Bene “pacificare”, ma è ora di affrontare seriamente le questioni

ImmagineHa ragione il sindaco, occorre “pacificare”. E parlare d’altro. Ormai è chiaro che la vicenda del “caro estinto” – che per due ore ha tenuto impegnato il consiglio comunale di Anzio – sarà decisa dai magistrati. Ripeto: se Repubblica ha sbagliato, un tribunale lo valuterà, ma sfugge cosa abbiano fatto altri nel dire “Repubblica dice che… – e parliamo del primo quotidiano italiano – sindaco e presidente del consiglio comunale replicano così…

Luciano Bruschini merita tutta la comprensione umana, è nero su bianco da tempo, ma dovrebbe una volta per tutte capire cosa “fa” notizia. Se è sulla sua pelle e se – come sosteniamo dal primo momento – veramente non c’entra, è un fatto gravissimo. Ma da lì a dire che si chiederanno maxi risarcimenti a chiunque parla della vicenda è parso ed è eccessivo. Così come immaginare un complotto “partito da qui” ovvero da Anzio e arrivato fino alla collega di Repubblica.

Al solito, poi, il primo cittadino “non ricorda” – normalmente “non sa” – del minaccioso intervento in un dibattito di Forza Italia del presidente del consiglio comunale. Peccato, perché l’espressione del suo volto finita su youtube è eloquente. E perché le parole di Patrizio Placidi sono gravi. Gravissime. E bene ha fatto il Movimento 5 stelle a chiedere le dimissioni di chi, per il ruolo che occupa, non può fare quelle affermazioni. Il presidente li ha sfidati a fare una mozione di sfiducia (http://www.inliberuscita.it/politica/29212/anzio-consiglio-dibattito-infinito-tra-caro-estinto-e-caso-mef/) Vedremo.

Pacificare, vero, e affrontare altri argomenti. A cominciare dall’inguardabile streaming del consiglio comunale, pieno di pubblicità e “muto” in alcuni passaggi. Cosa aspettarsi dal sito uno e trino con tre diversi fornitori e ancora “monco”, del resto?

Occorre parlare anche del rispetto del regolamento per quanto riguarda le interrogazioni “infinite”. E’ una battaglia persa, vero, ma forse riunire il Consiglio più spesso, nei tempi previsti dalla legge come sottolineato da Fontana, o copiare chi ha messo nei regolamenti il cosiddetto “question time”, vecchia proposta di Ivano Bernardone, servirebbe. Da evitare – suggerimento per Placidi – gli “scambi” tra Bruschini e De Angelis. Quel poco che si sente in streaming è vanificato…

Parliamo d’altro, giusto, della vicenda porto ad esempio. La città continua a essere tenuta all’oscuro di quello che sta avvenendo e i conti della Capo d’Anzio sono tutt’altro che trasparenti, perché sul sito fuori legge del Comune non compaiono. Certo, c’è la relazione al bilancio per la quale è stato necessario tirare fuori una visura in Camera di commercio: i 900.000 euro di fondo di riserva, per esempio, ci sono o non? Diciamola meglio: il capitale sociale della Capo d’Anzio esiste ancora? E i rapporti con il socio privato? E il 39% delle quote che il Comune doveva riprendersi?

E’ arrivata in consiglio comunale anche la vicenda delle osservazioni della Ragioneria dello Stato. Il vice sindaco Zucchini ha minimizzato i rilievi, resta il fatto che sono stati commessi errori al punto che alcune delibere sono state già adottate (retroattive!), altre lo saranno, alcuni provvedimenti sono stati sospesi e in altri casi si andranno a recuperare delle somme – non straordinarie – che non andavano erogate. Tutti sbagliano, ci mancherebbe, e va benissimo correggere. Non tutti, però, percepiscono il massimo del risultato dopo aver commesso errori.

E i residui attivi? I 17 milioni di euro di “buco” ovvero di mancati incassi per i quali, sembra, si sta correndo ai ripari? Parliamo d’altro, giusto sindaco, affrontiamo seriamente le questioni nelle sedi opportuno.

Approvato, infine, un inutile regolamento edilizio. Insieme all’ufficio di piano doveva essere il caposaldo dell’attuazione del piano regolatore. Lo strumento urbanistico, invece, è andato avanti con un ufficio oberato di lavoro e sotto continua pressione politica e senza regolamento (ma Attoni non doveva dimettersi, la scorsa legislatura?) – salvo una delibera voluta da Bruschini appena eletto – in una sorta di “anarchia” che ha portato ai risultati che vediamo.

Quel piano, come sostenuto in tempi non sospetti, faceva e teoricamente fa ancora costruire troppo. Approvare il regolamento, oggi, è aver messo una “pezza”. 

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