Il sindaco finalmente interviene. In politichese

WCENTER 0WNGAFRDIM  -  ( David Nicolo - Luciano Bruschini DSC_0023.jpg )

Diciamo la verità, non potevamo aspettarci qualcosa di diverso. Il ’92 è lontano e quel Luciano Bruschini – come quel modo di fare politica – non esiste più. Figuriamoci la dignità di quella politica. Allora, tra l’altro, se ti dimettevi era sempre il consiglio comunale a eleggere sindaco e giunta e potevi in qualche modo influire. Come fece Bruschini. Adesso no, se ti dimetti vai a casa. Così per giorni si è lavorato al testo e ieri, finalmente, il sindaco è tornato a parlare. Addirittura con due comunicati. Il primo sulla situazione politica, il secondo sulla condanna della dirigente Angela Santaniello.

Un passo alla volta. Nel primo comunicato Bruschini prova a mettere insieme quel che resta di una maggioranza litigiosa, parte della quale ha preso ormai la strada della Procura della Repubblica. Da “padre Luciano” – come da sempre lo definisce Candido De Angelis – dà fiducia ad assessori e delegati, ribadisce l’importanza del ruolo di tutti, richiama alla collaborazione, trova persino il modo di ringraziare i dirigenti dimenticando che un paio di mesi fa voleva mandare i Carabinieri a controllarli perché negli uffici nessuno lavorava. Ma sì, il mare è una tavola… E’ un documento anni ’80-’90, scritto in politichese, partorito dopo giorni di strategie tra il sindaco e Giorgio Zucchini, perché no l’eterno Borrelli.

E ci pensassero Maranesi, Millaci, Piccolo e l’altro Luciano Bruschini adesso a far vedere se la crisi è una cosa seria o meno. Perché alla loro richiesta di “resettare” la macchina il sindaco ha risposto picche. La loro presa di posizione è reale e per il bene della città alle prese con tutto ciò che sappiamo o basterà – come si vocifera, ma loro smentiscono – sistemare la pratica relativa agli spettacoli estivi organizzati dai due delegati per rimettere le cose a posto?

Si affronteranno i problemi, il rischio dietro l’angolo di una commissione d’accesso, e tutto ciò che andiamo denunciando da tempo o si andrà avanti alla “volemose bene“?. Lo vedremo.

Intanto l’opposizione ragiona – con calma -sul da farsi. Una mozione di sfiducia è rischiosa perché prima della convocazione del consiglio passano venti giorni e Bruschini ha tutte le capacità di ricucire e persuadere, ad Anzio e a Roma. Nel centro-destra  e nel Pd. Però ci sono vicende che possono andare oltre i comunicati di circostanza. Tipo portare alla luce – a titolo di esempio – l’ormai evidente incompatibilità di Umberto Succi a fare il consigliere comunale almeno finché non rispetterà l’ordinanza di chiusura del suo hotel. Formalmente non suo, anzi, ma di fatto sì. Vicenda alla quale si lega la recente visita – pare non di cortesia – dell’ex assessore Colarieti in Comune. Oppure chiedere conto delle proroghe per la gara dei rifiuti. O dire al sindaco che ormai neanche della sua parola d’onore ci si può fidare se non ha proceduto – come si è solennemente impegnato a fare – a riprendersi le quote della “Capo d’Anzio” entro ottobre. Di argomenti ce ne sono molti, se solo l’opposizione volesse tirarli fuori non con i comunicati stampa – comunque arrivati ma con estrema calma – bensì con azioni forti in consiglio comunale e nelle piazze. Perché a questi livelli – chi segue le vicende di Anzio lo sa – non siamo mai arrivati.

Una considerazione, infine, sulla umana vicinanza nei confronti della Santaniello. Giova ricordare al sindaco che per quella vicenda tutto ruota intorno a un assessore che lui e non altri ha messo in quel posto, lasciandocelo da incompatibile per la vicenda Francescana che guarda caso è centrale nel processo. Procedimento nel quale è emersa una verità giudiziaria di primo grado che ha riguardato anche un ragazzo che paga il fatto che per lavorare ha accettato le imposizioni del sistema. A Colarieti e De Berardinis, Bruschini non pensa. E dispiace. Perché noi siamo più garantisti di lui e forse l’umana vicinanza – se proprio si voleva dare – andava espressa in modo più ampio.

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