Placidi assessore, anzi no. La delega e qualche problema

Una delega già pronta, all’ambiente e ai fondi europei. Sarebbe stato questo il rientro di Patrizio Placidi in giunta ad Anzio. Un rientro in pompa magna, in virtù di un accordo con il sindaco visto il risultato della Lista Enea alle ultime amministrative. Un’intesa che avrebbe consentito, anche, di riportare Umberto Succi in consiglio comunale. L’esponente di Forza Italia (Placidi è tornato… a casa dopo le elezioni dello scorso anno) però, per il momento deve “accontentarsi” di restare presidente del consiglio comunale.

Doveva diventare assessore prima del consiglio convocato per lunedì prossimo, il 24, invece resterà ancora al palo. Motivi? Tutti politici, si affrettano a dire in Comune. Certo l’inchiesta “Caronte” che riguarda anche Anzio per il cosiddetto “caro estinto” e che ha visto fare il nome di Placidi da “Repubblica”, ha pure avuto la sua influenza. Il presidente del consiglio comunale si è affrettato a smentire, dando la sua versione dei fatti, ma l’assessorato proprio in questo momento non sembra la scelta più giusta da parte del sindaco Luciano Bruschini. Il quale prende tempo, così si vocifera, in attesa anche del nuovo e delicatissimo appalto relativo al settore.

Non solo, l’ingresso di Succi comporterebbe – ma anche in questo caso non c’è conferma, quindi va preso con beneficio d’inventario – un problema di “conflitto” con il Comune. Vecchie questioni, a quanto sembra, che inficerebbero al momento l’ingresso del primo dei non eletti qualora Placidi tornasse a fare l’assessore. Vedremo se le cose cambieranno da qui al 24.

Nel frattempo, come se nulla fosse, al consiglio di lunedì prossimo la vicenda della pesantissima relazione della Ragioneria dello Stato sarà tra gli ultimi punti perché chiesta dall’opposizione. Almeno – dopo lunga e penosa malattia (Attoni aveva promesso le dimissioni durante la scorsa legislatura se non fosse stato approvato, non serve dire che è ancora al suo posto…) arriverà anche il regolamento edilizio, insieme a quello sanitario.

A proposito di opposizione e appalti, resta ancora senza risposta formale la richiesta di Davide Gatti per Fratelli d’Italia sul perché nel capitolato per le mense  “sia stato omesso dal bando di gara  l’obbligo, per le ditte partecipanti (imposto dalla legge), di fornire la certificazione prevista ex Decreto Legislativo 159/2011, in materia di antimafia”

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