Fu proposta “assessore” ad Anzio, arrestata per mafia

Aggiornamento del 5 giugno: a “proporre” assessore ad Anzio una esponente della famiglia Fragalà è stato un esponente Pd di Pomezia, nel frattempo espulso dal partito. E’ ancora più grave, perché qui amministrava il centro-destra e conferma purtroppo la “trasversalità” di certi rapporti nel “sistema Anzio“. Che squallore….

Di seguito quello che scrivevo ieri.

Assessore ad Anzio, per fortuna, non c’è mai diventata e va dato atto a chi ha detto “no, grazie“. Ma il fatto che qualcuno vicino al clan Fragalà, sgominato oggi dai Carabinieri sia arrivato a proporla deve comunque rappresentare un campanello d’allarme.

E continuare a ripetere che poco interessano le vicende penali, è la politica a dover prendere distanze nette da certa gente. Astrid Fragalà, così si racconta in una intercettazione, venne “sponsorizzata” per fare l’assessore ad Anzio “tu sei stata in lista per fare l’assessore ad Anzio (…) ma là , tu
quello che sei qui è una cosa, a … a quaranta chilometri … non c’è il collegamento!
“, si legge nelle carte dell’inchiesta. La conversazione risale al 2015 e non è escluso che l’interlocutore possa aver millantato.

Ma ormai non c’è vicenda giudiziaria che non arrivi ad Anzio, da Mafia Capitale (Buzzi disse di aver “buttato 150.000 euro” ad Anzio, non sappiamo per cosa o chi) alla nostrana Malasuerte che coinvolge pesantemente la politica, passando per le vicende Ecocar di Cassino e fino alle proroghe degli appalti per il verde o alle minacce per un cambio di azienda (sempre per il verde), da Evergreen a Velletri a Touchdown a Latina, arrivando fino agli omissis dei pentiti del clan Di Silvio che raccontano dei loro legami con esponenti di camorra e ‘ndrangheta ad Anzio e Nettuno.

Bene chi ha detto “no” a quell’assessore, ma continuare a negare l’evidenza di certi rapporti è un errore clamoroso.

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L’assessore autorizza, l’ufficio paga e i criteri restano un rebus…

pecos

Visto  l’espresso parere autorizzatorio dell’Assessore alle Attività Produttive Sig. Giorgio Bianchi“. C’è scritto proprio così nella determina che liquida – l’1 settembre, ma è pubblicata solo ora, misteri della trasparenza 3.0 – l’associazione Andromeda per due manifestazioni svolte tra il 4 e il 6 aprile e tra il 24 e il 26 luglio.

La spesa non è straordinaria, poco più di 6.000 euro, ma ancora una volta il punto non è questo. Per quali criteri si sceglie Andromeda e non altri la risposta Bianchi la diede mesi fa per i presepi: secondo lui va bene e basta, anche se per i cittadini restano un rebus.

Di certo, altro mistero del protocollo 3.0, la prima proposta con preventivo è dell’1 aprile per la manifestazione di tre giorni dopo “Anzio chocolate“, la seconda è del 21 luglio, per le iniziative della notte bianca da svolgersi dal 24 al 26. Volendo, quindi, le cose sono note agli uffici e si riescono a fare a tempo di record.

Ma anche di questo abbiamo spesso parlato in passato. Quello che non torna, alla luce di norme che non risultano cambiate, è cosa debba autorizzare un assessore, entrando così nella gestione ordinaria che non spetta a lui. Da quando gli assessori danno pareri o autorizzano?

Speriamo che un’opposizione preoccupata – a cominciare dal Pd – a difendere l’onorabilità del Consiglio e a dare il là al dibattito su chi scrive, avverta la curiosità di chiederlo, a meno che non ritenga anche questa lesa maestà.

Ma speriamo anche che, negli uffici – in particolare dell’anti corruzione –  sia qualcuno a  spiegare che sindaco e assessori non “autorizzano” più nulla da quando Bassanini – sulla riforma del quale ci sarebbe molto da dire, comunque, al punto che egli stesso sembra essersene pentito – ha deciso che la politica ha un ruolo e la dirigenza un altro.

Ad Anzio, troppo spesso, si è fatta confusione.

Placidi assessore, anzi no. La delega e qualche problema

Una delega già pronta, all’ambiente e ai fondi europei. Sarebbe stato questo il rientro di Patrizio Placidi in giunta ad Anzio. Un rientro in pompa magna, in virtù di un accordo con il sindaco visto il risultato della Lista Enea alle ultime amministrative. Un’intesa che avrebbe consentito, anche, di riportare Umberto Succi in consiglio comunale. L’esponente di Forza Italia (Placidi è tornato… a casa dopo le elezioni dello scorso anno) però, per il momento deve “accontentarsi” di restare presidente del consiglio comunale.

Doveva diventare assessore prima del consiglio convocato per lunedì prossimo, il 24, invece resterà ancora al palo. Motivi? Tutti politici, si affrettano a dire in Comune. Certo l’inchiesta “Caronte” che riguarda anche Anzio per il cosiddetto “caro estinto” e che ha visto fare il nome di Placidi da “Repubblica”, ha pure avuto la sua influenza. Il presidente del consiglio comunale si è affrettato a smentire, dando la sua versione dei fatti, ma l’assessorato proprio in questo momento non sembra la scelta più giusta da parte del sindaco Luciano Bruschini. Il quale prende tempo, così si vocifera, in attesa anche del nuovo e delicatissimo appalto relativo al settore.

Non solo, l’ingresso di Succi comporterebbe – ma anche in questo caso non c’è conferma, quindi va preso con beneficio d’inventario – un problema di “conflitto” con il Comune. Vecchie questioni, a quanto sembra, che inficerebbero al momento l’ingresso del primo dei non eletti qualora Placidi tornasse a fare l’assessore. Vedremo se le cose cambieranno da qui al 24.

Nel frattempo, come se nulla fosse, al consiglio di lunedì prossimo la vicenda della pesantissima relazione della Ragioneria dello Stato sarà tra gli ultimi punti perché chiesta dall’opposizione. Almeno – dopo lunga e penosa malattia (Attoni aveva promesso le dimissioni durante la scorsa legislatura se non fosse stato approvato, non serve dire che è ancora al suo posto…) arriverà anche il regolamento edilizio, insieme a quello sanitario.

A proposito di opposizione e appalti, resta ancora senza risposta formale la richiesta di Davide Gatti per Fratelli d’Italia sul perché nel capitolato per le mense  “sia stato omesso dal bando di gara  l’obbligo, per le ditte partecipanti (imposto dalla legge), di fornire la certificazione prevista ex Decreto Legislativo 159/2011, in materia di antimafia”