Prima dei clan, la legalità delle cose quotidiane

legalita

L’incontro all’hotel “Serpa” di ieri

Facile. Il passato che piace si ricorda (“modello di amministrazione”) gli scontri, durissimi, di quattro anni fa si liquidano con le lacrime in consiglio comunale e assumendosi reciprocamente la responsabilità delle divisioni. Chiusi in quello che somiglia a un fortino il sindaco Luciano Bruschini e quello “incaricato” Candido De Angelis non parlano di futuro e se provi a chiedere fai attacchi personali, sei candidato e via discorrendo, ma non entrano nel merito.

Il sindaco attuale su una cosa ha tremendamente ragione: non ha mai avuto guai con la giustizia in 40 anni di attività politica, è persona seria e onesta. Lo sottoscrivo. Come sostenevo quattro anni fa  – ricorderanno stavolta o no? –  che se c’era uno che pagava ad Anzio era Luciano Bruschini e che la vicenda di Acqualatina tirata fuori dai suoi ex avversari in campagna elettorale, oggi alleati, non stava in piedi. Ecco, le questioni personali le hanno inventate loro, ci sono andati avanti a lungo, oggi ribaltare la frittata non è bello. Pensare che dopo quella vicenda – era una normale rateazione, per la cronaca – c’è chi ad Acqualatina ha rischiato, se non ha perso il posto. Tutto dimenticato, suvvia…. c’è il “modello di amministrazione” e – ultimo consiglio comunale – guai a parlare di legalità.

Invece se ne è parlato a luglio a Villa Sarsina, se ne è parlato ieri al Serpa Hotel (che bello sarebbe stato avere tanta gente nell’aula consiliare, a discutere in modo pacato, a fare domande), se ne continuerà a parlare. Personalmente lo faccio da anni e come ho avuto modo di dire in diverse occasioni – ad esempio la vecchia richiesta di “accesso” firmata all’epoca persino da Walter Veltroni – è un errore prendersela con Pasquale Perronace e immaginare la ‘ndrangheta dietro di lui. Mi disse in una intervista “lasciamo in pace i morti” – riferendosi al fratello – e penso abbia ragione.

Detto questo e ricordato che sentenze affermano della presenza di ‘ndrine sul territorio e di una cellula di camorra del clan dei Casalesi, il discorso che vorrei affrontare è altro.

Senza fini diversi da quelli di mettere davanti alle proprie responsabilità chi è stato eletto per governare e chi torna a candidarsi, a farlo dopo avere ricevuto dai cittadini il mandato di fare opposizione. Senza fini diversi dal provare a confrontarsi su questo, prima di dire che non si accettano lezioni.

Parafrasando Francesco Guccini, tanto caro a me quanto  al sindaco “incaricato”, parliamo allora della legalità delle cose quotidiane. Piccole, apparentemente insignificanti, ma invece di una importanza assoluta. Perché se i primi a non perseguirla sono gli amministratori e politici, viene meno tutto e il segnale che passa – compreso quello per le mafie – è il verde, via libera.

Come ho avuto modo di dire, inoltre, non è che quando le denunce le fa Bruschini hanno un valore e se le fanno altri sono gli scemi del villaggio.

Fa bene la segretaria generale, per esempio, a denunciare “pressioni” e “spy story”, ma nella legalità delle cose quotidiane continua a essere controllore e controllato, in attesa che l’Anac risponda sul porto. Si poteva evitare? Certo, ma chi governa ha l’atteggiamento del “faccio come mi pare”. Vogliamo parlare di un titolo per un altro al concorso per dirigente dell’area finanziaria? O di chi ne avrebbe meno di chi è arrivato secondo ai vigili urbani? Ma sì… stupidaggini…. E guai a ricordarlo, è “un attacco alla struttura”.

E non viene ritenuta una banalità quella di una società che “è” di un assessore ma non paga il dovuto al Comune?  E l’hotel riferibile a un consigliere chiuso da ordinanza del sindaco (fatta sei mesi dopo la prima segnalazione Asl) nel quale finiscono i rifugiati? “Attacchi personali….

O vogliamo ricordare i consiglieri e/o assessori morosi, dei quali abbiamo perso le tracce? L’ex segretario, anche lui, era stato dai Carabinieri e chissà se ha mai segnalato che alcuni all’atto dell’insediamento hanno certificato di non avere motivi di incompatibilità e poi, invece, c’erano eccome. Presunti falsi, ma che fa? Come quello di avere un Ufficio relazioni con il pubblico inesistente, ma solo con un link sul sito del Comune. Un sito che continua ad avere problemi in termini di trasparenza. Che esempio è, poi, quello di inviare sistematicamente in ritardo gli allegati del bilancio (e che lo facciano anche altri non è una giustificazione), “dimenticare” il piano dei rifiuti o – come lo scorso anno – avere a disposizione tre piani diversi delle opere pubbliche….

Per non parlare di varianti spacciate per atti dovuti, come nel caso di “Vignarola-Puccini” o Consigli farsa dopo l’aggressione di chi aveva il torto di aver fatto un gazebo a Lido dei Pini.

Piccole cose – mica poi tanto – certo, ma è in queste “interpretazioni”, sviste – come ci viene detto per le mense – o interventi a soggetto che la legalità si afferma o meno. Come quando Bruschini dice: “Avete voluto fare le gare, ecco cosa è successo….” Già, c’era stato il caso Giva-Parco di Veio e consiglieri comunali e assessori in campo…

Vogliamo parlare dell’emiciclo violato da chi ha portato voti e per quello fa come vuole? O di indagati di questa maggioranza nonché candidati nella coalizione Bruschini che – sempre per voti e affini – aspettano che il giudice decida per il rinvio a giudizio? Attenzione, sono innocenti fino a prova del contrario e chi legge questo spazio sa come la penso da sempre, ma è o non politicamente rilevante dal punto di vista della legalità che il sindaco il 25 aprile ha scritto in maiuscolo sul suo discorso, quanto riportato negli atti giudiziari?

E davvero, dal punto di vista non penale ma politico, per “Mala suerte” è tutto a posto?

E che segnale arriva, per un cittadino che magari ha subito una minaccia, quando agli incontri politico elettorali seduto a fianco al primo cittadino o a chi aspira a diventarlo partecipa chi pure qualche problema con la giustizia l’ha avuto? Si può, ci mancherebbe, ma opportunità vorrebbe altro.

De Angelis, la riunificazione, la replica

Candido De Angelis replica a quanto affermato ieri in questo spazio. Dandomi, anche lui, come aspirante sindaco. Non ribatto, a questo né ad altre affermazioni pure pesanti.  Solo dovute precisazioni e  De Angelis  (ma chiunque ha la bontà di seguire questo spazio) sa bene di cosa parlo: mi baso sui fatti, non sono solito raccontare menzogne, né gettare fango.
candidocampagna2013
Caro Gianni,
leggendo i tuoi scritti mi chiedo sei stai parlando da giornalista oppure da potenziale candidato Sindaco? La critica costruttiva è sempre ben accetta ma la menzogna no. Conoscendoci da tanti anni, tu meglio di altri, sai benissimo il rapporto di stima e di affetto che mi lega, da sempre, a Luciano Bruschini con il quale, in passato, ci possono essere state fisiologiche divergenze di natura politica ma nessuno è mai dovuto intervenire per separarci. Questa è una menzogna e tu lo sai benissimo, visto che eri presente all’episodio a cui ti riferisci.
Negli anni 2000 c’era un’altra Città, che ti piaceva molto, fatta di nuove scuole, cultura, musei, mostre, attenzione per il sociale, opere pubbliche… c’era un disegno ed un modello di Città che ha ricevuto il consenso, libero, dei cittadini. Ridurre un modello di amministrazione ad una forma di clientelismo di piccolo cabotaggio, come tu stai facendo, è riduttivo ed offensivo.
Le tue fantasiose esternazioni sulla Giunta futura non sono cronaca giornalistica ma, purtroppo, astio politico. Stiamo lavorando, con forte determinazione, al percorso di riunificazione e ricostruzione del centrodestra, consapevoli che la strada intrapresa sia quella più giusta per dare risposte ai cittadini. Alla carica di Sindaco non ci si autocandida ma si viene scelti da gruppi di persone, da partiti politici, da associazioni e dagli stessi cittadini che ti riconoscono, come profilo ideale, per rappresentarli.   
Forse, finalmente, sarebbe opportuno finirla di gettare fango sulle persone con le quali hai avuto l’opportunità di crescere umanamente e professionalmente.     
Ti rivolgo i miei più cari auguri per il tuo percorso all’interno del partito democratico auspicando, qualora non riuscirai a raggiungere il tuo obiettivo, una tua candidatura al Consiglio Comunale visto che, in un’altra Città, ci sarà sicuramente bisogno anche del tuo illuminato contributo.   
Siamo amici da sempre, spero che il tuo ingresso in politica non turbi i nostri rapporti.
Candido De Angelis

La politica “sangue e…” , la nuova (!?) giunta De Angelis

Bruschini-DeAngelis

Chi “fa” politica ricorda che questa è sì l’arte della mediazione, ma prevede anche – cito testualmente – di avere a che fare con “sangue e…“. Lo ricorda anche il candidato sindaco “incaricato” da Luciano Bruschini, il suo predecessore ed ex avversario Candido De Angelis. Chi non “fa” politica, o semplicemente non intende adeguarsi a certi metodi, immagina – per restare in metafora – che può anche essere “linfa vitale e cioccolata“. Se mai esisterà #unaltracittà evidentemente non sarebbe disposta ad adeguarsi agli standard di chi “fa” politica oggi. Cioè a mantenere in piedi un sistema che funziona secondo il principio dell’omeostasi. Vale a dire l’equilibrio di una composizione chimica. C’è un problema? Viene “compensato“. Questo per prenderla alla lontana, perché il ritorno di De Angelis oltre ad avere possibilità di riuscita (“aho, servono i voti” ripetono da quelle parti, non curanti di come molti vengono presi), comporta che questo sistema per stare in equilibrio debba prevedere per l’ex sindaco ed ex senatore di avere a che fare e sopportare tanto “sangue” e non solo. Liberissimo, per carità, se se la sente lui….

Basterebbe ricordare il 2013, quando voleva mandare l’alleanza di Luciano Bruschini e chi “per mestiere fa l’assessore” a “lavorare“. Il sindaco uscente ha detto che è a disposizione, non si ripresenterà ma se lo facesse sarebbe il candidato naturale a presiedere il consiglio comunale. Borrelli, dopo venti anni di onorata carriera su quello scranno e i venti precedenti trascorsi in politica ad Anzio, sembra destinato a una dignitosa pensione. La giunta? Importante è vincere, mantenere in piedi l’omeostasi, evitare che qualcuno (“Grillini” in testa, ma basta una persona di buona volontà) rompa un sistema che rigenera se stesso da una vita e contro il quale De Angelis ha detto che voleva combattere, nel 2013. Anzi, prima ancora, nel ’90 quando tirava calci all’interno della Dc, poi quando entrò in An sgomitando, quindi nel momento in cui seguì Fini in Fratelli d’Italia e come spesso ricorda Bruschini anziché fare il “pompiere” in maggioranza ad Anzio – ruolo che l’attuale sindaco aveva avuto da capogruppo nei due mandati di De Angelis – faceva l’incendiario.

Rinnovamento, tutti a casa, ricordate il 2013? Ma quando mai…. Se ne dissero (e per carità di patria non tutte le riportammo) di tutti i colori,  all’esterno della redazione del Granchio dovemmo dividerli per evitare che arrivassero alle mani, nel dibattito pubblico al “Serpa hotel” si dovette chiedere l’intervento delle forze dell’ordine…. Tutto dimenticato, tutto a posto.

Proviamo a immaginare la giunta De Angelis che verrà, qualora i cittadini decidessero di confermare la fiducia a un centro-destra che escluso il primo mandato dello stesso “incaricato” di oggi poco ha brillato. Altri tempi, certo, situazione assolutamente diversa, ma se arrivasse l’elezione? Bruschini, dicevamo, presidente del consiglio comunale, un ruolo che a un grande mediatore come lui si addice benissimo. Zucchini non dovrebbe ripresentarsi, ma ci sono un paio di dirigenti ai quali sembra tenere molto e con i concorsi da bandire… Con uno, del resto, De Angelis si è interfacciato spesso per il bilancio (che fino a qualche mese fa aveva bollato sempre come falso) e se non per concorso, potrebbe pensare a un altro incarico ex 110, stavolta inserendo nel bando anche la laurea in Giurisprudenza.

Resterebbe il genero di Zucchini, Sebastiano Attoni, che in caso di conferma dal punto di vista dei voti un posto in giunta per celebrare il ventennale lo pretenderebbe di diritto. E Alessandroni? Sui voti all’assessore ci sono pochi dubbi, quindi andrebbe confermato perché altrimenti deve tornare al lavoro. De Angelis, inoltre, dovrebbe “accollarsi” anche la situazione del campo di Falasche che attualmente la società occupa senza aver restituito al Comune i soldi che lo stesso ex sindaco, in passato, contestava. Ma sì, una strada si trova… Tra Roberta Cafà che pure un pensiero a candidarsi sindaco l’aveva fatto e Laura Nolfi, dipenderà dai consensi presi. Stesso discorso per Giorgio Bianchi che se resta con la lista “Enea” deve fare i conti con il neo pupillo di Patrizio Placidi, Donatello Campa. Già, Placidi ha detto che forse nemmeno si ripresenta ma di ritirarsi dalla politica di casa nostra non ci pensa proprio. Fermi, perché questi sono gli assessori dell’attuale maggioranza, nella quale un pensierino nel 2018 a ricoprire un incarico in giunta potrebbero farlo – sempre in base ai consensi – Giusy Piccolo (sponsorizzata da Renato Amabile che non si ripresenterà), Velia Fontana e Davide Gatti. Poi ci sono quelli della neo maggioranza, anche loro “contro” nel 2013 ma pronti a dimenticare e sostenere Candido che è – oggettivamente – l’unico in grado di metterli d’accordo tutti. Si conteranno i voti, ovvio, ma non sarà facile per l’ex senatore tenere in piedi la baracca. Chi non dovesse farcela, potrà sempre contare sulla “Capo d’Anzio” – ammesso resti in vita – e su qualche altro incarico, magari su cooperative o associazioni vicine, spazi pubblici da gestire. Sarebbe più attento su qualche indagine, ne siamo certi, ma poi una strada si trova, via…

Non solo, pur di vincere e tornare a fare il sindaco De Angelis strizza l’occhio anche a pezzi ex Pd o degli stessi democratici, compresi quelli che lo avrebbero fatto perdere per i famosi “300 voti” quattro anni fa e compreso chi era da Boccuccia a festeggiare con Bruschini. Sì, lo stesso che lo ha fatto condannare dalla Corte dei Conti a risarcire il Comune. Com’è la politica? “Sangue e…” .

Bravo sindaco, un bel 25 aprile. Dopo Mario pensiamo ad altri

Quando ci vuole ci vuole e la decisione del sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, di dedicare il 25 aprile alla memoria di Mario Battistini è assolutamente condivisibile. Bravo a lui, quindi, e a quanti hanno lavorato all’evento odierno. E’ stato emozionante sentire l’inno nazionale e poi “Bella ciao” in via Padre Lombardi, sotto casa di Mario, a due passi da quella fontanella del “Muntarone” per la quale spesso il nostro “Pasquino” si era espresso sulla vecchia bacheca di Piazza Pia.

Non era solo quello, Mario, ed è stato giustamente ricordato nei discorsi ufficiali che leggete in fondo a questa pagina. A chi scrive, come me, restano le battute per le quali eravamo tutti “giornalisti di régime” salvo poi esprimerci l’apprezzamento per quello che facevamo. Ai compagni di partito resta l’esempio, quello del militante che fino all’ultimo è andato in sezione a preparare la colla per affiggere i manifesti. Alla città di Anzio – e speriamo alle future generazioni con un programma nelle scuole – il ricordo di un uomo che si è battuto finché ha potuto per ricordare ciò che aveva subito: “Mario Battistini: Medaglia d’Onore, deportato ed internato nei lager nazisti, partigiano della memoria storica, ha dato il suo appassionato contributo alla storia sociale e politica della sua amata Anzio, a difesa dei valori della democrazia, della libertà e del lavoro“. Questo è scritto sulla targa. E il suo contributo, Mario, lo dava in ogni occasione. Ricordavamo questa mattina con Candido De Angelis quando non solo lo fece parlare – fazzoletto rosso al collo – il 25 aprile, ma anche nella visita ufficiale di Pierferdinando Casini appena eletto presidente della Camera e in visita ad Anzio dov’era stato eletto. Interventi con fare appassionato, fiero, mai fuori le righe.

Mario è stato un personaggio importante ma Anzio ne ha avuti altri e forse è il caso di cominciare a pensarci. Se non per il 25 aprile, di sicuro per mantenere viva la memoria di chi ha “fatto” sotto diversi punti di vista questa città. Lo meritano per le loro diverse posizioni il professor Antei, per esempio, Ettore Cicconetti, Francesco Conte, Egidio Garzia…. Pensiamoci, sindaco.

Infine è condivisibile – nel discorso ufficiale – il richiamo alle legalità. Mi permetto di ricordare che si costruisce dalle piccole cose di ogni giorno. Ma oggi è 25 aprile, giorno di festa, ne riparliamo…

IL DISCORSO DEL SINDACO

Buongiorno a tutti, Cittadini di Anzio, oggi 25 aprile, Festa della Liberazione, vogliano innanzitutto ricordare il nostro amato concittadino, partigiano della memoria storica, Mario Battistini, che ci guarda da lassù. Ciao Mario, oggi è la tua giornata… la Città di Anzio ti ricorda, per sempre, con la stele che abbiamo scoperto, poco fa, insieme alle tue figlie Grazia e Nives, presso la tua casa nativa. Un caro saluto alle autorità politiche, civili, religiose e militari, alle Associazioni, alla Banda ed alla Corale Polifonica della Città di Anzio ed a tutti gli intervenuti alla celebrazione del 72° Anniversario della Liberazione d’Italia. Saluto il Col. Massimo Alessio, Capo di Stato Maggiore della Brigata Rista ed, insieme a lui, tutte le Forze Armate presenti. Un sincero ringraziamento lo rivolgo, inoltre, ai Carabinieri, alla Polizia di Stato, alla Guardia di Finanza, alla Guardia Costiera che, tutti i giorni, sono impegnati per la sicurezza LEGALITA’ sul nostro territorio. La Legalità, una parola importante che ognuno di noi deve custodire gelosamente e deve rappresentare, sempre, la stella polare di ogni azione della nostra vita. Oggi, 25 Aprile, nel giorno del settantaduesimo anniversario dell’Italia Libera, la Città di Anzio esprime la propria vicinanza ed il proprio ringraziamento a tutti i Servitori dello Stato che, a difesa della nostra sicurezza, corrono dei rischi reali ogni istante della loro vita. Siete Voi, l’espressione dell’Italia migliore! Il 25 aprile è una Festa della Libertà, della Democrazia, del rifiuto di ogni forma di dittatura ma è anche il sacrificio dei Padri che hanno sognato, per i Figli, una vita migliore. Non dobbiamo mai dimenticare che la Festa della Liberazione rappresenta l’avvio di una nuova fase storica, finalmente libera e democratica, che condurrà il Popolo Italiano alla nascita della Repubblica e della nuova Costituzione, dove sono presenti i valori della libertà di parola, di associazione e di religione, il diritto al lavoro, i valori della famiglia e della libertà personale, che sono anche le pietre miliari dell’Italia di oggi.
Se siamo un Paese libero e democratico lo dobbiamo anche all’estremo sacrificio di tanti nostri concittadini: con lo Sbarco di Anzio la nostra Città venne quasi completamente distrutta… La Libertà arrivò soltanto dopo quindici mesi dallo Sbarco, che resta un fatto storico rilevante, di estremo sacrificio per la popolazione e per le decine di migliaia di ragazzi, venuti da lontano, per immolarsi a difesa della democrazia. Sul nostro Monumento ai Caduti sono scolpiti i nomi degli anziati che perirono durante lo Sbarco e nelle due guerre ma, simbolicamente, il Monumento rappresenta tutti i Caduti facendoci respirare il significato più autentico del 25 Aprile. Nel mantenere sempre viva la memoria sul fondamentale contributo, prestato dai partigiani, per uno Stato libero e democratico, non dobbiamo mai dimenticare le estreme sofferenze dei tanti deportati ed internati nei campi di concentramento nazisti.
Il 25 Aprile è anche la loro Festa ed era il Giorno del Partigiano della Memoria Storica, Mario Battistini, al quale, pochi minuti fa, la Città di Anzio ha dedicato una Stele, esposta sulla facciata della sua casa di Via Padre Lombardi: “Mario Battistini: Medaglia d’Onore, deportato ed internato nei lager nazisti, partigiano della memoria storica, ha dato il suo appassionato contributo alla storia sociale e politica della sua amata Anzio, a difesa dei valori della democrazia, della libertà e del lavoro”. Questo il messaggio sulla stele, in ricordo di Mario ed, aggiungo io, di tutti i deportati nei campi di concentramento: si tratta di sacrifici estremi e sofferenze che tutti noi abbiamo il dovere di ricordare ai nostri figli ed ai nostri nipoti, affinchè mantengano sempre viva la memoria sulle atrocità della guerra e su quello che siamo stati! Non dimentichiamo mai il vento di Libertà che soffiò il 25 aprile 1945, insito nella Medaglia d’Oro al Merito Civile conferita alla Città di Anzio! Viva Mario Battistini, Viva Anzio, Viva l’Italia libera e unita!”

IL DISCORSO DELLE FIGLIE DI MARIO

Ci rivolgiamo all’uomo Luciano Bruschini che ha voluto onorare con affetto la memoria dell’uomo Mario Battistini: due uomini con storie diverse che hanno sempre avuto stima e rispetto reciproco. Grazie Sindaco e grazie a tutti coloro che hanno operato per la riuscita di questa giornata, che testimonia la disintetessata disponibilità di nostro padre per il benessere e lo sviluppo della sua amata Anzio. Nostro padre non dimenticava mai di ricordare i seicentocinquantamila soldati italiani internati nei lager nazisti, stessa sorte subita da lui prigioniero matricola n. 310081. Concludiamo come diceva lui: viva il 25 aprile, giorno della Liberazione dal fascismo e dal nazismo. Viva l’Italia“.

Porto, ci fidiamo? Visti certi precedenti…

E’ noto a chi ha la bontà di seguire quello che scrivo da qualche anno che io al porto, all’idea che fosse qualcosa “di” Anzio, che si potesse avere un volano di sviluppo, ci ho sempre creduto. Ho sbagliato a fidarmi, ci sono responsabilità politiche trasversali di non poco conto che ho raccontato sulle colonne del “Granchio” quando è fallita la gara da 190 milioni di euro, andata deserta nel 2013. Chi vuole può rileggerlo qui

Adesso ci informano in pompa magna che c’è in Gazzetta ufficiale un avviso di “Consultazione di mercato”. Cambiano i termini, non la sostanza. Ripercorre la “manifestazione d’interesse” che portò a tanto entusiasmo per il bando precedente, perché risposero ditte da mezza Europa, solo che nessuna poi partecipò alla gara.

Allora va detto che dopo la consultazione, andrà bandita una nuova gara e lì vedremo. Non si comincia domani, insomma. Speriamo qualcuno si presenti, anche se rimangono dei dubbi su cosa dovrà fare ovvero un progetto di finanza o altro,  magari il sindaco vorrà spiegarlo, un giorno, in Consiglio comunale. E’ pur sempre il rappresentante del 61% di una società che è stata costituita per miracol mostrare (e se fosse tutto avvenuto rapidamente forse ce l’avrebbe fatta) e si è finora salvata dal fallimento abbattendo il capitale e con qualche operazione di ingegneria finanziaria.

Il sindaco ci informa che i lavori inizieranno entro fine anno, staremo a vedere. C’è da fidarsi? Il collage che riporto in questo spazio è quello della pubblicità elettorale di Candido De Angelis che si presentava per il secondo mandato e dava “inizio lavori 2004”. Nel 2008 dopo gli ostacoli della Regione, vero, De Angelis e Bruschini del “continuiamo insieme” scrivevano: “Realizzazione del nuovo porto” e  “1082 posti barca, 1000 nuovi posti di lavoro“. Non è stato realizzato, i posti barca – dopo l’inversione del crono programma -sono dimezzati. Per l’occupazione chi svolgeva attività, come le cooperative di ormeggiatori, il lavoro l’ha perso e chi gestisce il bacino ha oggi nemmeno 10 dipendenti.

Sì, è vero, gli ostacoli (ma dal 2011 a oggi, cioè dalla concessione alla seconda manifestazione d’interesse cosa è stato fatto?) le leggi cambiate, però intorno alla Capo d’Anzio qualcosa non è quadrato e non quadra. Vogliamo ricordare la fallimentare vendita dei “Dolt” diritti di ormeggio a lungo termine?

Presentandosi nel 2013 contro De Angelis, prima della recente riappacificazione, Bruschini scriveva: “Il sindaco che realizzerà il nuovo porto di Anzio“. Dalla certezza del 2008 (“realizzazione“) al futuro del 2013 (“realizzerà“). Quattro anni dopo l’ultima campagna elettorale? Aspettiamo ancora il nuovo bando, mentre è aperto un contenzioso con gli ormeggiatori (la Capo d’Anzio ha 10 giorni per pagare le fatture non ancora saldate), non si sa chi deve dragare il canale di accesso, abbiamo ancora in piedi una causa contro Marconi (ricordate? L’avvocato Cancrini avrebbe dovuto relazionare al consiglio comunale…..) la società non ha un euro. E sarebbe ora che la Regione battesse un colpo, non fosse altro per il fatto che deve incassare qualche decina di migliaia di euro di concessione…

Però hai visto mai che è la volta buona, magari per qualche “turco-napoletano” di quelli che volevano fare il business e avevano i soldi in una non meglio specificata banca, avevano fatto un Consorzio nel quale già vendevano il porto di Anzio?

Comunque, facciamo pure a fidarci, il porto era e resta una possibilità di sviluppo. Ma visti i precedenti…

Gli atteggiamenti mafiosi, gli insulti. Caro sindaco…

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Caro sindaco, caro Luciano…

Continuo a permettermi il tono confidenziale che è proprio della nostra conoscenza, per raccontarti una storia. Faccio questo lavoro da anni, ho incontrato le persone più disparate e mai, dico mai, ad Anzio c’era stato qualcuno che avesse paura di vedermi. Accortezze, quelle certo, normali quando si fa un lavoro delicato.

Stavolta, invece, alla voglia di incontrarmi è subentrato il terrore, quello di farmi vedere del materiale, sentirsi dire che era cosa da Guardia di Finanza prima ancora che da cronisti. Paura, tanta, di essere scoperto e di perdere il lavoro legato – purtroppo – al mondo che si muove tra la politica di casa nostra superata spesso dagli affari.

Ecco, Luciano, questa è la città che ci lasciate e che, con la candidatura De Angelis, volete continuare a mandare avanti. Come sai, se sta bene ai cittadini va bene a tutti e non sono mai stato fra coloro che dice “gli elettori non capiscono”. No, capiscono benissimo e purtroppo spesso sono stati costretti ad adeguarsi.

Nei giorni scorsi abbiamo saputo che il Ministero dell’Interno non manderà una commissione d’accesso. Come ho avuto modo di dire, sono sollevato, sarebbe stata un’onta troppo grande. Né, dico la verità, mi preoccupano più di tanto ‘ndrangheta e camorra che pure qui hanno le loro ramificazioni e hanno fatto i loro investimenti.

No, sono peggio gli atteggiamenti mafiosi, chi ha paura di questi, chi viene a dirmi di fare attenzione perché mi vuole bene, questo clima che si trascina tra voi del centro-destra dalle elezioni del 2013 e dal quale non riuscite a venire fuori.

Vedi Luciano, io da cronista sono abituato a stare ai fatti e questi sono chiari. Non hai mai avuto problemi con la giustizia in 40 anni di vita politica e ti va riconosciuto, vorrai però prendere atto che qualcosa è successo tra chi ti sta attorno e ti ha sostenuto. Non c’è bisogno di condanne per dire che se “i soci elettori di…” sono stati favoriti da alcune proroghe date dal Comune questo se non è penalmente rilevante è politicamente disdicevole. Come lo sono tante altre cose che ormai sono stanco di ripetere. Ho detto qual è la responsabilità, parere personalissimo, che avete: ci sono nomi che tornano in ogni indagine, avete fatto mettere il vestito bello alla micro-criminalità di casa nostra, l’avete fatta entrare – sia pure non direttamente – nella stanza dei bottoni, fingete di non sapere che questa è stata avvicinata da personaggi (sono atti processuali, pubblici) in odor di camorra.

Torniamo a quel clima, allora, al 2013, alle bassezze che vi siete fatti e avete dimenticato in nome ora di una prossima santa alleanza. Torniamo lì perché appena uno prova a parlare non sapete far altro che lanciare accuse.

Qualche mese fa hai dato degli imbecilli ai cittadini, ricordi? Ora siamo ai disturbati mentali, passando per ominicchi e viperelle. Non è un linguaggio consono a un sindaco, ho provato già a spiegare il perché e il motivo per il quale siamo arrivati a tanto.

Allora mi chiedo se ci sono denunce di serie A (possibili solo ad alcuni) e quelle di serie B che danno fastidio e per le quali devono partire gli insulti seriali. Nessuno, caro sindaco, ha mai nemmeno pensato di dirti che sei imbecille, ominicchio, disturbato mentale. Nessuno, ne sono certo, e se lo sentissi sarei il primo a difenderti. Possiamo non essere d’accordo con l’azione portata avanti, i programmi non rispettati, chiedere documenti, segnalare cose che non ci piacciono e tutto il resto, ma gli insulti no.

Chi ha fatto del gettare fango sugli avversari una sorta di professione sono i tuoi alleati, vecchi e nuovamente vicini.

Perché chi denuncia difficoltà, problemi, mancanza di legalità dalle piccole cose quotidiane, lo fa almeno con lo stesso amore per Anzio che dici di avere te e forse anziché solo il nome della città, vuole difenderne pure l’integrità.

E non è diverso da te che vai dai Carabinieri per la “famosa” tangente (mai scoperta) sulle mense, non dall’ex segretario Savarino che ci va perché avrebbe subito pressioni, né dalla dirigente Santaniello che va a denunciare ingerenze nella vecchia gara delle mense o della segretaria Inches che trova persino una possibile spy story. E chi c’è al governo di Anzio, di grazia? Che facciamo, quello che denunci te va bene, se lo fanno gli altri sono “disturbati mentali”? Non funziona così.

Per il linguaggio, per il ruolo istituzionale, soprattutto per la mancanza di rispetto verso chi ha disturbi mentali, quelli veri. Ecco, finisco con un’altra storia. Quella della testimone a un processo che mi vedeva imputato per diffamazione: era il caso di un maltrattamento a un paziente con disagio psichico, la signora presiedeva l’associazione di familiari che aveva denunciato il caso. All’avvocato di parte civile che le chiedeva cosa ne sapesse di malattie mentali rispose accorata: “Ho l’insegnamento della vita”. Ecco, Luciano, nella foga di accusare chi fa notare quello che è palese, lo scivolone più grande lo hai fatto forse proprio nei confronti di chi combatte ogni giorno con il disturbo mentale e conoscendo l’attenzione che hai nei confronti del mondo della disabilità, non è da te.

Il sindaco non molla, siamo: “Disturbati mentali”

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Di seguito il comunicato del sindaco, Luciano Bruschini, dopo la notizia resa nota dal senatore Cervellini che non c’è necessità della commissione d’accesso.

Purtroppo il primo cittadino non perde l’occasione, ormai, di insultare (ricordiamo gli “imbecilli locali” e, da ultimo, gli “ominicchi” e le “viperelle“)  chi non la pensa come lui. E, dispiace, non è il Bruschini che conoscevamo. Questa la sua nota:

“Ringrazio il Ministro dell’Interno per aver chiarito, ancora una volta, che non sussistono elementi orientati al condizionamento dell’Amministrazione Comunale. Come ho sempre sostenuto, conoscendo bene la Città, non sono mai esistiti e non esistono condizionamenti all’attività amministrativa. Auspico che i denigratori seriali, locali e nazionali, che insistono quotidianamente su queste tematiche se ne facciano una ragione. Del resto posso dimostrare che, quando sono venuto a conoscenza di presunti fatti che, a mio giudizio, potevano essere considerati allarmanti sono stato io, per primo, a recarmi dalle Forze dell’Ordine che ringrazio sempre per la positiva collaborazione ed attenta vigilanza sul nostro territorio. Il sottoscritto, dal 1980 ad oggi, si è sempre confrontato con tutte le Istituzioni e non ha mai avuto problematiche di natura giudiziaria. Non saprei quanti, con i miei stessi incarichi istituzionali, se ne possano vantare.  La Città di Anzio, con le sue attività commerciali, le associazioni, le scuole e con tutte le sue istituzioni, non merita di essere additata in questo modo da una setta di disturbati mentali che saranno giudicati, nei loro comportamenti, dai cittadini laboriosi ed impegnati di questa Città”.    

Lo ha affermato il Sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, in una nota stampa diffusa a difesa del territorio, dei cittadini e della vocazione turistica della Città.

Tuscano, il Fiamma, le “centinaia di migliaia” a Pasqua…

WCENTER 0WHCBGPAHJ  -  ( Mino Ippoliti - villa di nerone 4.jpg )PER EMILIO

Sono anni che seguo le vicende politiche locali e mi piace, ormai, ricordare qualche aneddoto. Deve essere il segno del tempo che passa…

Bruno Tuscano, sicuramente più navigato di me nelle vicende dei partiti di casa nostra, racconta di uno che era sicuro di avere 300 voti. Lui rispose che era contento, poi pose una domanda: “Ma lo conosci il cinema Fiamma?” E questi, quasi entusiasta: “Sì certo….” La risposta di quel sornione di Tuscano fu: “Ecco, conta le sedie, sono 300, riempilo, poi prendi chi è venuto e portalo a votare e scrivere il tuo nome...” Il povero, ovviamente, non venne eletto.

Cosa c’entra? Semplice, a dare i numeri facciamo presto. Così leggiamo in un comunicato ufficiale che ad Anzio ci sono state “centinaia di migliaia di presenze” nell’ultimo fine settimana, quello di Pasqua. Ora, la città era piena, i ristoranti pure, ha funzionato tutto come ci ricorda il sindaco e va bene. Benissimo, c’è da esserne contenti. Ma “centinaia di migliaia” presuppone che siano molte e molte di più delle “decine di migliaia” che pure c’erano. E che quando il tempo è clemente e capitano “ponti” ci sono, sempre.

E allora, perché dare i numeri? Semplice, per una smania comunicativa – spesso, ma non stavolta per fortuna, “copiata e incollata” dai media locali  – nella singolare tenzone che si è scatenata con il Comune di Nettuno e i fantasmi grillini.

Il sindaco, gli assessori, la maggioranza, lo staff, dicendo “centinaia di migliaia” dovrebbero anche dimostrarlo, poi sono liberi di fare come vogliono. A modesto parere di chi scrive continuando a inondare redazione e social lo stanno facendo, il gioco dei grillini. Problemi loro.  L’ipotetico cinema Fiamma dove infilare le centinaia di migliaia di persone, va riempito. E i consensi trovati non con i comunicati, ma attraverso le cose promesse e realizzate, non continuando spesso a vendere fumo. Poi, ripeto, liberissimi di farlo.

Infine va sottolineata una bella iniziativa, quella di ricordare il 25 aprile Mario Battistini. E’ uno dei pezzi di quella memoria collettiva che appartiene a tutti, senza distinzioni, e che ha fatto rinascere questa città. Al sindaco e a chi ha pensato questa cerimonia vanno solo che sinceri complimenti.

La sala, le regole, la legalità e l’errore di Bruschini

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Si è fatto un gran parlare della mancata concessione al Meetup “Grilli di Anzio” e a Sinistra italiana della sala consiliare di Villa Sarsina. Il sindaco – che negli ultimi giorni inonda i social – ricorda che è stata concessa per “iniziative di livello nazionale e internazionale” e posta foto di Roger Waters, Gianni Rivera e Franco Mandelli, quindi che è stata   aperta gratuitamente “a tutti i cittadini, alle associazioni, alle Asl, alle società sportive ed a tutte le realtà sociali e culturali del territorio“.

Nel rispondere in modo piccato a 5stelle e Sinistra italiana per il rifiuto Bruschini – e non è da lui – è incappato in un errore. Perché ai soggetti politici la sala è stata data. All’ultimo referendum ai movimenti per il Sì e per il No in modo “bipartisan“, ma prima ancora ai giovani di Forza Italia o al circolo di Rifondazione Comunista. Gli stessi attivisti del Meetup ricordano l’altro appuntamento sulla legalità, a luglio, con esponenti del Pd. In quel caso – va detto per dovere di cronaca – a organizzare era un Comitato per la legalità trasversale e senza simboli ed erano attesi anche altri interventi di esponenti di partito. Ma il punto non è questo, perché quella sala – concessa dall’esponente di estrema destra Delle Chiaie appunto a Rifondazione, non è di Bruschini e non può decidere che siccome i prossimi temuti avversari “grillini” vogliono parlare di legalità devono farlo da un’altra parte, fra l’altro in questa specie di “crociata” incomprensibile con Nettuno.

Il motivo è semplice: nell’assenza di norme il sindaco fa come vuole. La sua segreteria ha usato e usa il buon senso quando chiede, ad esempio, di non usare gli spazi a Comune chiuso perché ci sono spese da affrontare ed è comprensibile.

Allora ribaltiamo il concetto: come si ottiene Villa Sarsina? E come si fa a chiedere una sede per un partito, un’associazione, un comitato? Il Comune ha spazi che potrebbe concedere pagando una cifra simbolica? Quanto costa aprire Villa Sarsina il sabato mattina e non può diventare fonte di entrata? Esiste un regolamento in tal senso? No. Perché un sindaco che in quell’aula – dove per la legalità delle piccole cose l’emiciclo è sistematicamente violato da chi non dovrebbe esserci – dice che le gare sono inutili, dopo una vicenda come quella Giva/Parco di Veio, preferisce non averle. Nell’anomia si “aggiusta” meglio. Non esiste perché i consiglieri comunali sono presi da altri impegni, evidentemente. Allora provasse quel che resta dell’opposizione (quella di De Angelis ottenne in poche ore l’ex sede del Msi, non ci pensa proprio) a portarlo e farlo discutere: la sala si concede a, per, rispettando questi criteri…. La legalità parte da piccole regole condivise.

E non c’entra – fatevene una ragione – chi racconta. Ho letto che ci si è inalberati perché la notizia è stata resa nota da Agostino Gaeta. Era in Comune, ha saputo, ha scritto. Che doveva fare? Certo, buon senso avrebbe voluto che il sindaco lo comunicasse prima a chi voleva organizzare, ma il livello questo è e non possiamo prendercela sempre con chi racconta.

Poi che lui parta e immagini chissà quale complotto è altro discorso. No, non esiste un’antimafia parolaia. Quello che è scritto nelle interrogazioni parlamentari che arrivano da più parti è ciò che sappiamo e non è tutto. Né c’entra la segretaria generale che svolge il suo ruolo e se denuncia pressioni non fa che confermare le preoccupazioni di chi l’ha preceduta, di un’altra dirigente, dei parlamentari che “interrogano“. Poi c’è la realtà quotidiana e quella supera la fantasia. Perché quando uno ti si avvicina, ti racconta una storia e all’invito ad andare dalle forze dell’ordine per la portata di quella vicenda risponde “io devo lavorare, me la farebbero pagare” abbiamo toccato il fondo.

E’ su questo che dovremmo riflettere, caro sindaco, tutti insieme.

Ominicchi e viperelle, caro sindaco non ci siamo

lucianola7

Il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, torna a mandare messaggi sibillini. Nella serie di comunicati che stanno inondando redazioni e social – deve essere la sua nuova e insolita strategia mediatica anti 5stelle che finisce per aiutarli, i “grillini” – ogni tanto infila “perle” come quella che riportiamo qui sotto.

Chi pensa di costruirsi una carriera politica inventando e moltiplicando falsità sulla nostra Città, senza mai domandarsi se sono all’altezza di poterlo fare, dipingendola come una contrada ai confini del mondo, sarà isolato dagli stessi Cittadini che vivono in una delle Città più belle ed organizzate della nostra Nazione. Vergogna! Questi <ominicchi e viperelle> sono a conoscenza che non spetta alla politica la gestione degli appalti pubblici? Certo che lo sanno, ma omettono volutamente di dirlo… Mi è già capitato, in passato, di vedere chi era portatore dei valori di onestà, legalità ed altro: molti di loro sono finiti nelle patrie galere. Viva Anzio, Viva i Cittadini che amano e difendono il buon nome della nostra Città“.

Non è lui, non è il Bruschini che conosciamo, anche se dalla storia che riguarda chi scrive e cioè che “siamo tutti nati e cresciuti ad Anzio” – insinuando chissà cosa – agli “imbecilli locali”, dalle maxi richieste di risarcimento annunciate come le denunce a una parlamentare, di strada evidentemente ne ha percorsa tanta in tal senso. Era ed è abituato a parlare con le 8-10 persone che “fanno” politica nei diversi schieramenti dei partiti e a sistemare le cose, mettere a tacere, rinviare. Per questo, forse, è diventato allergico ai cittadini che chiedono, dimostrano, accedono ai documenti. Non li sopporta, è evidente, ad Anzio come ricordava Mario Marcellini sui social vige il vecchio adagio “cuggì, fatte li c… tua”. Devono pensarla così il sindaco e la sua maggioranza, vecchia e allargata agli ex avversari di Candido De Angelis, nel frattempo incaricato alla successione di Bruschini e che – tacendo – acconsente.

Ebbene, signor sindaco, deve dire chi starebbe costruendo carriere inventando falsità. Chi dovrebbe vergognarsi e perché. Troppo facile sparare nel mucchio.

Allora proviamo a rigirarlo, il discorso, se si riferisce agli “ominicchi” chi sarebbero gli uomini? Quelli che amministrano la città, usando spazi pubblici senza pagare il dovuto, ad esempio? O chi ha “dimenticato” di pagare i tributi, al punto da far intervenire gli uffici per proporne la decadenza in quanto incompatibile? O chi si è visto far causa dal Comune perché non aveva girato i soldi dovuti? Oppure quelli che confondono il loro ruolo e vendono biglietti, propongono spettacoli, decidono chi entra e chi non a teatro. O no, forse abbiamo capito male, sono quelli che hanno l’hotel chiuso da un’ordinanza ma che magicamente apre perché lo dice la Prefettura, senza che il sindaco – come farà successivamente – si preoccupi dell’arrivo dei migranti. Sono questi, gli uomini? Basta saperlo…

Fa riferimento, sempre con termine spregiativo, a “viperelle”, qui è molto più semplice capire chi non è tale, almeno secondo il sindaco. Ad esempio chi firma dimissioni irrevocabili e poi ci ripensa o chi passa da un gruppo consiliare all’altro ma resta fedele alla maggioranza, non si sa mai… C’è anche chi non si accorge di un candidato che ha un titolo non richiesto da un bando, volendo eh….

Il riferimento agli appalti è, anche quello, incomprensibile. Formalmente la politica non c’entra, lo sa chi scrive e anche tanti altri. Un pochino si è studiato, su…. E’ che in questa città la politica se ne occupa talmente tanto che hanno arrestato e condannato in primo e secondo grado un ex assessore proprio di Bruschini, hanno chiesto il giudizio per un altro assessore e una consigliera comunale, nell’indagine “Malasuerte” una vittima di estorsione riferisce che è stato un politico a mediare (il quale, però, sostiene che la signora in questione millanta), e non c’erano forse un assessore e un consigliere comunale a “difendere” l’appalto che passava da Giva a Parco di Veio a Villa Adele? Non sono stati assessori e politici di casa nostra a dire che preferivano una ditta piuttosto di un’altra per l’appalto rifiuti?

Poi, magari, capiremo anche per quale motivo due segretari generali sono andati dai carabinieri a proposito di appalti. Di sicuro una dirigente lo ha fatto denunciando pressioni della politica e presenze diciamo singolari nei suoi uffici, guarda caso di una persona che è usa girare liberamente anche nell’emiciclo consiliare. Ah, non è andato lo stesso sindaco dai carabinieri per la tangente – mai trovata – sull’appalto mense? 

Non ricordo, a memoria, chi sia finito in galera in questa città dopo aver predicato onestà e dire che faccio questo mestiere da una vita… Chi è? Lo dica….

Poi certo, viva Anzio e viva i cittadini che la amano e la difendono. Tutti, caro sindaco, non solo quelli allineati e coperti.