Comune, conti in rosso e tante cose da spiegare. Serve chiarezza

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Stavolta speriamo che la maggioranza si presenti in Consiglio e che martedì si svolga un confronto pacato e tranquillo su questioni fondamentali per la città. Perché il tempo di mettere la testa sotto la sabbia è finito ed è ora di dare risposte. Quelle già attese sul porto – con la Capo d’Anzio che ha un piano industriale da portare avanti e il sindaco, rappresentante del 61% delle quote pubbliche che ha in mente altro – quelle che hanno superato la vicenda dell’approdo (per il quale è tutto fermo) perché hanno riguardato gli spari all’assessore Alberto Alessandroni. All’ordine del giorno, su richiesta dell’opposizione, c’è l’ordine pubblico che è ormai una vera emergenza. Dicevamo tempo fa che è inutile minimizzare, la rapina dell’altra sera alla gioielleria Musilli è solo l’ennesimo episodio del genere e ormai la sicurezza percepita dai cittadini è ai minimi termini. Così come, solidarietà a parte, è bene comprendere cosa sia successo ad Alessandroni. Fare spallucce non serve a nessuno. Speriamo di capire, poi, cosa succede intorno ai locali di viale Paolini dove è data per imminente l’apertura di un supermercato. Tra la smentita dell’assessore Bianchi che in realtà smentisce poco, l’allarme dei commercianti, un assessore come Placidi che interviene in un campo non suo – ma è noto che da imprenditore ha interessi nei settori più svariati – e persino il presidente della Capo d’Anzio che trova il modo di intervenire, qualcuno ci spiega qual è la situazione?

Magari sapremo, finalmente, anche com’è stata gestita l’intera vicenda ispettori ambientali e se il Comune avrà ricavato o meno qualcosa. Andrea Mingiacchi ha annunciato su facebook la presentazione di un’interrogazione.

Infine una cosa che è indispensabile, perché possiamo fare tutto il “teatrino” politico che vogliamo ma la questione fondamentale è un’altra: come sono messe le casse del Comune? Prima di partire per una vacanza il dirigente dell’area finanziaria, Franco Pusceddu, ha scritto agli amministratori dicendo che siamo a febbraio e il Comune è già in anticipazione con la banca. I prossimi soldi entreranno a giugno con l’Imu. E’ noto – fra l’altro – che la tassa sui rifiuti la pagano poco più della metà dei cittadini, su mense e trasporto il cambio negli uffici e qualche dato che sembra mancasse non fanno ancora emettere le bollette, gli arretrati sono affidati a una “eterna” caccia agli elusori ed evasori. Risultato? Non c’è un euro. Sarà bene che il sindaco ci dica se siamo o meno sull’orlo del dissesto. Mai come in questo periodo la città ha bisogno di chiarezza assoluta. Su tutto.

Il supermercato in centro, la programmazione che continua a non esserci

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Quando in questa città si parlava anche di commercio ed esisteva un’associazione di categoria degna di tale nome, una vicenda come quella del supermercato nell’ex ristorante cinese di viale Paolini avrebbe scatenato una sommossa.

Oggi sembra interessare a nessuno, mentre un’analogia con quei tempi è rimasta: chi arriva e ha lo sponsor politico giusto, apre.  Anzi, ce n’è un’altra: manca qualsiasi programmazione dal punto di vista commerciale. Allora un tecnico incaricato di redigere il piano parlava di “grossi negozi” per quelli che non avevano la superficie dei supermercati ma la sfioravano. Fioccavano i centri aperti per destinazione urbanistica, prima che per decisione del Comune ovvero per una situazione palesemente indotta. Poi sono arrivati quelli che hanno scoperto un condono “dimenticato” e la situazione è andata avanti. Il supermercato in centro mancava, tra l’altro in una situazione di assoluta difficoltà del settore per i pochi negozi rimasti. I quali commetteranno anche degli errori – primo fra tutti non aver valorizzato il centro commerciale naturale – ma per i quali un’amministrazione attenta avrebbe almeno il buon gusto di dire che un supermercato è il definitivo affossamento.

Ha ragione Paride Tulli a sollevare una serie di dubbi rispetto alla collocazione del negozio, vuoi per la condizione del centro e vuoi per i posti auto. Speriamo che prima di dire sì qualcuno se ne accorga…