Biogas, porto, dimissioni. Quello che vogliono farci credere

biogas

Nell’atteso consiglio comunale di ieri sono state affrontate le vicende che hanno tenuto in apprensione, negli ultimi giorni, la maggioranza che sostiene un Luciano Bruschini sempre più stanco e sfiduciato. Ci sono state questioni discusse in aula, alla luce del sole, e altre che sono state al centro di accesi dibattiti post consiglio. In particolare sulla vicenda biogas. Proviamo ad andare con ordine, a partire proprio dagli impianti proposti sul territorio.

Ci sono due progetti, uno frutto di una procedura avviata nel 2012, alla quale il Comune ha partecipato dando parere positivo, un altro arrivato a settembre e che data l’attenzione che si è creata ci ha consentito di scoprire anche il primo. Passato sotto silenzio negli uffici, al punto che il sindaco ha giocato la sua solita carta del “non sapevo” chiedendo persino scusa.

Vogliono davvero farci credere che sia così? L’assessore Placidi è andato per conto suo a dire sì? Per favore… Alle favole abbiamo smesso di credere da tempo: l’amministrazione era favorevole, poi qualcosa si è incrinato, ma l’impressione è che – ricorso al Tar o meno, ci arriviamo – quella della Spadellata è una centrale fatta. Perché Placidi ha detto sì in conferenza a nome del Comune e perché – come per l’assegnazione dell’appalto dei rifiuti – non nasconde le sue preferenze. Poi certo, la butta “in caciara” come diciamo noi, firma una mozione per dire “vedete, tengo all’ambiente…., ascolto i cittadini” e mandare in fibrillazione la maggioranza, ma intanto rassicura chi deve realizzare l’impianto. Se ce ne sarà uno, sarà quello. Poi quelle birichine delle assessore Nolfi e Cafà – che pure avevano firmato  – se proprio devono ingoiare il rospo chiedono almeno che si faccia ricorso. Lo fanno con un comunicato ufficiale, via mail e facebook (non eravamo al 3.0?) e apriti cielo. Lo ripetono anche in Consiglio, quando – caso più unico che raro nella storia della nostra assise – si fa di tutto per evitare che il segretario generale risponda a Maranesi sulla possibilità di fare quel ricorso. Non che ci fosse bisogno di Savarino, basta leggere la determina regionale ed è una delle possibilità, ma il segretario avrebbe dato il crisma dell’ufficialità. Si è cercato di non farlo parlare, poi per evitare di dire che si è d’accordo si è votato anche il ricorso al Tar, salvo nel post consiglio “mangiarsi” le due assessore ree di aver posto il problema e di averlo comunicato.

Facciamo gli ingenui, allora, perché tanto fastidio per un ricorso? Se è tutto a posto, non ci saranno problemi nel realizzare l’impianto. Se, invece, si pensa che si hanno possibilità di vincerlo allora ancora meglio. O si vuole giocare a “traversone“? Il sindaco non sa, i cittadini sì, che un impianto è investimento, quindi  posti di lavoro. Il sindaco finge di non sapere, i cittadini sanno benissimo – e c’è la Procura che ha chiuso indagini per voto di scambio – che Placidi promette posti di lavoro. Fa l’assessore all’ambiente (male, basta guardarsi intorno o confrontare ciò che paghiamo rispetto ad altre città) e anche una sorta di ufficio di collocamento? Lo disse dopo essere stato vittima di una intimidazione: “Tutti mi chiedono lavoro, di ogni estrazione“.

Per questo bisognava dire ai cittadini “Visto, tutti contro, all’unanimità….” Salvare la faccia e andare avanti, invece c’è il ricorso al Tar e – strano ma vero – rappresenta un ostacolo. Scusate, ma allora che lo avete votato a fare voi rappresentanti di maggioranza? Già, una mozione non ha mai fermato niente, un ricorso se non altro rallenta. E comunque resta la pessima figura di un sindaco e un assessore che erano d’accordo, ci hanno ripensato (o fingono di averlo fatto) e restano al loro posto. Troppo comodo, come fanno notare i Grilli di Anzio.

Le dimissioni, allora, quelle dell’assessore Alessandroni, legate proprio a questa vicenda. Anziché occuparsi dei lavori pubblici (male, le auto dei concittadini ne sanno qualcosa a forza di buche) è passato all’ambiente? E perché avrebbe tanto interesse? Saperlo… Da questa mattina non risponde a nessuno al telefono. Dimissioni finte, consegnate al sindaco, mentre i suoi consiglieri di riferimento (Velia Fontana e Gatti) non si sono visti ieri in aula, ma oggi erano in commissione mense. Dimissioni non protocollate, hai visto mai che sono accettate e devi tornare a lavorare dopo una quindicina d’anni nelle giunte di centro-destra…. Alessandroni, azzardiamo ma non troppo, resterà al suo posto.  Le annunciate dimissioni sono l’ennesima “mina” per Bruschini che – basta vedere lo streaming –  ormai riesce a malapena a puntellare i malumori.

Al punto che per evitare di discutere del porto prende e dice sì, prima che finisca di leggerla, alla mozione di Candido De Angelis con il quale se non il feeling politico-elettorale ha ritrovato ormai da tempo rapporti sereni, al punto che gli passerebbe volentieri il testimone. Quella mozione dice che se il porto non si fa c’è un solo responsabile: il sindaco Luciano Bruschini.

Perché la Capo d’Anzio si è comportata secondo le delibere dell’assemblea alle quali era presente, perché si era deciso un percorso oggi fattibile e perché annunciare un bando (nuova data, per i creduloni di maggioranza che hanno scoperto il problema porto da qualche mese, 4 marzo) significa paralizzare tutto. Quella mozione dice che il sindaco deve andare, subito, a prendersi le aree  e avviare la fase “0” prevista dal crono-programma invertito. Anzi,  ogni giorno che passa aumenta il danno erariale. Ma anche qui il sindaco ha le mani legate, c’è chi in maggioranza vuole tenere lì gli ormeggiatori e chi spera in un bando che avrebbe altro respiro – in termini di favori, lavoro da promettere – rispetto a un’opera che può iniziare in economia. Ecco, anche qui vogliono farci credere che tengono al porto pubblico – con la Capo d’Anzio da libri in tribunale – ma si sono ben guardati dal cacciare Marconi il quale, se pure resta, sempre il 39% ha. Il rischio è che è stato fatto di tutto per creare le condizioni affinché arrivasse al 100%, forse è questo il dato reale. O forse si spera sempre che arrivi il famoso “gruppo” con i 300 milioni in Turchia… Per iniziare i lavori ne servono meno di 2, se vogliono anticipare qualche euo….

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