Puccini, “Albergo e centro congressi” ma poi…

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Albergo e centro congressi“. Sì ma…. “Albergo e centro congressi” Eh, però… “Albergo e centro congressi“. Forse a Teleobiettivo ci sarà ancora la registrazione della puntata nella quale l’allora sindaco, Candido De Angelis, illustrava l’imminente consiglio comunale sulle osservazioni al piano regolatore e ripeteva – al punto che dissi “qua andiamo su blob” – che lì non era previsto altro. Nessuna colata di cemento, né case che altri, in passato, avevano accordato.

Tra le osservazioni che il Comune respingeva quella dei proprietari dell’area “Puccini“, di fronte a Tor Caldara, per approvarne una che consentiva al Comune di avere l’area di fronte la riserva in cambio, appunto, di un hotel con centro congressi. Prima ancora, con la delibera di indirizzo per il piano regolatore, l’allora capogruppo di Forza Italia, Luciano Bruschini, aveva fatto inserire la clausola che in quell’area si potessero fare solo strutture turistiche. Stop alla colata di cemento, alle centinaia di migliaia di metri cubi di “Puccini“.

La volontà era chiara nella delibera di indirizzo ed era stata ribadita prima nel piano regolatore (nessun insediamento) poi in sede di osservazioni con quella soluzione. Un passaggio che, ancora oggi, condivido: hai l’area per fare un parco che da Piazza Roma arriva a Tor Caldara e in cambio “sacrifichi” per un hotel e centro congressi lo “spicchio” vicino al convento, eliminando le vecchie previsioni di 500.000 metri cubi di villette. Ai proprietari, che hanno fatto ricorsi per avere la precedente soluzione edilizia, Tar e Consiglio di Stato hanno dato torto.

Poi è arrivata, scoperta da questo umile spazio, la soluzione dei “quattro cantoni“. E’ nato un ammirevole comitato per “La Vignarola” che qualche settimana fa si è rivolto anche in Procura sollevando le ire dell’assessore all’urbanistica Sebastiano Attoni, all’epoca presidente della commissione che approvò il piano regolatore. Attoni che a più riprese aveva spiegato il suo punto di vista e che in una intervista a “Controcorrente” in edicola, oltre a dirsi disposto ad andare lui, in Procura, ha parlato di chi starebbe bloccando lo sviluppo di un’impresa paragonabile “alla Fiat“. Testuale.

Ma non doveva essere “Albergo e centro congressi“? Il sindaco “incaricato” De Angelis ha dimenticato anche questo?

Campagna elettorale, cartelli “sanati” e multe. Proviamo a capire

 

 

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Nel clima di ritrovata unità del centro-destra di Anzio e di corsa a dimenticare quanto accaduto nel 2013, c’è una questione che torna di assoluta attualità. Alla vigilia di quella campagna elettorale, infatti,  la delibera di giunta numero 32 dell’11 aprile 2013  ha “sanato” 80 cartelli e 10 impianti pubblicitari sui quali – fra l’altro – “si affiggeva propaganda illegittima“. Lo sosteneva, a ragione, in una interrogazione durante uno dei primi consigli comunali – finita nel dimenticatoio – Ivano Bernardone del Pd. Era stato candidato sindaco e ricordava che “ciò avveniva nel mezzo del periodo elettorale e senza alcuna gara per l’affidamento degli spazi“. Si era risentito, almeno a mezzo stampa, anche Candido De Angelis che oggi è il successore “incaricato” di Luciano Bruschini.

Il punto non è questo, né l’esposto (finito come altri nel nulla, a Velletri va spesso così)  che lo stesso Pd fece sulla vicenda. No, si tratta di sapere un paio di cose che sono molto più attuali.

La prima: che fine hanno fatto  i 206.000 euro, frutto di 352 verbali, comminati dalla Polizia locale a chi non aveva rispettato le norme sulla pubblicità elettorale. Da settembre 2013, data di quella interrogazione, a oggi, quanti soldi sono stati incassati dal Comune?

La seconda, ancora più recente: vero che un contenzioso con la ditta che ha avuto la “sanatoria” sta creando più di qualche disagio in Comune? Si parla di un decreto ingiuntivo per un non meglio specificato debito contratto (da chi e perché?) per pubblicizzare sempre nel 2013 – si veda la foto – la conquista della quarta  “Bandiera blu” consecutiva.

L’azienda vuole i soldi, qualcuno in Comune avrebbe “osato” opporsi, non essendoci il titolo di impegno originale. Questo quanto si sente negli ambienti, ma ovviamente siamo qui per avere chiarimenti e se del caso essere smentiti. Magari, però, fateci prima sapere che fine hanno fatto quelle sanzioni va…

Per approfondire, ecco l’atto di Bernardone interrogazionesanzionicampagnaelettorale

Il “triangolo” dei rifiuti che ci regala il centro-destra

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Aveva ragione Candido De Angelis, qui chi vuole realizzare impianti per i rifiuti viene chiamato o sa di trovare terreno fertile. Inutile girarci intorno, fingere di indignarsi quando è tardi, fare ricorsi o emettere ordinanze. 

La bocciatura arrivata dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio (Tar) che annulla il provvedimento di precauzione emesso dal sindaco a furor di popolo, ne è la dimostrazione. L’atto “neppure richiama alcuna base normativa, fatta eccezione per la Costituzione e per il Trattato dell’Unione europea” e “si inserisce illegittimamente in una procedura di autorizzazione tuttora in corso di espletamento“. Lo dice il Tar e potete leggerlo di seguito tar_annullaordinanzaecotransport Stessa sorte avrà il ricorso presentato dalla società che deve realizzare la prima biogas.

Allora come Bruschini ci ha messo la faccia ricorrendo sulla biogas (tardi e dopo aver mandato Placidi a dire sì, prima di fingere che non sapesse) e facendo ordinanze, forse avrebbe fatto più bella figura a difendere la scelta di avere a Sacida il “triangolo” dei rifiuti come lo ha definito l’ex avversario e oggi alleato De Angelis. Il quale, da sindaco “incaricato“, dovrebbe dirci se ha cambiato idea. La Raggi e il movimento che le sta intorno non mi piacciono, è noto, ma prendersela con lei che vorrebbe portare altrove i rifiuti di Roma quando gli impianti previsti ad Anzio basterebbero quasi per mezza provincia è paradossale. E lo scaricabarile, di tutti – Regione a guida Pd compresa – non mi piace affatto.

Attenzione, la “chiusura” del ciclo dei rifiuti viene proposta da più parti ed è ormai universalmente accettata, né possiamo utopisticamente ritenere che arriveremo mai al 100% di differenziata. Non prendiamoci in giro. Ma un conto è dire: mi faccio la differenziata e la porto al 70/80% (a quanto siamo ad Anzio, per davvero?) ho bisogno di una discarica di servizio, uso la “mia” frazione umida per produrre energia, un altro è prevedere  ciò che è atteso in quella zona. E che difficilmente si riuscirà a fermare. Ecco, allora diciamo chiaramente che il centro-destra che guida la città quegli impianti li ha voluti e/o si è girato dall’altra parte quando le proposte sono arrivate in Comune e/o ha pensato che si potessero promettere altri posti di lavoro e/o sistemare il terreno di qualcuno “vicino” politicamente. Per questo ci si deve assumere la responsabilità delle scelte fatte – che sono tali anche se si è solo evitato di guardare le carte arrivate in Comune – e  non fingere indignazione. Troppo tardi. 

Sorpresa, rispunta il centro commerciale naturale

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Le sorprese, per la verità, sono due. La prima è che la convocazione di una commissione – quella che si occupa di attività produttive – è on line. In un sito del Comune ancora caotico, dove fra l’altro si spaccia l’Ufficio relazioni con il pubblico esistente quando non c’è (fanno bene i grillini a insistere) quando ci avevano promesso il 3.0 è già qualcosa.

La seconda, più interessante, è che all’ordine del giorno è inserito – quindi rispunta – il centro commerciale naturale. Perché esiste ancora?

I dubbi sono stati espressi ai tempi sulle pagine del Granchio, più di recente in questo spazio, ora ci auguriamo che dall’incontro convocato dalla presidente Giusy Piccolo il mistero si chiarisca.

Perché altrove centri del genere, realizzati con le stesse modalità-fotocopia proposte da Confcommercio, funzionano, qui chi ha avuto il box e tutto il resto in consegna l’ha mandato in malora. Ricordiamo che sono stati spesi soldi pubblici, di tutti noi, e che le bacheche arrugginite e il box-magazzino non sono un bel biglietto da visita.

Se poi volessero pure farci sapere cosa ha fatto, nel corso degli anni, il centro commerciale naturale, quante “card” ha stampato, quante mail a chi si era iscritto a un sito mai partito (e lautamente pagato) ha inviato, e via discorrendo, saremmo ben lieti di renderlo noto.

Per chi vuole approfondire, questi i costi QUADRO ECONOMICO C.C.N.2011 resi noti al Granchio dal Comune nel novembre 2011. Se avete la bontà e la pazienza di cercare, qualche altra determina di spesa c’è stata negli anni a seguire e forse nel vecchio sito del Comune si trova ancora.

Torniamo alla domanda iniziale: il Centro commerciale naturale esiste ancora?

I veleni di Pomezia, il diritto di sapere. Arpa, ci sei?

Aggiornamento delle 15,27, questo il documento diffuso dall’Arpa analisi arpa lazio. Beato chi ci capisce e soprattutto…. è stato come fare una passeggiata a Roma. Ma davvero? Restano i dubbi espressi sotto.

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Ha “girato” il vento e da ieri sera ad Anzio si avverte una forte puzza di bruciato. Finora il meteo era stato clemente con il nostro lido, spingendo verso i Castelli il denso fumo sprigionato dalla Eco X di Pomezia che ancora brucia.

Sulle cause del rogo altri dovranno indagare, così come sul fatto che ci siano state segnalazioni dei cittadini cadute praticamente nel vuoto. Ora quello che interessa è avere informazioni certe sui rischi per la salute pubblica.

E’ comprensibile la precauzione del sindaco di Pomezia, del commissario di Ardea, così come sono sacrosante le misure adottate in assenza di indicazioni diverse, ma è inconcepibile che a quattro giorni dall’incendio e dai veleni che si sono certamente sprigionati da quel sito non si sappia ancora nulla sui potenziali rischi per la salute.

Stupisce soprattutto che l’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpa) ci ripeta che “Dall’analisi dei dati non emergono superamenti dei limiti imposti per la qualità dell’aria ambiente dalla normativa vigente“. Purtroppo quando la comunicazione, anche in casi del genere, è soppiantata dal burocratese si scatena una reazione che è quella che viviamo quotidianamente: c’è l’amianto, che facciamo, si è depositato, oddio, ma no dai….

Confusione, dilettanti allo sbaraglio, specialisti da tastiera, persino falsi ispettori che vanno in giro. Nell’incertezza succede di tutto, perché chi deve dare informazioni commette l’errore di non voler creare allarme, ignorando che nel silenzio non fa che alimentarlo. O, peggio, nel dire: “I dati sono in linea con quelli misurati nelle giornate precedenti a quella dell’incendio e coerenti con quelli misurati normalmente in questo periodo dell’anno”  Ma no? E quali sono questi dati, quali i limiti, dove sono sul sito dell’Arpa dove, tra l’altro, l’ultimo comunicato stampa risulta pubblicato a giugno 2015 e nella sezione “news” l’ultima è di gennaio?

Ma chi è al vertice dell’Arpa le telefonate le riceve? Ai social dà una guardata? Le preoccupazioni le ascolta? Ecco, buon senso dovrebbe indurre a far conoscere in tempo reale quali sostanze sono state sprigionate  (dopo 4 giorni lo sapremo no?) qual è il limite, qual è il risultato delle analisi, quali rischi si corrono, a che distanza e via discorrendo. Tutto questo, a oggi, lo ignoriamo e un comportamento del genere favorisce la confusione, oltre a far venir meno quel poco di fiducia che resta nelle istituzioni.

Occorre essere bravi tecnici e all’Arpa sicuramente lo sono, ma occorre anche  capacità di informare e comunicare in modo corretto.  Dire che non c’è allarme o di evitare allarmismi significa avere l’effetto contrario, indicare con certezza i dati permette di avere conoscenza. Soprattutto perché neanche chi lo ha riferito – pensiamo – crede che se oggi rileviamo l’aria in casa nostra con il camino spento sia la stessa di quella del camino che, accesso, fa uscire del fumo. Suvvia, non pensate che i cittadini abbiano l’anello al naso…

Per questo quando c’è da comunicare, quando c’è da farlo a maggior ragione nei casi di emergenza, servono dei professionisti del settore.  Purtroppo tante istituzioni pubbliche continuano a ignorarlo o a trattare i giornalisti (quando ci sono) come pezze da piedi. I risultati sono evidenti, non saranno queste poche righe a convincere l’Arpa ma al posto dei sindaci pretenderei di avere i dati rilevati, i limiti e il confronto con le analisi precedenti pubblicati immediatamente e aggiornati di continuo. E’ la salute di tutti e non si scherza.

ps, in tutto questo chi è andato a dire sì per poi ripensarci, sul primo impianto previsto ad Anzio, ha nulla da dire?

Bene sul caso Falasche, ma con le schede sarebbe meglio

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Apprendiamo dall’ultimo numero del Granchio che il dirigente dell’area finanziaria del Comune di Anzio ha chiesto al Falasche la restituzione delle somme ricevute nel 2010 per la sistemazione del terreno di gioco. La società, fino alla data di quella richiesta, non aveva ancora versato una delle rate previste ormai sette anni fa. Ignoriamo se lo abbia fatto nel frattempo e sarebbe interessante che l’assessore Alberto Alessandroni – che di quella società resta il leader indiscusso – oltre a farci sapere che sono ultimati i lavori sulle strade cittadine, ci dicesse pure a che punto è la situazione rispetto al prestito.

Lui è ancora assessore e come ricorda anche il Granchio “dominus” del Falasche che usa ancora quell’impianto pubblico senza avere restituito un euro. “Se Alberto Alessandroni fosse stato solo presidente e non anche amministratore comunale avrebbe avuto una corsia preferenziale in una storia che ha causato anche un danno erariale alle casse del Comune? Crediamo proprio di no” – scrive ancora il settimanale.

Condivido e buon senso vorrebbe che questa vicenda si risolvesse. Perché è facile dire “non c’entro“, come in diversi hanno provato a fare: dai morosi che ricordano di non entrarci direttamente, perché dei tributi non versati risponde la Srl (della quale magari fanno parte) a quelli che compaiono ovunque (siti, giornali, social) rispetto, a società ma quando il Comune chiede di pagare il dovuto minacciano querele o richieste di risarcimento.

Comunque ben venga la richiesta di restituzione dei soldi  per il Falasche che nessuno vuole cacciare –  sia chiaro –  ma che deve stare alle regole. Vero, come ricorda il Granchio, che nessun dirigente comunale si era preoccupato prima (e pure qui, i doppi ruoli di assessori e consiglieri forse “pesano“, come nel caso di ordinanze mai eseguite, spiagge non revocate, tributi chiesti quando non era più possibile rinviare) ma sulla vicenda c’è un accesso agli atti e aspetto di avere il materiale richiesto. Magari ci si è mossi dopo la pubblicazione su questo blog, ma meglio tardi che mai.

Intanto rilancio la sfida 3.0: mettere on line – se esistono – tutte le schede del patrimonio pubblico. Con atto di assegnazione, eventuale canone, situazione dei pagamenti, scadenza del contratto e via discorrendo. Come ho avuto modo di dire quella del Falasche è solo la punta di un iceberg…

Interrogazioni parlamentari, Perronace replica

Il consigliere comunale Pasquale Perronace interviene sulle interrogazioni parlamentari che lo riguardano.  Come la penso l’ho detto molte volte e non lo ripeto, chi vuole può trovarlo in questo blog o negli archivi del Granchio.

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Questa la sua replica:

“Provo dolore ed amarezza nel vedere continuamente il mio nome, insieme a quello della mia famiglia, associato a fatti con i quali non ho alcun coinvolgimento e che sono lontani anni luce dal mio modello di vita e dal mio impegno come Consigliere Comunale. Sarebbe opportuno che i parlamentari della Repubblica Italiana  si occupassero di problemi più seri e dei reali fenomeni criminosi che esistono in Italia. Ho tre figlie, otto nipoti ed una famiglia modello che continuamente, senza alcun motivo, si trova costantemente inserita all’interno di dossieraggi ed interrogazioni parlamentari redatte da persone che non hanno la minima conoscenza del nostro territorio. Sono rimasto senza parole nel ricevere una telefonata da mia figlia, che vive in Svizzera, preoccupata per alcuni articoli e per quanto dichiarato da chi dovrebbe rappresentarci nelle massime Istituzioni Democratiche. Dal 1985 vengo eletto in Consiglio Comunale, siamo venuti a lavorare ad Anzio nel lontano 1960 e tutti conoscono la mia correttezza e la mia condotta nell’esercizio delle mie funzioni. Chiedo soltanto rispetto per la mia famiglia, composta anche da otto nipoti minorenni, che senza alcun motivo è costantemente associata a squallide manovre, che nulla hanno a che fare con i nobili fini dell’attività politica”.         

Il Consigliere Comunale
Pasquale Perronace

Prima dei clan, la legalità delle cose quotidiane

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L’incontro all’hotel “Serpa” di ieri

Facile. Il passato che piace si ricorda (“modello di amministrazione”) gli scontri, durissimi, di quattro anni fa si liquidano con le lacrime in consiglio comunale e assumendosi reciprocamente la responsabilità delle divisioni. Chiusi in quello che somiglia a un fortino il sindaco Luciano Bruschini e quello “incaricato” Candido De Angelis non parlano di futuro e se provi a chiedere fai attacchi personali, sei candidato e via discorrendo, ma non entrano nel merito.

Il sindaco attuale su una cosa ha tremendamente ragione: non ha mai avuto guai con la giustizia in 40 anni di attività politica, è persona seria e onesta. Lo sottoscrivo. Come sostenevo quattro anni fa  – ricorderanno stavolta o no? –  che se c’era uno che pagava ad Anzio era Luciano Bruschini e che la vicenda di Acqualatina tirata fuori dai suoi ex avversari in campagna elettorale, oggi alleati, non stava in piedi. Ecco, le questioni personali le hanno inventate loro, ci sono andati avanti a lungo, oggi ribaltare la frittata non è bello. Pensare che dopo quella vicenda – era una normale rateazione, per la cronaca – c’è chi ad Acqualatina ha rischiato, se non ha perso il posto. Tutto dimenticato, suvvia…. c’è il “modello di amministrazione” e – ultimo consiglio comunale – guai a parlare di legalità.

Invece se ne è parlato a luglio a Villa Sarsina, se ne è parlato ieri al Serpa Hotel (che bello sarebbe stato avere tanta gente nell’aula consiliare, a discutere in modo pacato, a fare domande), se ne continuerà a parlare. Personalmente lo faccio da anni e come ho avuto modo di dire in diverse occasioni – ad esempio la vecchia richiesta di “accesso” firmata all’epoca persino da Walter Veltroni – è un errore prendersela con Pasquale Perronace e immaginare la ‘ndrangheta dietro di lui. Mi disse in una intervista “lasciamo in pace i morti” – riferendosi al fratello – e penso abbia ragione.

Detto questo e ricordato che sentenze affermano della presenza di ‘ndrine sul territorio e di una cellula di camorra del clan dei Casalesi, il discorso che vorrei affrontare è altro.

Senza fini diversi da quelli di mettere davanti alle proprie responsabilità chi è stato eletto per governare e chi torna a candidarsi, a farlo dopo avere ricevuto dai cittadini il mandato di fare opposizione. Senza fini diversi dal provare a confrontarsi su questo, prima di dire che non si accettano lezioni.

Parafrasando Francesco Guccini, tanto caro a me quanto  al sindaco “incaricato”, parliamo allora della legalità delle cose quotidiane. Piccole, apparentemente insignificanti, ma invece di una importanza assoluta. Perché se i primi a non perseguirla sono gli amministratori e politici, viene meno tutto e il segnale che passa – compreso quello per le mafie – è il verde, via libera.

Come ho avuto modo di dire, inoltre, non è che quando le denunce le fa Bruschini hanno un valore e se le fanno altri sono gli scemi del villaggio.

Fa bene la segretaria generale, per esempio, a denunciare “pressioni” e “spy story”, ma nella legalità delle cose quotidiane continua a essere controllore e controllato, in attesa che l’Anac risponda sul porto. Si poteva evitare? Certo, ma chi governa ha l’atteggiamento del “faccio come mi pare”. Vogliamo parlare di un titolo per un altro al concorso per dirigente dell’area finanziaria? O di chi ne avrebbe meno di chi è arrivato secondo ai vigili urbani? Ma sì… stupidaggini…. E guai a ricordarlo, è “un attacco alla struttura”.

E non viene ritenuta una banalità quella di una società che “è” di un assessore ma non paga il dovuto al Comune?  E l’hotel riferibile a un consigliere chiuso da ordinanza del sindaco (fatta sei mesi dopo la prima segnalazione Asl) nel quale finiscono i rifugiati? “Attacchi personali….

O vogliamo ricordare i consiglieri e/o assessori morosi, dei quali abbiamo perso le tracce? L’ex segretario, anche lui, era stato dai Carabinieri e chissà se ha mai segnalato che alcuni all’atto dell’insediamento hanno certificato di non avere motivi di incompatibilità e poi, invece, c’erano eccome. Presunti falsi, ma che fa? Come quello di avere un Ufficio relazioni con il pubblico inesistente, ma solo con un link sul sito del Comune. Un sito che continua ad avere problemi in termini di trasparenza. Che esempio è, poi, quello di inviare sistematicamente in ritardo gli allegati del bilancio (e che lo facciano anche altri non è una giustificazione), “dimenticare” il piano dei rifiuti o – come lo scorso anno – avere a disposizione tre piani diversi delle opere pubbliche….

Per non parlare di varianti spacciate per atti dovuti, come nel caso di “Vignarola-Puccini” o Consigli farsa dopo l’aggressione di chi aveva il torto di aver fatto un gazebo a Lido dei Pini.

Piccole cose – mica poi tanto – certo, ma è in queste “interpretazioni”, sviste – come ci viene detto per le mense – o interventi a soggetto che la legalità si afferma o meno. Come quando Bruschini dice: “Avete voluto fare le gare, ecco cosa è successo….” Già, c’era stato il caso Giva-Parco di Veio e consiglieri comunali e assessori in campo…

Vogliamo parlare dell’emiciclo violato da chi ha portato voti e per quello fa come vuole? O di indagati di questa maggioranza nonché candidati nella coalizione Bruschini che – sempre per voti e affini – aspettano che il giudice decida per il rinvio a giudizio? Attenzione, sono innocenti fino a prova del contrario e chi legge questo spazio sa come la penso da sempre, ma è o non politicamente rilevante dal punto di vista della legalità che il sindaco il 25 aprile ha scritto in maiuscolo sul suo discorso, quanto riportato negli atti giudiziari?

E davvero, dal punto di vista non penale ma politico, per “Mala suerte” è tutto a posto?

E che segnale arriva, per un cittadino che magari ha subito una minaccia, quando agli incontri politico elettorali seduto a fianco al primo cittadino o a chi aspira a diventarlo partecipa chi pure qualche problema con la giustizia l’ha avuto? Si può, ci mancherebbe, ma opportunità vorrebbe altro.

De Angelis, la riunificazione, la replica

Candido De Angelis replica a quanto affermato ieri in questo spazio. Dandomi, anche lui, come aspirante sindaco. Non ribatto, a questo né ad altre affermazioni pure pesanti.  Solo dovute precisazioni e  De Angelis  (ma chiunque ha la bontà di seguire questo spazio) sa bene di cosa parlo: mi baso sui fatti, non sono solito raccontare menzogne, né gettare fango.
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Caro Gianni,
leggendo i tuoi scritti mi chiedo sei stai parlando da giornalista oppure da potenziale candidato Sindaco? La critica costruttiva è sempre ben accetta ma la menzogna no. Conoscendoci da tanti anni, tu meglio di altri, sai benissimo il rapporto di stima e di affetto che mi lega, da sempre, a Luciano Bruschini con il quale, in passato, ci possono essere state fisiologiche divergenze di natura politica ma nessuno è mai dovuto intervenire per separarci. Questa è una menzogna e tu lo sai benissimo, visto che eri presente all’episodio a cui ti riferisci.
Negli anni 2000 c’era un’altra Città, che ti piaceva molto, fatta di nuove scuole, cultura, musei, mostre, attenzione per il sociale, opere pubbliche… c’era un disegno ed un modello di Città che ha ricevuto il consenso, libero, dei cittadini. Ridurre un modello di amministrazione ad una forma di clientelismo di piccolo cabotaggio, come tu stai facendo, è riduttivo ed offensivo.
Le tue fantasiose esternazioni sulla Giunta futura non sono cronaca giornalistica ma, purtroppo, astio politico. Stiamo lavorando, con forte determinazione, al percorso di riunificazione e ricostruzione del centrodestra, consapevoli che la strada intrapresa sia quella più giusta per dare risposte ai cittadini. Alla carica di Sindaco non ci si autocandida ma si viene scelti da gruppi di persone, da partiti politici, da associazioni e dagli stessi cittadini che ti riconoscono, come profilo ideale, per rappresentarli.   
Forse, finalmente, sarebbe opportuno finirla di gettare fango sulle persone con le quali hai avuto l’opportunità di crescere umanamente e professionalmente.     
Ti rivolgo i miei più cari auguri per il tuo percorso all’interno del partito democratico auspicando, qualora non riuscirai a raggiungere il tuo obiettivo, una tua candidatura al Consiglio Comunale visto che, in un’altra Città, ci sarà sicuramente bisogno anche del tuo illuminato contributo.   
Siamo amici da sempre, spero che il tuo ingresso in politica non turbi i nostri rapporti.
Candido De Angelis

La politica “sangue e…” , la nuova (!?) giunta De Angelis

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Chi “fa” politica ricorda che questa è sì l’arte della mediazione, ma prevede anche – cito testualmente – di avere a che fare con “sangue e…“. Lo ricorda anche il candidato sindaco “incaricato” da Luciano Bruschini, il suo predecessore ed ex avversario Candido De Angelis. Chi non “fa” politica, o semplicemente non intende adeguarsi a certi metodi, immagina – per restare in metafora – che può anche essere “linfa vitale e cioccolata“. Se mai esisterà #unaltracittà evidentemente non sarebbe disposta ad adeguarsi agli standard di chi “fa” politica oggi. Cioè a mantenere in piedi un sistema che funziona secondo il principio dell’omeostasi. Vale a dire l’equilibrio di una composizione chimica. C’è un problema? Viene “compensato“. Questo per prenderla alla lontana, perché il ritorno di De Angelis oltre ad avere possibilità di riuscita (“aho, servono i voti” ripetono da quelle parti, non curanti di come molti vengono presi), comporta che questo sistema per stare in equilibrio debba prevedere per l’ex sindaco ed ex senatore di avere a che fare e sopportare tanto “sangue” e non solo. Liberissimo, per carità, se se la sente lui….

Basterebbe ricordare il 2013, quando voleva mandare l’alleanza di Luciano Bruschini e chi “per mestiere fa l’assessore” a “lavorare“. Il sindaco uscente ha detto che è a disposizione, non si ripresenterà ma se lo facesse sarebbe il candidato naturale a presiedere il consiglio comunale. Borrelli, dopo venti anni di onorata carriera su quello scranno e i venti precedenti trascorsi in politica ad Anzio, sembra destinato a una dignitosa pensione. La giunta? Importante è vincere, mantenere in piedi l’omeostasi, evitare che qualcuno (“Grillini” in testa, ma basta una persona di buona volontà) rompa un sistema che rigenera se stesso da una vita e contro il quale De Angelis ha detto che voleva combattere, nel 2013. Anzi, prima ancora, nel ’90 quando tirava calci all’interno della Dc, poi quando entrò in An sgomitando, quindi nel momento in cui seguì Fini in Fratelli d’Italia e come spesso ricorda Bruschini anziché fare il “pompiere” in maggioranza ad Anzio – ruolo che l’attuale sindaco aveva avuto da capogruppo nei due mandati di De Angelis – faceva l’incendiario.

Rinnovamento, tutti a casa, ricordate il 2013? Ma quando mai…. Se ne dissero (e per carità di patria non tutte le riportammo) di tutti i colori,  all’esterno della redazione del Granchio dovemmo dividerli per evitare che arrivassero alle mani, nel dibattito pubblico al “Serpa hotel” si dovette chiedere l’intervento delle forze dell’ordine…. Tutto dimenticato, tutto a posto.

Proviamo a immaginare la giunta De Angelis che verrà, qualora i cittadini decidessero di confermare la fiducia a un centro-destra che escluso il primo mandato dello stesso “incaricato” di oggi poco ha brillato. Altri tempi, certo, situazione assolutamente diversa, ma se arrivasse l’elezione? Bruschini, dicevamo, presidente del consiglio comunale, un ruolo che a un grande mediatore come lui si addice benissimo. Zucchini non dovrebbe ripresentarsi, ma ci sono un paio di dirigenti ai quali sembra tenere molto e con i concorsi da bandire… Con uno, del resto, De Angelis si è interfacciato spesso per il bilancio (che fino a qualche mese fa aveva bollato sempre come falso) e se non per concorso, potrebbe pensare a un altro incarico ex 110, stavolta inserendo nel bando anche la laurea in Giurisprudenza.

Resterebbe il genero di Zucchini, Sebastiano Attoni, che in caso di conferma dal punto di vista dei voti un posto in giunta per celebrare il ventennale lo pretenderebbe di diritto. E Alessandroni? Sui voti all’assessore ci sono pochi dubbi, quindi andrebbe confermato perché altrimenti deve tornare al lavoro. De Angelis, inoltre, dovrebbe “accollarsi” anche la situazione del campo di Falasche che attualmente la società occupa senza aver restituito al Comune i soldi che lo stesso ex sindaco, in passato, contestava. Ma sì, una strada si trova… Tra Roberta Cafà che pure un pensiero a candidarsi sindaco l’aveva fatto e Laura Nolfi, dipenderà dai consensi presi. Stesso discorso per Giorgio Bianchi che se resta con la lista “Enea” deve fare i conti con il neo pupillo di Patrizio Placidi, Donatello Campa. Già, Placidi ha detto che forse nemmeno si ripresenta ma di ritirarsi dalla politica di casa nostra non ci pensa proprio. Fermi, perché questi sono gli assessori dell’attuale maggioranza, nella quale un pensierino nel 2018 a ricoprire un incarico in giunta potrebbero farlo – sempre in base ai consensi – Giusy Piccolo (sponsorizzata da Renato Amabile che non si ripresenterà), Velia Fontana e Davide Gatti. Poi ci sono quelli della neo maggioranza, anche loro “contro” nel 2013 ma pronti a dimenticare e sostenere Candido che è – oggettivamente – l’unico in grado di metterli d’accordo tutti. Si conteranno i voti, ovvio, ma non sarà facile per l’ex senatore tenere in piedi la baracca. Chi non dovesse farcela, potrà sempre contare sulla “Capo d’Anzio” – ammesso resti in vita – e su qualche altro incarico, magari su cooperative o associazioni vicine, spazi pubblici da gestire. Sarebbe più attento su qualche indagine, ne siamo certi, ma poi una strada si trova, via…

Non solo, pur di vincere e tornare a fare il sindaco De Angelis strizza l’occhio anche a pezzi ex Pd o degli stessi democratici, compresi quelli che lo avrebbero fatto perdere per i famosi “300 voti” quattro anni fa e compreso chi era da Boccuccia a festeggiare con Bruschini. Sì, lo stesso che lo ha fatto condannare dalla Corte dei Conti a risarcire il Comune. Com’è la politica? “Sangue e…” .