Il bilancio e la trasparenza, basterebbe copiare Sabaudia

Ad Anzio la giunta comunale ha approvato il bilancio di previsione e la relazione programmatica, non ha allegato quest’ultima alla delibera né altri atti al momento della pubblicazione sul sito. Il giorno dopo, considerato che c’era un errore, ha nuovamente approvato lo schema di bilancio ma degli allegati sempre nessuna traccia.

Che la trasparenza sia un optional lo sosteniamo da tempo, così come il sito sia una presa in giro o meglio un’offesa per i cittadini che pure lo pagano e ricordano la campagna 3.0 (sigh!) del sindaco Luciano Bruschini. 

Ebbene non c’è da andare lontano, almeno per copiare. Nel suo “Come si fa una tesi di laurea” Umberto Eco suggerisce anche di copiare. E’ un libro uscito quando non c’era internet e quando nessuno si sarebbe accorto se la stessa tesi era stata presentata a Bari e riproposta a Roma.

Qui copiare per avere ciò che è previsto per legge quando si parla di “accessibilità totale” è ormai un’esigenza. Collegarsi a questo indirizzo http://www.comune.sabaudia.latina.it/index.php/component/chronoconnectivity2/?connectionname=albo_pretorio&valore=1 per credere. Ci sono schemi di bilancio, relazione, tutto! E i cittadini possono farsi un’idea, se vogliono. 

E pure a Sabaudia governa una parte del centro-destra come ad Anzio, anche Sabaudia è sul mare, è un Comune più piccolo vero ma d’estate triplica la popolazione. Insomma, non vanno accampate scuse. O forse, visto che continuiamo ad avere quattro siti in uno che non dialogano tra loro e informatizzazioni delle quali si fatica a comprendere l’utilità (per le mense ne sono state fatte tre e non si accede, il cassetto tributario è ormai inutile, il sistema della ragioneria in tilt, l’anagrafe che non “parla” con i tributi) per questo fondamentale settore ogni dirigente ha il suo “orticello” e guai chi lo tocca. Le dobbiamo pensare tutte.

Perché francamente non si capisce – e dire che un dipendente del Comune di Sabaudia è stato per anni nel nucleo di valutazione ad Anzio – come si fa a pochi chilometri di distanza da qui ad avere un albo pretorio sul quale le cose vengono pubblicate per intero e ad Anzio avere pubblicazioni “casuali”. Non si vuole copiare Sabaudia? Aprilia è più vicina. Ma i tempi dell’informatica 0.3 – e non 3.0 come diceva Bruschini – sono superati da un pezzo. Qualcuno in Comune se ne deve rendere conto. E copiare, se necessario. 

Solidarietà a Placidi, ma è ora di riflettere

Dispiace, francamente, che continuino a verificarsi vicende del genere (http://www.inliberuscita.it/cronoca/36144/anzio-atti-vandalici-sullauto-dellassessore-patrizio-placidi/) e all’assessore Patrizio Placidi non può andare altro che solidarietà.

Una vicenda come questa, però, conferma il clima incandescente che si respira in città. Del quale purtroppo nessuno sembra preoccuparsi. La misura evidentemente è colma, non da autorizzare vandalismi o episodi ancora più gravi che vanno assolutamente condannati, ma sulla quale riflettere.

Palio del mare e tedeschi in trincea, le strane “tradizioni”

Diceva Gianni Brera che avendone viste tante, era contento che si seguissero altri sport, ma lui non era tenuto ad appassionarsi  o capirli. Sarà l’età che avanza se comincio a dire che non ne ho viste tante, ma di certe francamente non capisco il senso. Il grande maestro perdonerà, non ho alcuna intenzione di  paragonarmi a lui, diciamo che è solo un modo per dire che la “tradizione” del palio del mare, giunto ormai alla terza edizione, a mio modesto parere con Anzio c’entra poco.

Sì la rievocazione dell’approdo di Innocenzo XII, ma qualcuno più informato storicamente dello scrivente ricorderà che Anzio praticamente non c’era. Figuriamoci i quartieri che oggi si sfidano.

Comunque si faccia pure, per carità, se serve come ricordava ieri sera in chiesa il parroco padre Francesco a “unire i quartieri” è pure positivo, se ha successo di pubblico ancora meglio, ma un palio nasce e si sviluppa in realtà diverse da Anzio. Insomma, di tante tradizioni che abbiamo veramente se ne riscopre una che non c’è mai stata.  

Stesso discorso per quella che viene spacciata da qualche anno per ricostruzione storica dello sbarco. In realtà sui libri non c’è scritto – ma anche qui altri ne sanno più di me – che sulla spiaggia i tedeschi aspettavano gli alleati anglo-americani dentro alle trincee. Però questo vediamo, senza che nessuno senta il bisogno di chiedere il perché. La spiegazione, spesso, è che “c’è tanta gente”. 

Se il criterio è questo, va bene tutto. Non a caso abbiamo visto sagre del peperoncino e feste del cioccolato. La storia e le tradizioni, quelle vere, possono attendere. 

 

Bilancio, rettifica a tempo di record. Rifiuti, nuova stangata +40%

rifiuti
In 24 ore, quando si dice l’efficienza, la delibera sul bilancio di previsione 2014 è stata cambiata. C’era un errore, “chiude” a 75 milioni 578.209 e non 85 milioni. Un conteggio sbagliato e l’inserimento di un dato in eccesso. Lo schema di bilancio è rettificato così come la relazione che però non facendo parte integrante dell’atto non è allegata. Diciamo che in giunta ne hanno preso atto e via…

La notizia è un’altra e trova diverse conferme: il piano finanziario per la raccolta e smaltimento dei rifiuti prevede un aumento stimato nel 40% rispetto all’attuale. La conseguenza? Una famiglia che oggi paga 300 euro, ne pagherà all’incirca 420. Tutto questo mentre non sappiamo ancora a quanto ammonta la percentuale di raccolta differenziata, ignoriamo se e quanto viene incassato dalla vendita di plastica, vetro, alluminio e carta, non sappiamo qual è il risparmio in discarica.

E’ trascorso un anno, chiederlo da questo umile spazio è poca cosa, ma è stato chiesto – ed è rimasto inevaso – anche in consiglio comunale. E pensare che in campagna elettorale l’assessore Placidi e il dirigente all’ambiante, Dell’Accio, ribadivano carte alla mano che non ci sarebbero stati aumenti salvo i 30 centesimi a metro quadro imposti dal governo.

Gli aumenti, invece, ci sono stati e ci saranno ancora. Perché gli inesigibili nessuno è andato a riscuoterli, perché continuano a esserci incivili che gettano ovunque tanto paghiamo noi, ma anche perché per far partire il servizio si è fatto, probabilmente, il passo più lungo della gamba. O semplicemente perché il “porta a porta” inizialmente costa di più e una volta a regime fa risparmiare. Ma le cose basta dirle per come sono, anziché nascondersi dietro un dito.

Scuola, riflettiamo

Donatella Purger, docente per anni impegnata nel nostro territorio, in questo suo articolo (http://www.firstonline.info/a/2014/07/03/esami-di-stato-istruzione-e-giustizia-amministrati/6d0b6db6-1c59-40d0-90d8-5964ed9f59e5) pone degli interrogativi molto seri. E’ il caso di riflettere, soprattutto da parte dei genitori avvezzi più ai ricorsi giudiziari che a seguire il rendimento dei figli…

Il bilancio c’è, la relazione no. Trasparenza, ci risiamo…

La delibera di giunta è stata adottata, il bilancio di previsione 2014 “chiuderà” a 85 milioni 578.209 euro, ma oltre sapere questo e che sarà “rispettato il patto di stabilità interno”, non si va. Anzi sì, negli anni a venire il bilancio sarà di 72 milioni 903.000 euro e rotti nel 2015 e 72 milioni 262.000 nel 2016. Era già noto, invece, il danno al sistema informatico “grazie” al quale è stato necessario recuperare i dati.

Detto questo, con la delibera oltre allo schema si approva anche lo “schema della relazione previsionale e programmatica” ma sull’albo pretorio del Comune non compare. E dire che è una parte integrante della delibera, solo che alle 20,33 del 3 luglio – mentre scriviamo – l’allegato non c’è.

E’ la conferma, qualora ce ne fosse bisogno, della pubblicazione “a soggetto” dei documenti sull’albo pretorio del Comune e della trasparenza calpestata. Siamo ad Anzio, no?

Estate blu, ce n’è per tutti

Il Comune di Anzio ha presentato il programma dell’Estate blu http://portale.comune.anzio.roma.it/archivio10_notizie-e-comunicati_0_516_0_3.html. Ignoro i costi, noto che anche per la stagione al via la scelta è di fare tutto per tutti senza caratterizzare in qualche modo l’offerta cittadina ed elevarne la qualità.

Trovo interessanti i “processi” a Caligola e Nerone in programma al parco archeologico. In ogni modo, buona estate

Tari e cassetto tributario, i conti che non tornano e la comunicazione fai da te…

L’aggiornamento è di oggi: “Per ritardi di Poste Italiane nel recapito delle bollette TARI, si comunica che il pagamento può essere effettuato entro il 15 luglio 2014 senza aggravio di sanzioni. L’Ufficio Tributi del Comune di Anzio”. Al solito negli uffici la mano destra non sa cosa fa la sinistra e gli unici ad apprendere che si paga senza sanzioni sono, finora, solo quelli che accedono al “cassetto”. Agli altri, alla stragrande maggioranza che si sta vedendo recapitare solo in queste ore l’avviso, nessuno ufficialmente l’ha comunicato. E dire che c’è un ufficio che si occupa di questo, appositamente, nell’ente. Con tanto di alta professionalità che evidentemente i colleghi non ritengono di utilizzare. Lì come all’ufficio mense, visto che sempre e solo sulla home page del “cassetto” si legge un aggiornamento del 24 giugno che recita: “Si comunica che per motivi tecnici i pagamenti relativi al Servizio di Refezione scolastica e Servizio di Trasporto scolastico non sono ancora visualizzabili on-line.U.O. Pubblica Istruzione, Servizi Sociali, Cultura – Sport – Turismo”. Quali motivi tecnici? E poi vorremmo visualizzare on line anche tutto il resto, viste le tre informatizzazioni pagate dai cittadini per circa 80.000 euro, ma tant’è… Ah, il “cassetto” è dello stesso Comune, gestito dalla stessa società – la Mercurio service – ma ogni ufficio gestisce le sue pratiche. Alla faccia dell’informatizzazione… Da alcuni commenti recuperati su facebook alla pagina del Comitato Tares equa si apprende che il dirigente dell’ufficio tributi, Luigi D’Aprano, ha reso noto che il “cassetto” verrà migliorato. Speriamo a costo zero, dato che finora si è pagato e si paga per avere non un servizio 3.0 – come il sindaco diceva un anno fa in campagna elettorale – bensì a 0.3, se va bene…

Ma non è questo il punto, bensì ancora la vicenda Tari. E torniamo alla determina con la quale si affida sempre alla Mercurio la spedizione dell’acconto. I documenti spediti ai cittadini (le bollette, per intenderci) riportano la data del 28 maggio ma la determina che assegna il servizio è dell’11 giugno. “Si è provveduto ad acquistare tramite il portale acquisti in rete (Mepa) direttamente dalla ditta…” Quando? Non solo, gli acquisti con Mepa sono obbligatori dal 2012, ce n’è traccia prima nei rapporti con la Mercurio?

Ma ancora non è questo il punto. Nell’incarico si afferma che la Mercurio dovrà provvedere a “stampa, imbustamento e spedizione di circa 36.000 avvisi di pagamento”. A parte “circa” – possibile che l’ufficio non sappia quanti sono, visto che sono emessi il 28 maggio? – c’è un costo di 6.588 euro, pari a 0,183 a pezzo. Si legge anche spedizione, ma poi si scopre che non è – e non potrebbe – essere compresa nel prezzo di 0,183 e così in fase di dispositivo si affidano altri 30.000 euro alla stessa Mercurio che si è “impegnata ad anticipare le spese postali”. Se prendiamo i “circa” 36.000 ogni spedizione costa 83 centesimi. Si poteva risparmiare qualcosa? A ben guardare sì, solo collegandosi al sito di Poste Italiane si vede che spedizioni “massive” costano normalmente 50 centesimi. Qui si voleva fare prima, evidentemente

Attenzione, perché è vero che costa solo 183 euro ma qualcuno, di grazia, spiega in cosa consiste il “progetto di grafica” delle bollette?

E andiamo oltre: “invio massivo in formato Pdf a mezzo Pec o email della richiesta di pagamento bollette Tari con una spesa di 0,244 per 6000 contatti per un totale di 1464 euro iva inclusa”. Soldi che il Comune dovrà farsi restituire, anzi la Mercurio farà meglio a non fatturare perché nelle caselle di chi è registrato – come chi scrive – non è arrivato alcun Pdf . Altre spese sono relative alla rendicontazione dei pagamenti con un canone annuale di 7.320 euro, oltre al servizio web “per la consultazione e la ristampa” – d’altro canto è impossibile fare altro – del “cassetto tributario per 3.117 euro ovvero 365 euro mensili per 7 mesi iva inclusa.

Totale: 48.489 per tutti i servizi. Non si capisce per quanti utenti ovvero dovrebbero essere 42.000 tra i “circa” 36.000 e i 6.000 (davvero tondi tondi?) iscritti al “cassetto”. In realtà secondo i dati 2013 erano 42.680, saranno diminuiti? Comunque speriamo che sia valsa la pena impegnare queste cifre, anche se alla luce di quanto emerge non sembra proprio…  

Ma non è una cosa seria…

Ma non è una cosa seria…

 

Ma non è una cosa seria…

Sì, quello che accade con i tesseramenti nel nostro baseball è a dir poco singolare. Da tempo si trascinava questa vicenda di Mendez. C’è chi ha risposto anche in modo piccato a baseball.it (http://www.baseball.it/leggi_articolo.asp?id=21741) che semplicemente chiedeva chi fosse per aggiornare il suo archivio, oggi scopriamo che c’era una irregolarità. Come c’è stata a San Marino per D’Amico, come qualcosa è accaduto – sia pure nel rispetto delle regole – per Florian.

Insomma, se questo è il massimo che esprime il nostro baseball – con un campionato che purtroppo è quello che è – siamo messi male. Molto male. E purtroppo non è la prima volta, perché fra i tanti va ricordato il caso Vigna per il quale nessuno si accorse del doppio tesseramento e poi la Fibs intervenne per portarlo con la Nazionale al torneo pre olimpico…

Non siamo nuovi a vicende del genere, dunque, e la storia di Mendez purtroppo conferma quanto pressapochismo ci sia in questo sport…  

 

 

Porto e Life, uno dei progettisti fa sapere…

Ricevo e pubblico volentieri questa precisazione di Giacomo Cozzolino, uno dei progettisti del Life.

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“Leggo nel tuo ultimo post la frase “Infine i conti della Capo d’Anzio, in profondo rosso, con i soldi del Life usati per fare altro e da restituire”. 

Ci tengo, per precisione e tua informazione, a precisare quanto segue.

Il cofinanziamento della Commissione Europea dovrebbe essere utilizzato, almeno parzialmente e  se ancora c’è uno stato di diritto in Italia (laddove a fronte di un contratto e di prestazioni effettuate con esito positivo, come si può evincere anche dalle comunicazioni della Commissione Europea), per pagare i compensi di diversi mesi di attività (per qualche professionista, circa 2 anni) che spettano al gruppo di lavoro.

Mi farebbe piacere poter leggere, nelle opportune valutazioni ed analisi che fai della situazione del Porto, una preoccupazione per quelli che vengono chiamati “fornitori” o “consulenti”, ma che di fatto sono persone che lavorano o hanno lavorato e che, anziché un rapporto lavorativo da dipendenti, utilizzano la propria partita Iva.

Sarebbe un’inchiesta utile capire quante persone e aziende vantano crediti nei confronti della Capo d’Anzio (non solo noi del progetto LIFE) e sapere se la Società vuole onorare gli impegni contrattuali o, come si vocifera, preferire proposte di decurtazioni sostanziali di quanto dovuto (prendendo “per il collo” chi si trova in sofferenza finanziaria).

Tanto ti dovevo.

dott. Giacomo Cozzolino