Trasporto scolastico, l’azienda che lavora e il mistero del contratto non firmato

C’è una cosa che ormai sembra acclarata al Comune di Anzio. Si assegnano le gare, poi non si firmano i contratti. E’ emerso anche durante il processo per il caso Raimbow-Colarieti-Santaniello, è confermato in questi giorni con una vicenda che ha del paradossale.

E’ quella relativa al “trasporto scolastico e di assistenza con accompagnatore anni scolastici 2013-2016”. Una storia che rischia di diventare infinita e una sola certezza: l’azienda che ha vinto l’appalto ha svolto il servizio per tutto l’anno scolastico ma non è stata ancora pagata. Manca il contratto. La dirigente Angela Santaniello non lo firma, né altri in Comune lo fanno. Errori? La “disputa” tra dirigenti e amministrazione? Quella – neanche tanto velata – tra dirigenti e segretario? Cos’altro? Difficile saperlo

Un passo indietro: viene bandita la gara, la determina viene revocata perché c’è un errore nel conteggio dei chilometri e a quel prezzo sarebbe stato improponibile partecipare, viene fatto un ulteriore bando – stavolta con i chilometri giusti – si svolge di nuovo la gara e la vince la Sac mobilità. Tutto a posto? Nemmeno per idea, perché l’azienda che è arrivata seconda – Turismo Fratarcangeli – presenta ricorso al tribunale amministrativo regionale (Tar) del Lazio. Può succedere. Nelle more della decisione dei giudici amministrativi, però, il contratto non si firma.

Poi il Tar decide, siamo già al 15 aprile, “respinge il ricorso principale” e dà ragione al Comune. Sull’indizione della gara e sulla determina di assegnazione del servizio. Non solo, condanna anche il ricorrente a pagare le spese di giudizio al Comune stesso e alla Sac Mobilità. E’ finita? Macché…

Non basta una riunione allargata, né la soluzione che viene indicata in quella sede, la firma sul contratto non arriva. Intanto i bus – ogni giorno – continuano a trasportare bambini e il personale ad assisterli, l’azienda paga i dipendenti, il carburante, la manutenzione dei mezzi.

E un altro dei paradossi del Comune di Anzio è servito… 

Parte civile? Staremo a vedere

Parte civile? Staremo a vedere

 

Il Comune di Anzio si costituirà parte civile contro la cosiddetta “cupola” dei rifiuti? Lo sapremo quando inizierà il processo. Prendiamo atto – e sottoscriviamo – della petizione on line del comitato Tares equa. Una cosa è scritta nero su bianco dai magistrati che hanno svolto l’inchiesta: Anzio, ma anche Nettuno, sono state praticamente “costrette” a scaricare a Borgo Montello e quindi a spendere di più. 

Questo perché la “cupola” bloccava in Regione l’impianto di Aprilia, aveva il monopolio nel Lazio, faceva quello che riteneva opportuno e pazienza se i cittadini dovevano pagare di più. E’ tutto da accertare, sia chiaro, ma un segnale forte dal Comune di Anzio potrebbe anche arrivare. Se davvero si è pagato di più, hai visto mai che i Landi, i Cerroni e compagnia un giorno debbano restituire qualcosa alle casse del Comune?

Le speranze sono poche, la costituzione non è arrivata contro il clan Gallace-Novella o contro quello Noviello-Schiavone, figuriamoci nei confronti di persone con le quali se non amicizia c’è stato un rapporto istituzionale-imprenditoriale lungo anni. Vedremo cosa faranno il sindaco Luciano Bruschini e il rientrante assessore Patrizio Placidi, vedremo se dalla maggioranza qualcuno batterà un colpo e se dall’opposizione si leverà una voce in tal senso. Il processo è alle porte, il Comune sostiene ogni anno migliaia di euro di spese legali, una parcella in più – in questo caso – sarebbe un segnale nel verso giusto. 

 

A Latina il Pedibus, ad Anzio le auto tra i bambini

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A Latina il Pedibus, ad Anzio le auto tra i bambini

 

Lunedì a Latina partono. Il Pedibus diventa realtà. Ad Anzio lo fanno da qualche tempo al “Collodi”, ma intanto a via Ambrosini le auto continuano a passare tra i bambini. Va un po’ meglio altrove, ma la progettualità per un’iniziativa simile – ormai diffusa in tutta Italia – manca.

Non abbiamo neanche più i “nonni vigile” perché nel paese dei volontari a pagamento, finiti i soldi del Comune ai Centri anziani è finito anche il servizio. In Comune nessuno si preoccupa di mettere in piedi un progetto del genere, sono alle prese con ben altre dispute come sappiamo da tempo. 

 D’altro canto basta vedere la condizione delle scuole, che ora però avranno dei fondi annunciati in pompa magna, e la considerazione che si ha degli alunni. A Via Ambrosini, per esempio, dopo la visita di Roger Waters e il cancello dipinto in fretta e furia, è rimasto il resto dell’inferriata arrugginita. Riccardo Cocciante con due secchi di vernice voleva colorare tutti i muri per Margherita, qui ne sarebbe bastato uno per dire ai bambini che se non altro sono importanti quanto Roger Waters… 

Figuriamoci se c’è chi pensa al Pedibus… 

Per la cronaca, il dirigente della polizia municipale di Latina – che ha seguito da vicino anche questo progetto – è Francesco Passaretti, di Anzio. Nessuno è profeta in patria

Previeni i tumori e passi tra i bambini, la battaglia (persa) di Villa Sarsina

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L’ultimo della serie è il furgone della prevenzione tumori. Questa mattina, intorno alle 8,30, il mezzo della Asl è passato tra genitori e bambini che entravano nelle scuole di via Ambrosini. E’ una vicenda mai risolta, purtroppo, quella della strada che dalla via conduce fino alla sede del Comune, a Villa Sarsina.

Pochi metri nei quali vige il divieto di transito imposto dal buon senso prima ancora che da un cartello. Lo  hanno ignorato, nel tempo, il segretario generale, l’ex dirigente della ragioneria, una pattuglia dei carabinieri, dipendenti della ditta di vigilanza, altri mezzi diretti al Comune o in uscita da lì. Nei giorni scorsi, lunedì intorno alle 14,20, anche il presidente del Consiglio comunale che lasciava Villa Sarsina.

La battaglia è persa, non c’è dubbio, quando la scuola si mise d’accordo con l’allora dirigente della polizia locale Bartolomeo Schioppa per sperimentare una settimana di chiusura di via Ambrosini il sindaco decise all’ultimo istante di bloccare tutto. Non si chiude via Ambrosini – nemmeno per un esperimento – figuriamoci se c’è chi rinuncia al “privilegio” di entrare e parcheggiare a Villa Sarsina o chi non si accorge – banalmente – che è il caso di aspettare qualche minuto. Non si chiude via Ambrosini, dove quotidianamente si rischia che qualcuno si faccia male, figuriamoci quel piccolo tratto che sia per una buona causa come quella della Asl o per un diritto acquisito in base al ruolo ricoperto, consente di passare…

Che esempio hanno dato, questa mattina, i responsabili del camper che arriva lì per fare prevenzione e calpesta una banalissima regola, passando tra i bambini con tutti i rischi che ciò comporta?  E dov’era il vigile? 

E’ una battaglia persa, è vero, e magari si arriverà a chiudere almeno quando passano i bambini per entrare e uscire da scuola solo dopo una disgrazia. Ci auguriamo mai, anzi resti sempre tutto aperto.

Speriamo che si apra almeno la mente di chi dovrebbe semplicemente usare un minimo di buon senso e avere la capacità di capire che se dei bambini – da 3 a 11 anni – stanno entrando o uscendo da scuola, è il caso di aspettare. 

Il segretario, la retribuzione, la trasparenza e chi controlla il controllore

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Il segretario generale del Comune di Anzio, Pompeo Savarino, si lamenta in tv a Ballarò a nome della categoria che rappresenta, per il rischio di tagli o comunque di blocco della sua retribuzione e di quella dei segretari o dirigenti pubblici proposto dal ministro Madia. Lo aveva già fatto in passato, con una lunga intervista al Corriere della Sera. Fa la sua parte, è giusto, così come non c’è nulla di scandaloso se a un ruolo di responsabilità corrisponde uno stipendio lordo di 128.000 euro annui (ma dal sito del Comune ne risultano 135.793,37). E’ giusto che quanti hanno maggiori oneri siano retribuiti adeguatamente, non c’è da scandalizzarsi.

Sono altre le cose che non tornano, il segretario ci perdonerà. La prima è che in qualunque azienda privata avrebbe dimenticato, da tempo, i benefici della cosiddetta “contrattazione di secondo livello”. Ci sono aziende nelle quali sono stati tagliati persino i “buoni pasto”, figuriamoci emolumenti aggiuntivi. Leggi indennità di risultato, dalle nostre parti sempre al 100% come se il Comune funzionasse alla perfezione. Chiedere ai cittadini se è così o meno…

La seconda – ben più importante – è che nessuno mette in dubbio il suo compenso, purché a questo corrisponda un Comune che rispetta le norme. Spiace, ma per la trasparenza – ad esempio – non è così. Né bastano i curriculum pubblicati e qualche atto, nemmeno tutti, rispetto a delibere e determine.  Ad Anzio il decreto legislativo 33/2013 continua a non essere applicato, anzi a essere violato. Lo dice anche l’Autorità nazionale anticorruzione che informa   “nell’esercizio dei propri poteri di controllo” di aver “richiesto al Comune di Anzio di fornire notizie in merito alle inosservanze segnalate”. Le aveva segnalate, per dovere di cronaca, con un dettagliato esposto, il gruppo di cittadinanza attiva “Cittadini 5 stelle Anzio”. L’Autorità il 26 marzo ha deliberato di chiedere chiarimenti, in Comune avranno perso quella nota come fu per il parere sull’incompatibilità di Placidi? O l’avranno ricevuta senza rispondere? O, se hanno risposto, come si sono giustificati?

Ecco, queste indicazioni i cittadini le aspettano da chi – giustamente pagato per il ruolo che ricopre – le deve fornire. Vanno bene anche 150.000 euro, paradossalmente, purché poi se c’è una commissione trasparenza il segretario vada alla prima convocazione come, invece, non è stato. E si parlava, guarda caso, proprio del decreto legislativo 33/2013.

Giova ricordare, inoltre, che nei rilievi non di umili cittadini che comunque, in quanto tali, sono portatori di interessi, ma del Ministero dell’Economia e delle finanze c’è anche qualche richiamo a Savarino. Per i diritti di rogito che in consiglio comunale Zucchini ha detto che verranno restituiti per la parte eccedente, ma anche per aver violato il principio di omnicomprensività della retribuzione per i “gettoni” del nucleo di valutazione. Insomma, uno quei soldi che la Madia e il governo vogliono “tagliare” li vuole anche spendere ma poi la macchina deve funzionare. Da ultimo c’è stato il “richiamo” proprio del vice sindaco a fare in modo che sulla trasparenza il Comune si adeguasse e chi dovrebbe farlo è proprio il segretario.

Terza vicenda, sulla quale né una maggioranza che pure è particolarmente attente alle vicende dirigenziali (vedi mense) né un’opposizione che dice di comprendere “le oggettive difficoltà” sulla trasparenza (vedi il capogruppo Pd) sembra interessata. Il segretario è al tempo stesso responsabile dell’anticorruzione ma anche di alcuni servizi tra cui atti giudiziari, contenzioso, assicurazioni. Si profila un conflitto di interessi? Chi controlla il controllore? In alcuni Comuni la questione è stata posta, ad Anzio ce la prendiamo con calma.

A proposito di macchina, infine. E’ vero, il segretario viene da Roma con il proprio mezzo e torna a casa con quello, c’è il carburante da pagare, il veicolo è soggetto a usura e manutenzione, non c’è dubbio, e una fetta di quella retribuzione va sicuramente per l’auto. Prendere il treno no? 

La discarica a cielo aperto, le promesse di Placidi, i dati nascosti

Il nuovo, si fa per dire, assessore all’ambiente Patrizio Placidi annuncia un altro dei suoi “miracoli” ( http://portale.comune.anzio.roma.it/archivio10_notizie-e-comunicati_0_486_0_3.html) dopo essersi accorto, probabilmente, che il centro cittadino è diventato una discarica a cielo aperto. 

Il “porta a porta” non riguarderà la zona centrale, si aspetta la nuova gara, ma fra un numero e l’altro che viene fornito nella nota ufficiale si dice che si “avvicinerà” e che saranno create anche delle zone dove poter lasciare i rifiuti andando via da Anzio. Con la gara che non si terrà prima dell’estate – la scadenza è prossima ma i tempi di bandi del genere sono lunghi quando si tratta di passare all’assegnazione – c’è da tremare pensando a quello che rischiamo quando i residenti aumenteranno. Se oggi tra viale Mencacci e via Gramsci, il porto e via Fanciulla d’Anzio, i secchioni si cominciano a riempire dal tardo pomeriggio, figuriamoci domani…

Ma Placidi è uomo dei “miracoli” – a dire il vero questi sono forse gli unici che gli mancano – e una soluzione la promette sempre. Quello che i cittadini ai quali la bolletta dei rifiuti è cresciuta a dismisura vorrebbero sapere è altro. Da un anno – eravamo in piena campagna elettorale, come adesso c’è quella per le Europee e l’assessore all’ambiente ritrova la parola – la differenziata “porta a porta” riguarda la larga parte del territorio. Bene: che risultati ha dato? Quanto è stato risparmiato in discarica? A proposito, sui pesi differenti tra partenza e arrivo a destinazione c’è un’inchiesta aperta dopo le segnalazioni di Fontana in consiglio e le repliche del sindaco… E già che parliamo di inchieste farà bene il Comune a costituirsi parte civile contro chi – secondo la Procura di Roma – ci costringeva ad andare a Montello e pagare di più. Il processo a Cerroni & C. inizia il 5 giugno e dopo il comitato Tares equa farebbe bene anche l’opposizione a sollecitare l’amministrazione in tal senso. 

Torniamo alla differenziata. Quanto vetro, plastica, carta, il Comune ha conferito ai consorzi obbligatori e quanto ha incassato? Le domande di De Angelis in consiglio sono cadute nel vuoto. Eppure gli uffici, assessore o non, i dati dovrebbero averli… O è come il piano finanziario secondo il quale non sarebbe aumentato nulla, mentre poi abbiamo visto i risultati?

Ecco, va bene estendere il “porta a porta”, è bello sapere che l’assessore all’ambiente si preoccupa della discarica a cielo aperto che da mesi invade il centro, sarà un vanto la nuova bandiera blu,  ma i dati di ciò che è accaduto da un anno a questa parte sono forse segreti o, peggio, nascosti? Grazie

Il calcio scompare, paradossi e una città che non partecipa

La fine dell’Anzio calcio è vicina. Sì, vabbè, si chiama Anziolavinio ma per noi resta sempre Anzio. Il presidente Franco Rizzaro annuncia da settimane che non ce la fa più e che se le cose non cambiano farà solo il settore giovanile. A lui va detto solo grazie per quello che ha fatto in due decenni, prendendo una società a brandelli e restituendola al suo blasone. 

La grande passione di Franco, solo per questo la Anzio calcistica è ancora viva e festeggia i suoi 90 anni. Poi? Ma davvero a qualcuno interessa?

In Paradiso a dispetto dei santi non si va, è noto, perciò non è scritto da nessuna parte che si debba fare per forza la serie D. Soprattutto se questo vuol dire cedere a “gruppi” o “cordate” che con il calcio hanno poco a che fare ed entrerebbero in società solo per ben altri fini. Uno dei primi numeri del settimanale “il Granchio” titolava “L’Anziolavinio è in vendita”. Oggi siamo di nuovo a quel punto. Per fortuna la società non è quella di allora, né la disputa fra gruppi e titolari di quote è ai livelli di quegli anni. 

Ma dobbiamo guardare in faccia la realtà: Rizzaro non ce la fa più e non può permettersi la serie D, pur fatta praticamente “in casa” come quest’anno. La città ha la voglia, la forza, i soldi, per una serie D? Evidentemente no, se a fare appelli perché il novantesimo compleanno non venga rovinato sono rimasti solo i tifosi della “Vecchia guardia” e qualche altro appassionato. Né funziona il discorso del titolo “dato al Comune”, come se un’amministrazione pubblica con i tempi che corrono possa pensare al pallone.

Il calcio, ad Anzio, ha ancora un seguito tale da meritare attenzione? Basta guardare le presenze al “Bruschini”: i soliti noti. Dispiace, perché la gloriosa storia di questa società che il collega Nino Visalli sta ricostruendo su facebook, rischia di sparire. E sarà inutile, a quel punto, la festa promessa dal Comune,attraverso il delegato allo sport Massimo Millaci – ex calciatore – per i 90 anni.

Non tutti i mali vengono per nuocere, però. Proviamo a riflettere. Certo la serie D è importante, sicuro Anzio merita questo palcoscenico, ma se non ci sono le forze si abbia il coraggio di ripartire da quello che si può fare. Fosse paradossalmente anche la terza categoria.   Vorrà dire che in serie D ci torneremo quando non ci sarà solo Rizzaro a tirare la carretta, ma una città intera. Un sogno, forse, ma l’Anzio calcio tutto merita fuorché una fine ingloriosa

Manifesti elettorali abusivi, gli “zozzoni” di sempre e la nuova trasparenza

Una battaglia persa, purtroppo. I candidati alle elezioni europee di schieramenti trasversali, quelli che più possono investire in manifesti elettorali e non solo, tornano a imbrattare le nostre città. Non tutti, per fortuna, né tra i partiti tradizionali e né in un movimento come quello di Beppe Grillo che di soldi per le campagne elettorali non ne vuole spendere proprio.

I “big” passati per Regione, Camera o Senato, Comune di Roma come “buen retiro”, perché no la defunta Provincia, non ci risparmiano i loro faccioni sotto simboli di ogni genere. Dal Pd all’Ncd, dalla rediviva Forza Italia alla “bentornata Alleanza” di Fratelli d’Italia. In queste ore grazie ai social network si susseguono le segnalazioni di cittadini indignati.

Purtroppo serve a poco. Gli “zozzoni” sono sostanzialmente quelli di sempre e continuano a imbrattare o a far stazionare costose “vele” pubblicitarie che invece dovrebbero circolare, perché in passato non hanno mai pagato. Sì, saranno anche stati multati, ma poi si sono votati delle “sanatorie” che hanno trasformato l’affissione abusiva in campagna elettorale in costi irrisori. Ecco che tornano, allora, incuranti del rispetto delle norme, del decoro urbano, offendendo l’intelligenza di chi dovrebbe votarli. Anche di chi è convintamente di un partito e già sa che sceglierà quel candidato.

Ecco, allora, la necessità di una nuova trasparenza. Sei candidato al Parlamento Europeo? Sei un personaggio pubblico? Bene, se vieni multato pubblico sul sito del mio Comune il verbale dei vigili. Una specie di tabella, candidato X, partito Y, manifesti abusivi N, multa di euro NN. A fine campagna elettorale, poi, il rendiconto di chi ha pagato e chi non…

 Ad Anzio sarebbe dura, non si trovano gli atti ufficiali, figuriamoci una cosa del genere. Ma da qualche parte si dovrà pur cominciare. Sarebbe meglio se si partisse dal rispetto delle norme da parte dei candidati, sappiamo però che la battaglia è persa in partenza…