Il cuore di queste città, se la politica prendesse esempio…

cuore

L’altra sera il teatro pieno per l’iniziativa del volontariato Vincenziano. Qualche tempo prima – lo cito anche se sono direttamente coinvolto nel comitato dell’evento – le magliette dello “Stefano7baseballmeeting” praticamente esaurite. Sabato la notizia del Granchio della firma della convenzione per la casa “Dopo di noi”, nata dalle donazioni alle associazioni di disabili che hanno devoluto una parte a un progetto straordinario: quello di lasciare un alloggio ai ragazzi per quando perderanno i genitori. Domenica la serata per il centro “Elena Castellacci” (una sola critica, al posto dei rappresentanti politici avremmo fatto un passo indietro), nei mesi scorsi la partita con la Lazio per l’ospedale “Bambino Gesù”. Adesso, il 29 agosto, uno spettacolo a Villa Adele che è ancora più straordinario perché parte da iniziative su facebook dei gruppi “Si de Nettuno se” e “Sei de Portodanzio se” che fin dall’inizio hanno svolto iniziativa benefiche. E’ una manifestazione che mette insieme Anzio e Nettuno, raccoglie fondi per un comitato che già unisce le due città, quello per la lotta contro il cancro che all’inizio della primavera, come ogni anno, ha già richiamato centinaia di persone. Ancora la “Cena dello chef” del Rotary, ma anche tante altre iniziative grandi e piccole che magari adesso sfuggono. Tante persone dietro le quinte, che lavorano senza mettersi in mostra.

Mi scuso per chi non ho citato, insomma, ma il messaggio è chiaro: Anzio e Nettuno, quando sono chiamate a contribuire per una buona causa, non si tirano indietro. Sì, il “campanile”, sì qualche ruggine, sì perché a quello e non a un altro. Ci sta tutto. L’importante è che gli obiettivi si raggiungano e che, concretamente, i soldi che i cittadini decidono di mettere a disposizione per eventi di beneficenza finiscano davvero in attrezzature ospedaliere, sostegno a chi ha bisogno, progetti che si realizzano. E’ la prima cosa che chiede chi vuole dare il suo sostegno: ma che ci fate? Per chi?

E’ il bello di queste città, è il cuore – quello vero – di chi magari con un euro contribuisce a una causa che si realizza. Le tante attrezzature donate, prossimamente la casa “Dopo di noi”, sono lì a dimostrarlo.

Nel clima politico infuocato che caratterizza ultimamente Anzio e Nettuno, prendere esempio da tanti cittadini normali, i quali senza secondi fini danno il loro contributo, farebbe bene anche a certa politica e soprattutto a certi urlatori.

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