Posti barca, il “porta a porta” che funziona. Ma i dubbi restano

 

C’è un porta a porta che funziona. E’ misterioso come quello per i rifiuti – del quale non conosciamo i dati rispetto al materiale raccolto e ai ricavi della vendita di ciò che viene riciclato – ma almeno arriva a risultati concreti. Quello della firma dei contratti per i posti barca nel futuribile porto di Anzio.

All’insegna del facciamo noi, non capite nulla, la società è a maggioranza pubblica ma non intendiamo comunicare niente ufficialmente, un avvocato del gruppo Marinedi – il socio privato della Capo d’Anzio – va in giro a far firmare i contratti ai 25 che hanno deciso di acquistare comunque il posto.

L’azienda che doveva rilanciare le sorti di Anzio con uno dei porti più avveniristici del Mediterraneo – ormai naufragato con quel modello per i più disparati motivi e con un danno fatto negli anni alla città da chi ostacolava con pareri “a soggetto” – non è degna nemmeno di avere una sede. Una stanza in Comune, a Villa Sarsina, oppure in piazza Cesare Battisti, in uno dei locali comunali che con tanta facilità si danno – senza regole – a questo o quel partito (che spesso non paga) a questa o quell’associazione, nulla. La Capo d’Anzio non ha uno spazio fisico dove convocare gli acquirenti per far firmare loro i contratti. Come una società di paese che vende per corrispondenza e manda in giro l’incaricato a far firmare gli accordi. A dire il vero uno spazio ci sarebbe, ma nessuno lo dice ufficialmente: presso la Lega Navale, disposta a ospitare la società. Uno dei circoli che non voleva questo porto e che deve essersi convertito sulla via di Damasco o su quella dell’inversione dell’accordo di programma, secondo il quale si cominceranno i lavori dal bacino interno.

Con la vendita, per ora, di 25 posti barca. Ma se il “porta a porta” – al contrario di quello dei rifiuti che ci sta riempiendo la città di discariche – funziona per i contratti, quello che continua a essere nascosto è tutto il resto: debiti della società, cronoprogramma dei lavori una volta ottenuta l’inversione, tempi, investimenti, escavo del porto a carico della concessionaria che è la Capo d’Anzio (al 61% del Comune e quindi dei cittadini), assunzioni che ha pubblicizzato “Marina di Capo d’Anzio” della quale ignoriamo l’esistenza come tale.

In tutto questo – essendo ormai il rapporto tra Regione Lazio e concessionaria Capo d’Anzio – c’è da chiedersi anche che tipo di controllo intendano avere il presidente Nicola Zingaretti, l’assessore Michele Civita e gli uffici. Basterebbe sapere, ad esempio, quante volte si è riunito – se si è mai riunito – il comitato che deve verificare l’attuazione dell’accordo di programma e sapere cosa ha deciso. Si chiama trasparenza, anche questa.    

Trasparenza e sito “conforme”. Prendiamoci in giro

 

Diciamocelo e non se ne parli più: ci piace essere presi in giro, qui la trasparenza e il rispetto delle leggi non ci sono, non ci saranno e non andiamo più a cercarle. Prendiamone atto, siamo ad Anzio e non c’è norma che tenga.

Accontentiamoci di quanto appare da qualche giorno sul sito che si apre collegandosi a www.comune.anzio.roma.it e della scritta che compare sotto a “Nuovo portale del Comune di Anzio”. Vale a dire “Conformità al decreto legislativo 33/2013. Allegato A”.

Conformità? Ma sì, prendiamoci in giro perché di conforme c’è nulla o quasi. Se andiamo a leggere il decreto http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/04/05/13G00076/sg e l’allegato al quale si fa riferimento, ci accorgiamo che la scritta comparsa sulla home page del Comune che doveva essere 3.0 è una beffa. O forse serve solo a mettere una pezza – inutile – con gli organismi di controllo. O, peggio, è un falso.

Perché nel sito occorre entrarci e trovare quello che è scritto nella tabella A, dal programma per la trasparenza e l’integrità al piano della performance, dalle società partecipate alle tipologie di procedimento con monitoraggio dei tempi procedimentali, dichiarazioni sostitutive e acquisizione d’ufficio dei dati. Chi è curioso vada pure a leggere cosa dovrebbe esserci e cosa, invece, non c’è. E sarebbe bello sapere cosa ha risposto l’amministrazione 0.3 (altro che 3.0….) al capogruppo e presidente della commissione di garanzia, Andrea Mingiacchi, sull’argomento. Senza contare che delibere, determine e avvisi si pubblicano – quando si pubblicano – senza un apparente ordine.

Perché attenzione, citiamo il decreto: “La sezione “Amministrazione trasparente” deve essere organizzata in modo che cliccando sull’identificativo di una sotto-sezione sia possibile accedere ai contenuti della sotto-sezione stessa, o all’interno della stessa pagina “Amministrazione trasparente” o in una pagina specifica relativa alla sotto-sezione. L’obiettivo di questa organizzazione è l’associazione univoca tra una sotto-sezione e uno specifico in modo che sia possibile raggiungere direttamente dall’esterno la sotto-sezione di interesse. A tal fine è necessario che i collegamenti ipertestuali associati alle singole sotto-sezioni siano mantenute invariate nel tempo, per evitare situazioni di “collegamento non raggiungibile” da parte di accessi esterni. L’elenco dei contenuti indicati per ogni sotto-sezione sono da considerarsi i contenuti minimi che devono essere presenti nella sotto-sezione stessa, ai sensi del presente decreto. In ogni sotto-sezione possono essere comunque inseriti altri contenuti, riconducibili all’argomento a cui si riferisce la sotto-sezione stessa, ritenuti utili per garantire un maggior livello di trasparenza. Eventuali ulteriori contenuti da pubblicare ai fini di trasparenza e non riconducibili a nessuna delle sotto-sezioni indicate devono essere pubblicati nella sotto-sezione “Altri contenuti”. Nel caso in cui sia necessario pubblicare nella sezione “Amministrazione trasparente” informazioni, documenti o dati che sono già pubblicati in altre parti del sito, è possibile inserire, all’interno della sezione “Amministrazione trasparente”, un collegamento ipertestuale ai contenuti stessi, in modo da evitare duplicazione di informazioni all’interno del sito dell’amministrazione. L’utente deve comunque poter accedere ai contenuti di interesse dalla sezione “Amministrazione trasparente” senza dover effettuare operazioni aggiuntive”.

Ecco, si può andare sul sito “conforme” e verificare qual è la situazione. Ma sì, prendiamoci in giro…

 

 

Autoridurre la bolletta dei rifiuti, provocazione per i cittadini

 

Sgomberiamo subito il campo: è una provocazione. Ma se provassimo, davvero, ad auto-determinare la bolletta sui rifiuti? Se provassimo, come da anni fanno ad Aprilia per l’acqua, a pagare ciò che è legato al servizio e non il resto? Chissà..

Chi non era residente nel 2005, per esempio, e ha pagato dove viveva la tariffa di quel Comune, trasferitosi ad Anzio si è ritrovato anche gli “inesigibili” spalmati su tutte le utenze. E perché? La stessa cosa varrà per gli “inesigibili” degli anni a seguire, per tutti coloro che sono diventati residenti solo dagli anni successivi a quei crediti che il Comune ed Equitalia non hanno saputo/voluto recuperare.

Parliamo di 750.000 euro che sono finiti – per il solo 2005 – su tutte le utenze.

Aggiungiamo il fondo rischi per i crediti inesigibili futuri, 1,5 milioni di euro. Fondo che ci dicono sia previsto per legge ma che facciamo fatica (e sbaglieremo certamente noi) a trovare. Intanto ciò che sappiamo è che deliberatamente l’amministrazione tre anni fa non ha seguito le indicazioni dei dirigenti che chiedevano di destinare proprio alle quote inesigibili i soldi risparmiati con il cambio di discarica.

E i 130.000 euro previsti in “bolletta” per Equitalia che da giugno 2013 non c’è più per legge? E i 70.000 euro spesi per un cassetto tributario che di fatto è ormai inutile?

Proviamo a ricapitolare: fa 1 milione 700.000 euro per chi era residente prima del 2005, 2 milioni 450.000 euro per quelli che sono arrivati dopo.

La delibera dello scorso anno – sulla base della quale sono arrivate le bollette di acconto del 2014 nella misura del 90% del totale – parla di 10 milioni 239.280 euro. Nel primo caso, quello dei residenti prima del 2005, i servizi aggiuntivi ammonterebbero al 16,6% del totale, nel secondo addirittura al 23,93%.

Una famiglia di 4 persone che vive in 100 metri quadrati e ha pagato nel 2013 407,63 euro, oggi si è vista recapitare un acconto di 366,87. Ebbene senza inesigibili, quota rischi e tutto ciò che abbiamo detto ne pagherebbe, decurtando quella percentuale, 293 e spicci se residente dopo il 2005, poco più 308 se residente prima.

Restiamo solo al primo caso: se ha già versato la rata del 30 giugno pari a 203,82 euro, a settembre ne verserebbe 65,51 anziché i 163 previsti.

Si fa per provocare, la ripetizione è d’obbligo, ma forse qualcuno anche in consiglio comunale dovrebbe cominciare a porre questioni del genere. Perché purtroppo non si vede – al contrario di ciò che è avvenuto ad Aprilia con l’acqua – un gruppo di cittadini capaci di ridursi la bolletta disconoscendo “balzelli” che è vero sono stati votati ma in alcuni casi sembrano più vessazioni che altro.

Per chi vuole approfondire il discorso di Aprilia, comunque http://www.acquabenecomune.org/aprilia/  o quello originario http://www.acquaprilia.altervista.org/

 

Anzio, Cinque stelle e tante contraddizioni

A seguire la nota diffusa dal consigliere comunale di Anzio del Movimento 5 stelle, Cristoforo Tontini, sull’ultima seduta nella quale ha mantenuto il numero legale. Prendiamo atto della sua fierezza, speriamo si giri intorno per vedere la situazione agli angoli delle nostre strade che nessun regolamento – purtroppo – sembra cambiare. Certo che il Comune non sarebbe stato commissariato, ma Tontini e chi lo consiglia – se qualcuno lo fa – ha evitato alla maggioranza quantomeno una figuraccia. Se davvero pensa alla cittadinanza, era il caso di rimarcare questa situazione di stallo che dopo un anno ha portato al nulla. Tranne questo regolamento votato grazie a Tontini. Sul Movimento forte e unito, resto con tutte le perplessità. Basta girare un po’ nel web – Grillo insegna – per rendersi conto che non è così…

La nota di Tontini.

Sono fiero ed orgoglioso di ciò che ho fatto nell’ultimo consiglio comunale! Aver permesso, dopo SEI lunghi anni di attesa, di avere un regolamento igienico sanitario anche ad Anzio, strumento necessario e fondamentale, soprattutto in questo periodo estivo, per evitare di continuare ad avere agli angoli delle nostre strade montagne di rifiuti. La maggioranza ha gravi problemi interni, cosa ormai risaputa, ma non tollero che a rimetterci siano, come sempre, i cittadini di Anzio; non mi sono prestato al masochistico gioco di far saltare un consiglio comunale che avrebbe avuto come unico effetto far slittare il regolamento a settembre o addirittura a data da destinarsi. Tengo a precisare, per chi non fosse pratico della legislatura comunale, che la mia presenza in consiglio non ha evitato che cadesse l’attuale amministrazione tanto meno che il comune venisse commissariato. Chi rimane “sconvolto” da questo mio comportamento vuol dire che non ha compreso cosa rappresenta il M5S, il quale pensa alla cittadinanza e rifiuta le logiche di palazzo ed i giochetti da politicante navigato. Approfitto, inoltre, per ringraziare tutto il M5S di Anzio, che oggi come non mai è forte, compatto e mi sostiene in questa battaglia nelle istituzioni.

Rifiuti e interdittiva antimafia, le azioni necessarie

C’è una misura di prevenzione che mette in allerta i Comuni sui rapporti tra società che hanno appalti pubblici e la criminalità organizzata. Si chiama interdittiva antimafia e viene decisa dai Prefetti sulla base di precise segnalazioni delle forze dell’ordine. Ad Anzio la Regione Lazio ha revocato l’appalto alla Icem che svolgeva i lavori al porto neroniano, dopo qualche mese dall’interdittiva è vero, ma l’ha revocato. Ora c’è una vicenda che riguarda Nettuno e potrebbe avere riflessi anche su Anzio. E’ l’interdittiva antimafia nei confronti della Ecocar ambiente (http://www.ilmessaggero.it/latina/latina_interdittiva_antimafia_alla_ecocar_a_gaeta_ha_vinto_l39appalto_rifiuti_e_a_minturno_lavora_in_proroga/notizie/794522.shtml ) emessa dalla Prefettura di Caserta. Il consorzio opera anche a Nettuno, lo afferma nel proprio sito, e ha al suo interno con il 30% la Ipi che ha presentato in associazione temporanea d’impresa un’offerta anche per la gara d’appalto di Anzio.
Ignoriamo – al momento – se l’interdittiva riguardi oltre alla Ecocar ambiente di conseguenza anche le società che hanno partecipazioni. Al posto del Comune di Nettuno – come suggerisce giustamente Claudio Pelagallo di Sel (http://www.latina24ore.it/lazio/94369/sel-revocare-appalti-in-odor-di-mafia) – non aspetteremo un minuto a revocare l’appalto. Al posto di quello di Anzio a chiedere alla Prefettura cosa fare in casi del genere.
Va detto che da sempre Ecocar e in generale il gruppo che fa capo alla famiglia Deodati ha respinto al mittente ogni accusa, ma in vicende del genere e di fronte a milioni di euro pubblici, i Comuni hanno il dovere di svolgere anche un ruolo di “sentinella”.
Se poi anche le opposizioni pensano di battere un colpo, tanto meglio…

Il nostro singolare (da sempre) Movimento 5 stelle

Singolare mondo quello del Movimento 5 stelle, ancora di più quello di Anzio. Sin dagli esordi – con meetup diversi – e poi dalla decisione del “portavoce” che sarebbe stato candidato a sindaco si sono registrati distinguo e la stessa votazione venne impugnata da una parte degli attivisti. Inutilmente, perché la candidatura di Cristoforo Tontini venne poi validata a livello nazionale.

Un ottimo risultato elettorale, Tontini in consiglio comunale, e una situazione di tensione che si è continuata a registrare con gruppi diversi di attivisti a 5 stelle operativi sul territorio. Persino durante un’assemblea regionale c’è stata occasione per un duro scambio di opinioni. Adesso gli iscritti, gli attivisti e i simpatizzanti del MeetUp Cittadini 5 Stelle di Anzio sottolineano “il loro totale dissenso verso l’atteggiamento tenuto dal Portavoce del Movimento anziate, il Consigliere Comunale Cristoforo Tontini, nel corso del consiglio del 9 luglio ultimo scorso”. La vicenda è nota e la stampa locale l’ha ampiamente rimarcata: Tontini ha tenuto in piedi il numero legale e ha fatto da “stampella” alla maggioranza.

Se c’era un’occasione per dimostrare che la coalizione a sostegno di Luciano Bruschini è divisa, litigiosa (arriva a organizzare persino due manifestazioni nella stessa piazza da parte di assessorati diversi…) e soprattutto da un anno a questa parte non ha realizzato nulla, era l’ultimo consiglio comunale.

Cristoforo Tontini, con tanto di elogi dai banchi di quel che restava della maggioranza, ha evitato una figuraccia al sindaco e alla sua coalizione. Ignoriamo i motivi di tale gesto, certo è che per il regolamento di igiene e sanità abbiamo atteso anni, si poteva attendere qualche altro giorno. D’altro canto l’assessore Patrizio Placidi ci ha abituato ad attendere. Vedremo come andrà sul bilancio, ma se i numeri della maggioranza sono quelli che emergono forse sarà necessaria qualche altra “stampella”.

“La scelta del portavoce è stata e va considerata un preciso atto politico a supporto dell’amministrazione Bruschini,che non può essere giustificata neanche con l’urgenza di approvare i regolamenti oggetto della seduta – scrivono i Cittadini 5 stelle – Una maggioranza che non riesce a garantire il numero legale non è evidentemente né interessata all’oggetto della seduta né in grado di governare la nostra città. Gli elettori del M5S di Anzio hanno eletto il portavoce per contribuire con la sua azione a rinnovare la classe politica anziate mandandoli tutti a casa e sicuramente non per agevolare il loro cammino. Il MeetUp dei Cittadini 5 Stelle di Anzio ha rivolto, fin dalla sua nascita, la propria attenzione ai temi più salienti per la nostra città: il porto, la trasparenza, lo statuto comunale, la tares, e ha continuato a lavorare fattivamente e attivamente sulle proposte contenute nel programma del M5S, presentato, in occasione delle passate elezioni comunali, agli elettori di Anzio e alla luce dei fatti, completamente disatteso dal Portavoce, dal quale, ancora una volta, ci vediamo costretti a prendere le distanze”. Una cosa è certa: tutto ci si aspettava fuorché – per una qualsiasi ragione – il Movimento 5 stelle sostenesse Bruschini. Fatte le debite proporzioni, è come se Grillo decidesse di stare con Berlusconi e far garantire dai suoi un voto decisivo in Parlamento. Dimenticavamo, siamo sempre ad Anzio…  

Anzio estate blu, affissioni selvagge comprese?

 

Ignoriamo, al momento, il costo che il Comune di Anzio sosterrà per l’Estate blu. Non ci sono delibere pubblicate né altri atti, salvo quello di alcuni mesi fa relativo allo spettacolo di Red Canzian. Costi o meno e programma offerto a parte – si sa che siamo in ristrettezze economiche e già mettere in piedi un cartellone è difficile – c’è da capire se chi organizza gli spettacoli gode o meno di una immunità rispetto alle affissioni selvagge.

Perché se non bastassero i rifiuti che ci sommergono abbiamo anche manifesti ovunque. L’immagine che apre questa riflessione è solo un esempio, chi gira per Anzio ne ha viste tante di affissioni del genere, ovunque tranne che negli spazi consentiti ovvero anche in questi, ma ignoriamo se a pagamento o meno.

Ce la prendiamo tanto con i politici che in campagna elettorale imbrattano, ma qui sembra che chi organizza spettacoli non sia da meno. Vale per il cartellone teatrale, ma si notano anche altri manifesti un po’ ovunque, a cominciare dalla serata lirica…

Nel pacchetto proposto al Comune è garantita l’affissione selvaggia? E’ tollerata perché sono gli organizzatori degli spettacoli? O viene perseguita alla stregua di tutti gli altri?

Perché va bene dover fare pubblicità agli spettacoli, diciamo pure che va bene un minimo di tolleranza, ma qui si sta esagerando. Attendiamo lumi.

 

Ps: il Comune è lo stesso, ma l’assessorato alle attività produttive e quello alla cultura e turismo non sembrano così in sintonia. Stasera è in programma Anzio notte blu organizzata dal primo e che non figura nell’elenco ufficiale di Anzio estate blu…  

Ps1, apprendo alle 16 via facebook dalla pagina “Anzio che fu” che il 22 luglio si tiene “Tutto in una notte” organizzata dall’associazione Ro.Ci.Se. giovani commercianti per Anzio. Con tanto di simbolo del Comune. Anche questa non è nel programma ufficiale, ma sì…

Rifiuti, tolleranza zero (dicono). Il Comune rende noti almeno i controlli

Per dovere di cronaca si riporta la nota diffusa oggi dall’ufficio comunicazione del Comune di Anzio per conto dell’assessore all’ambiente Patrizio Placidi. Non si sa a quanto ammontino eventuali sanzioni, ma scrivere e avere delle risposte è sempre positivo. Ne mancano molte altre rispetto a quanto chiesto (https://giovannidelgiaccio.wordpress.com/2014/07/10/se-lassessore-alle-querele-tenesse-almeno-la-citta-pulita/ ), prendiamolo come un buon inizio. Aggiungendo altre domande: a quanto ammonta – se c’è – il rimborso per gli ispettori ambientali? Con quali criteri sono stati scelti? C’è stato un avviso pubblico o altro? Di seguito il testo del Comune

Con la presente si rende nota l’attività degli ispettori ambientali del Comune di Anzio nella prima settimana dell’istituzione del servizio.
L’Assessore alle Politiche Ambientali, Patrizio Placidi

CITTA’ DI ANZIO
POLIZIA LOCALE
NUCLEO ISPETTORI AMBIENTALI COMUNALI

Oggetto : Attività Ispettori Ambientali Comunali settimana dal 01/07 al 10/07 2014.

In riferimento alla collaborazione prestata dagli Ispettori Ambientali muniti di giusto decreto sindacale, si trasmette di seguito la descrizione del servizio prestato durante la prima settimana di impiego dei predetti Ispettori.
Detti Ispettori Ambientali (n°15 Ispettori a rotazione nel centro storico di Anzio) sono stati posizionati sia nel centro storico dove insiste la raccolta indifferenziata che nelle zone acclamate come “discariche a cielo aperto” dove vengono conferiti rifiuti urbani di ogni genere.

Nel centro storico di Anzio:

– via Fanciulla d’Anzio-via Ambrosini-via XXI Aprile-via Aldobrandini-via Flora, sono stati sanzionati in via preliminare i proprietari di n° 15 veicoli che hanno scaricato sacchi di rifiuti indifferenziati in prossimita’ dei cassonetti ; sono state diffidate n° 40 persone residenti, ma che scaricavano fuori l’orario consentito.

Si e’ rilevato altresì, che nella zona di confine via Cupa-via Flora, la presenza di cittadini non residenti ma provenienti da Nettuno che tentavano di scaricare le buste di immondizia nei cassonetti del luogo.

Per quanto concerne i cassonetti ubicati nella dorsale via Ambrosini-via Aldobrandini-via F. Anzio, gli stessi sono stati fatti oggetto di conferimento abusivo da parte di cittadini anziati residenti in zone dove vige la raccolta differenziata.

Discorso diverso si e’ rilevato nei siti acclarati come “discariche a cielo aperto”, quali:
via dei Faggi-Piazza Roma-via della Lottizzazione-via S.ne S.Anastasio-via delle Begonie-via Letizia in Fiore-via dei Frassini e zone limitrofe.

In queste localita’ gli Ispettori posizionati in diversi orari e giorni (n°25 Ispettori a rotazione), hanno sanzionato in via preliminare n° 9 autocarri rilevati con un carico di calcinacci o potature palesemente superiore ai 30 Kg privi del formulario trasporto rifiuti ; sono stati segnalati altresi’ n° 68 veicoli che hanno scaricato rifiuti urbani di ogni genere nelle predette localita’.

Detto personale ha provveduto anche a segnalare fotograficamente tutti quei veicoli (n°35) che trasportavano sacchi di potature o calcinacci in special modo nella zona di Cincinnato a mare e Lavinio dorsale Ardeatina.

Questa piaga di degrado ambientale , dai rilievi ed accertamenti esperiti sinora dagli Ispettori Ambientali comunali, si concretizza sulla presenza nelle predette localita’ di numerosi pseudo ditte prive di ragione sociale e partita iva composta soprattutto da individui di varie etnie i quali , specialmente nelle residenze estive di Cincinnato, Lavinio Mare e Lido dei Pini, causa l’esigua richiesta economica vengono assoldati dai proprietari di ville con giardini, con il conseguente abbandono dei rifiuti vegetali, ingombranti e quant’altro nelle suddette zone.

L’Assessore Placidi: “Tolleranza zero verso chi si rende protagonista di simili comportamenti che deturpano il nostro territorio e danneggiano l’immagine della nostra Città che, per la maggior parte, è fatta da cittadini onesti che rispettano l’ambiente e pagano i servizi per avere un territorio ordinato e pulito”.

Anzio, 11 luglio 2014

Se l’assessore alle querele tenesse almeno la città pulita

L’assessore dalla querela facile, Patrizio Placidi (ne ha annunciate altre a chiunque parli di lui) sembra non vedere quello che succede in città. Siamo sommersi dai rifiuti e dipende certamente da tanti cittadini incivili, solo che non si riesce a vedere una via d’uscita. E ci si chiede cosa facciano lui, il suo assessorato, dove siano i controlli, per quanto tempo ancora dovremo vedere scene come quelle che quotidianamente ci accompagnano e vengono documentate su facebook (https://www.facebook.com/photo.php?fbid=754597471248071&set=pcb.597383743704517&type=1&theater è solo un esempio) o sui siti di informazione. E’ chiaro che la raccolta differenziata porta a porta è un mezzo fallimento se numerosi cittadini, largamente impuniti, continuano ad arrivare fino al centro di Anzio per lasciare i rifiuti come un tempo o se – per accorciare la strada – li gettano un po’ ovunque in discariche improvvisate. Non possono essere i singolari cartelli a fermarli (http://www.inliberuscita.it/immagini/36171/discariche-la-battaglia-agli-zozzoni-viaggia-sui-muri/) ma quelli sono almeno il segno che qualcuno prova a reagire.

E se ci sono incivili, vanno sanzionati a dovere. Ora il Comune ha certamente mille problemi, ma possibile che se una via è ridotta a discarica non si possa organizzare mezzo servizio tra polizia locale e neo ispettori ambientali per prendere qualcuno sul fatto, fare multe esemplari e poi rendere pubblica la cosa? Un deterrente, almeno.

Detto questo, il rovescio della medaglia è dato dal fatto che pure quelli che fanno la differenziata correttamente sono stufi di vedere crescere la bolletta senza avere spiegazioni plausibili. O, peggio, per spese alle quali si è costretti dalle discariche improvvisate, crediti inesigibili di dieci anni fa, fondo di garanzia del quale ci si ricorda solo ora.

Non si hanno spiegazioni né si dispone di dati. Quanto si differenzia? Quanto si risparmia in discarica? Quanto si incassa da carta, vetro, plastica e alluminio? Mistero. Magari saperlo – e cominciare a spendere meno – invoglierebbe chi ha almeno un po’ di buona volontà.

Altro discorso la bandiera blu. Aspettiamo ancora la pubblicazione sul sito del Comune (sigh!) del dossier grazie al quale Anzio l’ha nuovamente conquistata, ma mentre altrove si prodigano in iniziative che aiutano in termini di trasparenza (http://www.ilmessaggero.it/latina/latina_bandiera_blu_analisi_ok_a_giugno_acque_pulite_alla_marina/notizie/787317.shtml ) qui siamo in fiduciosa attesa. Del dossier, certo, ma anche dei dati dell’Arpa. Possiamo cercarli sul sito, vero (http://www.arpalazio.gov.it/ambiente/acqua/dati/balneazione/balneazione.htm?prov=roma&comune=anzio ) ma la bandiera blu – e Placidi che è un comunicatore lo sa – presuppone che i cittadini siano informati, gli stabilimenti balneari espongano i dati, si organizzino iniziative di promozione. Anche qui, non vediamo nulla.

Così resta solo la desolante cartolina quotidiana dei cassonetti stracolmi.  Vanno bene le querele, per concludere, ma almeno la città fosse pulita… 

 

 

La maggioranza implosa e quello che l’opposizione non vede…

Leggere i giornali? Ma quando mai… Se poi si considerano “giornaletti”, come i nostri politici sono abituati a chiamare la stampa locale, meno ancora… In Comune la maggioranza è allo sbando per vicende ampiamente note, a tenerla in piedi e a consentire lo svolgimento del consiglio comunale (http://www.inliberuscita.it/politica/36301/anzio-consiglio-semideserto-ma-si-approva-il-regolamento-digiene-pubblica/) è stato oggi un componente dell’opposizione, il consigliere del Movimento 5 Stelle Cristoforo Tontini. Senso di responsabilità istituzionale? Forse. Ma anche occasione mancata per far vedere che il centro-destra al governo è al capolinea ed è imploso. Sì, alcuni consiglieri sono assenti per davvero ma le voci di corridoio – tutte dalla stessa maggioranza – raccontano altro. Compresa una dura presa di posizione del sindaco che si è francamente (e finalmente) stancato di questo batti e ribatti, giochetti per l’azzeramento, “guerra” ai e tra dirigenti che paralizza la macchina amministrativa. Detto di Tontini, stupisce che dai banchi dell’opposizione nessuno si sia accorto di alcune vicende uscite di recente su siti di informazione o giornali cartacei. Letti poco, dobbiamo dedurre, e dei quali lamentarsi solo se non pubblicano la propria foto o non fanno “copia e incolla”.

Gli unici a sollevare il problema della costituzione di parte civile presentata e poi revocata nei confronti del “professor” Papadia che è accusato di aver truffato il Comune sono stati Ivano Bernardone (Pd) ed Eugenio Ruggiero (Fdi-An). Singolare la risposta del sindaco: mentre il segretario incaricava un avvocato lui si consigliava con un altro e decideva di ripensarci. Va bene tutto, ma la costituzione avrebbe avuto un significato politico forte. Sbaglieremo, ma il balletto “entro nel processo, anzi no” oltre a rappresentare un precedente serio è un favore fatto a Papadia. Ma almeno Bernardone e Ruggiero hanno chiesto

Poi c’è quello che l’opposizione non vede, ma sì i “giornaletti”… A nessuno è venuto in mente, ad esempio, di chiedere per quale motivo l’ordinanza nei confronti dell’Hotel Succi sia stata fatta solo qualche settimana fa e non dopo la prima relazione con proposta di sospensione dell’attività fatta a dicembre dalla Asl. E’ coinvolto un collega di consiglio comunale, vero, ma in altri tempi si sarebbero chieste le dimissioni del sindaco. Qui bastava chiedere dei chiarimenti….

Ancora: arrivano le bollette della Tari, datate 28 maggio ma per le quali l’Ufficio tributi assegna il lavoro l’11 giugno, a parte chiedere se i 48.000 euro rappresentano una spesa congrua, qualcuno si è accorto che la Mercurio service non ha spedito i Pdf come previsto e che il cassetto tributario è ormai una scatola vuota? Macché…

Uscito Paride Tulli dal consiglio comunale nessuno sembra interessarsi più delle mense. Eppure tre consiglieri di maggioranza avevano parlato di gara “illegittima” e il segretario comunale aveva chiesto di bloccare tutto. Al primo consiglio utile nessuno aveva chiesto di sapere quale fosse la situazione, in quello successivo c’era stata un’interrogazione di Bernardone. Ora un’azienda esclusa fa ricorso al Tar denunciando l’atteggiamento “ostile” del Comune e scrivendo che è stata seguita una procedura mentre nel bando era espressamente detto che non si seguiva quella norma, ma non si chiedono chiarimenti.

Infine il porto, ci si preoccupa dei posti che promette la Capo d’Anzio ma non che si vuole costruire (come?) con appena 25 posti barca prenotati. La commissione chiesta dal Pd è caduta nel vuoto, il sindaco è evasivo sull’argomento, un tempo si abbandonavano per protesta oppure si occupavano le aule consiliari in assenza di risposte. Sono cambiati i tempi.

 

Ps, per la cronaca. Dopo che per diverse sedute la diretta streaming non ha funzionato, oggi c’era solo l’audio. Visto il sito del Comune con pubblicazioni a soggetto e la situazione generale dell’informatizzazione dell’ente è già un miracolo…