
Ha fatto bene il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, a convocare il comitato per l’ordine e sicurezza pubblica ad Anzio. La situazione è fuori controllo e non da oggi. In passato altri comitati si sono riuniti qui ma dopo l’iniziale euforia, la situazione non è cambiata. Anzi, è peggiorata. Facile dire che certi fenomeni ci sono in tutta Italia, meno ammettere che la sicurezza percepita su questo territorio è ormai ai minimi termini.
Per questo l’augurio è che il comitato non sia una passerella, dove ciascuno dice che fa il massimo sforzo, si aumenteranno i controlli e che non si deve fare allarmismo. Un anno fa venne ucciso un ragazzo sulla riviera di Ponente e da allora cosa è cambiato? Nulla. Esiste, come provai a sottolineare, una precisa responsabilità delle istituzioni.
La stessa che ha portato al commissariamento del Comune per condizionamento della criminalità. Di fronte al quale il prefetto sarà certamente a conoscenza del fatto che la commissione straordinaria inviata ad Anzio non è che stia brillando, sotto molti aspetti. Ignoriamo che fine debba fare la Capo d’Anzio, per esempio, come sta andando con la Aet perché la città è piena di immondizia, se viene rispettata o meno l’ordinanza sul suolo pubblico, perché non si dà corso a sentenze del Tar e via discorrendo.
Prefetto che avrà certamente contezza della scarsa presenza di mezzi di polizia e carabinieri durante la notte, per un’area che va dai confini con Pomezia a quelli con Latina e normalmente conta oltre 100.000 abitanti ma d’estate li triplica. Saprà che la polizia locale in termini di controllo del territorio fa poco o niente (e se lo fa, evidentemente non lo dice contribuendo a far crollare la sicurezza percepita) e se il dirigente viene minacciato da un ex assessore evita pure di costituirsi parte civile.
Si prenda atto di una situazione allo sbando e si intervenga, andando oltre i “pattuglioni” che vedremo nei prossimi giorni ma investendo in politiche di sicurezza. Non è facile, né possiamo militarizzare una città, ma è ora di intervenire almeno per salvare il salvabile. Il resto lo ha compromesso chi dal ’98 a oggi in nome del “c’avemo i voti” ci ha ridotto così e oggi vorrebbe far credere che senza la politica la città è fuori controllo. No, c’era già prima, quando anche rispettare almeno la legalità delle cose quotidiane era un disturbo.




