Anzio, i titoli e l’anarchia: vietato vietare

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Su qualche muro ingiallito dal tempo deve esserci ancora la A cerchiata con la scritta “vietato vietare“. Il simbolo e lo slogan dell’anarchia. Ebbene se c’è qualche nostalgico del movimento si affacci al Comune di Anzio, qui troverà una situazione idilliaca per il suo modo di essere. Manca solo un cerchio intorno alla prima lettera del nome della città, però che vai a guardare…. Anarchia intesa come assenza di ordine e di governo, attenzione, non come dottrina politica intesa a rovesciare l’autorità costituita. No no, ai cittadini di Anzio va bene che funzioni così.

La prendiamo da lontano, ironizzando sia chiaro, ma guardiamo al ritorno di Franco Pusceddu. Si sono sbagliati a mandarlo in pensione, hanno fatto pure una mezza crisi politica per non farlo tornare, alla fine lo hanno reinserito (ma sarà un caso, solo dopo che la commissione della gara mense era formata) e visto che in Comune aveva fatto tutto ora lo nominano anche dirigente dell’area tecnica. Siamo forse l’unico ente – o uno dei pochi – con un laureato in materie umanistiche che dovrà firmare vicende relative a lavori pubblici o urbanistica senza saperne assolutamente nulla. Sì sì, sicuramente si poteva fare, dovrà seguire solo i procedimenti amministrativi per carità, ma intanto… Ah, tra quelli ce n’è uno che vede un contenzioso su un palazzo a due passi da Villa Sarsina, forse questa nomina non è così compatibile ma che fa? Ad Anzio è vietato vietare. E poi nessuno lo voleva, Pusceddu, ma ha risolto una grana di niente consentendo ai bambini di continuare a usufruire della mensa. Perché, piaccia o meno, è stato l’unico faro in tutti questi anni in un mare sempre tempestoso.

Mense allora, leggiamo quell’atto e rendiamoci conto, tutti insieme, dell’incapacità di chi amministra questo Comune. L’1 settembre 2015 si affida la gara “ponte” e solo il 15 aprile del 2016, sapendo da molto prima che una gara vera e propria andava fatta, si deliberano le linee di indirizzo per la nuova. Si delibera di fare la stazione appaltante con Ardea il 5 novembre 2015 ma solo il 5 agosto 2016 si firma l’accordo senza il quale la gara non poteva essere fatta, quattro mesi dopo la delibera sulle linee guida, quasi un anno dopo l’assegnazione “ponte“. Ci vuole il 2 settembre per approvare i nuovi atti – perché nel frattempo le norme sono cambiate – l’8 la “stazione” viene incaricata, il resto è storia di questi giorni. Straordinariamente beffardo che il 30 dicembre chi presiede quella commissione scriva che non ce la farà a chiudere le procedure entro il 31, come previsto da una delibera di giunta. Così Pusceddu ha messo la “pezza“. Coprendo errori e ritardi della politica, alla quale in casi del genere piace – ovviamente – prendersela con gli uffici. Che avranno mille difetti, a cominciare per le mense da un “data entry” infinito e super costoso, ma che qui gli atti li avevano preparati per tempo. Il problema, però, non è chi ha causato tutto questo ma chi si stupisce, come chi scrive e pochi altri cittadini.

A dire oggi per domani che non ce l’avrebbe fatta a chiudere la gara è il dirigente dell’area finanziaria, chiamato a sostituire Pusceddu quando questi era andato in pensione e rimasto lì nonostante una procedura viziata. Gli dobbiamo delle scuse, perché se è possibile dirigere l’area tecnica con una laurea in Scienze Politiche, la sua in Giurisprudenza in luogo di quella richiesta dal bando in Economia è cosa veniale. E pazienza se in commissione a verificare i titoli stessi, al contrario di quello che dice il piano anti corruzione del Comune di Anzio, ci fosse chi ha patteggiato una pena per reati contro la pubblica amministrazione. Ricordate la A cerchiata? Vietato vietare, suvvia….

Per questo principio, inutile chiedere conto dei titoli di chi è stato chiamato a dirigere la polizia locale e forse ne aveva meno di chi è arrivato secondo. Inutile ricordare alla politica che si poteva e doveva programmare, date le uscite certe, e che c’è sempre una dirigente ancora inspiegabilmente sospesa nonostante abbia scontato la sua pena.

Ah, già che ci siamo, a dirigere la stazione unica appaltante che è anche del nostro Comune, c’è un dirigente di Ardea che secondo una sentenza del Consiglio di Stato ha copiato il compito con il quale ha vinto il concorso. E’ solo un caso, ma segretaria in quel Comune era la stessa che abbiamo oggi ad Anzio, certamente incompatibile alla società partecipata per il porto – ad esempio – ma che siede in quel consiglio d’amministrazione per garantire le quote rosa. Il Comune ha chiesto all’Anac, foglia di fico per ogni procedura ormai, e aspettiamo… Le norme dicono palesemente che non potrebbe starci, ma qui è vietato vietare e poi l’Anac potrebbe sempre sorprenderci con effetti speciali. A proposito di porto: soldi agli ormeggiatori? Bando? Finanziamento?

Vogliamo parlare della incompatibilità al patrimonio? No, per carità di patria. Tutti sanno, ma è vietato vietare. E  l’assessore Placidi che all’indomani dell’udienza rinviata spiega che la Procura ha preso una cantonata, sostanzialmente, che lui si candiderà e che “investirà” sull’editoria come un Berlusconi de noantri?  Prego, si metta in fila chi vuole un posto…..

In questa situazione è normale, giusto, scegliete voi l’aggettivo, che il sindaco Luciano Bruschini pontifichi dalle pagine dell’ultimo numero del Granchio per dirci che è tutto a posto o quasi.  E che indichi in Candido De Angelis il suo successore in una pantomima che forse è finalmente finita. Una cosa vogliamo chiederla, al signor sindaco, se mai decidesse di spiegare  per intero le situazioni. Riferendosi alla difficile situazione degli attentati ai danni di amministratori – da ultimo il proiettile recapitato a Zucchini – dice che ha scritto formalmente al Prefetto per chiedere un intervento. Sbagliamo o lo stesso Prefetto aveva detto che era tutto a posto non più di sei mesi fa? Con chi ebbe quel “colloquio”, signor sindaco?

Lo chiediamo da questo umile spazio – senza altre pretese, meno che mai elettorali come spesso sentiamo – perché notiamo che i consiglieri comunali sono poco reattivi su questa come su altre vicende. Dalla relazione del Ministero dell’economia e finanze rimasta nel dimenticatoio ai morosi, dai termini sul bilancio che cambiato il dirigente sono rimasti quelli di prima (cioè diluiti) a una commissione trasparenza della quale si sono perse le tracce . Del resto ci sono consiglieri che si occupano degli spettacoli,  delle sagre, delle cooperative e persino della “storia delle persone“, ma poco della città….

E’ vero, avete ragione. Alla portodanzese, ma qui è vietato vietare.

 

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