Il porto, la dichiarazia, l’ignoranza. Spettacolo avvilente

renderingporto

E’ avvilente. Ha ragione il collega con il quale condividevamo un pensiero sul porto di Anzio, una situazione ormai paradossale nella quale spuntano – pur di dire qualcosa e apparire – alcuni che per il ruolo che ricoprono dovrebbero conoscere bene la situazione. O quantomeno informarsi. Invece c’è una sostanziale ignoranza, sia chiaro in assoluta buona fede.

Il capogruppo di Forza Italia Massimiliano Millaci chiede a gran voce il bando. Lo segue “tuonando” il consigliere delegato al turismo Luciano Bruschini, tra uno spettacolo e l’altro. La cosa singolare, in questo clima di dichiarazia, è che trova il tempo di rispondere il presidente della società, Luigi D’Arpino, il quale pur conoscendo bene la situazione si “infila” nella vicenda bando sì-bando no. Immancabile la replica di Marco Maranesi, con controreplica del presidente. Il quale, sia chiaro, ha portato avanti insieme al consiglio d’amministrazione la “mission” che gli ha dato l’assemblea dei soci.

Per cercare visibilità, aumenta la confusione intorno a un progetto che doveva rilanciare la città ed è al palo. Intanto nella stessa maggioranza, sulla vicenda ormeggiatori ancora pendente al Tar, c’è chi ha sollecitato il sindaco a soprassedere almeno “per la stagione“. Cosa che è ormai avvenuta.

Avvilente, non c’è aggettivo migliore. E il motivo è semplice: si possono fare tutti i bandi di questo mondo, ma occorre tornare in assemblea dei soci e deciderlo. La Capo d’Anzio è per il 61% del Comune e per il 39% di Marinedi, il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, da socio di maggioranza e in rappresentanza di tutti noi cittadini, ha votato per le fasi 1 e 2 proposte da Marinedi. Consiglieri comunali dovrebbero saperlo, altrimenti dovrebbero informarsi.

Perché le carte dicono altro e si è proceduto in tal senso, finora, con tutti i problemi che conosciamo. Il motivo è semplice: o la Capo d’Anzio faceva questo o avrebbe già chiuso, con i libri in Tribunale. Rischio che resta dietro l’angolo, dopo i mancati incassi della zona degli ormeggiatori. Non sono certo gli spicci dei parcheggi a tenere in piedi la baracca.

Il bando – oggi come sei mesi fa, quando ne riparlò il sindaco –   è uno specchio per le allodole, è l’ennesimo tentativo di Bruschini di dire ai consiglieri “ora facciamo e con 160 milioni di euro sai quanti lavorano...”  Ah, tra l’altro fra pubblicazione e proposte se ne vanno almeno otto mesi. A meno che – è un’altra delle voci, dopo improbabili gruppi russi e turchi – non si speri che vada deserto per affidare tutto a chi sarebbe pronto. Il sindaco, ovviamente, su questo tace…

Intanto nessuno si preoccupa della dismissione della società prevista dalla spending review, non si ha notizia del piano di razionalizzazione che andava presentato a marzo e del quale ignoriamo gli sviluppi. Continuiamo a pensare a male, sarà peccato ma spesso – come diceva Andreotti – ci si indovina….

Area Puccini, Attoni: “Tutto secondo il piano regolatore”

attoni1

Il vecchio adagio recita che quando la foglia si muove, il vento tira. Così dopo la pubblicazione della prossima edificabilità nella zona “Puccini” l’assessore all’urbanistica Sebastiano Attoni conferma ma rassicura. L’edilizia residenziale, del resto, sarebbe stata improponibile per quanto accaduto fino a oggi.

Presenteremo alla maggioranza e poi in giunta il progetto che rispetta quanto previsto dal piano regolatore, non c’è un metro quadro di residenziale, ma solo strutture turistico ricettive“.

Le cubature, previste a ridosso dell’Ardeatina, sono spostate a monte, il vincolo archeologico esistente sull’area è ovviamente escluso dal progetto che stando alle prime indiscrezioni prevede quatto diversi “blocchi” con attività mirate a congressi, realtà giovanili e spazi per anziani.

Avremo i 60 ettari previsti, anche qualcosa in più – aggiunge l’assessore – ripeto che è tutto nel rispetto delle previsioni di piano“.

Meglio così. Aspettiamo di vedere i progetti.

Urbanistica, l’ultimo “sacco”. L’area Puccini verso l’edificabilità

L'area Puccini vista da google.maps

L’area Puccini vista da google.maps

Era stato l’allora capogruppo di Forza Italia, Luciano  Bruschini, a chiedere di cancellare la cosiddetta lottizzazione “Puccini” – nell’area di fronte a Tor Caldara – “salvo insediamenti turistici” ai tempi della redazione del piano regolatore. Una vicenda che si trascinava dagli anni ’60 e per la quale, nel frattempo, si è espresso anche il Consiglio di Stato in merito all’originaria ipotesi di costruzione.

La proprietà aveva provato a far rientrare dalla finestra quello che era uscito dalla porta, prima con una “osservazione” respinta dal Consiglio comunale e poi con un ricorso al Tar “infondato” secondo i giudici amministrativi e mai appellato.

Oggi la proprietà ci riprova ed è pronta una delibera per far entrare – a questo punto dalla porta principale – la proposta allora bocciata. Cosa ne pensa l’oggi sindaco Luciano Bruschini?

Un passo indietro, al piano regolatore di Cervellati: inizialmente l’area, in passato edificabile, era stata inserita completamente a verde nelle previsioni di piano e in sede di osservazioni era stata modificata con la possibilità del privato di realizzare un centro congressi in cambio della cessione al Comune di 60 ettari di fronte a Tor Caldara.

Lì si sarebbe realizzato il “parco urbano” immaginato da Cervellati. Allora quando si parlava di “central park” a quello ci si riferiva, salvo ripiegare in campagna elettorale sull’ospedale militare e poi accontentarsi solo di una porzione. Il piano che doveva essere “mare, cultura e natura” ma in questi anni è diventato “varianti, cemento e furberie” prevedeva per quell’area  “una soluzione ottimale, specie quando questo parco e definito da un territorio ancora integro qual è quello di Tor Caldara. E soprattutto quando questo parco -da definirsi, lo si ripete, urbano- ha possibilità di accesso e di percorso pedonale, ciclabile e ippico, specie nella zona ad ovest”. Così leggiamo nella relazione del progettista, il quale immaginava un accesso da piazzale Roma, una “porta” del parco, collegato fino alla riserva di Tor Caldara.

Era uno dei punti qualificanti del piano che, per il resto, ha fatto costruire troppo e calato sulla realtà di Anzio ancora di più. Lo dice chi proponeva, paradossalmente, di non mettere più un mattone.

L’osservazione della proprietà, invece, proponeva di edificare con un indice più basso del precedente in cambio di 46 ettari al Comune. Venne bocciata prima in consiglio comunale nel 2002, poi dal Tar nel 2008, viene riproposta oggi e l’assessore Sebastiano Attoni è pronto a portarla in discussione.

Gli ettari, a quanto sembra, sono 45 ma del centro congressi e dell’hotel non c’è traccia. Certo, non sarebbe remunerativo, non c’è stato lo sviluppo che si immaginava, ma i villini lo saranno? Non basta il record di invenduto su un territorio che secondo Cervellati si sarebbe regolato da solo e dove, invece, c’è stata la corsa selvaggia all’edificazione, c’è chi prova a costruire ancora.

Sarebbe l’ultimo “sacco“.   

Carta vince, carta perde. Silenzi e soldi all’associazione in tempo di record

Pompeo Savarino (a sinistra) e Luciano Bruschini

Pompeo Savarino (a sinistra) e Luciano Bruschini

Una domanda semplice semplice per il segretario generale del Comune di Anzio, Pompeo Savarino: quali atti ufficiali resteranno negli archivi del Consiglio dei giorni scorsi sul bilancio?

Domanda dalla quale ne derivano una serie. Quale piano finanziario dei rifiuti è stato votato, ad esempio, quello che aveva l’assessore all’ambiente, quello del suo collega al bilancio o quello dato ai consiglieri comunali? Ah, cosa succederà con i debiti fuori bilancio già inseriti nel piano ma non votati perché privi del parere dei revisori? E se quella cifra cambia, si rivota il piano stesso?

Ancora: il piano triennale delle opere pubbliche, qual è? E quale versione della relazione di bilancio è agli atti della seduta: quella della giunta o quella dei consiglieri? Speriamo che voglia illuminare noi, ma prima ancora il Prefetto, su quanto non si era mai visto nell’assise civica di Anzio. Perché il segretario è notaio della seduta, è come se andiamo a comprarci casa e le particelle che abbiamo noi sono diverse da quelle del venditore e differiscono entrambe da quelle di chi redige l’atto. Per piacere! Carta vince-carta perde all’ennesima potenza .

Il Pd aveva presentato una diffida che è stata ignorata e prepara una battaglia legale com’è stato annunciato ieri in conferenza stampa. A muovere critiche al bilancio è stato anche Danilo Fontana,  nel corso dell’incontro con i giornalisti Maria Teresa Lo Fazio ha sottolineato come l’emendamento vero al bilancio sarebbe quello di “rifarlo completamente“. E non ha torto, se immaginiamo che abbiamo scoperto dal dirigente dell’area finanziaria che i conti sui residui passivi riaccertati non “tornavano” tra i documenti del Comune e quelli consegnati ai revisori per 18 milioni di euro. Se scopriamo che all’inizio della loro relazione gli stessi revisori affermano che il Comune dovrà rifare tutto…. Dopo aver messo nero su bianco che di fatto i revisori non sanno leggere (si veda delibera 64 del 16 luglio) nel corso del Consiglio il dirigente dell’area finanziaria Franco Pusceddu ha provato a dire che hanno sbagliato il verbo, salvo ammettere poi che residui, avanzo e via discorrendo vanno rifatti…

In tutto questo se è normale che l’opposizione faccia il suo mestiere (almeno una parte dell’opposizione, l’altra è apparsa di lotta e di governo) stupisce che i nuovi consiglieri di maggioranza non siano assaliti dai dubbi. Uno capisce Renato Amabile o Gianfranco Tontini – stanno lì da una vita, hanno rapporti ferrei e di amicizia con il sindaco – è comprensibile il silenzio di chi non ha mai spiccato per loquacità, da Perronace a Succi, ma nemmeno di fronte a documenti in contrasto fra loro una Piccolo, una Fontana, un Millaci, un Campa, sentono il dovere di dire: “Ok, c’è un errore, mettiamo a posto le carte e rivediamoci tra una settimana?” Cosa temono, di andare a casa? Non vivono di politica, quale sarebbe il problema? No, silenzi…

Ma deve essere l’aria del Comune, diciamolo, perché negli ultimi 25 anni c’è stato un solo neo eletto a creare problemi alla sua stessa maggioranza: Candido De Angelis, nel ’90, spina nel fianco dell’allora Dc. Nemmeno allora – lo può testimoniare Bruschini che era sindaco – le carte erano così sballate su un bilancio. E non c’era il 3.0….

O forse c’è un Comune che resta nella confusione perché poi il sottobosco funziona a meraviglia. Pazienza relazioni e conti sballati, che importa dei revisori… Basta andare avanti, avere la sagra, la coop che lavora, il service agli amici e via discorrendo. Perché parallelamente c’è un ente efficientissimo.

La festa a Lavinio? Va benissimo, ci mancherebbe. Mentre Andrea Mingiacchi si spertica a cercare di fare un discorso generale sul turismo, sui soldi a pioggia che potrebbero essere convogliati in iniziative di qualità e di respiro nazionale, ecco spendere 5.490 euro. E che saranno mai…

L’efficienza, allora: la richiesta arriva in Comune il 23 luglio, la determina che impegna la somma è del 25. Rapidità unica, mentre i pareri dei revisori arrivano ma si protocollano cinque giorni dopo, le note della Asl sugli alberghi spariscono, come i pareri sulle incompatibilità degli assessori.

Ci saranno tempi simili per ogni associazione che chiede? Chissà. Qui una di quelle che ha organizzato la festa è l’Eco delle periferie che com’è noto è molto vicina al consigliere Antonio Geracitano, il quale compare in bella mostra sulla pagina facebook della stessa, non vogliamo credere che tanta rapidità sia dovuta a questo.

Torniamo all’inizio: segretario, è tutto regolare?