Bilancio, la beffa 3.0. Ma fateci il piacere….

sindaco30

Puntualmente alla vigilia di un problema con il bilancio, spunta il guasto informatico. Non è la prima volta, ma vogliamo credere che sia andata come riportato oggi da Controcorrente in edicola. Di certo c’è una lettera del 13 maggio – a termini ormai superati – spedita dal dirigente dell’area finanziaria a sindaco e assessore al bilancio. Sarebbe gravissimo, del resto, se si provasse a mascherare errori e ritardi – i residui andavano riaccertati entro il 31 gennaio, che il consuntivo andasse presentato entro fine aprile era noto – inventando un guasto. Suvvia…

La verità è che siamo il paese 3.0 delle beffe e che solo per aver clamorosamente fallito nel settore informatico il sindaco che ha incentrato su questo argomento la sua ultima campagna elettorale dovrebbe andarsene. Perché basta spulciare l’albo pretorio – sperando che siano state inseriti tutti gli atti – digitare software, programmi o informatica per vedere quanto è stato speso in questi anni. Inutilmente.

Circa 100.000 euro per le mense, poi abbiamo il cassetto tributario in varie versioni e passaggi, i “data entry“, i programmi gestionali, i soldi per il sito e quelli per Maggioli che è un po’ come l’insalata e va sempre bene, le varie consulenze, quindi anche ausili informatici che – così ci dicono – non sono “compatibili” con gli altri in uso al Comune. Decine di migliaia di euro, spesi da ciascun dirigente o funzionario, senza una “testa” né coordinamento. Altro che 3.0, siamo all’anarchia informatica e se capita un guasto è la naturale conseguenza del “fai da te” o, peggio, del “fai contro tizio o caio“. Perché al guasto dobbiamo credere, altrimenti sarebbe ancora tutto più grave.

Vedremo se questa storia del ritardo informatico aiuterà a giustificare il fatto che il bilancio non è stato approvato in tempo o sarà semplicemente una foglia di fico. Vedremo cosa avranno da dire i revisori dei conti di un maxi avanzo e residui fuori controllo. Vedremo cosa pensa il prefetto quando leggerà che pure in passato ci sono stati problemi con l’informatica.

Qui viene in mente una battuta del collega Lidano Grassucci, tanti anni fa. Eravamo a Latina Oggi, si votava per le politiche, e da Repubblica chiamarono in redazione per sapere se avevamo i risultati della provincia pontina. Internet neanche esisteva, si andava in Prefettura e si facevano i conti con calcolatrici giganti, lui rispose: “Ah, voi siete Repubblica e chiedete a noi? Se non c’avete i mezzi, chiudete!

Ecco, altro che 3.0: se non ci sono i mezzi, fateci il piacere, chiudete questa esperienza.

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