Stalking e trasparenza. Arrivati i documenti. Grazie a Mingiacchi…

Immagine Un ringraziamento pubblico ad Andrea Mingiacchi (nella foto), presidente della commissione trasparenza. Se non riuscite a ottenere un documento dagli uffici, da oggi in poi rivolgetevi a lui. E’ grazie all’interessamento del capogruppo del Pd, infatti, che ho finalmente ottenuto il preventivo del corso sullo stalking deliberato il 28 febbraio e tenuto l’8 e 9 marzo. La piccola storia ignobile, così l’avevo definita, si conclude in modo insolito. Chi ha la pazienza di seguire questo spazio sa che è una questione di principio, solo che emergono anche vicende singolari.

La prima è che uno vede la delibera, ne dà notizia, esprime una critica e due assessori si affidano anziché all’ufficio comunicazione – che quello fa, con tanto di alta professionalità riconosciuta – a una dipendente (che in teoria dovrebbe fare altro) e al suo profilo facebook per replicare. Non manca il riferimento all’informazione “superficiale e tendenziosa”.

Siamo alla seconda: per capire se sono stato superficiale e tendenzioso chiedo copia degli atti che non c’erano nella delibera.

E arriviamo alla terza:si pubblica sul sito del Comune una delibera approvata dalla giunta, si fa riferimento a un allegato ma di quest’ultimo non c’è traccia, ci si riferisce poi a un protocollo senza citare la data. Superficiale e tendenzioso? Può darsi, ma visti i precedenti anche curioso di sapere a che giorno si riferisce il protocollo, dato che in passato ci sono atti arrivati oggi e deliberati domani. Scopro ora, tre mesi e dieci giorni dopo la prima richiesta, che il protocollo è del 6 febbraio.

La quarta è che se un cittadino chiede, inviando posta certificata, al segretario comunale copia di quei documenti la mail si perde per i meandri del Comune. Una prima volta il 10 marzo e in occasione del sollecito il 22 aprile (inviato anche a Mingiacchi per il ruolo che riveste), fino a quando – per altri motivi – si incontra il segretario il quale spiega che di quelle mail non c’è traccia. E chiede di rimandare tutto a lui, al suo indirizzo certificato

Siamo alla quinta: stavolta la celerità è massima, il segretario il 19 maggio scrive immediatamente alla dirigente della seconda U.O. Angela Santaniello e chiede di inoltrare quanto richiesto. Tra i documenti ottenuti dal presidente della commissione c’è la ricevuta di un fax che attesta l’invio. Anche in Comune, evidentemente, non si fidano delle mail.

Arriviamo alla sesta: l’assoluta mancanza di certezza sulle procedure per ottenere documenti. Uno viene chiamato in causa, chiede al massimo responsabile amministrativo dell’ente una copia di atti, spera che con la posta certificata sia tutto a posto e scopre che non è così. Alla fine non sono gli uffici – come dovrebbero – a consegnarli ma l’assessore Laura Nolfi perché sollecitata dal presidente Mingiacchi. Ringrazio anche lei.

Ma è normale questo? Quando si fa un accesso agli atti è un consigliere comunale a dover dirimere le questioni? Ed è mai possibile che le cose che arrivano per posta certificata al protocollo si perdano?

Ad Anzio forse sì, nei Comuni che funzionano – vero sindaco 3.0? – uno invia la richiesta al protocollo e ottiene una risposta, poi “segue” la pratica da casa, come avviene per i pacchi spediti dai corrieri. Sa quale ufficio l’ha presa in carico, chi la sta lavorando, i tempi di risposta e via discorrendo. Qui scopriamo che nemmeno si sa che fine fa una richiesta, figuriamoci seguirla on line…

Vero come avrebbe detto Guccini che questa vicenda “non merita nemmeno due colonne su un giornale” ma è emblematica di come vanno le cose.

Un ultimo cenno al corso sullo stalking “Vivere sicure… si può” : c’è una dettagliata descrizione di quello che sarebbe stato fatto, la cifra richiesta, le foto, i curriculum, tutto. Non credo di essere stato superficiale né tendenzioso – convinzioni che lascio alle assessore che si sono sentite chiamate in causa – e a chi ha riportato il loro pensiero che non condivido ma rispetto. Una cosa è certa: se il preventivo fosse stato allegato come previsto dalla legge avrei potuto essere molto più preciso.

La piccola storia ignobile finisce qui

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