Dissidenti pronte al rientro, ad Anzio la pantomima è servita

quartetto

Da sinistra il sindaco Luciano Bruschini e le dimissionarie pronte a ripensarci Valentina Salsedo, Roberta Cafà e Laura Nolfi

Un pranzo e l’accordo per il rientro vicino, anzi dato quasi per scontato negli ambienti della politica anziate. Roberta Cafà, Laura Nolfi e Valentina Salsedo sono pronte a tornare sui propri passi. Il “pressing” del sindaco – che oggi si è intrattenuto ancora a lungo con loro in un ristorante – è andato a buon fine. Luciano Bruschini, è noto, in questo è maestro. Si tratterà ora di trovare la via per spiegare alla città questa nuova pantomima.

A fronte delle pesanti accuse mosse nelle lettere di dimissioni, sarà interessante capire cosa avranno da dirci le assessore e la delegata all’archeologia che dieci giorni fa hanno sbattuto la porta.

E quali ragioni politiche le hanno spinte a ripensarci, cosa si aspettano che cambi rispetto  alla mancanza di “trasparenza e corretta amministrazione” e di fronte a “politiche illogiche, arroganti e incontrollabili“.

Si dimisero già un anno fa, adesso avevano rassegnato “irrevocabile rinuncia al mandato” e invece già domani potrebbero accettare di essere rinominate,altro che irrevocabile…. con buona pace di chi al sindaco aveva fornito già i  nomi alternativi.

Se pure non rientrassero, poi, è stucchevole che Cafà, Nolfi e Salsedo siano state zitte per dieci giorni, non abbiano sentito il dovere di spiegare ai cittadini perché si erano dimesse. Lo apprendiamo oggi, grazie ai servizi dei giornali on-line, gli stessi ai quali loro si rivolgevano un giorno sì e l’altro pure per apparire con i loro comunicati e che hanno fortunatamente “carpito” la lettera di dimissioni.

Un modesto suggerimento ai siti e giornali locali. Se le assessore e la delegata richiamano o mandano un comunicato, pubblicatelo 10 giorni dopo o comunque per il tempo che vi hanno fatto attendere e hanno portato in giro i cittadini. E fate così ogni volta che presenteranno iniziative.

Perché il silenzio dalle dimissioni in poi è irrispettoso dei cittadini, vero, ma anche di chi lavora in siti o giornali locali che non possono andare bene solo quando fa comodo e c’è “smania” di comunicare.

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