Dimissioni rientrate, il finale della commedia era già scritto

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La lettera di dimissioni della Cafà

Potevamo scriverlo subito il finale di questa commedia. Anzi l’avevamo scritto e l’abbiamo confermato alcuni giorni dopo. Interpretando al meglio quel comunicato in “politichese” che Roberta Cafà, Laura Nolfi e Valentina Salsedo volevano farci credere significasse che le dimissioni erano confermate. Sui social, dopo più di una settimana e solo una volta uscita la dura lettera con la quale avevano lasciato in maniera “irrevocabile” l’incarico, Cafà e Nolfi avevano deciso di uscire finalmente allo scoperto e spiegare che c’erano dei problemi ma si affidavano al sindaco. E che lui doveva trovare la quadra. E’ uno specialista e lo ha confermato.

Si affidavano al gran sacerdote Luciano Bruschini, che tanto ricorda quello raccontato da Oriana Fallaci nelle ultime righe di “Un uomo“. Il gran sacerdote “simbolo di ogni potere presente e passato e futuro“. Non citiamo a caso quel libro, perché parla di dignità. La stessa alla quale si sono appellate Cafà, Nolfi e Salsedo andando via per finta, prendendoci in giro – le due assessore per la seconda volta in un anno – per poi tornare sui loro passi. Si sapeva, era scritto, con buona pace di chi – per ragioni sentimentali comprensibili ed anche encomiabili – sui social ci dava dei “furbetti” o avvertiva (minacciava?) colleghi dicendo che prima o poi ci si sarebbe incontrati per strada.

Non c’era e non c’è un bel niente di irrevocabile, Cafà e Nolfi verranno rinominate, ci diranno che hanno chiarito e il gran sacerdote Luciano Bruschini dispenserà parole di saggezza. “Che vi avevo detto? Nessuna crisi….” Peccato che non siamo a casa loro, bensì in un Comune di quasi 60.000 abitanti. Tenuto in scacco da politici – vecchi e nuovi, anzi i “rivoluzionari” ultimi arrivati ci fanno rimpiangere i vecchi – che non stanno guardando al bene della città ma a questioni che non comprendiamo.

Allora Cafà e Nolfi, domani, dovranno dirci cosa è cambiato rispetto alla mancanza di “trasparenza, corretta amministrazione ed efficacia” denunciate nella lettera di dimissioni. Se adesso condividono le politiche “illogiche, arroganti e incontrollabili” o chi le ha portate avanti finora nei loro confronti. Dovranno dire ai cittadini se sono disponibili, adesso, a “offendere ulteriormente la dignità umana” o chi l’ha offesa, finora, perché e cosa è cambiato grazie ai vertici tra bar, ristoranti e finalmente l’incontro di questa mattina in Comune che ha messo una pietra sopra a tutto.

Poi gli altri assessori, quelli che avevano chiesto al sindaco il chiarimento dovranno dirci se le pesanti parole usate nei loro confronti sono superate, mentre la maggioranza dovrà spiegarci se sono più importanti cooperative, spettacoli, prebende varie e la “marchettopoli” della quale parlava Candido De Angelis o il bene della città. I giovani che sono diventati ben presto peggio dei vecchi dovranno dirci il motivo per il quale si allineeranno, anche stavolta, senza fiatare. Avevano già incassato, in silenzio, l’apertura di Bruschini a De Angelis, continuano a votare senza colpo ferire bilanci che ci hanno portato al dissesto, ora ingoieranno anche questa soluzione.

Ci diranno che è per il bene di Anzio, spiegheranno che da qui si riparte, con nuovo vigore e slancio. Anche che la situazione è difficile per le casse comunali, ma che dopo questo nuovo scossone funzionerà tutto: riscuoteremo i tributi, partirà l’estate priva di atti formali, raccoglieremo i rifiuti che ci travolgono. Funzionerà, fidatevi, “deve” funzionare.

Perché a questo castello di carte, se ne togli una, crolla tutto. Perché ci sono legami che vanno oltre la politica, interessi che non possono essere messi a rischio, c’è il terrore dei “grillini” o di una maggioranza diversa prima ancora che delle indagini che stanno travolgendo l’amministrazione e  di una commissione d’accesso dietro l’angolo per la vicinanza – se non commistione – con chi si vanta di essere camorrista. Altro che incontro – generico – in Prefettura. Con chi, sindaco?

Magari domani lo spiegherà ai colleghi presenti alla conferenza stampa, a quelli che Cafà e Nolfi hanno ignorato per dieci giorni e che da quando le assessore torneranno al loro posto riprenderanno a chiamare. Perché chiunque, nel 3.0 de noantri, ha smania di comparire, e se c’è chi è troppo “visibile” apriti cielo. Come dire: cari cittadini, abbiamo scherzato, ma come credevate alle dimissioni? E cari giornalisti, che volete? Sapere? Ma quando mai…. Ecco, andrebbe disertata quella conferenza (sarò assente per lavoro, questo spazio è un diletto personale) ma invece i cronisti ci saranno perché hanno il dovere di raccontare.

Ma c’è stata mancanza di rispetto. Verso chi ha eletto Cafà e Nolfi – in primo luogo – e verso chi le cercava per lavoro – dopo le dimissioni – per far sapere anche ai non elettori il motivo di quella rottura. Che si sapeva sarebbe stata ricucita, altro che proclami e promesse solenni. E’ stata una commedia con finale già scritto, ora ci dicessero che non è vero, rispondessero in “politichese“, ma questo è.

Citavo inizialmente Oriana Fallaci, la stupenda conclusione del romanzo che più mi ha affascinato della giornalista e scrittrice: “(…) lo capì anche il gregge che bela dentro il suo fiume di lana. Non più gregge, quel giorno, ma piovra che strozza e ruggisce (…)

Forse è questo il vero timore, i cittadini che non sono più gregge.

L’estate e quel palco montato, la trasparenza è ancora un optional

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Villa Adele (foto prolococittadianzio.it)

E’ bastata la lettera di un’operatrice a far scendere in campo il delegato al turismo del Comune di Anzio e a replicare che sì, ci sono stati dei problemi, ma che oggi avremmo conosciuto il programma (ma non esce ancora) a estate ormai pressoché finita.

Il punto non è questo, chiaro, si facciano o meno gli spettacoli la figuraccia ormai c’è. E l’idea è che dal sindaco in giù interessino poco le pessime figure, l’importante è restare ai posti di comando.

La questione è davvero di trasparenza, Luciano Bruschini del sindaco non è solo omonimo, ma ha anche appreso l’arte del “non so“.

Allora: in un Comune normale, in una città che viaggia sui 60.000 abitanti, chi si occupa di un settore anche solo dal punto di vista politico, dovrebbe sapere quanti hanno risposto a un bando, chi e come è stato scelto, e anche spiegare – in assenza di atti – com’è stato possibile montare un palco e quanto è costato. Luciano Bruschini “non sa“, come tanti altri colleghi alle prese con l’associazione “amica” da inserire nel programma. Va bene, facciano pure, perché noi siamo certi che sia tutto a posto per il programma e il palco a Villa Adele, ma vorremmo semplicemente capire.

Per questo aspettiamo che al suo rientro la segretaria generale voglia finalmente mettere mano alla trasparenza di questo Comune. Perché se c’è un palco montato deve esserci una scelta a monte, un’autorizzazione e un costo. E deve essere pubblico. Per legge.

Altro sono gli spettacoli per i quali la politica – già alle presi con la Beautiful della crisi – si sta affannando. Tanti impegni, pochi soldi, e l’ipotesi di prelevarli dal fondo di riserva.

Cafà ci ripensa (forse) Nolfi no, il sindaco dà l’ultimatum

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Ti arrivano comunicati in “politichese” e poi provano a farti l’interpretazione “autentica“, al solito sei te, insieme ai colleghi ma da quando esistono i social anche i cittadini, a non capire.

Allora devi affidarti all’esperienza, all’interpretazione, provare a fare un minimo di analisi. Le assessore Cafà e Nolfi se ne vanno con una lettera di dimissioni “irrevocabili” e durissima. Le segue la Salsedo che riconsegna le delghe. Quando la missiva esce provano ad addolcire la pillola con un comunicato fiume dopo dieci giorni di silenzio e una serie di incontri – l’ultimo a pranzo con il sindaco –  che sono serviti a chiarire. Tutti capiamo che tornano sui loro passi, ma loro si affrettano a dire che abbiamo compreso male: le dimissioni sono confermate.

Le parole, però, hanno un peso e gli altri assessori, quelli rimasti, coloro dei quali si chiede la testa ma senza il coraggio di dirlo ufficialmente (lo facciamo noi, ce l’hanno soprattutto con Placidi e Zucchini, più di qualcuno potrebbe dire “benvenute nel club“) replicano al comunicato e lanciano la sfida: riuniamoci.

Le assessore vacillano, ma non troppo, e questa mattina si rivedono con il sindaco al quale si erano “affidate” per una soluzione e che già un anno fa le aveva fatte tornare sui propri passi. Fallito l’azzeramento per poi di fatto  rinominare tutti, si era provato – devi stare alle fonti e alle interpretazioni, ricordiamolo – a fare qualche “aggiustamento” e a tirare a campare fino al 2018. Perché così non va – guarda un po’, cominciano ad accorgersene anche gli amministratori – e qualcosa occorre inventarsi. “Padre Luciano” ricorda che c’è il porto, agita lo spauracchio di Grillo, non vuole chiudere indegnamente la sua lunga carriera politica.

Nuovo vertice al Bar Nolfi e alla fine un ultimatum: entro lunedì devono scegliere, rientrare o lasciare. Tra le cose che sono state sollevate in Prefettura sembra – lo riferiscono ambienti vicini al sindaco – che la più preoccupante sia la mancanza di “quote rosa“. Circolano nomi alternativi, gli assessori non molleranno e allora? Cafà sarebbe pronta a tornare, la Nolfi non ci pensa proprio, Salsedo resta comunque consigliera e pazienza le deleghe. Nel pomeriggio, si dice, altro bar e altro vertice ma solo tra le dimissionarie. Lunedì sapremo, forse.

Le condizioni della città? Spettacoli estivi fai da te, un palco montato per nulla (e senza trasparenza, a oggi) e figuracce come questa? Ma sì… c’è la crisi politica.

Qualcuno ha scritto, giustamente, che nemmeno Pirandello avrebbe saputo immaginare di meglio. Però adesso basta, finite questa tragicomica, chiedete scusa e se siete in grado governate fino al termine del mandato. Altrimenti andate pure a casa.

Smontate il palco, lo spettacolo è a Villa Sarsina (e nei bar)

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Smontate il palco a Villa Adele, tanto non c’è impegno né sappiamo quanto costa. Paghiamo il minimo, sospendiamo la stagione e portiamo i cittadini a Villa Sarsina. Lo spettacolo è lì e in qualche bar della zona o dell’immediata periferia, nei ristoranti, dove si consumano riunioni, ragionamenti e si prendono posizioni.

Prego cittadini, si accomidino pure. Le assessore Nolfi e Cafà insieme alla delegata Salsedo se ne vanno perché mancano “trasparenza e corretta amministrazione” e ci sono “politiche illogiche, arroganti e incontrollabili“. Lo scrivono nella lettera di dimissioni, poi una volta scoperte provano a mettere una pezza con un comunicato in perfetto politichese che di fatto ne preannuncia il rientro. Risultato?

Gli altri rispondono con una lettera aperta al sindaco: ” Presa conoscenza di quanto contenuto nella nota del 21 luglio, a firma delle Sign. Cafà e Nolfi nonché della Consigliera Salsedo, ed evidenziato che in particolare occorre “evitare incomprensioni che potrebbero ostacolare la buona amministrazione”, i sottoscritti Assessori Ti chiedono la convocazione di un incontro urgente, con la presenza delle stesse, per approfondire le tematiche sollevate. I sottoscritti ribadiscono che i principi espressi sono altrettanto insiti in ognuno di noi e che da sempre ci hanno guidato nella nostra vita amministrativa; proprio per questo dichiarano la propria disponibilità a porre in essere ogni azione, politico-amministrativa, utile e necessaria, nella convinzione che ciò possa contribuire a ritrovare l’intento di continuare a lavorare insieme per la città”. 

Al contrario delle ex e quasi nuovamente colleghe Giorgio Zucchini,  Patrizio Placidi , Alberto Alessandroni Sebastiano Attoni e Giorgio Bianchi almeno lo comunicano subito usando l’ufficio stampa dell’ente.

E volete negare ai cittadini lo spettacolo di questo incontro urgente? Magari si parlerà di biogas, di nuovo organico, di porto, di richiesta di commissione d’accesso, di bilancio che fa acqua, di un programma inattuato. Hai visto mai che questa crisi è servita davvero? O forse no, si dirà che Placidi e Zucchini sono prevaricatori – è con loro che ce l’hanno Cafà e Nolfi, è noto negli ambienti – e che una coop ha lavorato più di un’altra o il consigliere x ha avuto più fondi di quello y per l’estate. E dai su…. almeno un bello streaming 3.0

 

Spettacoli “fai da te”, senza atti né programma. Siamo ad Anzio

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Apprendiamo degli spettacoli estivi ad Anzio – o del loro annullamento – da qualche manifesto spesso fuori dagli spazi consentiti, dai 6×3 che si trovano a Roma, dai siti di informazione locali. In Comune, con la crisi aperta, non c’è un programma degno di tale nota ma soprattutto non ci sono atti relativi all’estate 2016. Lo ha chiesto, invano, Danilo Fontana in consiglio comunale.

Intanto il palco a Villa Adele, come ogni anno, è stato montato. Sbaglieremo, ma non c’è traccia di atto che ci dica quanto è costato. La trasparenza, è noto, è un optional e finora l’avvento della nuova segretaria non ha cambiato le cose.

Il programma è “fai da te” e non c’è – né potrebbe esserci – una delibera quadro sull’estate 2016. Motivo? Segretaria in ferie, e pazienza si può chiamare qualcun altro, donne che mancano e quindi assenza di quote rosa in giunta, si farà come in passato con approvazione a posteriori. Una volta ristabilita la legalità in giunta….

Non sappiamo e difficilmente sapremo, poi, chi si è presentato al bando  pubblicato a febbraio dal Comune, chi è stato scelto e sulla base di quali criteri per gli spettacoli estivi, quanto ci costeranno.

Anzi, questo lo sentiamo dire. Sembra che consiglieri e assessori, i quali di fatto gestirebbero direttamente capitoli di bilancio o avrebbero in qualche modo dei soldi loro assegnati informalmente per gruppi, associazioni o singoli organizzatori “vicini” (e magari alla fattura numero 1….) abbiano “garantito” chi deve venire a fare gli spettacoli. In bilancio, però, raschia raschia ci sarebbero solo 25.000 euro. Ne mancano almeno 75.000 se non di più e le ipotesi sono due: o si usano i pochi rimasti della “Bucalossi” o si attinge – udite udite – al fondo di riserva.

Ma occorre deliberare e – come dicevamo poco prima – non è possibile… Occorre firmare gli atti e dopo la nuova dotazione organica non ci sono ancora i decreti….

In tutto questo, almeno fateci un piacere: evitateci a questo punto depliant e manifesti, risparmiamo almeno lì qualche euro….

 

Lo scoop e il politichese 3.0, rientrano o forse no

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Dieci giorni di silenzio e poi – una volta scoperte – affidano a facebook un comunicato che nella Prima Repubblica non avrebbero saputo fare meglio. Roberta Cafà, Laura Nolfi e Valentina Salsedo – il nuovo….. – “spiegano” le dimissioni con un comunicato postato sui social, primo esempio forse di quello che intendeva Bruschini con il suo 3.0

Lo fanno dopo lo scoop del Granchio e di Katya Farina in particolare, che nel pomeriggio aveva reso noto il duro contenuto della lettera di dimissioni. Per dieci giorni erano state in silenzio, avevano tenuto il punto, erano state pressate dalla politica, si erano riunite, e ieri proprio mentre si concludeva il pranzo con Luciano Bruschini – che si conferma un maestro nei rapporti interpersonali e politici – la notizia del perché si erano dimesse. Se ne erano andate per le “politiche illogiche, arroganti ed incontrollabili che trovano teatro nella casa comunale” ma prima ancora perché mancavano le condizioni di “trasparenza, corretta amministrazione ed efficacia“. Parole pesantissime che in tempi di paventata commissione d’accesso confermano i dubbi di molti sul funzionamento del sistema-Anzio.

Il problema, immagino, diventa la lettera e non il suo contenuto. Diventa come è uscita, perché – quando trasparenza voleva che fosse pubblicata, dato che sono andate via dei personaggi pubblici – e ovviamente la stampa ignorata per dieci giorni non solo è brutta e cattiva, ma finalmente va cercata. Ecco il comunicato, in perfetto politichese, dove si dice e non si dice, si smorzano i toni rispetto al contenuto della lettera, si fa capire che ci sono state incomprensioni personali (ma allora l’amministrazione è corretta, efficace, trasparente? e le politiche non sono arroganti e di conseguenza sono sotto controllo?) e che si sono dimesse irrevocabilmente ma poi, a seguito di un confronto con il sindaco……

Ecco, gli ormai pochi capelli bianchi mi portano a immaginare che quel confronto, il pressing di “Padre Luciano” – come lo chiama amichevolmente Candido De Angelis – sia servito a ricucire le cose. E così ha capito anche chi fa questo mestiere da meno tempo e i cittadini che praticano i social.

Perché: “Riconosciamo al Sindaco Luciano Bruschini la grande esperienza e le competenze per trovare il giusto equilibrio e proseguire nel mandato con la dovuta serenità, contrastando le sterili discussioni ,evitando le incomprensioni che potrebbero ostacolare la buona amministrazione” tradotto significa che sono pronte a tornare. Poi se abbiamo interpretato male, chiediamo scusa da subito. Certo non si può fare marcia indietro così a cuor leggero, allora andranno in qualche modo “placati” Placidi e Zucchini – da quello che si dice negli ambienti – e si potrà proseguire anzi “ridefinire una soluzione idonea per una ri-partenza orientata al progresso della Città“. Devo cercare in archivio qualche documento anni ’80-’90 ma sono certo che parole del genere le troverei.

Bisognerà vedere che ne pensano gli altri componenti di maggioranza, chi aveva già le assessore pronte, chi a stare dieci giorni alla berlina e ad aver votato un paio di delibere illegali perché prive di “quote rosa“, oggi vorrebbe capire qual è la situazione e quali le condizioni dell’eventuale rientro. A questo punto se torneranno o meno le assessore – abbiamo capito di sì, cercano di spiegarci il contrario – non importa. Certo sottrarsi a un confronto con la stampa per evitare domande che potevano essere “scomode” e che dopo la lettera lo sarebbero ancora di più non è bello. Diciamo che è l’ennesima figuraccia dell’amministrazione Bruschini e d’altro canto ricordiamo pure che il primo a fare marcia indietro fu proprio il sindaco, nel 2013. Disse che non si candidava più, quindi tornò sui propri passi. Vinse, certo, ed è legittimato a stare lì. Ma dato quell’esempio Cafà e Nolfi – già dimissionarie una volta – che potevano fare di diverso?

Dissidenti pronte al rientro, ad Anzio la pantomima è servita

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Da sinistra il sindaco Luciano Bruschini e le dimissionarie pronte a ripensarci Valentina Salsedo, Roberta Cafà e Laura Nolfi

Un pranzo e l’accordo per il rientro vicino, anzi dato quasi per scontato negli ambienti della politica anziate. Roberta Cafà, Laura Nolfi e Valentina Salsedo sono pronte a tornare sui propri passi. Il “pressing” del sindaco – che oggi si è intrattenuto ancora a lungo con loro in un ristorante – è andato a buon fine. Luciano Bruschini, è noto, in questo è maestro. Si tratterà ora di trovare la via per spiegare alla città questa nuova pantomima.

A fronte delle pesanti accuse mosse nelle lettere di dimissioni, sarà interessante capire cosa avranno da dirci le assessore e la delegata all’archeologia che dieci giorni fa hanno sbattuto la porta.

E quali ragioni politiche le hanno spinte a ripensarci, cosa si aspettano che cambi rispetto  alla mancanza di “trasparenza e corretta amministrazione” e di fronte a “politiche illogiche, arroganti e incontrollabili“.

Si dimisero già un anno fa, adesso avevano rassegnato “irrevocabile rinuncia al mandato” e invece già domani potrebbero accettare di essere rinominate,altro che irrevocabile…. con buona pace di chi al sindaco aveva fornito già i  nomi alternativi.

Se pure non rientrassero, poi, è stucchevole che Cafà, Nolfi e Salsedo siano state zitte per dieci giorni, non abbiano sentito il dovere di spiegare ai cittadini perché si erano dimesse. Lo apprendiamo oggi, grazie ai servizi dei giornali on-line, gli stessi ai quali loro si rivolgevano un giorno sì e l’altro pure per apparire con i loro comunicati e che hanno fortunatamente “carpito” la lettera di dimissioni.

Un modesto suggerimento ai siti e giornali locali. Se le assessore e la delegata richiamano o mandano un comunicato, pubblicatelo 10 giorni dopo o comunque per il tempo che vi hanno fatto attendere e hanno portato in giro i cittadini. E fate così ogni volta che presenteranno iniziative.

Perché il silenzio dalle dimissioni in poi è irrispettoso dei cittadini, vero, ma anche di chi lavora in siti o giornali locali che non possono andare bene solo quando fa comodo e c’è “smania” di comunicare.

Bruschini finalmente parla, di accesso e Acqualatina. Però…

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La Prefettura di Roma

Il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, finalmente comunica qualcosa. In fondo a questa pagina ci sono o due note pervenute oggi dall’ufficio che finora è stato fatto tacere, anzi usato per far conoscere  feste o simili.

Il primo cittadino ci risparmia la crisi politica (lo fanno anche le due ex assessore, inspiegabilmente) e ci fa sapere due cose. La prima è che è stato dal Prefetto e dopo l’incontro è ancora più sereno “rispetto alla situazione del Comune di Anzio“.

La seconda è che tutti hanno votato contro l’aumento delle tariffe di Acqualatina in conferenza dei sindaci e che lui è d’accordo. Peccato non ci fosse, né altri rappresentassero il Comune di Anzio e che ben altri sindaci (da Nettuno a Bassiano, da Formia ad Aprilia, da Latina a Minturno) abbiano fatto la voce grossa. Ah, i colleghi di centro-destra di Bruschini sono usciti al momento del voto. Così, per ristabilire una verità oggettiva.

Ma è sul primo punto che vogliamo concentrarci. Da un lato sollevati che sia tutto a posto come riferisce Bruschini, dall’altro preoccupati perché il sindaco (e anche il Prefetto? ) ignora o finge di ignorare ciò che è agli atti di procedimenti penali.

Vale a dire che personaggi in qualche modo legati alla criminalità hanno portato voti, hanno interessi in Comune, frequentano gli uffici. Ignora o finge di ignorare il verbale di una imprenditrice che fa nomi e cognomi ammettendo una estorsione che non aveva denunciato. Certo, non c’è rilievo penale in quella “mediazione” denunciata e il vice sindaco sta facendo i suoi passi. Ma è grave e non è il solo episodio che emerge dalle indagini. Ce ne sono altri e sono sufficienti a sciogliere un Comune. L’ultima cosa che vorremmo. Se poi arriverà o meno la commissione d’accesso si vedrà. Bruschini ha fatto bene ad andare dal prefetto, ma cominciasse a darsi una guardata in giunta e in maggioranza.

I due comunicati

Il Sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, sulla richiesta della commissione d’accesso in Comune: “Strumentalizzazioni politiche. Dopo colloquio in Prefettura sono ancora più sereno di prima”  

 Il Sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, di sua iniziativa, nella giornata di ieri si è recato presso la Prefettura di Roma per un colloquio informale dopo la richiesta dei parlamentari di SEL finalizzata all’invio di una commissione d’accesso al Comune di Anzio.

“Si tratta della solita strumentalizzazione politica – afferma il Sindaco, Luciano Bruschini – fatta da chi cerca di sovvertire, con altre vie, il voto libero dei cittadini. Dopo il colloquio di ieri in Prefettura sono ancora più sereno rispetto alla situazione del Comune di Anzio ed alla solidità delle nostre Istituzioni”.

Il Sindaco Bruschini sul paventato aumento delle tariffe di Acqualatina: “Provvedimento respinto all’unanimità da tutti i Sindaci dell’ATO4. Il Comune di Anzio fermamente contrario”

 “L’aumento delle tariffe di Acqualatina, nella giornata di ieri, è stato respinto all’unanimità da tutti i Sindaci presenti che non hanno ritenuto coretto continuare a finanziare gli investimenti a carico della cittadinanza. Ovviamente, su questo, il Comune di Anzio è fermamente contrario come tutti i Comuni dell’ATO4”.

Lo ha affermato il Sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, in riferimento al paventato aumento delle tariffe di Acqualatina.

San Giuseppe Due, il danno e la beffa del parere che non serviva

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Oggetto della richiesta di parere è rappresentato dalla sussistenza, nel caso specifico, dell’interesse pubblico a stipulare la convenzione con la Marina Militare, proprietaria dell’imbarcazione San Giuseppe Due. Spetta in via esclusiva all’Ente locale la valutazione delle modalità con le quali curare gli interessi della comunità amministrata mediante attività di amministrazione in senso sostanziale. Sulla base di quanto sopra chiarito, la richiesta di parere dev’essere giudicata inammissibile sul piano oggettivo, non rinvenendosi i necessari requisiti di generalità ed  astrattezza e di attinenza alla materia di contabilità pubblica, nel perimetro, come sopra delineato, funzionale all’esercizio dell’attività consultiva“. Lo scrive la Corte dei Conti il 24 giugno, dicendo sostanzialmente al Comune che se voleva poteva spendere i 180.000 euro previsti per la ristrutturazione del San Giuseppe Due – storico veliero del comandante Ajmone Cat –  senza rivolgersi alla magistratura contabile.

E’ il parere fornito su richiesta del sindaco, dietro al quale ci si è celati mentre lo storico scafo prendeva la strada di La Spezia.

Dilettanti allo sbaraglio è dire poco, a questo punto. Prima si firma un accordo – lo fece l’allora assessore Umberto Succi – poi si lascia lo scafo in cantiere per anni, infine dal cilindro si tira fuori la storia del parere che è “inammissibile“. Il danno, per lo scafo che ha preso la via di altri lidi, e la beffa perché non serviva chiedere.

Ne sono stati buttati tanti di soldi dalla finestra per eventi di dubbio gusto e senza criteri. 180.000 euro, volendo, si potevano trovare. E si dovevano spendere, sarebbero stati un investimento, il San Giuseppe Due una attrazione. Ma queste sono cose che attengono a chi ha un’idea di città, non a chi amministra tirando a campare….

 

Cafà, Nolfi e Salsedo: se ci siete battete un colpo….

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E’ passata una settimana dalle dimissioni delle assessore Roberta Cafà e Laura Nolfi e dala riconsegna della delega da parte della consigliera Valentina Salsedo. Le prime due hanno fatto parte di una maggioranza che si è presentata alla città per essere 3.0, hanno sempre comunicato a spron battuto, siamo nell’era della comunicazione globale ma loro ancora non ci fanno sapere perché sono andate via. Non a chi scrive, attenzione, ma ai cittadini di Anzio. A chi le ha votate, anzitutto, ma anche a chi le ha viste operare. Perché uno quando amministra lo fa per tutti, non solo per chi l’ha votato. La terza è ancora consigliere di maggioranza 3.0, invece

Gli apprezzamenti tardivi arrivati alle assessore sanno, diciamoci la verità, di presa in giro. Sono state a lungo sulla graticola, sono state pesantemente accusate dentro e fuori dalla maggioranza perché troppo “visibili” o perché presenzialiste e piene di iniziative, sono andati a far loro le pulci su tutto – in certi casi anche giustamente – ma adesso devono far conoscere il motivo per il quale sono andate via aprendo una crisi che solo i vecchi politicanti di casa nostra fingono di ignorare. E ovviamente  anche Valentina Salsedo dovrebbe dirci perché ha riconsegnato la delega ai beni archeologici.

Le tre donne “ribelli” ieri sera si sono riunite a lungo, del loro come di altri incontri nei bar sappiamo grazie ai social network o a chi vede i nostri politici riunirsi per cercare di uscire dall’angolo nel quale sono finiti, mentre la città è allo sbando.

Tra le altre cose c’è la vicenda quote rosa, per le quali è ancora in piedi una petizione on line, e l’amministrazione anziate non solo è fuori legge ma adesso è sotto l’attenzione del Prefetto e della Consigliera regionale di parità  Alida Castelli – che ha risposto al nostro sollecito dicendo: “Condivido la vostra posizione e rimango in attesa di un fattivo atto che ponga fine all’inapplicazione di una norma per la quale le donne, ma non sole, si sono battute“.

Ecco, un bel comunicato (dall’amministrazione ci arriva di tutto, meno le cose serie) o una conferenza stampa, per dire: “Siamo andate via perché...” E per smentire le voci – che tali sono, ma come recita il vecchio adagio “se la foglia si muove il vento tira…” – secondo le quali Cafà e Nolfi rientrerebbero se si azzera la giunta, sarebbero state convinte, si sottoporrebbero a una colossale figuraccia per “salvare” l’amministrazione. Ovvero che hanno lasciato per paura della possibile commissione d’accesso.

Serve trasparenza, dunque, ma capiamo benissimo che avendo fatto parte di questa amministrazione che ha un sito istituzionale ancora lontano dal rispettare le norme, non è facile. Affidiamoci allora al più pratico Cafà, Nolfi e Salsedo: se ci siete battete un colpo….