Ispettori ambientali: criteri, rimborsi e sorpresa regionale. Comunque grazie

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Una premessa per sgomberare il campo: chiunque si prodighi per il prossimo in attività di volontariato non può che avere apprezzamento. Il rischio è un altro in questa nostra città. Quello che l’attività di volontariato sia scambiata per altro. A chi scrive piace, è noto ormai, andare a cercare carte. Se si vuole dissentire occorre avere almeno una pezza d’appoggio. Per questo parliamo degli ispettori ambientali, figura istituita con una delibera di giunta del Comune che il 20 giugno “in coerenza con le proprie linee programmatiche, in ordine al rispetto e alla tutela del territorio e dell’ambiente, ritiene opportuno individuare una specifica figura di controllo e vigilanza”. Così arriviamo alla istituzione di una figura che “si propone di concorrere alla difesa del suolo, del paesaggio ed alla tutela dell’ambiente nel territorio comunale prevenendo, vigilando e controllando il corretto conferimento, la gestione, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in genere, ferma restando la competenza degli ufficiali e degli agenti di polizia giudiziaria, alle attività connesse all’accertamento e alla contestazione delle violazioni amministrative di merito”. Controllano, quindi, ma non sanzionano. Funzionano – dovrebbero funzionare – da deterrente. Dopo qualche giorno dalla loro istituzione è stata anche diffusa una nota sulle decine di verifiche fatte, ma senza alcuna multa perché impossibile da fare. Nella stessa delibera si inserisce anche la somma di 20.000 euro “quale contributo e/o rimborso spese per le attività fino al 30/09/2014”. Contributo che è stato “impegnato” ieri dal dirigente del settore ambiente.

La stessa delibera, inoltre, approva il disciplinare “Per l’istituzione della figura dell’ispettore ambientale” che deve svolgersi “nei termini della legge 266/91”.L’organizzazione è disciplinata “dall’Ufficio Ambiente del Comune di Anzio e dal Comando di Polizia Locale che rappresentano la propria comunità e ne curano gli interessi”.

E vediamo la legge, allora, secondo la quale “per attività di volontariato deve intendersi quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l’organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà”. Ancora: “L’attività del volontariato non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario. Al volontario possono essere soltanto rimborsate dall’organizzazione di appartenenza le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, entro limiti preventivamente stabiliti dalle organizzazioni stesse”.

E qui ci siamo – o dovremmo esserci – perché le associazioni beneficiarie sono 5 e avranno, mediamente, 4.000 euro ciascuna. Volontario più, volontario meno. Un dato in tal senso non si trova agli atti del Comune: quanti sono? Le associazioni, comunque “dovranno rendicontare mensilmente il servizio prestato” e “come da accordi con l’amministrazione agli operatori verrà riconosciuta la somma di 10 euro giornalieri”. Un rimborso spese, appunto.

Torniamo alla delibera, poiché “la figura dell’ispettore ambientale comunale è stata individuata tra le seguenti associazioni ambientali operanti nel territorio di Anzio”.

Vale a dire il gruppo comunale “Angelita”, l’associazione regionale “Nucleo vigilanza regionale”, l’associazione regionale “Gruppo ispettori ecologici onorari Regione Lazio”, l’associazione regionale “Vear” e l’associazione “Guardie ambientali gruppo anziate”.

Come si sia arrivati a queste associazioni non è dato sapere. Non risulta che il Comune abbia fatto bandi o avvisi per coinvolgere eventualmente altre realtà associative. Al solito, criteri “fai da te”.Né si conosce come sono stati indicati/scelti gli ispettori, un paio dei quali – a quanto sembra -in orbita “Cinque stelle”….

Vediamo però che ci sono associazioni che si definiscono regionali e qui troviamo qualche sorpresa. Sul sito della Regione Lazio – ma nel frattempo potrebbero essersi messi in regola, il termine era fissato al 4 luglio – è pubblicata la determina G07506 del 22 maggio che avvia le “procedure di cancellazione dal registro regionale” e la “Diffida ad adempiere per le Organizzazioni di volontariato inadempienti per l’annualità 2012 (censimento)”. Tra le organizzazioni di volontariato cosiddette “senza utenza” ci c’è proprio il “Gruppo ispettori ecologici onorari Regione Lazio”. Doveva compilare il censimento, invece, la “Associazione Vigilanza Ecologica Ambientale Regionale” (è la stessa del Nucleo citato nella delibera) – che ha sede al medesimo indirizzo degli “Ispettori”. I quali, nel frattempo, per la cura e la vigilanza della “Pineta Mazza” si sono visti passare da 1000 a 1500 euro al mese il riconoscimento del Comune. Anzi, il rimborso spese.

Se poi uno ha la pazienza di andare sul sito www.socialelazio.it e spulciare il registro del volontariato e quello dell’associazionismo non troverà Angelita, Vear, né Guardie ambientali.

Attenzione, questo non vuol dire che non possono operare, però un Comune attento forse tra i requisiti richiederebbe anche l’iscrizione al registro regionale. Lo inserirebbe tra i criteri, se ci fossero.

Fatte queste considerazioni, resta comunque la gratitudine per chiunque si adoperi a favore del prossimo. Nel settore ambientale e non solo.

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3 pensieri su “Ispettori ambientali: criteri, rimborsi e sorpresa regionale. Comunque grazie

  1. solo per la precisione, il Comando P.L., nonostante quanto in delibera, non conosce – ne riconosce- ne organizza ( in pratica non sappiamo chi siano) l’attività di queste associazioni.

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  2. La Legge 266/91 consente di rimborsare al volontario le spese *****EFFETTIVAMENTE SOSTENUTE***** per l’attività prestata, entro limiti preventivamente stabiliti dalla Organizzazione cui il volontario aderisce.

    SOSTENUTE significa… scontrini e ricevute fiscali alla mano, o no?

    Le spese SOSTENUTE dal volontario nell’interesse dell’Organizzazione, da questa rimborsate,
    sono esenti da qualsiasi ritenuta fiscale e previdenziale.

    I parametri che delimitano, pertanto, le spese rimborsabili ed il loro regime di esenzione fiscale e previdenziale, sono due:
    ‐ le spese devono essere EFFETTIVAMENTE SOSTENUTE per l’attività di volontariato prestata;
    ‐ il limite della spesa rimborsabile deve essere preventivamente fissato dall’Organizzazione;
    (Con la mancata previsione dei limiti di rimborso, ed in presenza di erogazione di somme di
    ammontare elevato, il rimborso delle spese potrebbe essere considerato alla stregua
    dell’erogazione di un compenso per l’attività prestata).
    La tipologia delle spese rimborsate, anche in presenza dei limiti di rimborso, è
    determinante per l’esclusione delle erogazioni dall’ambito dei compensi.

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