I proiettili alla Inches, il clima, la chiarezza indispensabile

inchesavarino

Dispiace l’intimidazione all’ex segretaria comunale Marina Inches e spero si faccia piena chiarezza. Il clima di questa città era e resta pesante. La mia solidarietà e la richiesta, forte, di avere finalmente risposte su incendi, spari, messaggi minatori“. L’ho scritto di getto, su twitter e facebook, appena appreso dello scoop del Granchio – perché tale è, bravi – sul proiettile indirizzato all’ex segretaria generale del Comune.

Non ci siamo mai presi, con la Inches, e la diffidenza era reciproca. Come si dice, il posto è piccolo e la gente mormora: più di qualcuno mi ha riferito i suoi pensieri… Almeno io lo scrivevo pubblicamente, dati alla mano, e per la sua funzione pubblica.  Ma non è questo il punto. Siamo di fronte a una vicenda di una gravità inaudita e l’auspicio è che non resti l’ennesimo mistero di casa nostra.

La Inches ha denunciato pressioni a marzo del 2017 sulla vicenda mense, prima di lei era stato dai Carabinieri e in Prefettura il suo predecessore, Pompeo Savarino, anche la dirigente Angela Santaniello – sempre per le mense – si era rivolta all’Arma. Non è stata mai chiarita, invece, la presunta tangente finita ad Anzio e della quale si parlò in un vertice di maggioranza del 2011. E non ci sono solo le mense, attenzione: Walter Dell’Accio fu costretto, in un “burrascoso” passaggio di consegne tra Giva e Parco di Veio, a barricarsi in ufficio e a denunciare chi era andato a minacciarlo. Gente vicina, molto vicina, alla maggioranza vecchia e nuova. Per non parlare del servizio di parcheggio per Ponza, con il Comune che si piega alle volontà di chi ha creato disordine al porto.

L’ex segretaria, è vero, si è prestata un po’ troppo – almeno all’apparenza – a quella che ho amato definire la illegalità delle cose quotidiane.  Addirittura viene ritenuta “in cassaforte” dall’ex assessore Placidi, intercettato insieme all’attuale presidente del consiglio comunale. Oggi che riceve un proiettile che la invita a tacere, in classico stile mafioso, non basta la solidarietà. Servono certezze, per dire ai cittadini che la sicurezza è garantita.

La chiede anche il sindaco, si sbriga a dire che con lei non ha mai collaborato. Scaricando eventualmente al recente passato (che lui ha fatto proprio, accordandosi con Bruschini e tutto il “cucuzzaro“) questioni poco chiare nelle quali la Inches aveva ficcato il naso.

Ebbene serve fare chiarezza, una volta per tutte, su episodi rimasti nel limbo: dagli spari a Placidi a quelli ad Alessandroni, dalle auto a fuoco e i proiettili a Zucchini ai mezzi bruciati al compagno dell’assessore Nolfi, fino alle pressioni segnalate da ex segretari e dirigenti. C’è un caso risolto? Sembra proprio di no. I vertici delle forze dell’ordine e quelli della magistratura, hanno nulla da dire?

Al tempo stesso è bene che la politica di casa nostra, chi da venti anni ci governa, smetta di fare spallucce. Il riassunto è qui, per chi ha la bontà di leggerlo. L’ex sindaco – che ha “incaricato” l’attuale, chiudendo intorno a lui l’accordo politico – definiva “ominicchi“, “viperette“, “disturbati mentali” e via discorrendo chi li denunciava.

Mancano episodi che vengono presi per scherzo,  come l’imprenditore (ex assessore, vicino a questa maggioranza) che aggredisce un dirigente e viene liquidato ora con una puntualità svizzera. Come chi ha interrotto il consiglio comunale, è uscito quasi tra gli applausi, ed oggi è assessore. Come chi tira calci alle porte, sbraita, viene liquidato e oggi è spesso presente in Comune, forse come “vice” assessore. Come chi “piscia” a Villa Sarsina e negli uffici, si racconta, è rimasto una presenza fissa e via discorrendo. L’elenco è lungo, noto, così come è risaputo – ho avuto modo di ricordarlo al sindaco durante il dibattito al mio primo e unico consiglio comunale – che questa maggioranza affonda le radici in vicende come Malasuerte, Evergreen e compagnia. Non mi interessavano e non mi interessano gli aspetti penali, quelli di una politica che si è girata dall’altra parte o ha fatto mettere il vestito bello a qualche delinquente locale, sì.

E’ mafia? Sono reati spia evidenti, chi indaga dovrebbe dirci di più. L’amministrazione è condizionata? In qualche episodio, basta rileggere le cronache, evidentemente lo è stata.

Sull’invio di una commissione d’accesso ad Anzio è noto il mio pensiero, dico solo una cosa – sommessamente – al signor prefetto di Roma: convinta davvero che sia tutto a posto? Di certo vorremmo che sui proiettili alla Inches e su tutto il resto, si faccia chiarezza una volta per tutte.

ps, in tutto questo hanno incendiato anche l’auto della dirigente del Commissariato, qualche mese fa. Non solo a Gela e dintorni funziona così…

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