Mense, non c’è pace nemmeno a Pasqua

Mense, non c’è pace nemmeno a Pasqua

I consiglieri comunali di Forza Italia Marco Maranesi, Luciano Bruschini e Valentina Salsedo impugneranno gli atti della gara per le mense. Lo annunciano in una nota ricostruendo le loro perplessità e parlando di procedura “illegittima”. E’ la conferma dei veleni all’interno del Comune e di una situazione esplosiva. Ah, certo, dicono di avere come unico obiettivo i pasti dei bambini ma si capisce bene che dietro a questa vicenda, a parte il sindaco che come sempre non sa o non ricorda, c’è ben altro. 

Lo scontro tra uffici, quello tra dirigenti e politici, quello tra segretario e dirigenza. Vicende che si trascinano da troppo tempo e che vanno necessariamente risolte. Forse ci penserà l’autorità giudiziaria, perché su questa storia delle mense da quello che si sa già si sono rivolti tutti “a chi di dovere” o stanno per farlo tra presunte pressioni e segnalate irregolarità nella formazione della commissione. Vedremo.

Una cosa è condivisibile del documento: in 48 ore si è sostituito il membro della commissione e ne è stato nominato un altro. Era facile, i nomi dall’Ordine dei commercialisti erano già arrivati, ma è segno evidente che la macchina quando vuole può fare atti a tempo di record. 

Buona Pasqua!

Comune, il piano anti corruzione: atto d’accusa e qualche inesattezza

Nel commento pubblicato mi viene fatto notare un errore. La nomina del responsabile anti corruzione è sì del 26 marzo ma del 2013. Ne prendo atto, scusandomi per l’errore e sottolineando che il piano è evidentemente frutto di un lavoro lungo oltre un anno. Grazie della segnalazione.
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Era evidentemente già pronto. Andava approvato entro il 31 gennaio, è arrivato ufficialmente l’1 aprile, sei giorni dopo che il segretario generale del Comune era stato nominato responsabile dell’anticorruzione. Al piano allegato alla delibera, evidentemente, aveva già lavorato e non c’è da scandalizzarsi se è stato approvato in tempi record. Dispiace per qualche inesattezza ma c’è anche più di qualche spunto sulla situazione dell’ente.

Tralasciamo le norme generali e vediamo alcuni dettagli del piano. Partiamo dalle aree a rischio. Oltre quelle previste dalla legge, il segretario individua come “ulteriori aree di rischio” il settore delle risorse tributarie, patrimoniali, gestione tributaria e l’urbanistica. Scrive il responsabile del piano: “Con riferimento all’area afferente la gestione delle risorse tributarie, patrimoniali e finanziarie, si ritiene utile la sua individuazione come specifica area di rischio, ancorché non contemplata dal dettato della norma e dal Piano nazionale Anticorruzione, in quanto nell’ambito di tali gestioni possono essere inclusi alcuni processi potenzialmente a rischio di fenomeni corruttivi o di illegalità, si pensi ad esempio alla riscossione delle entrate tributarie e delle sanzioni amministrative, alla concessione di beni patrimoniali ed alla definizione dei canoni di locazione. Un‘area che sicuramente, benché non contemplata a livello nazionale, può per sua natura presentare processi a rischio è quella dell’urbanistica”.

Vediamo, poi, una delle inesattezze. La scheda 01, riferita alla trasparenza, tra le “azioni già intraprese” indica la “pubblicazione dei dati e delle informazioni previste dal decreto legislativo 33/2013”. Com’è noto il sito del Comune di Anzio è ancora fuori legge da questo punto di vista

Andiamo alla scheda 11, relativa ad “azioni di sensibilizzazione e rapporto con la società civile”. Tra le “azioni da intraprendere” si legge che avverrà la “Pubblicazione sul sito istituzionale della bozza di Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e sua trasmissione alle associazioni rappresentative dei portatori di interesse per il recepimento di eventuali osservazioni” e la “Pubblicazione sul sito istituzionale dell’Ente dello schema definitivo di Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e dei suoi aggiornamenti”. Domanda: quando avviene questo se il piano è stato già approvato?

Infine un vero e proprio atto d’accusa, sulla scheda 12 relativa ad “Affidamento lavori, servizi e forniture”. Un punto scoperto nell’organizzazione del Comune e al centro di dispute – si veda la recente gara per le mense – di non poco conto. Senza contare che – è stato affermato in Tribunale durante il processo Raimbow – di fatto ognuno fa ciò che vuole e che addirittura i contratti si firmano a servizi ampiamente avviati.

E’ lo stesso segretario a sottolineare che questo “rappresenta uno dei settori maggiormente esposti al rischio di corruzione o di comportamenti illeciti in generale, anche in considerazione del fatto che tali procedure non risultano, allo stato attuale, gestite in maniera centralizzata e ciò rende più complesso il controllo delle attività connesse. Infatti praticamente tutti i processi facenti capo a tale area sono risultati, a seguito dell’analisi svolta, esposti ad un rischio medio alto/alto anche in conseguenza dell’assenza di specifici atti organizzativi che regolano i processi”.

Chi doveva provvedere? Cosa si farà adesso? Si continuerà con gare e affidamenti ognuno per proprio conto – e con annessi “veleni” – o si deciderà di intervenire?  

Il sito che promuove, quello che fa danni. Con gli Spaghetti alla sorrentina…

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Creato e dimenticato. Anzi, dannoso se veramente si volesse fare promozione. Mentre il sito del Comune lancia il collegamento a www.visitanzio.it nessuno – dalla Regione che l’ha finanziato e dal Comune che pure ci ha messo parte dei soldi – chiede conto di www.anzioinpiazza.it

E’ – doveva essere – il sito del Centro commerciale naturale che nelle intenzioni andava a rilanciare anche con moderni strumenti le attività del centro cittadino e promuovere le iniziative che sarebbero state realizzate.

Il sito c’è – come il Centro commerciale naturale – ma è vuoto. Tra le tipicità di Anzio figurano ancora gli spaghetti alla sorrentina, ma nessuno sente il dovere di intervenire. Non lo fa il Comune, non ci pensa la Regione Lazio. Nessuno si preoccupa del fatto che sono stati spesi soldi pubblici – con percentuale per il “Costo Progettazione e realizzazione CCN da parte del CAT Confcommercio” – per un progetto copiato e incollato un po’ ovunque nel Lazio.

Solo che altrove provano a far funzionare centro e siti internet, qui non ci sono l’uno né l’altro. Non solo, il Comune di Anzio ha assegnato proprio al Centro commerciale naturale le strutture realizzate e quindi dalla “baracca” in piazza che doveva essere il punto informazioni alle panchine, fino alle paline segnaletiche, lo stesso Centro dovrebbe preoccuparsi della manutenzione.

Invece sono abbandonate, il Comune tace, anzi dà spazio a un’associazione che sembra parallela allo stesso Centro commerciale naturale. Misteri di Anzio…

Intanto per il sito non c’è traccia di interventi. Né si capisce che fine abbiano fatto: “Promozione su web attraverso la creazione di un sito dinamico con possibilità di aggiornamento e scambi promozionali tra i vari utenti, pubblicizzazione di promozioni in atto nel CCN e di manifestazioni o eventi per il tempo libero e la cultura; Pagina sul sito web dedicato al Centro Commerciale Naturale contenente tour virtuali del Comune; Pagina sul sito web dedicato al Centro Commerciale Naturale dedicata all’ospitalità per i turisti nell’area di interesse o nelle aree limitrofe alla stessa Pagina informativa sul sito web del Centro Commerciale Naturale dedicata ai percorsi possibili per raggiungere il Comune comprese tabelle orarie relative ai trasporti pubblici e alla mobilità; Realizzazione di contenuti per portale web in lingue straniere; Area WEB-Newsletter e news dedicate agli operatori; Creazione di una rete WiFi pubblica in modo da creare “un’agorà” che diventerà il punto ideale dove potersi collegare comodamente ad internet tramite cellulari e notebook. L’area sarà individuata all’interno del perimetro del CCN come segno distintivo e tecnologico dell’iniziativa creazione all’interno di una pagina web, del sito del CCN, di coupons stampabili utili ad ottenere degli sconti presso i negozi dove vengono effettuate promozioni; Sviluppo della vendita sul circuito web del Centro Commerciale Naturale; Realizzazione dell’area web dei servizi del CCN; Creazione di un data base con l’inserimento di curriculum a servizio di ricerche di addetti da parte degli esercenti del Centro Commerciale Naturale; Invio di newsletter ai consumatori registrati sul sito web del CCN con le offerte relative alla merceologia tipologica di interesse, con cadenza stagionale; Invio di sms per avvisare i consumatori fidelizzati su eventi e/o manifestazioni con cadenza mensile”. E’ quanto scritto – rispetto al web – sul rendiconto del Centro commerciale naturale.

Ah, non c’entra con il sito ma qualcuno ha notizie della “Fidelity Card senza banda magnetica con relativa custodia con indicati: il nome dell’ Associazione del CCN, la lista delle vie e dei negozi aderenti, le promozioni in atto, i numeri utili del Comune di appartenenza e la planimetria dell’area interessata” ? 

Comune: un altro sito, Playboy e la “disputa” con i dirigenti

Adesso sono quattro. I siti del Comune, intendiamo, o meglio i siti ai quali si può “linkare” una volta entrati all’indirizzo http://www.comune.anzio.roma.it Dei tre istituzionali che non vedono, non sentono e non parlano tra loro si è detto in passato, ora si è aggiunto il link a http://www.visitanzio.it ovvero a un sito che offre le manifestazioni del territorio. Lo realizza l’associazione Nettunia con un finanziamento regionale e ben venga ogni informazione che possa promuovere la città. Certo, magari era il caso di “lanciarlo” come si deve, dato che è – o dovrebbe essere – una cartolina delle iniziative locali. Tra le quali anche la festa per studenti che inneggia a Playboy che di istituzionale, per la verità, ha ben poco.

Sito turistico a tutto tondo, forse anche per questo la vecchia sezione “turismo” di quello del Comune è ormai praticamente introvabile. Così come sul sito istituzionale continuano a non essere rispettati i parametri del decreto legislativo 33 del 2013 in merito all’accessibilità degli atti e alla trasparenza. Sindaco e segretario, chi decide finalmente di intervenire? O e il caso che anche questa vicenda finisca ai piani superiori e arrivi qualche sanzione?

Possiamo sperare poco nella Prefettura che non brilla per la vicenda dei lavori al porto di Nerone – c’è un’interdittiva antimafia alla ditta e il contratto va rescisso – figuriamoci se si occupa di un sito fuori legge. Forse l’autorità nazionale anti corruzione. Forse un’opposizione che non si limita ai comunicati ma va nella stanza del segretario e la occupa finché non si rispetta la legge. O magari fa in modo che al prossimo “salotto” tv al quale partecipa lo stesso Savarino qualcuno gli chieda perché pontifica su tutto ma nel “suo” Comune questa norma non è rispettata.

E’ solito parlare di “tagli” il segretario, lo fece già al Corriere della Sera qualche anno fa, ora li annuncia il vice sindaco Giorgio Zucchini che già da consigliere comunale aveva sollevato la questione dei dirigenti. E’ storia antica, mentre le tensioni interne vanno avanti e solo il sindaco Bruschini sembra non accorgersene. O forse – date le sue continue amnesie (l’ultima sulle parole di Placidi contro la stampa al convegno di Forza Italia) – le dimentica in fretta. Adesso, invece, Zucchini propone di fatto la riduzione degli stipendi dei dirigenti. Costano troppo e, dobbiamo dedurre, producono poco o non come l’amministrazione vorrebbe. C’è da chiedersi perché sia stato riconosciuto loro sempre il 100% in questi anni, anche alla luce delle 27 contestazioni del Ministero dell’economia e finanze per alcune delle quali il Comune ha ammesso errori e deliberato di conseguenza. Avesse avuto un po’ di ragione Paride Tulli?

Ecco, tra relazione del Ministero, tensioni palpabili ieri come oggi, alleanze che mutano un giorno sì e l’altro pure, è evidente che l’organizzazione non brilla o meglio che l’amministrazione non ne è soddisfatta e che la “disputa” continua. Ci permettiamo un suggerimento che era nel programma di Giovanni Garzia candidato sindaco: legare una percentuale della retribuzione al grado di soddisfazione dei cittadini. Si fa in altri Comuni, presto sarà legge (ma poi ad Anzio i regolamenti ci mettono anni….) perché non dare anche ai fruitori dei servizi la possibilità di esprimersi?

Non dimentichiamo che sono loro – non i politici che magari cercano di accelerare qualche pratica – ad avere il polso di ciò che hanno ottenuto o meno. Il Comune è monopolista, ricordiamolo, poter lasciare un parere (le classiche “faccine” degli smile o un altro sistema, basta copiare dove si fa) dopo essere stati all’ufficio tributi o in quello tecnico, in un altro qualsiasi dei “front office” dell’Ente non dovrebbe essere un problema per chi offre i servizi. D’altro canto se sono stati sempre liquidati al 100%…

Mense, le strane certezze e quello che servirebbe. A partire dai bambini

Chi ha qualche anno ricorderà sicuramente il compianto Mike Bongiorno che chiedeva ai concorrenti “quale busta, la uno, la due o la tré?” Ad Anzio siamo alla stregua dei quiz, perché intorno all’apertura delle buste per la gara relativa alle mense scolastiche si è aperto un vero e proprio caso (http://www.inliberuscita.it/politica/30423/mense-aperte-le-buste-per-la-gara-avanti-senza-ascoltare-lo-stop-chiesto-dal-segretario/) dopo che alcuni consiglieri di Forza Italia avevano espresso perplessità sulle procedure. Ora, al di là di un commercialista iscritto all’albo da appena cinque mesi e alla sua sostituzione in tempo di record, qui la vicenda è un’altra. 

Il Comune, infatti, in casi del genere si paralizza. E’ successo ora con le mense, accadrà a breve con i rifiuti. Guarda caso i due appalti più importanti trasformano i consiglieri comunali e gli assessori, oltre al sottobosco politico, in super esperti e/o dietrologi di professione. Nessuno in questi giorni, invece, ha sollevato “la” questione. Vale a dire la qualità di quello che mangeranno i  nostri figli.

Se la gara è sbagliata, certo, è bene provvedere. Ma quello che abbiamo sentito intorno alla vicenda non ci piace affatto. Se consiglieri e sottobosco hanno notizie che ci sfuggono fanno bene a rivolgersi a chi di dovere, altrimenti dovrebbero tacere. E far lavorare chi lo sta facendo, purché al primo posto ci siano – dopo – i pasti dei bambini. 

Ecco, anziché preoccuparsi della gara sarà bene, dopo, verificare il rispetto rigoroso del capitolato. Vedere se i bambini mangeranno o meno. Fare in modo che se l’azienda vincitrice sbaglierà sarà multata. Non con i cento euro, poco più che simbolici, toccati alla Serenissima. Dagli stessi zelanti consiglieri, insomma, ci aspettiamo questo. Assessori e dirigenti più della Serenissima che del Comune li abbiamo già avuti. Ci aspettiamo, magari, qualche pasto a mensa con gli alunni, per rendersi conto della situazione dal vivo. L’ascolto dei genitori prima di dire che sono “strumentalizzati” e perché no la promozione di politiche della sana alimentazione. Finalmente un’informatizzazione degna di tale nome e non che ha cambiato tre sistemi in tre anni senza che se ne venga ancora a capo.

Il resto è polemica di paese, certezze come al solito sul nulla, capaci di paralizzare un’amministrazione che già brilla per non aver fatto nulla e di tutto ha bisogno fuorché di questo.

Peccato non andrà così, perché tra due mesi c’è la gara dei rifiuti… 

I lavori al porto di Nerone, il silenzio delle Istituzioni

“Senza mai ricevere alcuna risposta soddisfacente in merito”. Basta e avanza questo passaggio per dire quanto le Istituzioni – in questo caso Comune, Regione, Agenzia regionale di difesa del suolo (Ardis) e Soprintendenza – tengono conto dei cittadini. O mantengono gli impegni assunti. O fanno sapere, dopo che è uscita la notizia sull’interdittiva antimafia nei confronti dell’azienda che sta realizzando i lavori sull’antico porto Neroniano se hanno proceduto o meno a sospendere l’appalto.

Di questo parliamo, infatti, dei lavori che stanno stravolgendo i resti archeologici e del comunicato con il quale il comitato “Tutela della villa e grotte di Nerone” torna a chiedere chiarezza. Migliaia di cittadini hanno firmato, il comitato ha scoperto passaggi interessanti – come le mancate procedure sulla valutazione di impatto ambientale – è uscita addirittura la notizia della vicenda antimafia e cosa fanno le istituzioni? Non rispondono.

Orbene ad Anzio siamo abituati (a proposito, che provvedimenti sono stati adottati per la ruspa parcheggiata sui ruderi?) con la Regione non dovrebbe essere così e forse il presidente Nicola Zingaretti farebbe bene a prendere di petto la questione. C’è poi il ruolo della Prefettura di Roma: cosa ha fatto? Ha avuto notizia da quella di Latina dell’interdittiva? Ha agito di conseguenza?

Anche la Prefettura – a dire il vero – è solita prendersela con calma…. Dobbiamo ricordare che ha consentito a Patrizio Placidi di restare al suo posto da incompatibile sulla base di un parere del Ministero misteriosamente scomparso nei cassetti del Comune e – dobbiamo dedurre – anche in quelli di via IV Novembre? E vogliamo ricordare che il consiglio comunale andava sciolto per la mancata approvazione del consuntivo e ciò non è avvenuto?

 Dal comitato i portavoce Silvia Bonaventura, Chiara Di Fede e Francesco Silvia ricordano l’ordine del giorno unanime del consiglio comunale nel quale si elencavano una serie di azioni da intraprendere. Impegni “ampiamente disattesi”. E nulla si è saputo “della conferenza dei servizi, della copia del verbale della suddetta, della copia degli atti richiesti, senza contare i continui commenti denigratori che il sindaco o chi scrive dal suo profilo rivolge ai cittadini che compongono questo comitato”. 

Spiace riportarli, ma è evidente che in assenza di capacità di confronto e non concependo che dei cittadini possano svolgere semplicemente il loro ruolo, attraverso il profilo facebook Bruschini 3.0 dia degli “scienziati” o “ingegneri navali” a coloro che chiedono semplicemente chiarezza. Da mesi e a maggior ragione ora che c’è di mezzo una ditta in odore di ‘ndrangheta. 

Hanno ragione al comitato a sottolineare come “attendiamo ancora risposte che in assoluta omertà l’Amministrazione comunale, la Regione, la Soprintendenza rifiutano di darci, negandosi al confronto richiesto”. 

E queste sarebbero le amministrazioni trasparenti e rispettose dei cittadini. Ma per piacere…

Il conto con l’hotel, la delibera bloccata e quel parere negativo

La delibera è arrivata fino in giunta ed è stata rispedita al mittente. Adesso il parere tecnico positivo nemmeno c’è più, perché il responsabile del servizio patrimonio si è premurato di far sapere che non era possibile darlo.

Chi pagherà, a questo punto, il conto dell’hotel dell’ex assessore Umberto Succi? Si parla di circa 16.000 euro, tanto è costato il soggiorno di una famiglia che era in stato di emergenza abitativa e che l’assessore Roberta Cafà ha indirizzato – con una lettera di suo pugno, a quanto pare – presso l’albergo.

Quattro mesi circa, prima che la famiglia si vedesse assegnare una delle “villette popolari” finite al centro di un’inchiesta della Procura di Velletri per il prezzo di acquisto ritenuto eccessivo. L’emergenza abitativa c’era, da qui l’interessamento dell’ufficio patrimonio, ma a quel punto erano anche da saldare vitto e alloggio (evitiamo la “lavatura e stiratura” del famoso film con Totò e Aldo Giuffrè) all’hotel.

Come fare? La pratica è passata per mezzo Comune, fino ad arrivare in una seduta di giunta definita turbolenta. Lì il segretario ha bloccato tutto, spiegando che non è possibile pagare una cosa del genere in assenza di una procedura definita. C’era anche un parere favorevole, dell’ufficio patrimonio appunto, ma nei giorni scorsi il responsabile ci ha ripensato. Darlo, evidentemente, era stato un errore. Commesso spontaneamente o indotto? Chissà… di certo la lettera arrivata ai vertici del Comune ha mandato in subbuglio chi pensava che fosse una cosa fatta e che, aggiusta di qua e lima di là, la delibera sia pure ad alto rischio sarebbe passata.

E adesso?  

Rendiconto 2013: copia e incolla, residui record e 484 euro di debito ciascuno

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Un passo avanti. Il preventivo dello scorso anno è stato approvato a novembre, quello del 2014 è in fase di preparazione, ma intanto l’amministrazione anziate ha deliberato in giunta il rendiconto del 2013. Una lunga relazione, i diversi capitoli che iniziano sempre allo stesso modo (A inizio anno, il bilancio suddiviso per programmi aveva associato l’obiettivo strategico di carattere politico alla rispettiva dotazione finanziaria…”) e il quadro dei residui che resta assolutamente preoccupante.

Nella gestione di “competenza” quella cioè relativa all’ultimo anno, si registrano 19 milioni 321.461,12 euro di attivi ovvero soldi che il Comune deve riscuotere. Sommati a quelli già in “gestione” arriviamo a 62 milioni.447.517,82 euro. Non va meglio per i passivi che solo nell’ultimo bilancio sono pari a 30 milioni 114.220,87 e sommati ai precedenti arrivano a 53 milioni 903.194,33. Tutto ciò comporta un avanzo di amministrazione che supera gli 8 milioni e 600.00 euro.

Dati nudi e crudi, sui quali chiunque può fare una sua valutazione o analisi. Anzi, è bene che siano gli esperti del settore a valutare.

Leggendo la relazione – copia e incolla a parte – si apprende però che quello dei residui rischia di essere (è già, probabilmente) un buco nero. E’ lo stesso ente a certificare che nel corso del 2013 ha saputo riscuotere meno del 19% dei residui attivi e a pagare poco più del 45% di quelli passivi.

Infine uno dei dati che emerge dagli indicatori finanziari generali: pressione tributaria pari a 737,94 euro pro capite, indebitamento 484,59 per ciascun residente.

 

Malumori in maggioranza, otto chiedono di azzerare la giunta

Ufficialmente non l’hanno ancora fatto. Sembra un po’ di essere tornati ai tempi di Candido De Angelis quando i “dissidenti” annunciavano documenti che poi non arrivavano mai. Stavolta non siamo ancora lì, ma quasi.

Otto consiglieri comunali di Forza Italia ad Anzio, infatti, sono pronti a sottoscrivere un documento da consegnare al sindaco Luciano Bruschini per chiedere l’azzeramento della giunta. Neanche un anno dopo le elezioni. Motivo? Difficile saperlo. Le vicende delle ultime settimane con più di qualche tensione all’interno del gruppo più consistente a sostegno del sindaco sono, evidentemente, tutt’altro che appianate.

Si ricorderà la tumultuosa riunione con la Cafà sotto “processo”, le dimissioni del consigliere Bruschini, poi rientrate, mentre si avvertono i malumori di delegati che sono tali solo sulla carta e si lamentano perché privi di mezzi. Cioè di qualche “spicciolo” per iniziative in ordine sparso. 

Resta sempre appesa, poi, la delega all’ambiente. E’ nelle mani del sindaco, aspira a riprendersela Patrizio Placidi, ma da tempo Bruschini vuole attendere la nuova gara.

Detto questo e messa insieme qualche parvenza di motivazione politica, si chiede di azzerare tutto. Difficile che Bruschini lo farà. L’impressione di chi osserva è che trascorso un anno senza di fatto realizzare nulla – ma ricordiamo a onor del vero che il sindaco ha avuto problemi di salute – ora si cerchi di “rilanciarsi” nel modo peggiore possibile. Così, per la cronaca: c’era un programma legato al mandato di Bruschini, se nel documento troveremo scritto che non è stato attuato e quindi va azzerata la giunta ci toglieremo il cappello, altrimenti saremo ai giochini (inutili) di sempre.   

Bene “pacificare”, ma è ora di affrontare seriamente le questioni

ImmagineHa ragione il sindaco, occorre “pacificare”. E parlare d’altro. Ormai è chiaro che la vicenda del “caro estinto” – che per due ore ha tenuto impegnato il consiglio comunale di Anzio – sarà decisa dai magistrati. Ripeto: se Repubblica ha sbagliato, un tribunale lo valuterà, ma sfugge cosa abbiano fatto altri nel dire “Repubblica dice che… – e parliamo del primo quotidiano italiano – sindaco e presidente del consiglio comunale replicano così…

Luciano Bruschini merita tutta la comprensione umana, è nero su bianco da tempo, ma dovrebbe una volta per tutte capire cosa “fa” notizia. Se è sulla sua pelle e se – come sosteniamo dal primo momento – veramente non c’entra, è un fatto gravissimo. Ma da lì a dire che si chiederanno maxi risarcimenti a chiunque parla della vicenda è parso ed è eccessivo. Così come immaginare un complotto “partito da qui” ovvero da Anzio e arrivato fino alla collega di Repubblica.

Al solito, poi, il primo cittadino “non ricorda” – normalmente “non sa” – del minaccioso intervento in un dibattito di Forza Italia del presidente del consiglio comunale. Peccato, perché l’espressione del suo volto finita su youtube è eloquente. E perché le parole di Patrizio Placidi sono gravi. Gravissime. E bene ha fatto il Movimento 5 stelle a chiedere le dimissioni di chi, per il ruolo che occupa, non può fare quelle affermazioni. Il presidente li ha sfidati a fare una mozione di sfiducia (http://www.inliberuscita.it/politica/29212/anzio-consiglio-dibattito-infinito-tra-caro-estinto-e-caso-mef/) Vedremo.

Pacificare, vero, e affrontare altri argomenti. A cominciare dall’inguardabile streaming del consiglio comunale, pieno di pubblicità e “muto” in alcuni passaggi. Cosa aspettarsi dal sito uno e trino con tre diversi fornitori e ancora “monco”, del resto?

Occorre parlare anche del rispetto del regolamento per quanto riguarda le interrogazioni “infinite”. E’ una battaglia persa, vero, ma forse riunire il Consiglio più spesso, nei tempi previsti dalla legge come sottolineato da Fontana, o copiare chi ha messo nei regolamenti il cosiddetto “question time”, vecchia proposta di Ivano Bernardone, servirebbe. Da evitare – suggerimento per Placidi – gli “scambi” tra Bruschini e De Angelis. Quel poco che si sente in streaming è vanificato…

Parliamo d’altro, giusto, della vicenda porto ad esempio. La città continua a essere tenuta all’oscuro di quello che sta avvenendo e i conti della Capo d’Anzio sono tutt’altro che trasparenti, perché sul sito fuori legge del Comune non compaiono. Certo, c’è la relazione al bilancio per la quale è stato necessario tirare fuori una visura in Camera di commercio: i 900.000 euro di fondo di riserva, per esempio, ci sono o non? Diciamola meglio: il capitale sociale della Capo d’Anzio esiste ancora? E i rapporti con il socio privato? E il 39% delle quote che il Comune doveva riprendersi?

E’ arrivata in consiglio comunale anche la vicenda delle osservazioni della Ragioneria dello Stato. Il vice sindaco Zucchini ha minimizzato i rilievi, resta il fatto che sono stati commessi errori al punto che alcune delibere sono state già adottate (retroattive!), altre lo saranno, alcuni provvedimenti sono stati sospesi e in altri casi si andranno a recuperare delle somme – non straordinarie – che non andavano erogate. Tutti sbagliano, ci mancherebbe, e va benissimo correggere. Non tutti, però, percepiscono il massimo del risultato dopo aver commesso errori.

E i residui attivi? I 17 milioni di euro di “buco” ovvero di mancati incassi per i quali, sembra, si sta correndo ai ripari? Parliamo d’altro, giusto sindaco, affrontiamo seriamente le questioni nelle sedi opportuno.

Approvato, infine, un inutile regolamento edilizio. Insieme all’ufficio di piano doveva essere il caposaldo dell’attuazione del piano regolatore. Lo strumento urbanistico, invece, è andato avanti con un ufficio oberato di lavoro e sotto continua pressione politica e senza regolamento (ma Attoni non doveva dimettersi, la scorsa legislatura?) – salvo una delibera voluta da Bruschini appena eletto – in una sorta di “anarchia” che ha portato ai risultati che vediamo.

Quel piano, come sostenuto in tempi non sospetti, faceva e teoricamente fa ancora costruire troppo. Approvare il regolamento, oggi, è aver messo una “pezza”.