La “conta” (fallita) del Nuovo centrodestra

Quattro assessori, tre consiglieri e un ex di maggioranza, almeno un paio di consiglieri che sono all’opposizione ma provengono dalla stessa area politica di centro-destra. Totale? Meno di 1.500 voti. Se doveva essere una “conta” rispetto al resto di una maggioranza che alle Europee non ha certo brillato, ebbene è fallita.

Al Nuovo centro destra – formazione che a livello nazionale fa capo ad Angelino Alfano – non è servito nemmeno far arrivare in ospedale il ministro in campagna elettorale Beatrice Lorenzin. Poi, certo, lei ha preso 600 voti e si dice fosse “portata” da Danilo Fontana, mentre Roberta Angelilli – per la quale a Roma si muoveva Andrea Augello che ha chiesto una mano a Candido De Angelis –  – è arrivata a 633. Ncd ha accettato di buon grado anche il sostegno di Giorgio Zucchini, Alberto Alessandroni e gli altri ma l’inossidabile Alfredo Antoniozzi – sostenuto un po’ da tutti – si è fermato a 659. 

Sono elezioni europee, ci rendiamo conto, e i confronti a livello locale non sono possibili. Però da una “squadra” del genere ci si aspettava inevitabilmente qualcosa in più. “Contarsi”? Rivedere i rapporti in maggioranza, per chi ci sta? Non sembra il caso, anche se Forza Italia la resa dei conti vuole farla o meno. Una cosa è certa: il Nuovo centro destra, se guardiamo ai tanti “big” locali, ha fatto flop.

Il voto ad Anzio: dati, confronti e i cittadini ai quali guardare

Il primo dato è che l’Europa, da queste parti, ci appassiona sempre meno. Come e peggio che nel resto d’Italia. Appena il 51,7% di elettori alle urne, il 4% meno di cinque anni fa. E’ un segnale non solo verso il voto continentale, ma di disaffezione nei confronti della politica in generale.

In questo dato, con la metà dei cittadini che ha scelto di restare a casa, ci sono poi i risultati veri e propri usciti dalle urne. Il Pd ad Anzio è il primo partito con 6.888 voti e il 32,2%. Cinque anni fa prese 5.318 voti e il 25,1%. Se vogliamo fare un confronto con la Camera di un anno fa, invece, i voti allora furono 6.333 ma la percentuale del 20,8% perché l’affluenza alle urne fu del 75,5%. Secondo posto per il Movimento 5 stelle che ottiene il 24,69% grazie a 5.280 voti. Unico raffronto possibile quello con la Camera 2013, quando i “grillini” ottennero 8.638 voti e il 28,38%. Addirittura al terzo posto Forza Italia che ottiene 5.180 voti e il 24,22%, da confrontare unicamente con le politiche dello scorso anno quando i voti furono 9.140 e la percentuale del 30,03%. Se ai voti di ieri si uniscono i 1. 457del Nuovo centrodestra – sostenuto da mezza giunta comunale – si arriva a 6.637 e insieme si arriva al 31%. Subito dietro Fratelli d’Italia con 1.086 voti e il 5,07%. Se li contiamo nell’area che un tempo era il Pdl, quindi insieme a Forza Italia e Ncd, siamo a 7.723 voti e il 36,1%. Vale a dire oltre 13 punti in meno rispetto al 49, 47% del Pdl cinque anni fa.

Riportati sul Comune – ma quando si vota per le amministrative è tutta un’altra musica e quindi non è possibile un raffronto – oggi l’area di centrodestra che è al governo si ferma al 30,03%, insieme a quella che è all’opposizione arriva al 36,1. Il centrosinistra, se il Pd si accorda con la Lista Tsipras che ha ottenuto 785 voti e il 3,67%,, arriva al 35,87%.

Dati per appassionati di alleanze, i quali dovrebbero invece cominciare a guardare di più e meglio a quei 20.433 cittadini che alle urne non ci sono andati. Forse sarebbe il caso di arrivare a loro e di chiedere quale città, ma soprattutto quale classe politica vorrebbero.