deve restare. “Spacchettare” quell’hotel con centro congressi e farne “quattro cantoni” rischia di nascondere altro e ad Anzio abbiamo già dato.

Per questo nel programma elettorale di #unaltracittà avevo inserito la revoca di quella previsione passata in giunta (lo aveva fatto anche Luca Brignone) e per la quale adesso il privato chiede la nomina di un commissario.  Per questo avevamo proposto la mozione che impegnava sindaco e giunta a revocare quella delibera, malamente bocciata dalla maggioranza che ha smentito gli impegni solennemente assunti dal sindaco.

Che su una cosa ha ragione:  il commissariamento porterebbe ai “quattro cantoni” che dice non gli piacciono, e che “finché ci sarò io non si faranno mai“. Al tempo stesso va pure riconosciuto che a fronte del dibattito avviato, la proprietà ha deciso di rivolgersi per l’ennesima volta al Tribunale amministrativo. Finora ha sempre perso, dai tempi dei 500.000 metri cubi da realizzare alle vicende dell’ultimo piano regolatore, e speriamo che la “striscia” continui.

Il discorso è altro e l’ha raccontato bene il delfino di Patrizio Placidi in consiglio comunale: “Quell’area è privata“. Lo sappiamo bene, il Comune dovrebbe guardare all’interesse pubblico e non ad altro. Sarà il primo punto della “sfida” con Attoni. Non vedo l’ora.

Puccini-Vignarola, la proprietà va al Tar: vuole costruire subito

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E’ passato dall’essere d’accordo con la revoca dell’atto della “sua” maggioranza nel 2015 – detto in campagna elettorale e in consiglio comunale – al “finché ci sarò io non si farà mai“. Il sindaco di Anzio, Candido De Angelis, sulla vicenda Puccini-Vignarola, si è accontentato della mozione presentata in consiglio comunale dal delfino di Patrizio Placidi, ha fatto respingere quella delle minoranze, avrà avuto le pressioni politiche dell’ex assessore Sebastiano Attoni e del  sindaco che lo ha preceduto e “incaricato“, Luciano Bruschini.

Una cosa l’ha omessa e speriamo non sapesse, altrimenti sarebbe gravissimo: il 18 luglio, cioè una settimana prima del Consiglio  nel quale la mozione è stata discussa, in Comune è arrivato il ricorso della “Pineta srl”. Vale a dire la società proprietaria dell’area Puccini-Vignarola che si è rivolta al Tar, il tribunale amministrativo regionale, per chiedere “la declaratoria e l’annullamento del silenzio formatosi sull’istanza volta ad ottenere la conclusione del procedimento di approvazione del “Piano Urbanistico Attuativo – Parco Puccini” ai sensi e per gli effetti della legge regionale n. 36/1987 e contestuale nomina di un commissario ad acta“.

Tradotto: vuole costruire subito i “quattro cantoni” ovvero far nominare un commissario che si sostituisca agli uffici affinché si proceda. Il Comune ha dato mandato a un avvocato, vedremo cosa deciderà il Tar, ma alla luce di questo torna di attualità la revoca di un atto che le minoranze avevano proposto e il sindaco aveva detto di accettare, salvo cambiare idea.

La maggioranza che lo ha eletto la pensa diversamente, il rischio che un altro pezzo di “villettopoli” sorga di fronte a Tor Caldara, oggi è più attuale che mai.

Non c’era bisogno di essere indovini per capire che uno può anche sostenere che “non si farà mai“, però poi le procedure vanno avanti. E il 18 luglio la proprietà si era già mossa in tal senso…

Vignarola-Puccini, un’alternativa da valutare

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L’area Puccini vista da google.maps

A proposito della difesa della Vignarola o area Puccini, arriva la proposta via facebook di un cittadino – Claudio Tondi – che è il caso di approfondire, verificando se esiste una possibilità del genere e qual è la strada procedurale da intraprendere per evitare che si realizzi la variante adottata dal Comune. La riporto anche di seguito:

Riguardo al destino della Vignarola mi chiedo se non sia opportuno mettere a frutto l’attuale impasse prodotta dal ricorso al TAR che consente di prender tempo prima che il cemento inizi a colare. Ebbene, rinunciando alla cessione dell’area alla città si disinnescherebbe la contropartita dell’edificazione. Che la tenuta resti privata ma suggerire,anzi proporre alla proprietà agevolazioni fiscali se nel 70% della superficie ci impianta attività agricole-didattiche-naturalistiche da visitare a pagamento, se allestisce e gestisce nel casale un “Museo di Tor Caldara/Vignarola” e sistema a parco, privato ma aperto gratuitamente al pubblico, il restante 30%. Senza stradoni,senza agglomerati edificati“.

Renzo Mastracci, che l’altra sera ha tenuto un intervento, ha le conoscenze tecnico-giuridiche per dire da subito se questa strada è percorribile, ad esempio. E se e come può diventare una proposta operativa sia per il privato, sia per il Comune a fronte di un piano regolatore vigente che prevede – comunque – la realizzazione di un albergo con centro congressi in quell’area.

Ignoriamo, invece, qual è il peso fiscale a carico della società attualmente e se un’agevolazione come quella ipotizzata può essere o meno appetibile o comunque a cosa va incontro il Comune – come potenziale danno – riducendo le imposte in quell’area. L’impressione è che il privato punti più a una decina di milioni di euro “cash” – tanto sembra otterrebbe dalla cessione su carta della variante – più che a gestire l’area, ma mai dire mai.

E’ comunque un’idea  e come tale merita di essere presa in considerazione, al Comitato non mancano mezzi e strumenti per farlo. Chissà che un’alternativa ai “quattro cantoni” possa esserci.

 

Area Puccini, da ieri siamo tutti un po’ “Sam”

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Bosco… casa… Gioia!” Chissà se la vicenda della Vignarola – o area Puccini –  finirà davvero come immagina il libro “Le avventure di Sam” presentato ieri sera in una sempre suggestiva passeggiata notturna a Tor Caldara con decine di persone presenti.

Di sicuro le parole di Vincenzo Picone, la ricostruzione dei luoghi tra il fiabesco e la realtà, le illustrazioni di Alessandro Barbone e la grafica di Fabiano Bortolami, danno il senso preciso della battaglia che sta conducendo il comitato La vignarola nel cuore“.

Vale la pena di acquistare questa fiaba per adulti e bambini, contribuire alle attività del comitato, capire quello che sta accadendo in un’area dove la parola fine il piano regolatore l’aveva scritta con un insediamento alberghiero e che oggi si è voluta trasformare in altro.

C’è un ricorso al  Tar pendente, la Regione Lazio ha chiesto ufficialmente spiegazioni al Comune sulla delibera adottata, l’assessore Sebastiano Attoni ha sempre detto che è tutto secondo il piano regolatore.

Poco più di un anno fa, da questo umile spazio, venne reso pubblico ciò che stava accadendo. Attoni fu subito disponibile al dialogo – è una caratteristica che gli va riconosciuta – e poi la pratica ha fatto il suo iter in Comune. Fino ad arrivare all’adozione.

Eravamo e restiamo dell’idea che se concedere una cubatura per albergo con centro congressi era servito a chiudere una vicenda che si trascinava da anni su quell’area, non si può far entrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta. Se e quando potrà realizzare l’albergo, l’imprenditore lo farà. Altrimenti resti pure tutto com’è.

Dopo aver letto la fiaba siamo tutti un po’ Sam e intanto ci teniamo stretta quella “Aria fetente” – come viene definita nel libro – di Tor Caldara. Molti di coloro che erano lì ieri sera si sono battuti, negli anni, per conquistarla, altri hanno scoperto la storia dell’ex campeggio. Per fortuna, almeno la riserva, nessuno può togliercela.