Mense, la Nolfi avrà una soluzione. Altrimenti vada via

L'assessore Laura Nolfi

L’assessore Laura Nolfi

L’assessore alla pubblica istruzione Laura Nolfi avrà certamente la soluzione per l’annosa vicenda delle mense. Altrimenti se ne sarebbe già andata. Anzi, se non ha una soluzione farebbe bene a lasciare. Chi lo dice è un genitore che richiama le figlie se dicono che la mensa “fa schifo” e che ha sempre pensato di dover pagare, prima di contestare, oltre a ricordare che siamo in una mensa e non a casa propria e magari adattarsi può anche starci. Così come non dice che le cose vanno male a prescindere, per partito preso, provando a basarsi sulle carte e sui fatti. Per questo,  davvero, o la Nolfi sa come uscirne o è bene ne esca lei. Proviamo a ricapitolare.

Il sopralluogo di Velia Fontana dei giorni scorsi e di una commissione mense “spuntata“, figlia di un regolamento vetusto, confermano quante cose non vanno nel servizio. Quando vicende del genere le sosteneva Paride Tulli “strumentalizzava“, ora che Marco Maranesi chiede chiarimenti e scopre un mondo “strumentalizza“, qui i rilievi – serissimi – li muove una consigliera di maggioranza, per giunta insegnante, e non ci sono risposte se non quelle di maniera dell’assessore, riportate nell’articolo che si può “linkare” sopra. Non ci fosse stato il sopralluogo, quel pollo “non idoneo” sarebbe stato servito? Questo vogliono sapere i genitori.

Giova ricordare che all’azienda vincitrice sono stati affidati 70 punti per l’offerta tecnica presentata e che già la documentazione fornita al consigliere Davide Gatti, dopo più di qualche resistenza, dimostrava che la commissione era stata diciamo di “manica larga” o che l’azienda non rispettava quanto scritto in quell’offerta.

E qui veniamo a un’altra vicenda. La costituzione di quella commissione è stata giudicata “illegittima” dall’Autorità nazionale anti corruzione, interpellata dal segretario generale su mandato del sindaco Luciano Bruschini. Sono ormai trascorsi i trenta giorni indicati in quel parere e ancora non si sa se il Comune procederà o meno alla revoca. Anzi, pare che nel suo periodo di “interim” – senza titoli per ricoprire quel ruolo – dell’area pubblica istruzione l’ingegnere Walter Dell’Accio abbia sostenuto che non essendoci stati ricorsi sulla composizione della commissione si va avanti così. E’ così o non assessore? Se sì sarà pure il caso di firmare un contratto con la cooperativa Solidarietà e lavoro e di pagarla, perché è vero – lo abbiamo appreso in Tribunale dalle parole del funzionario Aurelio Droghini al processo a carico dell’ex assessore Colarieti – che qui “i contratti si firmano dopo“, ma ci chiediamo: cosa è possibile contestare, in queste condizioni, a una ditta che fornisce un servizio scadente?

Non dimentichiamo che al momento non ci sono né il contratto, tanto meno chi deve vigilare sull’esecuzione e il responsabile unico del procedimento che doveva fare le contestazioni. Le mense stanno funzionando in una sostanziale anarchia e la ditta – bontà sua – ancora non prende un euro. Ciò non significa che può fare come vuole, però.

Per questo l’auspicio è che la Nolfi  abbia una soluzione. E che magari dia risposte a quanto sostenne la nutrizionista Raimonda Dessì sull’avvio del servizio o a quanto scritto adesso, nero su bianco, dalla funzionaria incaricata di mandare avanti il sistema e che ha sostenuto – di fatto – di non aver trovato i dati. Ma come? Spendiamo quasi 100.000 euro in tre anni per informatizzare il tutto, siccome con Tecnorg funziona lo affidiamo a Maggioli, i genitori non si collegano più e pazienza, affidiamo a Mercurio service l’ulteriore “data entry” e i dati non ci sono? O volete dirci che serviva un “passaggio di consegne” per dimostrare come si accende un computer e funziona un data base? Nel Comune 3.0?

Il risultato, a oggi, è che non sono stati emessi bollettini e l’anno scolastico volge al termine, con un rischio di danno erariale dietro l’angolo. Ci sono cose gestionali, non c’è dubbio, ma la politica che intende portare avanti l’assessore in questo delicato settore qual è? Sicuramente  sbaglieremo, ma l’impressione è che chiunque si occupi della vicenda mense tenda più a stare dalla parte delle aziende vincitrici che dei cittadini e soprattutto degli alunni che (non) mangiano.

ps. Una cosa per la quale la Nolfi è estranea: che fine hanno fatto le denunce di Angela Santaniello che dice di aver subito “pressioni” durante lo svolgimento della gara e quella di Marco Maranesi che sostiene di temere per la sua incolumità?

Differenziata nelle scuole: giusto, ma speriamo non sia un doppione…

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Diciamolo francamente: era ora. Ci aveva provato, invano, Luigi D’Arpino allora assessore all’ambiente, dando ai bambini un blocchetto per “multare” i genitori. Era stato anche aspramente criticato dall’allora esponente della Margherita Mariolina Zerella per quell’iniziativa, ma è acqua passata. Adesso, finalmente, si insegnerà la differenziata nelle scuole. Lo hanno annunciato in conferenza stampa l’assessore all’ambiente Patrizio Placidi e quella alla pubblica istruzione Laura Nolfi. Iniziativa lodevole, ma al solito con qualche domanda da porci. Non abbiamo letto da nessuna parte, infatti, quanto costa la campagna che toccherà tutti gli istituti.

Sappiamo dal Granchio, però, che Placidi ha avuto “una riunione con i responsabili della Idecom e delle mense”. Idecom è l’azienda che ha curato la campagna per la differenziata, ma le mense cosa c’entrano? E’ presto detto, nel capitolato di appalto per la refezione scolastica, all’articolo 55, la ditta vincitrice aveva l’obbligo di “provvedere a una campagna formativa/informativa rivolta ai piccoli utenti del servizio mensa” mentre all’articolo 56 era indicato che le ditte dovevano proporre “un piano di informazione (…) sui temi dell’educazione alimentare e ambientale”. Cosa ha proposto la cooperativa “Solidarietà e lavoro” che si è aggiudicata la gara dopo l’anomalo ribasso della Serenissima? E quanti punti è valsa una indicazione simile? Rischiamo, con la campagna Placidi-Nolfi, di fare un “doppione” e soprattutto di pagare due volte per lo stesso servizio?

E’ quello che andrebbe spiegato meglio, fermo restando che partire dai bambini per iniziative del genere è sacrosanto. Dirlo alle maestre, invece, come abbiamo letto, può essere un’arma a doppio taglio…

Un’ultima cosa: Placidi è specialista in annunci, per l’ennesima volta dice che partirà il compostaggio. Speriamo sia quella buona… Non vorremmo che le compostiere stessero marcendo nel piazzale affittato a 1.100 euro al mese per tenere i kit della differenziata.

Il mistero delle chiavi, i problemi dimenticati. Togliere il disturbo

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Aveva dato subito una versione diversa dei fatti, oggi l’assessore Laura Nolfi torna sulla vicenda della porta chiusa a chiave per la funzionaria appena nominata al posto della dirigente sospesa e ribadisce le sue posizioni con un comunicato ufficiale. Lo fa citando il verbale della polizia locale. Al solito le verità sono tante quanti coloro che credono di possederla, Luigi Pirandello perdonerà la citazione. Per questo è il caso che quel verbale – a questo punto – venga reso noto. Così vedremo pure se c’era o meno qualcosa da “nascondere”. Perché è facile dire che la stampa dà notizie non vere. Scontato quasi. Allora si renda noto il verbale e non se ne parli più. Su una cosa, comunque, l’assessore Nolfi ha pienamente ragione: i cittadini non meritano questo momento difficile.

E’ che la litigiosa maggioranza di Luciano Bruschini sembra dimenticare i problemi, finge di ignorare che mentre la tassa sui rifiuti porterà a un ulteriore aumento a Zodiaco si deve spargere l’immondizia per strada per avere un intervento. L’assessore Placidi – stranamente silente da un po’ di tempo a questa parte – deve aver cambiato residenza per non rendersi conto dei cumuli di immondizia a ogni angolo e delle pietose condizioni dei cassonetti rimasti nel centro cittadino

E’ chiaro che molto dipende dall’inciviltà di chi getta i rifiuti, ma la situazione è palesemente fuori controllo. Così come lo sono la vicenda porto piuttosto che i rapporti con la dirigenza, le questioni interne alla maggioranza che ha perso ormai il suo “collante” e un programma mai attuato.

E’ vero, i cittadini non meritano quanto sta accadendo. E’ il caso che anziché ritrovare lo spirito unitario che ha fatto vincere le elezioni per poi arrivare a questo punto, la maggioranza tolga il disturbo.

Nolfi: “Vi racconto com’è andata, non chiudo fuori nessuno”

L'assessore Laura Nolfi

L’assessore Laura Nolfi

E’ noto che questo spazio è a disposizione per le repliche. L’assessore Laura Nolfi ha voluto dire la sua su quanto riportato nel blog, sulla scorta di notizie comparse on line. Una premessa la faccio io: la disposizione del segretario di lasciare la stanza esiste ed è stata persino notificata all’assessore, questo per dire il clima generale nel quale si vive…

Usavo già quella stanza da mesi – spiega la Nolfi – si svolgevano delle riunioni, poi dopo l’incendio l’ho utilizzata ancora di più perché l’ufficio che avevo al secondo piano ci sono lavori da svolgere. Normalmente una volta che esco la chiudo, questa mattina la funzionaria è arrivata prima del previsto ma io ero in Comune, a Villa Sarsina, e sono stata chiamata dai vigili perché altrimenti avrebbero sfondato la porta. Francamente non capisco, ieri con la Ceccarini siamo state in quella stanza, lavorando fianco a fianco, non c’era e non c’è alcuna volontà di tenere fuori nessuno, anzi auspico che possa avere al più presto la firma digitale perché al momento neanche può firmare gli atti. Comunque ero dal sindaco per fargli vedere delle delibere e ho subito messo a disposizione la chiave, mi spiace ma non c’è nulla di tremendamente vero“.

Rispetto al materiale: “Non c’è proprio niente da nascondere, avevo delle mie cose e ho chiuso come fanno tutti, voglio anche precisare che al momento non ci sono interinali che lavorano lì ma sono ai servizi sociali. Per l’assessorato di mia competenza li abbiamo chiesti perché siamo sotto organico e speriamo di averli. Il data entry, invece, è una cosa che c’era quando sono arrivata ma al momento nessuno sta lavorando a una cosa del genere“.

Infine: “Mi sembra ingeneroso chiedere di togliere la delega per qualcosa che non ho fatto. Comunque io penso di essere l’ultimo dei problemi per l’amministrazione“.

Pressioni in Comune, caro sindaco è ora di dire basta

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Diavolo di un Agostino Gaeta… Usa la pagina facebook del suo controcorrente e ci informa di una vicenda lasciando qualche dubbio, quando invece è realmente accaduta e di fronte alla quale è ora di dire basta.

Nei giorni scorsi Vincenzo Nolfi, ex consigliere comunale, papà dell’assessore Laura, era stato insieme al sindaco facente funzioni Giorgio Zucchini dal segretario a informarsi del provvedimento di sospensione relativo ad Angela Santaniello dopo la condanna della dirigente in primo grado. Nessuna pressione, ha detto Zucchini, e gli crediamo. Siamo certi pure che Nolfi fosse con lui per caso e perché doveva accompagnarlo a casa. Comunque cosa c’entrasse Nolfi nel dialogo con il segretario è tutto da capire. Si racconta pure che tra chi si è precipitato a chiedere “lumi” o comunque a esprimere la propria vicinanza alla dirigente si è visto anche l’assessore all’urbanistica Sebastiano Attoni.

E’ ancora più grave quanto accaduto oggi, quando la funzionaria responsabile di pubblica istruzione e cultura nominata dal segretario con un provvedimento che ha fatto storcere il naso a molti è rimasta fuori dalla porta. La chiave ce l’aveva l’assessore Laura Nolfi che si è “appropriata” della stanza della dirigente sospesa. Per questo, caso senza precedenti, è stato necessario chiedere l’intervento dei vigili urbani. Alla fine, con la mediazione del sindaco (!), le chiavi sono state consegnate al comandante della polizia locale e la stanza è stata aperta. E non siamo su “Scherzi a parte“, purtroppo, è tutto tremendamente vero.

Va detto che la responsabile nominata, quando l’assessore era Marco Del Villano, venne allontanata – dalla dirigente oggi sospesa – dall’incarico relativo all’edilizia scolastica. Poneva a quanto sembra problemi sui lavori svolti, voleva capire prima di firmare. E’ chiaro che rimetterla in quegli uffici abbia destato più di qualche “fastidio“, magari anche a chi oggi ha la delega in quell’assessorato e ha lavorato a stretto contatto con la dirigente prima di esprimerle solidarietà (e non solo) dopo la condanna. E’ altrettanto chiaro che la politica volesse altro e non ha gradito la scelta del segretario Pompeo Savarino.

Ora uno si chiede: ma cosa c’è in quella stanza? E la Nolfi non aveva già un ufficio? C’è qualcosa che non dobbiamo sapere, ad esempio il boom di interinali nelle stanze a fianco o qualche data entry di troppo? Soprattutto, perché questo clima? Fateci capire, perché è insostenibile quello che sta accadendo ed è ora di dire basta. Ne prenda atto il sindaco, ringrazi l’assessore e abbia il coraggio di toglierle la delega prima ancora di capire il perché di tanta agitazione. Poi tragga le conseguenze anche lui, se questo è il rinnovamento della giunta quasi rimpiangiamo il vecchio. Ed è tutto dire

La verità è un’altra: Anzio non è quello che vediamo in questi giorni, non lo è mai stata, e comportamenti del genere, i veleni ovunque, le conferenze e i comunicati trasversali per mandare “messaggi”, il centro-destra di opposizione che sostiene quello di governo in difficoltà, qualche singolare presenza nell’emiciclo durante i consigli comunali, oltre alle inchieste da ogni parte stanno esponendo la città a un solo rischio: la nomina di una commissione d’accesso.

Non lo meritiamo, sindaco, per questo è ora di dire basta.