Grotte e luoghi del cuore, gli infastiditi e la necessità di votare.

La classifica on line dei Luoghi del cuore nel Lazio

La classifica on line dei Luoghi del cuore nel Lazio

In una città normale l’iniziativa del comitato di tutela di far votare le Grotte di Nerone all’iniziativa del Fai “I luoghi del cuore” avrebbe consenso unanime. La prima firma sarebbe quella del sindaco, a seguire assessori, consiglieri comunali, rappresentanti politici di ogni schieramento, poi i cittadini.

Questi ultimi stanno firmando, l’iniziativa – sia on line che nella raccolta che viene organizzata ogni fine settimana in luoghi pubblici ed è affidata ad altre persone che circolano con i moduli – sta crescendo. Ma l’amministrazione comunale si guarda bene dal dire la sua. O dal mettere anche solo una firma. Si avverte una sorta di fastidio verso questa iniziativa.

Ma come, tre personaggi di diversa estrazione professionale, politica e culturale si mettono insieme trasversalmente e la maggioranza dovrebbe sostenerli? Ma scherziamo? Chissà cosa avranno in mente Silvia Bonaventura, Chiara Di Fede e Francesco Silvia… Non solo: schierano quella “pasionaria” della professoressa Maria Antonietta Bonaventura (ce ne fossero…) che va in spiaggia e spiega la villa. No no, meglio stare alla larga…

Già, vogliono che sia tutelata l’area della villa e delle grotte di Nerone. Addirittura c’è chi è arrivato a far proporre, in Regione, la creazione di un monumento naturale. Ma siamo pazzi? Deve restare tutto così, senza regole, abbandonato ai vandali di turno. Basta fare una passeggiata in questi giorni.

Quei cittadini, non solo i tre indicati, hanno lottato – sentendosi definire “scienziati” – contro i lavori che dovevano tutelare l’antico porto neroniano e invece ci hanno lasciato un ecomostro. Lo hanno fatto perché – ma guarda un po’ – la trasparenza su quell’opera era a dir poco carente. Da parte della Regione, dell’Ardis, della Sovrintendenza ai beni archeologici, del Comune. Lo hanno fatto perché, mentre chiedevano chiarezza, mentre la Regione dopo mesi revocava la gara alla ditta colpita da interdittiva antimafia, il Comune non sentiva l’esigenza di dire la sua. Anzi, nemmeno di rispettare gli impegni presi con gli stessi rappresentanti del comitato.

Da quella protesta, è nata l’idea di candidare le Grotte, come tutti le definiamo, a un’iniziativa che non ha niente di partitico (http://iluoghidelcuore.it/il-progetto ma ha, invece, un grosso significato politico. Un progetto che ogni anno, in Italia, raccoglie consensi a non finire. Di centinaia di migliaia di semplici cittadini che credono a questa campagna e credono nel Fai, il Fondo per l’ambiente italiano.

Non si sa come andrà a finire, ma se Anzio arrivasse primo grazie agli “scienziati” e ai tanti che stanno firmando, il Fai si prenderebbe in carico – anche finanziariamente – quello spazio.

No, no… via chi vuole “impicciarsi” di un argomento che sembra ad Anzio riservato a pochi eletti. Gli altri? “Scienziati”, appunto, nel senso purtroppo dispregiativo del termine. Per giunta seguiti dai cittadini e dai media. Ma davvero?

Ironia a parte e a prescindere da chi sceglierà o meno di essere in questa iniziativa, l’invito a sostenere on-line (siamo ancora molto indietro) e con le firme cartacee le “nostre” Grotte di Nerone rimane.

Votate, votate, votate!

L’estate blu, le spese: una riflessione

blu

Uno vorrebbe capire i criteri. La “cornice” entro la quale il Comune si muove per dire che questo spettacolo si organizza e questo no, a Tizio si danno i soldi a Caio solo il service. Perché rivedremo per l’ennesima volta Albertazzi e avremo lo stesso “cartellone” di Minturno.

Soprattutto vorremmo capire quale indirizzo ha la programmazione turistico-culturale di questa città. E’ chiedere troppo, vero? A leggere delle spese sostenute per l’Estate blu (http://www.inliberuscita.it/primapagina/37964/estate-blu-e-processione-il-comune-ha-impegnato-236-000-euro/ ) e a spulciare le determine, messe sul sito con molta calma rispetto alla loro adozione, quello che emerge è che c’è stata per alcuni spettacoli la “espressa autorizzazione” del sindaco o dell’assessore alla cultura. Altra cosa che si nota è che arrivano all’assessorato una serie di proposte “spontanee” – così è scritto negli atti. Della serie si va un po’ a caso, si sceglie chi si conosce o è amico, una reale programmazione non sembra esserci. Fare un bando, ad esempio, è così difficile? E poi Anzio si caratterizza per cosa?

E’ senza dubbio rilevante la festa patronale, non si discute, se dai la cittadinanza onoraria a Roger Waters è giusto far suonare chi riporta in auge i Pink Floyd. Come si è arrivati a decidere Canzian a ingresso libero – a carico della collettività – mentre altrove per il suo spettacolo si pagava, forse non lo capiremo mai. Né chi ha scelto di mettere in scena la Boheme di un’associazione piuttosto di un’altra.

E, ripetiamo, non si comprende la “cornice” nella quale ci si muove, sembra anzi di essere negli empori di certe isole dove si trova il cartello “tutto per tutti”. E’ una scelta? Basta dirlo.

Dagli atti emerge un’altra cosa da sottolineare e sulla quale riflettere. Solo allestire il palco di Villa Adele e pagare audio, luci e Siae costa alla collettività oltre 120.000 euro. Ogni sera, di fatto, ne costa 4.000. E’ come se ciascuna associazione o organizzatore di evento avesse dal Comune un contributo del genere. Va detto quando c’è chi si lamenta o, peggio, pretende ulteriori contributi.

Ma la domanda è un’altra: quella spesa è un investimento sul turismo e la cultura o non sarebbe il caso di usare quei soldi diversamente?

Rifiuti: piani, bilancio, strano emendamento, confusione. E noi paghiamo (di più)

placidipportaUn piano ai consiglieri comunali, un altro ai giornalisti, un altro ancora in consiglio comunale, dove è stato presentato un emendamento. Tra piano rifiuti, bilancio di previsione e relazione programmatica qualche conto non torna. L’unica certezza, a fronte di tutto questo, è che il costo che i cittadini dovranno pagare rispetto a quello del 2013 è aumentato. E non di poco.

Proviamo ad andare con ordine, guardando i diversi fogli e il bilancio.

Intanto il piano finanziario dei rifiuti. Quello mandato ai consiglieri parla di indifferenziato, nei primi sei mesi del 2013, pari a 16.855.400 chilogrammi. Viene naturale moltiplicarlo per due per ottenere il dato annuo che sarebbe di 33.710.800 chilogrammi. Ai giornalisti, in conferenza stampa, viene dato un foglio secondo il quale i chilogrammi sono stati nel 2013 32.66.730. Le spese: sul piano è scritto 3 milioni 650.000 euro, a chi partecipa alla conferenza dell’assessore Patrizio Placidi viene spiegato che sono 3 milioni 388.193,34.

rifiutiplacidiconferenza

Quello che fa fede, è ovvio, è ciò che arriva in consiglio comunale, ma da dove arrivano dati così discordanti?

Veniamo al 2014. Nel piano fornito ai consiglieri il peso dell’indifferenziato per i primi sei mesi è pari a 7.8220.100 chilogrammi per i primi sei mesi, si stima che su base annua siano 15.644.200. In conferenza stampa – sul foglio di Placidi – è scritto 16.200.000 chilogrammi. Secondo il piano – poi approvato in consiglio comunale – si affrontano costi per lo smaltimento pari a 2,5 milioni di euro. In conferenza il documento parla di 2 milioni 99.520 euro. Anche qui, fa fede il documento consiliare, ma da dove arrivano i numeri diversi?

rifiutiindifferenziati

Arriviamo ai costi da sostenere per la raccolta e smaltimento. Nel 2013 sono stati 16 milioni 81.240 euro, ai quali sottrarre il contributo per l’avvio della differenziata fornito dalla Provincia e le entrate dalla vendita di materiali. Così il costo per i cittadini è stato di 13 milioni 652.000 euro.

Quest’anno? Il piano fornito ai consiglieri e, questo sì, confermato in conferenza, parla di 14 milioni 920.000. Ci si accorge, in extremis, che mancava un leasing, si fa un emendamento e quindi i cittadini pagheranno 15.326.429 euro a fronte di una spesa del Comune preventivata in 15 milioni 772.429, ai quali sottrarre i proventi della vendita.

Da sinistra i costi 2013, quelli 2014, le entrate e - in rosso - il costo per i cittadini

Da sinistra i costi 2013, quelli 2014, le entrate e – in rosso – il costo per i cittadini

Rispetto al 2013 i cittadini avranno un costo di 1 milione 674.429 euro in più, pari al 12,26% di aumento. Come verrà diviso tra le diverse categorie si vedrà, per adesso pensiamo all’aumento generalizzato.

E vediamo altri conti, arrivando al bilancio. Secondo la delibera pubblicata sul sito del Comune e dove non si fa cenno ad alcun emendamento, il costo del servizio di smaltimento dei rifiuti è pari a 17 milioni 409.000, di cui 14 milioni 228.200 per “prestazione di servizi”. In entrata, invece, si iscrivono 17 milioni 7.000 euro.

Il capitolo rifiuti in entrata...

Il capitolo rifiuti in entrata…

... e quello in uscita

… e quello in uscita

Anche qui, è arrivato un emendamento – così si dice – ad allineare i dati. Ebbene qualcosa non quadra, perché nelle delibere pubblicate non ce ne è traccia, ma di norma (poi siamo sempre ad Anzio…) gli emendamenti vanno presentati 8 giorni prima del consiglio, i revisori devono esprimere un parere e via discorrendo. Chi ha visto tutto questo? Eppure lo dice il regolamento di contabilità, comunque introvabile sul sito “trasparente” del Comune di Anzio.

E’ tutto? Macché… Sul bilancio la funzione 9, indicata come “Territorio e ambiente” e quindi relativa non solo ai rifiuti ma anche ai parchi e giardini, costa 19 milioni 467.734 euro. A leggere la relazione previsionale e programmatica 2014-2016 la stessa funzione è indicata con 20 milioni 18.234 euro. Cambia poco, vero, e la relazione non fa fede come il bilancio dal quale poi si passa ai piani esecutivi di gestione, ma è la conferma quanto meno di una certa superficialità.

Intanto, come recita il vecchio adagio, noi paghiamo…

ps, a rileggere le preoccupazioni dei consiglieri Succi, Salsedo e Perronace rispetto agli aumenti per i rifiuti c’è da sperare che almeno abbiano letto e fatto notare certe discrepanze e che, l’anno prossimo, i costi diminuiscano davvero…

Nettuno, un brutto clima e le parti che si invertono

sitonettuno

E’ singolare quello che accade nella vicina Nettuno da alcuni giorni e che, oggi, è sfociato in una clamorosa protesta (http://www.inliberuscita.it/politica/37906/nettuno-fischi-e-insulti-la-protesta-dentro-e-fuori-il-consiglio/ ). Non condivido, mai, il fatto che si superi il limite – da nessuna parte – ma quella protesta avrà delle ragioni. O no? 

E’ una realtà che conosco poco e della quale mi occupo meno, però la curiosità è tanta e internet aiuta… Così, a memoria, ricordavo delle asprezze della campagna elettorale. I giornali di mezza Italia – ad aprile dello scorso anno – parlavano di Fernando Mancini “censore” perché – questo si diceva – Eufemi non aveva messo in lista la moglie. Così lui aveva deciso di girare con un camion e il megafono, parlando delle “malefatte” dello stesso Eufemi e di alcuni suoi alleati, al punto che l’allora candidato sindaco decise di interrompere la campagna elettorale ( http://www.reporternews.it/politica/nettuno/eufemi-sospende-la-campagna-elettorale.php ). Il sindaco uscente – poi riconfermato – Alessio Chiavetta, replicò duramente a questa decisione e parlò di clima “divertito” a Nettuno ( http://www.ilgranchio.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3234%3Anettuno-chiavetta-risponde-ad-eufemi&Itemid=106 ) ma ora le cose sono evidentemente cambiate. Le parti si sono invertite. Fra l’altro proprio Mancini ha presentato – e diffuso via facebook – una denuncia alla Finanza verso amministratori e non solo, i quali a loro volta hanno contro denunciato.

Una situazione che non piace affatto, comunque la si giri. Di Mancini, in passato, ho sempre sentito parlare per vicende di cronaca. E’ comunque un cittadino che ha diritto di sporgere denunce come tutti, ma c’è da chiedersi – da osservatore – il perché di questo clima e cosa stia realmente succedendo a Nettuno. Sembra ci sia ben poco da divertirsi…

Carta vince, carta perde: la trasparenza c’è. Con beffa

bussola

Il gioco delle tre carte con i dati sui rifiuti, quello dei quattro-cinque siti con la trasparenza. E’ tutto in regola, anche oltre il 95% indicato nel piano delle performance. Collegandosi a questo link (http://www.magellanopa.it/bussola/page.aspx?s=verifica-dlgs-33-2013&qs=i%2fIwZsp5t0Z%2fqJNdz1eumw%3d%3d ) si scopre che Anzio soddisfa 67 criteri su 67. Dov’è il trucco? Basta inserire l’indirizzo portale.comune.anzio.it e il gioco è fatto. Se si inserisce, invece, quello che tutti conosciamo come comune.anzio.roma.it il risultato è 0 su 67.

Fatta questa dovuta precisazione, qualche dubbio sorge su come il sistema Magellano verifichi il soddisfacimento dei requisiti o, forse, come non si preoccupi proprio dei contenuti.

Se entriamo sul “portale” del Comune – dov’è scritto appunto che è conforme al decreto legislativo 33/2013 – lo troviamo a dir poco lacuno. Dalle mail indicate e “impresidiate”, al sistema che non fornisce dati, da uffici inesistenti (http://portale.comune.anzio.roma.it/pagina1757_ufficio-relazioni-con-il-pubblico.html) a un albo pretorio dove le cose continuano a essere pubblicate “a soggetto”, con criteri incomprensibili e prive di allegati. Non ci sono ancora, ad esempio, le delibere del consiglio comunale di venerdì con bilancio, relazione, piano finanziario dei rifiuti e via discorrendo, però andando sotto la voce “atti amministrativi” e non “albo pretorio” si trovano i documenti passati. Una caccia al tesoro, insomma.

Va dato atto, comunque, che per la “bussola della trasparenza” i criteri sono soddisfatti. A questo punto non resta che il vecchio adagio secondo il quale fatta la legge, trovato l’inganno…

Porto, il sindaco non risponde. Ma forse c’è… Guglielmo Marconi

porto_anzio

Una premessa a ciò che leggerete. Faccio riferimento alla “cancellazione” di un mio precedente pensiero dalla pagina facebook del sindaco. Mi è stato garantito che nessuno lo ha fatto, ma io fatico a trovare quel “post” che comunque ho riproposto, come mi è stato suggerito. Restano tutte le domande, di prima e di adesso.
***
Forse abbiamo come socio un redivivo Guglielmo Marconi e non lo sappiamo. Renato, quello di Marinedi, colui che ormai sembra avere carta bianca nella Capo d’Anzio al punto da registrare un sito a suo nome rispetto al nuovo porto, deve essere solo un lontano parente. Eh sì, a leggere quello che afferma il sindaco (http://portale.comune.anzio.roma.it/archivio10_notizie-e-comunicati_0_538_0_3.html ) “Quanto prima daremo il via alla realizzazione del nuovo Porto di Anzio e quindi della più importante opera pubblica mai realizzata in oltre 2.500 anni di storia cittadina”. Ecco, forse abbiamo davvero Guglielmo Marconi…: un grande scienziato italiano, non l’ingegnere Renato specializzato – finora – in un’operazione finanziaria che gli ha consegnato diversi porti grazie a un contenzioso con Italia Navigando. Scherzi a parte. Lo diciamo perché magari, di opere importanti, i questi 2.500 anni, Anzio ne ha avute eccome. A voler essere precisi il primo impianto della Villa Imperiale risale al II secolo avanti Cristo e Nerone, successivamente, ha realizzato lì sotto il suo porto, nel I secolo dopo Cristo.

Ecco, prima di parlare di storia, sarebbe il caso almeno di ripassare qualche data… Poi il primo cittadino va oltre: “Abbiamo definito tutte le procedure e siamo pronti ad avviare un periodo di crescita economica ed occupazionale, per il nostro territorio, che vedrà protagonista il Comune di Anzio proprietario del 61% delle azioni della società Capo d’Anzio”.

Bene, ripetiamo che forse era veramente ora dopo anni di promesse, ma le domande sul progetto e sulla società restano tutte. Peccato che chi gestisce la pagina facebook del primo cittadino 3.0 abbia eliminato quelle fatte in questo spazio e “postate” sotto il comunicato. Domande che restano tutte (https://giovannidelgiaccio.wordpress.com/2014/08/04/il-sindaco-riannuncia-il-porto-qualche-domanda/) e alle quali – se vuole – il sindaco può replicare avendo a disposizione questo spazio. Qui non si “banna” nessuno.

Il comunicato, però, e quanto si sente dire negli ambienti, suggeriscono qualche altro quesito:

  1. quando si parla di procedure definite, si può sapere a cosa ci si riferisce?

  2. è vero che il porto sarà realizzato con dei pontili mobili? Per quanti posti barca e con quale investimento?

  3. l’atto d’obbligo tra Capo d’Anzio e Comune viene modificato o non?

  4. quante volte si è riunito e cosa ha deciso il comitato che doveva vigilare sull’attuazione dell’accordo di programma tra Comune e Regione Lazio?

Ripeto, lo spazio è a disposizione. Ma Bruschini non deve rispondere a un giornalista che prova a far notare – atti alla mano – delle incongruenze. E’ – lo ricorda lui stesso – il rappresentante del 61% delle quote e quelle sono dei cittadini e di nessun altro.

Il porto non era, non è e non potrà essere un affare per pochi.

Equilibri di bilancio, nuovo richiamo della Corte dei Conti

ccontidelibera

Il sistema dei controlli interni è partito, la Corte dei Conti ne prende atto, ma le criticità rispetto alla situazione finanziaria del Comune di Anzio restano tutte. Mentre la maggioranza si approva da sola il pacchetto relativo a tariffe, imposte e bilancio 2014 – con documenti arrivati in ritardo e cambiati anche in extremis – la magistratura contabile con la deliberazione 145/2014 relativa al primo e secondo semestre 2013 torna a porre la sua attenzione sull’ente. Non bastasse l’ispezione della Ragioneria generale dello Stato né la successiva presa di posizione della Corte dei Conti, il Comune è di nuovo sotto la lente.

Tutto previsto, attenzione, le norme stabiliscono che vadano inviate le relazioni e su quelle ci siano le verifiche ma è proprio “dall’esame delle relazioni” che “sono emersi elementi, sui quali è opportuno richiamare l’attenzione dell’Ente, allo scopo di individuare le cause che possono aver determinato ipotesi si scostamento da modelli di gestione finanziaria e amministrativa che via via sono da considerare ottimali e di cui occorre assicurare l’effettiva funzionalità”. Nel documento ci sono una serie di prese d’atto, ma anche la rilevazione di criticità che non accennano a essere risolte. La Corte dei Conti, ad esempio, prende atto che “le entrate di competenza riscosse non sono state congrue rispetto ai dati previsionali, e che il grado di riscossione delle entrate di competenza (riscossioni/accertamenti), anche avuto riguardo gli esercizi precedenti, non risulta idoneo a garantire gli equilibri di cassa”. Poi afferma che “l’Ente, al fine di rientrare nel più breve tempo possibile in una situazione di cassa equilibrata, e, quindi, aumentare la velocità di riscossione delle entrate, riferisce di aver avviato procedure interne per aumentare la percentuale di avvisi di pagamento esitati”. Procedure delle quali non abbiamo conoscenza, ma non c’è da stupirsi di questo.

In ogni modo la Corte dei Conti “richiama l’attenzione dell’Ente sulla circostanza che persistenti squilibri nella gestione di cassa possono costituire significativi elementi di criticità intaccando il sistema che, invece, deve garantire costantemente una sana gestione finanziaria”. E’ così da anni, ormai, i richiami sono sempre stati sistematicamente ignorati. Rispetto al contenzioso, poi: “E’ gestito da uffici legali interni all’ente, ma non è stata effettuata alcuna stima del contenzioso che potrebbe potenzialmente generare passività né è stata stanziata alcuna posta di accantonamento in bilancio”. C’è su quello appena approvato? Inoltre “il ritardo nella definizione e approvazione della programmazione 2013 ha inciso profondamente sul fisiologico svolgimento dell’attività amministrativa posta in essere nel corso dell’annualità presa in esame”. Avute le relazioni e fatte le osservazioni sulla situazione economico-finanziaria del Comune di Anzio, la Corte dei Conti ricorda che “i risultati formeranno oggetto di valutazione anche nei successivi cicli di bilancio”.

Il “contro” consiglio, oltre i partiti. Ora non fermarsi

La riunione di oggi (Foto Reporternews)

La riunione di oggi (Foto Reporternews)

L’iniziativa delle opposizioni del “contro” consiglio comunale di oggi va al di là dei partiti rappresentati a Villa Sarsina. E’ la prima iniziativa politica vera e propria che prende l’opposizione da quando si vota ad Anzio con questo sistema elettorale. Un dibattito per spiegare le contro-proposte, ribadire le regole non rispettare, criticare l’impostazione data dalla maggioranza alla conduzione del Comune in sé. Bene ha fatto Eugenio Ruggiero a chiedere di non attaccare chi era assente – la maggioranza, ovviamente – perché altrimenti si sarebbe caduti nello stesso errore di chi guida l’amministrazione. Bene hanno fatto i consiglieri presenti, da Andrea Mingiacchi a Pino Ranucci, da Maria Teresa Lo Fazio a Cristoforo Tontini, da Danilo Fontana a Ivano Bernardone, a focalizzarsi sui temi che riguardano i cittadini. Tutti.

Fa presto il sindaco a dire “non leggete niente” – come spesso afferma – se poi, come ha ricordato il capogruppo Pd, le carte arrivano in extremis e spesso vengono cambiate in corsa. Com’è stato sul piano dei rifiuti.

E’ altrettanto importante, l’iniziativa odierna, perché le opposizioni, insieme, andranno avanti in ogni sede possibile. Dal Prefetto (ma c’è poco da farci affidamento…) alla Corte dei Conti.

Dovranno fare di più, cominciare a immaginare delle proposte di deliberazione, costringere il presidente Sergio Borrelli a inserirle all’ordine del giorno, la maggioranza a confrontarsi. Con tutti i distinguo che si vuole rispetto all’appartenenza partitica, ma con il comune intento di smascherare un’amministrazione che se governasse quanto è litigiosa avrebbe fatto di Anzio un Eden. Sappiamo che così non è. Anzi… Per questo occorre non fermarsi.

Dispiace che Fratelli d’Italia abbia ufficialmente disertato prima la riunione preparatoria di ieri e poi i lavori di oggi, con qualche dissidio interno. Non c’era ragione di partito, oggi, non c’è neanche domani. C’è una questione di agibilità democratica, di mancata trasparenza, ma prima ancora di ricadute sui cittadini delle scelte che sono state fatte.

Quanto pagheremo di rifiuti -ad esempio- se diminuendo i volumi in discarica aumentano i costi e se dalla differenziata si immagina di incassare appena 400.000 euro?

Quanto ci costerà la Tasi? Ce ne accorgeremo presto. Un ultimo dato: la sala consiliare non era piena, ma c’erano più normali cittadini oggi che nelle normali sedute.

Ps, a oggi alle 13,15 le delibere del consiglio comunale di venerdì scorso relative a piano finanziario dei rifiuti, bilancio e quant’altro non sono ancora sul sito del Comune. Alla faccia della trasparenza…

Per dovere di cronaca, il comunicato ufficiale del Comune in merito all’incontro di questa mattina
http://portale.comune.anzio.roma.it/archivio10_notizie-e-comunicati_0_538_0_3.html

Trasparenza, una beffa dopo l’altra. Per il Comune obiettivo raggiunto al 95%

La pagina della relazione sulle performance deliberata dalla Giunta di Anzio il 31 luglio

La pagina della relazione sulle performance deliberata dalla Giunta di Anzio il 31 luglio

Avevano già provato a farci credere che il sito è conforme al decreto legislativo 33/2013 (http://wordpress.com/read/post/id/62382245/1983/) adesso ammettono che l’obiettivo lo scorso anno è stato “parzialmente raggiunto”. Dove parzialmente sta – secondo il Comune di Anzio – addirittura al 95%. Speriamo sia un errore, confidiamo che volessero dire 5% raggiunto e 95% ancora da fare, ma purtroppo temiamo che siano veramente convinti del fatto che sulla trasparenza il Comune sia all’avanguardia.

Ma davvero si immagina che i cittadini abbiano l’anello al naso? Basta entrare nel sito – anzi, nei siti che non dialogano tra loro – per capire che siamo lontani anni luce dai contenuti minimi previsti, eppure nella relazione sulle performance approvata in giunta il 31 luglio è scritto che l’obiettivo è raggiunto al 95%.

E’ un falso, avallato da sindaco e assessori. Perché basta collegarsi a questo indirizzo (http://www.magellanopa.it/bussola/page.aspx?s=verifica-dlgs-33-2013&qs=i%2fIwZsp5t0Z%2fqJNdz1eumw%3d%3d) per scoprire che il sito del Comune di Anzio soddisfa 0 criteri su 67 richiesti. Sì, non rispetta alcuno dei parametri previsti.

trasparenzamagellano

Da dove arriva quel 95% e come fanno il sindaco 3.0 e gli assessori ad averlo approvato senza colpo ferire? E’ una delle “coperture” delle quali ha parlato il primo cittadino nel corso dell’ultimo consiglio comunale? Chissà…

ps, per la cronaca: alle 18 di oggi non ci sono ancora le delibere di consiglio comunale votate venerdì, alla faccia della trasparenza