Bilancio, salta il consiglio. Le dure accuse di Zucchini, la vetero politica e burocrazia

ImmagineLa dura presa di posizione del vice sindaco, Giorgio Zucchini, sul rinvio del consiglio comunale, diffusa dall’ufficio comunicazione e riportata di seguito, dopo la diffusione della notizia del rinvio.

Il Consiglio Comunale di Anzio, previsto per il 29 aprile, è stato rinviato al prossimo 20 maggio, alle ore 16.30, in modo da consentire agli Uffici Comunali di adeguare gli atti del Rendiconto 2013 ai rilievi sollevati dal Collegio dei Revisori dei Conti. In particolare dovranno essere chiarite le risultanze contabili con la Tesoreria (Unicredit) ed adottate le determinazioni dei residui attivi e passivi da parte dei singoli Responsabili di Servizio dell’Ente.

Detto questo è del tutto evidente che, nonostante i Dirigenti mi avessero certificato la completezza della documentazione riferita al Rendiconto 2013, la macchina amministrativa del Comune mostra segni di inefficienza. La considerazione che ne consegue, come avevo sostenuto nei giorni scorsi, è la necessità di rimodulare indennità e premio di risultato a vantaggio di quest’ultimo con altri valori premianti relativi ai parametri di efficienza, puntualità e gradimento dell’utenza rispetto ai servizi erogati.

L’attività di formazione di atti qualificanti quali il Bilancio preventivo e consuntivo non può essere ulteriormente ritenuta, da parte della Dirigenza, un’attività noiosa e residuale. Al contrario tutti devono impegnarsi molto di più al fine di rendere servizi dovuti alla cittadinanza nonché all’Amministrazione che è impegnata ad attuare il programma amministrativo che gli stessi cittadini hanno scelto. Ribadisco, inoltre, che l’Amministrazione è impegnata a rispettare tutte le leggi e tutti gli adempimenti, compresi quelli in materia di trasparenza e che non potranno più essere tollerati ulteriori ritardi da parte di nessuno”.

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E’ evidente che la “guerra” tra politica e dirigenza – più volte evidenziata qui e in altre sedi – va avanti. C’è da chiedersi cosa faccia Zucchini che è assessore ma è stato, in passato, per dieci anni al vertice della macchina amministrativa. Non si accorge che mancano dei documenti prima di rispondere in consiglio comunale, non più tardi di una settimana fa? Possibile? I dirigenti avranno pure commesso i loro errori, ma quando Zucchini era direttore generale l’allora sindaco Candido De Angelis diceva che se avevano sbagliato i dirigenti era lui a prendersene la responsabilità.

Adesso, con questa sottile disputa che va avanti da tempo, emerge a pieno il sistema nel quale una mano lava l’altra ed entrambe lavano il viso. Della serie la politica chiede, il dirigente consente, se a sua volta ha qualcosa da ottenere nessuno dalla politica andrà a chiedere spiegazioni. Tutto nella liceità, attenzione, ma evidentemente l’ingranaggio si è rotto. Il modo vetero politico-burocratico di intendere l’amministrazione non è più adeguato.

Ora – ad esempio – ci sono revisori dei conti che non sono più nominati dalla politica e che se hanno da fare le pulci le fanno come e meglio di prima, senza dover rendere conto a nessuno. A loro si era rivolto il Pd, a loro avevano scritto i consiglieri che fanno capo allo schieramento di Candido De Angelis. Sui residui da anni si chiedono – inutilmente – dei chiarimenti che forse finalmente arriveranno. Sono passati, per anni, bilanci senza gli allegati della Capo d’Anzio e della Volsca, giova ricordare che le contestazioni della Ragioneria dello Stato parlano di scarsa correttezza e trasparenza. A proposito della quale la legge continua a essere calpestata, i ritardi ai quali fa riferimento Zucchini sono dovuti al segretario generale. Anche con lui, evidentemente, non corre buon sangue. O, meglio, viene fatto notare che l’ufficio per ciò che riguarda la trasparenza non funziona.

 

Il nuovo che avanza, la trasparenza che non c’è, il silenzio sulle mense e i furbi dei rifiuti

ImmagineSergio Borrelli, rieletto presidente del consiglio comunale, sfida papi e imperatori in quanto a durata dell’incarico. Il “buco” di dieci mesi con la poltrona più importante del consesso civico affidata a Patrizio Placidi, nel frattempo tornato assessore, impedisce a Borrelli di concludere un “ventennio” completo, cosa che gli avrebbe consentito ben altra sfida. Ad Anzio il nuovo che avanza, insomma, in un panorama politico che soprattutto in maggioranza resta sempre quello. E il metodo, soprattutto, non cambia. Sembra che la faticosa intesa per riportare Borrelli alla presidenza – con il solo Gianfranco Tontini a esternare il suo dissenso – preveda un rimescolamento nelle deleghe assegnate ai dirigenti. Vale a dire che turismo, spettacolo e sport saranno sottratti alle competenze di Angela Santaniello e affidate al dirigente in pectore Aurelio Droghini. Richiesta che Forza Italia avrebbe fatto perché i rapporti tra i delegati Luciano Bruschini e Massimiliano Millaci con la stessa Santaniello non sarebbero dei migliori.

Auguri a Borrelli per il suo quarto mandato, comunque, sperando che stavolta non faccia identificare i giornalisti e che tenga l’aula un po’ meglio che in passato. A cominciare dal controllare chi entra e perché nell’emiciclo che sembra più un porto di mare che altro.

In ogni modo speriamo che già dal 29 torni lo streaming e che, finalmente, in Comune si capisca se e quando funzionano le linee, quanto e chi paghiamo per averle spesso fuori uso.

Questione di trasparenza, quella che purtroppo continua a mancare. Dà fastidio vedere che mentre il capogruppo del Pd Andrea Mingiacchi torna a parlare dell’applicazione – mancata – del decreto legislativo 33/2013 che pone Anzio fuori legge, si alzino tutti per andare a fumare o qualcuno faccia sciocchi sorrisi. E dispiace che Mingiacchi ritenga che il Comune abbia “oggettive difficoltà” nell’applicare la norma. No, è ora di fare nomi e cognomi. La legge non è applicata e i responsabili sono il sindaco, Luciano Bruschini, e il segretario Pompeo Savarino. Sarà bene che fra quindici giorni – tanti ne ha chiesti il sindaco per adeguare il portale alle norme vigenti – se la situazione non sarà cambiata, Mingiacchi, il Pd, il resto dell’opposizione e perché no anche i consiglieri di maggioranza che riterranno, preparino un bell’esposto all’Autorità anti corruzione. Si chieda di commissariare il Comune per questo e si facciano pagare le sanzioni previste per legge.

Basta con la presa in giro dei documenti che ci sono, perché così non è. Il sindaco 3.0 che afferma una cosa del genere sa meglio di noi che interi settori del Comune non pubblicano le determine, sa che esistono delibere senza allegati che ne formano parte integrante, sa che i bilanci della Capo d’Anzio sono fermi al 2011, che mancano tutta un’altra serie di elementi obbligatori per legge. Lo sa Bruschini e lo sa Savarino, la scusa che manca il personale non regge più. Né si può dire che gli uffici hanno scritto, rispetto al bilancio consuntivo, quando i consiglieri di opposizione i documenti previsti dalla legge non li hanno ricevuti. Per piacere…

Sempre a proposito di trasparenza, sarebbe ora che il sindaco desse risposta al Pd che ha chiesto una commissione prevista dallo statuto per il porto. Dire come ha fatto ieri, a mezza bocca, che la Regione i primi di maggio consegnerà le aree interne, senza spiegare chi fa i lavori e cosa cambia rispetto al progetto precedente e agli atti stipulati con la Regione stessa, ha poco senso.

Stupisce, invece, che nessuno dei consiglieri comunali – nemmeno i firmatari di un documento durissimo – abbia sentito il dovere di chiedere spiegazioni sulla gara delle mense scolastiche. C’è stato un passaggio di non poco conto, ne hanno dato notizia i giornali, a nessuno è venuto in mente di dire: scusate, cosa succede? Segretario, è vero che…? Cosa rischiamo? Nulla, silenzio assoluto.

E’ emersa, infine, una situazione drammatica rispetto ai residui attivi sui rifiuti. Il “buco” di 17 milioni di euro – ma Giorgio Zucchini ha spiegato che non si tratta di un ammanco – è pesante. Pesantissimo. Rischia di essere devastante quando con la nuova contabilità si potranno spendere solo i soldi in cassa realmente. Colpisce che migliaia di cittadini – da quello che risulta persino noti personaggi della politica e gente in vista della città – non abbiano pagato la tassa sui rifiuti del 2005 e che Equitalia stranamente non abbia trovato questi furbi. Qualcosa non quadra e forse farebbe bene il Comune a chiedere al garante della privacy se è possibile pubblicare i nominativi. Chi non paga danneggia tutti e costringe i cittadini onesti a pagare di più, almeno la soddisfazione di sapere chi sono i furbi elusori… Dopotutto potrebbe essere un metodo: “Caro signore, risulta che lei non ha pagato la tassa del 2005 nonostante solleciti, cartelle esattoriali, eccetera. Se tra quindici giorni non provvederà, pubblicheremo il suo nominativo sul sito del Comune oltre a dare corso al recupero con…” Hai visto mai?   

Comune, il piano anti corruzione: atto d’accusa e qualche inesattezza

Nel commento pubblicato mi viene fatto notare un errore. La nomina del responsabile anti corruzione è sì del 26 marzo ma del 2013. Ne prendo atto, scusandomi per l’errore e sottolineando che il piano è evidentemente frutto di un lavoro lungo oltre un anno. Grazie della segnalazione.
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Era evidentemente già pronto. Andava approvato entro il 31 gennaio, è arrivato ufficialmente l’1 aprile, sei giorni dopo che il segretario generale del Comune era stato nominato responsabile dell’anticorruzione. Al piano allegato alla delibera, evidentemente, aveva già lavorato e non c’è da scandalizzarsi se è stato approvato in tempi record. Dispiace per qualche inesattezza ma c’è anche più di qualche spunto sulla situazione dell’ente.

Tralasciamo le norme generali e vediamo alcuni dettagli del piano. Partiamo dalle aree a rischio. Oltre quelle previste dalla legge, il segretario individua come “ulteriori aree di rischio” il settore delle risorse tributarie, patrimoniali, gestione tributaria e l’urbanistica. Scrive il responsabile del piano: “Con riferimento all’area afferente la gestione delle risorse tributarie, patrimoniali e finanziarie, si ritiene utile la sua individuazione come specifica area di rischio, ancorché non contemplata dal dettato della norma e dal Piano nazionale Anticorruzione, in quanto nell’ambito di tali gestioni possono essere inclusi alcuni processi potenzialmente a rischio di fenomeni corruttivi o di illegalità, si pensi ad esempio alla riscossione delle entrate tributarie e delle sanzioni amministrative, alla concessione di beni patrimoniali ed alla definizione dei canoni di locazione. Un‘area che sicuramente, benché non contemplata a livello nazionale, può per sua natura presentare processi a rischio è quella dell’urbanistica”.

Vediamo, poi, una delle inesattezze. La scheda 01, riferita alla trasparenza, tra le “azioni già intraprese” indica la “pubblicazione dei dati e delle informazioni previste dal decreto legislativo 33/2013”. Com’è noto il sito del Comune di Anzio è ancora fuori legge da questo punto di vista

Andiamo alla scheda 11, relativa ad “azioni di sensibilizzazione e rapporto con la società civile”. Tra le “azioni da intraprendere” si legge che avverrà la “Pubblicazione sul sito istituzionale della bozza di Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e sua trasmissione alle associazioni rappresentative dei portatori di interesse per il recepimento di eventuali osservazioni” e la “Pubblicazione sul sito istituzionale dell’Ente dello schema definitivo di Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e dei suoi aggiornamenti”. Domanda: quando avviene questo se il piano è stato già approvato?

Infine un vero e proprio atto d’accusa, sulla scheda 12 relativa ad “Affidamento lavori, servizi e forniture”. Un punto scoperto nell’organizzazione del Comune e al centro di dispute – si veda la recente gara per le mense – di non poco conto. Senza contare che – è stato affermato in Tribunale durante il processo Raimbow – di fatto ognuno fa ciò che vuole e che addirittura i contratti si firmano a servizi ampiamente avviati.

E’ lo stesso segretario a sottolineare che questo “rappresenta uno dei settori maggiormente esposti al rischio di corruzione o di comportamenti illeciti in generale, anche in considerazione del fatto che tali procedure non risultano, allo stato attuale, gestite in maniera centralizzata e ciò rende più complesso il controllo delle attività connesse. Infatti praticamente tutti i processi facenti capo a tale area sono risultati, a seguito dell’analisi svolta, esposti ad un rischio medio alto/alto anche in conseguenza dell’assenza di specifici atti organizzativi che regolano i processi”.

Chi doveva provvedere? Cosa si farà adesso? Si continuerà con gare e affidamenti ognuno per proprio conto – e con annessi “veleni” – o si deciderà di intervenire?  

Comune: un altro sito, Playboy e la “disputa” con i dirigenti

Adesso sono quattro. I siti del Comune, intendiamo, o meglio i siti ai quali si può “linkare” una volta entrati all’indirizzo http://www.comune.anzio.roma.it Dei tre istituzionali che non vedono, non sentono e non parlano tra loro si è detto in passato, ora si è aggiunto il link a http://www.visitanzio.it ovvero a un sito che offre le manifestazioni del territorio. Lo realizza l’associazione Nettunia con un finanziamento regionale e ben venga ogni informazione che possa promuovere la città. Certo, magari era il caso di “lanciarlo” come si deve, dato che è – o dovrebbe essere – una cartolina delle iniziative locali. Tra le quali anche la festa per studenti che inneggia a Playboy che di istituzionale, per la verità, ha ben poco.

Sito turistico a tutto tondo, forse anche per questo la vecchia sezione “turismo” di quello del Comune è ormai praticamente introvabile. Così come sul sito istituzionale continuano a non essere rispettati i parametri del decreto legislativo 33 del 2013 in merito all’accessibilità degli atti e alla trasparenza. Sindaco e segretario, chi decide finalmente di intervenire? O e il caso che anche questa vicenda finisca ai piani superiori e arrivi qualche sanzione?

Possiamo sperare poco nella Prefettura che non brilla per la vicenda dei lavori al porto di Nerone – c’è un’interdittiva antimafia alla ditta e il contratto va rescisso – figuriamoci se si occupa di un sito fuori legge. Forse l’autorità nazionale anti corruzione. Forse un’opposizione che non si limita ai comunicati ma va nella stanza del segretario e la occupa finché non si rispetta la legge. O magari fa in modo che al prossimo “salotto” tv al quale partecipa lo stesso Savarino qualcuno gli chieda perché pontifica su tutto ma nel “suo” Comune questa norma non è rispettata.

E’ solito parlare di “tagli” il segretario, lo fece già al Corriere della Sera qualche anno fa, ora li annuncia il vice sindaco Giorgio Zucchini che già da consigliere comunale aveva sollevato la questione dei dirigenti. E’ storia antica, mentre le tensioni interne vanno avanti e solo il sindaco Bruschini sembra non accorgersene. O forse – date le sue continue amnesie (l’ultima sulle parole di Placidi contro la stampa al convegno di Forza Italia) – le dimentica in fretta. Adesso, invece, Zucchini propone di fatto la riduzione degli stipendi dei dirigenti. Costano troppo e, dobbiamo dedurre, producono poco o non come l’amministrazione vorrebbe. C’è da chiedersi perché sia stato riconosciuto loro sempre il 100% in questi anni, anche alla luce delle 27 contestazioni del Ministero dell’economia e finanze per alcune delle quali il Comune ha ammesso errori e deliberato di conseguenza. Avesse avuto un po’ di ragione Paride Tulli?

Ecco, tra relazione del Ministero, tensioni palpabili ieri come oggi, alleanze che mutano un giorno sì e l’altro pure, è evidente che l’organizzazione non brilla o meglio che l’amministrazione non ne è soddisfatta e che la “disputa” continua. Ci permettiamo un suggerimento che era nel programma di Giovanni Garzia candidato sindaco: legare una percentuale della retribuzione al grado di soddisfazione dei cittadini. Si fa in altri Comuni, presto sarà legge (ma poi ad Anzio i regolamenti ci mettono anni….) perché non dare anche ai fruitori dei servizi la possibilità di esprimersi?

Non dimentichiamo che sono loro – non i politici che magari cercano di accelerare qualche pratica – ad avere il polso di ciò che hanno ottenuto o meno. Il Comune è monopolista, ricordiamolo, poter lasciare un parere (le classiche “faccine” degli smile o un altro sistema, basta copiare dove si fa) dopo essere stati all’ufficio tributi o in quello tecnico, in un altro qualsiasi dei “front office” dell’Ente non dovrebbe essere un problema per chi offre i servizi. D’altro canto se sono stati sempre liquidati al 100%…

La ruspa sul porto di Nerone, i sospetti sull’azienda appaltatrice

ImmagineL’immagine della ruspa parcheggiata sulle vasche dell’antico porto neroniano resta l’immagine simbolo – in negativo – del 2013 ad Anzio. Ora che scopriamo che la società che sta realizzando i contestati lavori è destinataria di un’interdittiva antimafia arriviamo persino a comprendere la sfrontatezza di quel “parcheggio”. Ci informa il collega Andrea Palladino (http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/10/anzio-i-lavori-allantico-porto-di-nerone-allazienda-sospettata-di-rapporti-con-la-ndrangheta/946773/) al sempre molto addentrato e documentato su vicende del genere. 

Un’interdittiva non è una condanna e per la Ilcem vale la stessa presunzione di innocenza che abbiamo per tutti. Quello che sarebbe interessante conoscere – ora anche alla luce di questa rivelazione – è cosa hanno fatto l’Ardis, l’agenzia regionale per la difesa del suolo, la Regione Lazio, la Soprintendenza  e il Comune di Anzio dopo che il cantiere si  è “appropriato” di un pezzo di area archeologica in quel modo.

E sarebbero interessanti le risposte – che non risultano ancora arrivate – ai cittadini che trasversalmente si sono riuniti in un comitato di tutela dell’area con la volontà di comprendere il progetto, quel lungo braccio di cemento che copre i resti archeologici, chi l’ha deciso e quando, con quali pareri. Perché se va tutelato l’antico porto, a maggior ragione ha da esserci chiarezza su come si procede. A questo punto anche su chi procede, come, sulle informazioni che Ardis, Regione, Soprindentenza e Comune hanno avuto o meno rispetto ai sospetti sull’azienda.

Che per ora tali restano, attenzione, ma che a maggior ragione dicono che serve trasparenza sull’intera opera. Perché quell’immagine resta un pugno in un occhio e speriamo tanto che qualcuno alla Ilcem l’abbia almeno fatto notare…

Porto, l’idea di un consorzio d’imprese. E il Comune tace

ImmagineUn consorzio di imprese per realizzare il nuovo porto di Anzio. E’ qualcosa più di una voce quella che circola in ambienti romani, dove alcune aziende sono state contattate per entrare nell’investimento. A fare la proposta, secondo quello che emerge, è il rappresentante di uno studio legale per conto di Marinedi, la società che detiene dal dicembre scorso il 39% delle quote della Capo d’Anzio, al 61% del Comune. Un 39% che fino a qualche mese prima era stato di Mare 2 spa, sempre facente capo a Renato Marconi.

Com’è noto l’idea di “Marina di Anzio” – confermata dal sindaco in consiglio comunale – è quella di realizzare solo il bacino interno, anzi una parte di esso. Marinedi, del resto, punta alla “rete dei porti del Mediterraneo” e ha sempre ritenuto Anzio strategico. Il bello – si fa per dire… – è che in questo momento nessuno dal Comune sembra preoccuparsi di una serie di passaggi formali che volente o nolente con la Regione Lazio vanno fatti. Rispetto all’accordo di programma e alla concessione, per esempio….

Né qualcuno dice ancora, ufficialmente, che fine farà l’atto d’obbligo tra Comune e Capo d’Anzio… Inutile chiedere, finora, i conti della società. Con interrogazioni mirate che saranno presentate lunedì in consiglio comunale lo farà il Pd. Lo stesso partito chiederà una commissione speciale sul porto,  ammesso che finalmente in Comune – dove sull’argomento continuano a tacere – si rendano conto di essere finiti in un vicolo cieco. 

Perché mentre il sindaco prova a rassicurare tutti, è ormai chiaro che a decidere cosa fare e quando nella Capo d’Anzio è il socio privato. Con quale progetto, quale piano finanziario, quale crono programma, che tipo di autorizzazioni da parte della Regione Lazio che resta pur sempre la proprietaria del porto, quali garanzie per la città nessuno lo dice. Socio privato che doveva essere cacciato da un pezzo se il sindaco avesse dato seguito all’ordine del giorno per riprendersi le quote a causa del mancato rispetto dei patti parasociali ovvero del mancato finanziamento dell’opera un anno dopo la concessione. 

Torna la parafrasi della stupenda canzone citata ieri, sperando sempre nella clemenza di Lucio Battisti: tu chiamala se vuoi, trasparenza… 

Trasparenza, si riunisce la commissione. Ma il Comune non lo dice

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Tu chiamala se vuoi, trasparenza… Il compianto Lucio Battisti perdonerà. Parafrasiamo la sua stupenda “Emozioni” per tornare su un argomento per il quale il Comune di Anzio continua a essere al di fuori delle norme. Il presidente della commissione trasparenza, Andrea Mingiacchi (Pd) ci informa via facebook che la riunione è convocata il 3 aprile alle 15 con all’ordine del giorno gli approfondimenti in merito alla mancata pubblicazione di diversi atti sul sito, in particolare quelli sul Centro formazione professionale per il quale il consigliere Danilo Fontana ha presentato formale richiesta. Nella stessa seduta si parlerà dei mancati adempimenti agli obblighi del Comune rispetto al decreto legislativo 33/2013. Stavolta la riunione si tiene in aula consiliare e vogliamo sperare che il segretario – che ha l’ufficio lì a due passi – si presenti a spiegare perché il sito del Comune ancora non rispetta quel decreto ovvero è tutt’altro che trasparente. La volta scorsa era impegnato… Ricordiamo che rispondendo proprio a un’interrogazione di Mingiacchi il vice sindaco, Giorgio Zucchini, aveva riferito che della vicenda si occupava il segretario comunale.

La commissione, inoltre, si riunirà nella stessa sede e ora anche l’8 aprile sulla vicenda del “buco” di 17 milioni di euro che mancano all’appello per la tassa sui rifiuti. Chiarimenti che, si presume, arriveranno anche lunedì in consiglio comunale, ma la commissione potrà eventualmente approfondire con i dirigenti che sostengono di avere fatto tutto ciò che si doveva.

Apprendere via facebook della convocazione della commissione di controllo e garanzia è irrituale, certo, ma almeno lo sappiamo.

E le altre? Quando si parla di bilancio o sociale, di turismo o istruzione? Chissà… Ricordiamo che sono organismi aperti al pubblico e che le convocazioni – anche quelle – andrebbero indicate sul sito del Comune. Invece se è difficile trovare le determine dirigenziali, è impossibile questo genere di atti. Ma chi sarà il responsabile del procedimento di pubblicazione?

Ufficialmente nessuno, nel nuovo sito del Comune entrando nell’apposito link esce una pagina (si veda la foto) desolatamente vuota…

Ecco: tu chiamala se vuoi, trasparenza…   

Ragioneria dello Stato: prima “pezza”, ma trasparenza e correttezza restano un miraggio

ImmagineEra talmente tutto a posto che ora si corre a mettere una “pezza”. Parliamo della dura relazione della Ragioneria dello Stato che contestava – fra l’altro – la corresponsione di indennità di posizione organizzativa e di posizione per incarichi dirigenziali. Soldi assegnati in assenza di un atto di giunta dal 2009 al 2012 e situazione “sanata” adesso, dopo l’ispezione. Nella delibera di ieri si riportano le tabelle che si trovano pure nella relazione e si afferma che “in sede di verifica ispettiva è stata rilevata l’assenza di un atto formale da parte della Giunta Comunale” quindi che ” occorre ratificare gli incrementi delle retribuzioni di posizione corrisposte ai dirigente ascrivibili alle tipologie sopra specificate”. Un errore, insomma.

Nessuno lo ammetterà mai in Comune, ma di errore si tratta. Si dicevano “tranquilli” dopo la diffusione della relazione, affermavano che era tutto a posto, hanno già dovuto compiere due atti formali per sistemare la situazione. Ammesso che sia veramente tutto a posto e si tratti di una clamorosa montatura – lunedì 31 se ne parlerà fra l’altro anche in consiglio comunale su richiesta dell’opposizione – ci sono due parole che usano i tecnici del Ministero: trasparenza e correttezza. Affermando che sono mancate. Purtroppo, per queste, non c’è alcun atto formale che possa riparare. Né sembra esserci la volontà di farlo, perché trasparenza e correttezza restano un miraggio. Lo dimostra – in modo lampante – il sito del Comune che continua a essere fuori legge.