Rifiuti, percentuali sbagliate e coefficienti che non tornano. E noi paghiamo

Come si vede, le percentuali non tornano...

Come si vede, le percentuali non tornano…

Basterebbe un banalissimo foglio di calcolo, di quelli che ormai usano anche i bambini. Invece sul piano finanziario per la raccolta dei rifiuti e su tutti gli atti che ne seguono, si ritrovano strane formule, sigle spesso incomprensibili ai profani, ma anche errori madornali.

Serve poco, un excel appunto o se vogliamo una calcolatrice. Basta guardare la delibera con la quale il consiglio comunale ha approvato le tariffe Tari del 2014. I consiglieri Perronace, Salsedo e Succi che prima non sono entrati in aula, poi ci hanno ripensato, quindi hanno diffuso un documento nel quale spiegavano di essere “dissidenti” perché chiedevano di abbassare le tariffe non si sono accorti – ma con loro nemmeno tutti gli altri di maggioranza – di una percentuale “ballerina”. Il sindaco che è sempre così attento, l’assessore al bilancio, quello all’ambiente… Nessuno.

Ebbene si afferma che la ripartizione del costo totale del servizio – 15 milioni 326.429,57 euro dopo un emendamento del quale non si riscontrano i dovuti passaggi per commissioni, pareri e giunta – è pari all’80% per le utenze domestiche e al 20% per quelle non domestiche.

La tabella allegata alla delibera, però, parla di 11 milioni 494.822,18 euro alle utenze domestiche e 3.831.607,39 a quelle commerciali. Non corrispondono, è evidente, alla proporzione di 80 e 20%, con il risultato che le utenze non domestiche pagano circa 800.000 euro in più rispetto a quello che avrebbe dovuto versare applicando il 20% a loro carico.

Il conteggio, se fosse 80 e 20%, vedrebbe infatti 12 milioni 261.143,66 a carico delle famiglie e 3 milioni 65.285,91 a carico delle utenze non domestiche.

In realtà da una parte si afferma una cosa, dall’altra se ne fa una diversa, applicando rispettivamente il 75 e 25% per la ripartizione dei costi. Con questa seconda che è reale, perché finisce nelle bollette dei cittadini.

Per la cronaca: è stato così anche lo scorso anno e gli anticipi del 90% richiesti ai cittadini a luglio, in attesa dell’approvazione della Tari, si basano su un dato del genere.

Un bene per le famiglie, si dirà…

Invece a voler perdere tempo tra le varie sigle si scopre che il coefficiente applicato – il cosiddetto Quf – che nasce dal totale dei costi fissi attribuibili a utenze domestiche diviso la superficie totale delle stesse – è pure sballato. Secondo il Comune, nel 2013, è stato pari a 1,3010 ma se dividiamo i costi fissi di allora (4 milioni 392.759,81) per i metri quadrati ovvero 3 milioni 522.793, si ricava 1,2469. Che sarà? Diciamo che applicando il secondo coefficiente i cittadini avrebbero risparmiato – per la quota fissa – 182.580,87 euro. La sorpresa del 2014?

I costi fissi diminuiscono – a scapito di quelli variabili – ma comunque se dividiamo i 3 milioni 257.655,32 previsti a carico di utenze domestiche per i 3 milioni 634.466 metri quadrati il coefficiente è 0,89. Al Comune, però, come si diceva all’inizio, non devono avere grande dimestichezza con i fogli excel e il dato che esce è 0,9348. Se ne ricava che applicando questo coefficiente i cittadini pagano 134.068,02 euro in più. Sommati a quello dello scorso anno fa oltre 300.000 euro…

Vogliamo stare a guardare il capello? Suvvia, tanto i rifiuti li pagano comunque per intero i cittadini…

Ispettori ambientali: criteri, rimborsi e sorpresa regionale. Comunque grazie

regione

Una premessa per sgomberare il campo: chiunque si prodighi per il prossimo in attività di volontariato non può che avere apprezzamento. Il rischio è un altro in questa nostra città. Quello che l’attività di volontariato sia scambiata per altro. A chi scrive piace, è noto ormai, andare a cercare carte. Se si vuole dissentire occorre avere almeno una pezza d’appoggio. Per questo parliamo degli ispettori ambientali, figura istituita con una delibera di giunta del Comune che il 20 giugno “in coerenza con le proprie linee programmatiche, in ordine al rispetto e alla tutela del territorio e dell’ambiente, ritiene opportuno individuare una specifica figura di controllo e vigilanza”. Così arriviamo alla istituzione di una figura che “si propone di concorrere alla difesa del suolo, del paesaggio ed alla tutela dell’ambiente nel territorio comunale prevenendo, vigilando e controllando il corretto conferimento, la gestione, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in genere, ferma restando la competenza degli ufficiali e degli agenti di polizia giudiziaria, alle attività connesse all’accertamento e alla contestazione delle violazioni amministrative di merito”. Controllano, quindi, ma non sanzionano. Funzionano – dovrebbero funzionare – da deterrente. Dopo qualche giorno dalla loro istituzione è stata anche diffusa una nota sulle decine di verifiche fatte, ma senza alcuna multa perché impossibile da fare. Nella stessa delibera si inserisce anche la somma di 20.000 euro “quale contributo e/o rimborso spese per le attività fino al 30/09/2014”. Contributo che è stato “impegnato” ieri dal dirigente del settore ambiente.

La stessa delibera, inoltre, approva il disciplinare “Per l’istituzione della figura dell’ispettore ambientale” che deve svolgersi “nei termini della legge 266/91”.L’organizzazione è disciplinata “dall’Ufficio Ambiente del Comune di Anzio e dal Comando di Polizia Locale che rappresentano la propria comunità e ne curano gli interessi”.

E vediamo la legge, allora, secondo la quale “per attività di volontariato deve intendersi quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l’organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà”. Ancora: “L’attività del volontariato non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario. Al volontario possono essere soltanto rimborsate dall’organizzazione di appartenenza le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, entro limiti preventivamente stabiliti dalle organizzazioni stesse”.

E qui ci siamo – o dovremmo esserci – perché le associazioni beneficiarie sono 5 e avranno, mediamente, 4.000 euro ciascuna. Volontario più, volontario meno. Un dato in tal senso non si trova agli atti del Comune: quanti sono? Le associazioni, comunque “dovranno rendicontare mensilmente il servizio prestato” e “come da accordi con l’amministrazione agli operatori verrà riconosciuta la somma di 10 euro giornalieri”. Un rimborso spese, appunto.

Torniamo alla delibera, poiché “la figura dell’ispettore ambientale comunale è stata individuata tra le seguenti associazioni ambientali operanti nel territorio di Anzio”.

Vale a dire il gruppo comunale “Angelita”, l’associazione regionale “Nucleo vigilanza regionale”, l’associazione regionale “Gruppo ispettori ecologici onorari Regione Lazio”, l’associazione regionale “Vear” e l’associazione “Guardie ambientali gruppo anziate”.

Come si sia arrivati a queste associazioni non è dato sapere. Non risulta che il Comune abbia fatto bandi o avvisi per coinvolgere eventualmente altre realtà associative. Al solito, criteri “fai da te”.Né si conosce come sono stati indicati/scelti gli ispettori, un paio dei quali – a quanto sembra -in orbita “Cinque stelle”….

Vediamo però che ci sono associazioni che si definiscono regionali e qui troviamo qualche sorpresa. Sul sito della Regione Lazio – ma nel frattempo potrebbero essersi messi in regola, il termine era fissato al 4 luglio – è pubblicata la determina G07506 del 22 maggio che avvia le “procedure di cancellazione dal registro regionale” e la “Diffida ad adempiere per le Organizzazioni di volontariato inadempienti per l’annualità 2012 (censimento)”. Tra le organizzazioni di volontariato cosiddette “senza utenza” ci c’è proprio il “Gruppo ispettori ecologici onorari Regione Lazio”. Doveva compilare il censimento, invece, la “Associazione Vigilanza Ecologica Ambientale Regionale” (è la stessa del Nucleo citato nella delibera) – che ha sede al medesimo indirizzo degli “Ispettori”. I quali, nel frattempo, per la cura e la vigilanza della “Pineta Mazza” si sono visti passare da 1000 a 1500 euro al mese il riconoscimento del Comune. Anzi, il rimborso spese.

Se poi uno ha la pazienza di andare sul sito www.socialelazio.it e spulciare il registro del volontariato e quello dell’associazionismo non troverà Angelita, Vear, né Guardie ambientali.

Attenzione, questo non vuol dire che non possono operare, però un Comune attento forse tra i requisiti richiederebbe anche l’iscrizione al registro regionale. Lo inserirebbe tra i criteri, se ci fossero.

Fatte queste considerazioni, resta comunque la gratitudine per chiunque si adoperi a favore del prossimo. Nel settore ambientale e non solo.

Il cuore di queste città, se la politica prendesse esempio…

cuore

L’altra sera il teatro pieno per l’iniziativa del volontariato Vincenziano. Qualche tempo prima – lo cito anche se sono direttamente coinvolto nel comitato dell’evento – le magliette dello “Stefano7baseballmeeting” praticamente esaurite. Sabato la notizia del Granchio della firma della convenzione per la casa “Dopo di noi”, nata dalle donazioni alle associazioni di disabili che hanno devoluto una parte a un progetto straordinario: quello di lasciare un alloggio ai ragazzi per quando perderanno i genitori. Domenica la serata per il centro “Elena Castellacci” (una sola critica, al posto dei rappresentanti politici avremmo fatto un passo indietro), nei mesi scorsi la partita con la Lazio per l’ospedale “Bambino Gesù”. Adesso, il 29 agosto, uno spettacolo a Villa Adele che è ancora più straordinario perché parte da iniziative su facebook dei gruppi “Si de Nettuno se” e “Sei de Portodanzio se” che fin dall’inizio hanno svolto iniziativa benefiche. E’ una manifestazione che mette insieme Anzio e Nettuno, raccoglie fondi per un comitato che già unisce le due città, quello per la lotta contro il cancro che all’inizio della primavera, come ogni anno, ha già richiamato centinaia di persone. Ancora la “Cena dello chef” del Rotary, ma anche tante altre iniziative grandi e piccole che magari adesso sfuggono. Tante persone dietro le quinte, che lavorano senza mettersi in mostra.

Mi scuso per chi non ho citato, insomma, ma il messaggio è chiaro: Anzio e Nettuno, quando sono chiamate a contribuire per una buona causa, non si tirano indietro. Sì, il “campanile”, sì qualche ruggine, sì perché a quello e non a un altro. Ci sta tutto. L’importante è che gli obiettivi si raggiungano e che, concretamente, i soldi che i cittadini decidono di mettere a disposizione per eventi di beneficenza finiscano davvero in attrezzature ospedaliere, sostegno a chi ha bisogno, progetti che si realizzano. E’ la prima cosa che chiede chi vuole dare il suo sostegno: ma che ci fate? Per chi?

E’ il bello di queste città, è il cuore – quello vero – di chi magari con un euro contribuisce a una causa che si realizza. Le tante attrezzature donate, prossimamente la casa “Dopo di noi”, sono lì a dimostrarlo.

Nel clima politico infuocato che caratterizza ultimamente Anzio e Nettuno, prendere esempio da tanti cittadini normali, i quali senza secondi fini danno il loro contributo, farebbe bene anche a certa politica e soprattutto a certi urlatori.

Porto, tra le ipotesi la vendita delle quote pubbliche. Ma il sindaco tace

La determina con richiesta di parere legale

La determina con richiesta di parere legale

Il sindaco ripete che farà sapere a tempo debito, intanto il Comune incarica uno studio legale per una consulenza “relativamente agli scenari possibili in caso di cessione di quote della Società Capo D’Anzio Spa per le precisione sulle procedure per l’affidamento dei lavori di realizzazione porto”. Della serie che vendiamo le quote pubbliche?

Forse no, diciamo che è uno degli scenari per realizzare i lavori “in house”, ma ancora una volta sull’argomento porto il Comune – socio di maggioranza al 61% nella Capo d’Anzio – latita in termini di informazione alla città. Vale a dire ai proprietari di quel 61%.

Lo studio al quale si è rivolto il Comune per un “parere pro-veritate” – richiesto dal dirigente dell’area finanziaria, Franco Pusceddu, che è anche componente del consiglio d’amministrazione in quota pubblica – è quello Cancrini-Piselli. Ovviamente nell’oggetto della determina c’è scritto solo che è stato chiesto, il minimo indispensabile, poi quando si va a leggere si scopre il resto.

Già in passato, con l’avvento di Mare 2 spa ovvero di Renato Marconi, il Comune aveva chiesto un parere sulla riacquisizione delle quote che da Italia Navigando erano passate – con una manovra a dir poco singolare – all’ingegnere.

Di fatto Renato Marconi dopo aver creato proprio Italia Navigando aveva aperto un contenzioso per delle progettazioni, si era preso delle quote in cambio, a fronte dell’aumento di capitale si era sentito “vessato” e alla fine è riuscito nell’intento di farsi “liquidare” con numerosi porti, tra i quali Anzio. Per la cronaca nel frattempo “Italia navigando” è in liquidazione e il suo fondatore attraverso Marinedi gestisce alcuni porti e ne vuole realizzare altri.

Ad Anzio, però, entro un anno dalla concessione Italia Navigando doveva trovare i soldi per fare l’approdo, altrimenti le quote sarebbero tornate al Comune. Né il carrozzone pubblico, tanto meno l’ingegnere, hanno versato un soldo entro settembre 2012. Il Comune – nonostante un ordine del giorno unanime del consiglio – non ha mai fatto nulla.

E dire che aveva chiesto un parere proprio allo studio Cancrini-Piselli. Mai reso noto ufficialmente, ma secondo il quale si poteva ottenere il 39% ma solo attraverso una causa civile. Infinita.

Adesso questo nuovo parere, che resterà nei cassetti come l’altro, che svela però l’intenzione del Comune di cedere le proprie quote. A chi? Come? Perché? Quale strategia si segue per i lavori? E il sindaco non ha parlato di nuova gara?

Questo spazio è a disposizione del sindaco – che rappresenta tutti noi cittadini proprietari di quel 61% – anche se ha fatto sapere che non intende approfittarne. Ha detto che risponderà ai cittadini.

E’ ora di farlo.

Ma sì, teniamoci il “vaff…” di Salvi

teatrovilladele

Alla fine è giusto così. Chi programma (!?) l’estate di Anzio, l’offerta di spettacoli e intrattenimento, lo fa perché siano accontentati tutti. Sia il pubblico di diversi gusti, sia – o soprattutto – i vari assessori-delegati-consiglieri e associazioni collegate.

Ignoro di quale dei diversi “cartelloni” presentati facesse parte il comico Enzo Salvi, di certo averlo in una rassegna al teatro di Villa Adele aveva messo in conto anche il suo tormentone “Va va va” attraverso il quale manda tutti a quel paese. Ovviamente lo fa senza mezzi termini.

Nel calderone di spettacoli senza una logica apparente, senza un tema portante, senza un evento che caratterizzi Anzio, va bene così. Tutti a saltare, contenti di urlare il loro “vaff…” insieme al comico e alla sua band.

E’ quello che meritiamo, evidentemente. D’altro canto non è un vecchio adagio portodanzese? “Come diceva er procidano? Ma mannateci aff…”

Accontentati. 

Grotte e luoghi del cuore, gli infastiditi e la necessità di votare.

La classifica on line dei Luoghi del cuore nel Lazio

La classifica on line dei Luoghi del cuore nel Lazio

In una città normale l’iniziativa del comitato di tutela di far votare le Grotte di Nerone all’iniziativa del Fai “I luoghi del cuore” avrebbe consenso unanime. La prima firma sarebbe quella del sindaco, a seguire assessori, consiglieri comunali, rappresentanti politici di ogni schieramento, poi i cittadini.

Questi ultimi stanno firmando, l’iniziativa – sia on line che nella raccolta che viene organizzata ogni fine settimana in luoghi pubblici ed è affidata ad altre persone che circolano con i moduli – sta crescendo. Ma l’amministrazione comunale si guarda bene dal dire la sua. O dal mettere anche solo una firma. Si avverte una sorta di fastidio verso questa iniziativa.

Ma come, tre personaggi di diversa estrazione professionale, politica e culturale si mettono insieme trasversalmente e la maggioranza dovrebbe sostenerli? Ma scherziamo? Chissà cosa avranno in mente Silvia Bonaventura, Chiara Di Fede e Francesco Silvia… Non solo: schierano quella “pasionaria” della professoressa Maria Antonietta Bonaventura (ce ne fossero…) che va in spiaggia e spiega la villa. No no, meglio stare alla larga…

Già, vogliono che sia tutelata l’area della villa e delle grotte di Nerone. Addirittura c’è chi è arrivato a far proporre, in Regione, la creazione di un monumento naturale. Ma siamo pazzi? Deve restare tutto così, senza regole, abbandonato ai vandali di turno. Basta fare una passeggiata in questi giorni.

Quei cittadini, non solo i tre indicati, hanno lottato – sentendosi definire “scienziati” – contro i lavori che dovevano tutelare l’antico porto neroniano e invece ci hanno lasciato un ecomostro. Lo hanno fatto perché – ma guarda un po’ – la trasparenza su quell’opera era a dir poco carente. Da parte della Regione, dell’Ardis, della Sovrintendenza ai beni archeologici, del Comune. Lo hanno fatto perché, mentre chiedevano chiarezza, mentre la Regione dopo mesi revocava la gara alla ditta colpita da interdittiva antimafia, il Comune non sentiva l’esigenza di dire la sua. Anzi, nemmeno di rispettare gli impegni presi con gli stessi rappresentanti del comitato.

Da quella protesta, è nata l’idea di candidare le Grotte, come tutti le definiamo, a un’iniziativa che non ha niente di partitico (http://iluoghidelcuore.it/il-progetto ma ha, invece, un grosso significato politico. Un progetto che ogni anno, in Italia, raccoglie consensi a non finire. Di centinaia di migliaia di semplici cittadini che credono a questa campagna e credono nel Fai, il Fondo per l’ambiente italiano.

Non si sa come andrà a finire, ma se Anzio arrivasse primo grazie agli “scienziati” e ai tanti che stanno firmando, il Fai si prenderebbe in carico – anche finanziariamente – quello spazio.

No, no… via chi vuole “impicciarsi” di un argomento che sembra ad Anzio riservato a pochi eletti. Gli altri? “Scienziati”, appunto, nel senso purtroppo dispregiativo del termine. Per giunta seguiti dai cittadini e dai media. Ma davvero?

Ironia a parte e a prescindere da chi sceglierà o meno di essere in questa iniziativa, l’invito a sostenere on-line (siamo ancora molto indietro) e con le firme cartacee le “nostre” Grotte di Nerone rimane.

Votate, votate, votate!

L’estate blu, le spese: una riflessione

blu

Uno vorrebbe capire i criteri. La “cornice” entro la quale il Comune si muove per dire che questo spettacolo si organizza e questo no, a Tizio si danno i soldi a Caio solo il service. Perché rivedremo per l’ennesima volta Albertazzi e avremo lo stesso “cartellone” di Minturno.

Soprattutto vorremmo capire quale indirizzo ha la programmazione turistico-culturale di questa città. E’ chiedere troppo, vero? A leggere delle spese sostenute per l’Estate blu (http://www.inliberuscita.it/primapagina/37964/estate-blu-e-processione-il-comune-ha-impegnato-236-000-euro/ ) e a spulciare le determine, messe sul sito con molta calma rispetto alla loro adozione, quello che emerge è che c’è stata per alcuni spettacoli la “espressa autorizzazione” del sindaco o dell’assessore alla cultura. Altra cosa che si nota è che arrivano all’assessorato una serie di proposte “spontanee” – così è scritto negli atti. Della serie si va un po’ a caso, si sceglie chi si conosce o è amico, una reale programmazione non sembra esserci. Fare un bando, ad esempio, è così difficile? E poi Anzio si caratterizza per cosa?

E’ senza dubbio rilevante la festa patronale, non si discute, se dai la cittadinanza onoraria a Roger Waters è giusto far suonare chi riporta in auge i Pink Floyd. Come si è arrivati a decidere Canzian a ingresso libero – a carico della collettività – mentre altrove per il suo spettacolo si pagava, forse non lo capiremo mai. Né chi ha scelto di mettere in scena la Boheme di un’associazione piuttosto di un’altra.

E, ripetiamo, non si comprende la “cornice” nella quale ci si muove, sembra anzi di essere negli empori di certe isole dove si trova il cartello “tutto per tutti”. E’ una scelta? Basta dirlo.

Dagli atti emerge un’altra cosa da sottolineare e sulla quale riflettere. Solo allestire il palco di Villa Adele e pagare audio, luci e Siae costa alla collettività oltre 120.000 euro. Ogni sera, di fatto, ne costa 4.000. E’ come se ciascuna associazione o organizzatore di evento avesse dal Comune un contributo del genere. Va detto quando c’è chi si lamenta o, peggio, pretende ulteriori contributi.

Ma la domanda è un’altra: quella spesa è un investimento sul turismo e la cultura o non sarebbe il caso di usare quei soldi diversamente?

Rifiuti: piani, bilancio, strano emendamento, confusione. E noi paghiamo (di più)

placidipportaUn piano ai consiglieri comunali, un altro ai giornalisti, un altro ancora in consiglio comunale, dove è stato presentato un emendamento. Tra piano rifiuti, bilancio di previsione e relazione programmatica qualche conto non torna. L’unica certezza, a fronte di tutto questo, è che il costo che i cittadini dovranno pagare rispetto a quello del 2013 è aumentato. E non di poco.

Proviamo ad andare con ordine, guardando i diversi fogli e il bilancio.

Intanto il piano finanziario dei rifiuti. Quello mandato ai consiglieri parla di indifferenziato, nei primi sei mesi del 2013, pari a 16.855.400 chilogrammi. Viene naturale moltiplicarlo per due per ottenere il dato annuo che sarebbe di 33.710.800 chilogrammi. Ai giornalisti, in conferenza stampa, viene dato un foglio secondo il quale i chilogrammi sono stati nel 2013 32.66.730. Le spese: sul piano è scritto 3 milioni 650.000 euro, a chi partecipa alla conferenza dell’assessore Patrizio Placidi viene spiegato che sono 3 milioni 388.193,34.

rifiutiplacidiconferenza

Quello che fa fede, è ovvio, è ciò che arriva in consiglio comunale, ma da dove arrivano dati così discordanti?

Veniamo al 2014. Nel piano fornito ai consiglieri il peso dell’indifferenziato per i primi sei mesi è pari a 7.8220.100 chilogrammi per i primi sei mesi, si stima che su base annua siano 15.644.200. In conferenza stampa – sul foglio di Placidi – è scritto 16.200.000 chilogrammi. Secondo il piano – poi approvato in consiglio comunale – si affrontano costi per lo smaltimento pari a 2,5 milioni di euro. In conferenza il documento parla di 2 milioni 99.520 euro. Anche qui, fa fede il documento consiliare, ma da dove arrivano i numeri diversi?

rifiutiindifferenziati

Arriviamo ai costi da sostenere per la raccolta e smaltimento. Nel 2013 sono stati 16 milioni 81.240 euro, ai quali sottrarre il contributo per l’avvio della differenziata fornito dalla Provincia e le entrate dalla vendita di materiali. Così il costo per i cittadini è stato di 13 milioni 652.000 euro.

Quest’anno? Il piano fornito ai consiglieri e, questo sì, confermato in conferenza, parla di 14 milioni 920.000. Ci si accorge, in extremis, che mancava un leasing, si fa un emendamento e quindi i cittadini pagheranno 15.326.429 euro a fronte di una spesa del Comune preventivata in 15 milioni 772.429, ai quali sottrarre i proventi della vendita.

Da sinistra i costi 2013, quelli 2014, le entrate e - in rosso - il costo per i cittadini

Da sinistra i costi 2013, quelli 2014, le entrate e – in rosso – il costo per i cittadini

Rispetto al 2013 i cittadini avranno un costo di 1 milione 674.429 euro in più, pari al 12,26% di aumento. Come verrà diviso tra le diverse categorie si vedrà, per adesso pensiamo all’aumento generalizzato.

E vediamo altri conti, arrivando al bilancio. Secondo la delibera pubblicata sul sito del Comune e dove non si fa cenno ad alcun emendamento, il costo del servizio di smaltimento dei rifiuti è pari a 17 milioni 409.000, di cui 14 milioni 228.200 per “prestazione di servizi”. In entrata, invece, si iscrivono 17 milioni 7.000 euro.

Il capitolo rifiuti in entrata...

Il capitolo rifiuti in entrata…

... e quello in uscita

… e quello in uscita

Anche qui, è arrivato un emendamento – così si dice – ad allineare i dati. Ebbene qualcosa non quadra, perché nelle delibere pubblicate non ce ne è traccia, ma di norma (poi siamo sempre ad Anzio…) gli emendamenti vanno presentati 8 giorni prima del consiglio, i revisori devono esprimere un parere e via discorrendo. Chi ha visto tutto questo? Eppure lo dice il regolamento di contabilità, comunque introvabile sul sito “trasparente” del Comune di Anzio.

E’ tutto? Macché… Sul bilancio la funzione 9, indicata come “Territorio e ambiente” e quindi relativa non solo ai rifiuti ma anche ai parchi e giardini, costa 19 milioni 467.734 euro. A leggere la relazione previsionale e programmatica 2014-2016 la stessa funzione è indicata con 20 milioni 18.234 euro. Cambia poco, vero, e la relazione non fa fede come il bilancio dal quale poi si passa ai piani esecutivi di gestione, ma è la conferma quanto meno di una certa superficialità.

Intanto, come recita il vecchio adagio, noi paghiamo…

ps, a rileggere le preoccupazioni dei consiglieri Succi, Salsedo e Perronace rispetto agli aumenti per i rifiuti c’è da sperare che almeno abbiano letto e fatto notare certe discrepanze e che, l’anno prossimo, i costi diminuiscano davvero…

Nettuno, un brutto clima e le parti che si invertono

sitonettuno

E’ singolare quello che accade nella vicina Nettuno da alcuni giorni e che, oggi, è sfociato in una clamorosa protesta (http://www.inliberuscita.it/politica/37906/nettuno-fischi-e-insulti-la-protesta-dentro-e-fuori-il-consiglio/ ). Non condivido, mai, il fatto che si superi il limite – da nessuna parte – ma quella protesta avrà delle ragioni. O no? 

E’ una realtà che conosco poco e della quale mi occupo meno, però la curiosità è tanta e internet aiuta… Così, a memoria, ricordavo delle asprezze della campagna elettorale. I giornali di mezza Italia – ad aprile dello scorso anno – parlavano di Fernando Mancini “censore” perché – questo si diceva – Eufemi non aveva messo in lista la moglie. Così lui aveva deciso di girare con un camion e il megafono, parlando delle “malefatte” dello stesso Eufemi e di alcuni suoi alleati, al punto che l’allora candidato sindaco decise di interrompere la campagna elettorale ( http://www.reporternews.it/politica/nettuno/eufemi-sospende-la-campagna-elettorale.php ). Il sindaco uscente – poi riconfermato – Alessio Chiavetta, replicò duramente a questa decisione e parlò di clima “divertito” a Nettuno ( http://www.ilgranchio.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3234%3Anettuno-chiavetta-risponde-ad-eufemi&Itemid=106 ) ma ora le cose sono evidentemente cambiate. Le parti si sono invertite. Fra l’altro proprio Mancini ha presentato – e diffuso via facebook – una denuncia alla Finanza verso amministratori e non solo, i quali a loro volta hanno contro denunciato.

Una situazione che non piace affatto, comunque la si giri. Di Mancini, in passato, ho sempre sentito parlare per vicende di cronaca. E’ comunque un cittadino che ha diritto di sporgere denunce come tutti, ma c’è da chiedersi – da osservatore – il perché di questo clima e cosa stia realmente succedendo a Nettuno. Sembra ci sia ben poco da divertirsi…