I proiettili alla Inches, la “sfida” della commissione d’accesso

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La Prefettura di Roma

Il nostro sindaco è fatto così. Arrivano chiare minacce all’ex segretaria comunale, con la quale ha condiviso l’avvio del suo percorso nel terzo mandato alla guida della città e il periodo nel quale – con Bruschini sindaco – è stato in maggioranza? Torna a fare ciò che fece nel 2005, lanciare una “sfida“. I media riportano che auspica l’invio della commissione d’accesso: “Magari la mandassero”.

A parte averci ripensato, rispetto a quanto dichiarava   sulla precedente amministrazione – ci spiegano che è la “politica” – e alla presa di posizione sua e di quella che sarebbe diventata la sua giunta (Fontana, Ranucci e Ruggiero) a ottobre 2016 riguardo all’arrivo della Commissione, c’è un elemento da rimarcare.

Lo faccio da “avversario scorretto” (è l’ultimo epiteto nei miei confronti, pazienza) e da chi si ostina a raccontare in maniera diversa questo territorio. Lo faccio ricordando al primo cittadino che rispetto alla sfida che lanciò al magistrato De Ficchy nel 2005 e al suo intervento da senatore, nel 2011, quando il Prefetto mise nero su bianco che non serviva una commissione d’accesso, il mondo in questa città è cambiato. E lui ci si è alleato.

Non saremo condizionati ed è noto come la penso sulla commissione d’accesso, ma nel 2005 e ancora nel 2011 c’erano da una parte i rappresentanti eletti – alcuni dei quali chiacchierati – e dall’altra la delinquenza comune. Il confine era abbastanza netto.

Dal 2013 a parte di questa è stato fatto indossare il vestito bello, è stata fatta avvicinare se non entrare dalla porta principale a Villa Sarsina e a sua volta ha avvicinato personaggi poco raccomandabili, in odore di criminalità organizzata. Il sindaco conosce – sono pubblici – gli atti di Malasuerte, Evergreen, Touchdown, la vicenda delle 27 proroghe. Sa meglio di chi scrive quali sono i toni che si usano negli ambienti. Qualche giorno fa l’ho riassunto qui.

Su una cosa ha ragione: siamo stanchi e vorremmo sapere. Chi e perché ha sparato a casa di Placidi (ma dalle carte delle indagini forse si comprende) chi e perché ad Alessandroni, chi e perché ha bruciato le auto di Zucchini o danneggiato quelle del compagno dell’assessore Nolfi, chi ha spedito i proiettili alla Inches. Vorremmo sapere anche che fine hanno fatto le denunce dei dirigenti e dei segretari. Tutte vicende di anni recenti, segno di una situazione precipitata e – dati gli scarsi risultati – sfuggita evidentemente a chi deve investigare o nota solo in parte.

Non siamo più nel 2005 o 2011, dunque, e a proposito della “sfida” della commissione d’accesso un altro piccolo ricordo: perché sciolsero Nettuno – a mio parere facendo un torto dato quello che poi è stato “abbonato” a Fondi  – e cosa rischiamo.

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