Porto, tra le ipotesi la vendita delle quote pubbliche. Ma il sindaco tace

La determina con richiesta di parere legale

La determina con richiesta di parere legale

Il sindaco ripete che farà sapere a tempo debito, intanto il Comune incarica uno studio legale per una consulenza “relativamente agli scenari possibili in caso di cessione di quote della Società Capo D’Anzio Spa per le precisione sulle procedure per l’affidamento dei lavori di realizzazione porto”. Della serie che vendiamo le quote pubbliche?

Forse no, diciamo che è uno degli scenari per realizzare i lavori “in house”, ma ancora una volta sull’argomento porto il Comune – socio di maggioranza al 61% nella Capo d’Anzio – latita in termini di informazione alla città. Vale a dire ai proprietari di quel 61%.

Lo studio al quale si è rivolto il Comune per un “parere pro-veritate” – richiesto dal dirigente dell’area finanziaria, Franco Pusceddu, che è anche componente del consiglio d’amministrazione in quota pubblica – è quello Cancrini-Piselli. Ovviamente nell’oggetto della determina c’è scritto solo che è stato chiesto, il minimo indispensabile, poi quando si va a leggere si scopre il resto.

Già in passato, con l’avvento di Mare 2 spa ovvero di Renato Marconi, il Comune aveva chiesto un parere sulla riacquisizione delle quote che da Italia Navigando erano passate – con una manovra a dir poco singolare – all’ingegnere.

Di fatto Renato Marconi dopo aver creato proprio Italia Navigando aveva aperto un contenzioso per delle progettazioni, si era preso delle quote in cambio, a fronte dell’aumento di capitale si era sentito “vessato” e alla fine è riuscito nell’intento di farsi “liquidare” con numerosi porti, tra i quali Anzio. Per la cronaca nel frattempo “Italia navigando” è in liquidazione e il suo fondatore attraverso Marinedi gestisce alcuni porti e ne vuole realizzare altri.

Ad Anzio, però, entro un anno dalla concessione Italia Navigando doveva trovare i soldi per fare l’approdo, altrimenti le quote sarebbero tornate al Comune. Né il carrozzone pubblico, tanto meno l’ingegnere, hanno versato un soldo entro settembre 2012. Il Comune – nonostante un ordine del giorno unanime del consiglio – non ha mai fatto nulla.

E dire che aveva chiesto un parere proprio allo studio Cancrini-Piselli. Mai reso noto ufficialmente, ma secondo il quale si poteva ottenere il 39% ma solo attraverso una causa civile. Infinita.

Adesso questo nuovo parere, che resterà nei cassetti come l’altro, che svela però l’intenzione del Comune di cedere le proprie quote. A chi? Come? Perché? Quale strategia si segue per i lavori? E il sindaco non ha parlato di nuova gara?

Questo spazio è a disposizione del sindaco – che rappresenta tutti noi cittadini proprietari di quel 61% – anche se ha fatto sapere che non intende approfittarne. Ha detto che risponderà ai cittadini.

E’ ora di farlo.

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