La rivolta dei “morosi”, persino un vertice di maggioranza

Una premessa è necessaria. Nelle lettere che l’ufficio tributi ha spedito ai consiglieri morosi nei confronti del Comune di Anzio può esserci, senza dubbio, qualche errore. Sentiamo di chi ha fatto ricorso, per esempio, di chi dice di non entrarci nulla con le società chiamate in causa. Sappiamo che alcuni hanno semplicemente dimenticato di pagare una sanzione e nel frattempo si stanno mettendo in regola. Al netto di errori e riconoscendo a tutti la buona fede, quello che non torna è altro. Ed è su quello che è bene concentrarsi

La vicenda doveva passare – evidentemente – sotto silenzio, quindi le questioni che ieri sera sono state affrontate nientemeno che in un vertice di maggioranza sono:

a) Perché l’ufficio si è “permesso” di mandare lettere con quel tono, chiamando in causa i consiglieri e “minacciandoli” di decadenza anche per società a loro riconducibili o per le consorti, cosa che sarà valutata con i legali. b) Se un’attività di recupero riguarda tutti o solo i consiglieri c) E’ chiaro che si tratta di un disegno preciso per minare l’amministrazione d) chi ha dato la notizia.

Il punto e è quello più spassoso e merita un approfondimento. Ai consiglieri sono arrivate lettere per posta ordinaria, quindi nessuno può dire che le abbiano ricevute, pertanto  non c’è  nulla da pagare. Sì, avete capito bene. Devono pagare – e molti cifre di riguardo – e di fronte a un avviso “bonario” fingono (alcuni, almeno) di non saperlo e aspettano la notifica. A questo punto sarà bene che quella notifica avvenga al più presto possibile, magari dopo aver fatto una ennesima verifica sulle somme nel caso ci fossero davvero degli errori.

Bisogna fare attenzione a un altro aspetto e cioè che al momento dell’insediamento i consiglieri hanno sottoscritto di non avere cause di incompatibilità. Ripetiamo: tutta la buona fede di questo mondo, speriamo che in quel momento nessuno sapesse di avere tributi o multe non pagate altrimenti si configurerebbe un falso.

In molti, poi, da ieri chiedono di sapere i nomi. E’ giusto e sacrosanto, ma non avendoli di tutti non si fanno. Come promesso è partita una richiesta per il segretario generale del Comune di Anzio affinché si sappia chi non ha pagato, quando ci sarà l’elenco – che a parere di chi scrive dovrebbe essere sul sito – sarà reso noto senza indugio.

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Finora l’unico che ha detto di aver ricevuto la lettera e che andrà a pagare 780 euro è stato Marco Maranesi, ieri nel corso di una conferenza stampa. Tanti altri hanno telefonato agli uffici, sono corsi a chiedere lumi, hanno persino già incaricato gli avvocati.

Il buon esempio, mai venuto meno, quello che chi amministra o ha un incarico pubblico dovrebbe dare, evidentemente è passato di moda. Proprio ieri la Consulta si è espressa sulla legge Severino. Oggi in un editoriale sul Messaggero Cesare Mirabelli – ex presidente della Corte Costituzionale – spiega perché   la correttezza della funzione pubblica prevale sull’individuo. Anzio è ancora in Italia, se non sbagliamo….

I giovani consiglieri, la replica di Maranesimar

Ricevo da Marco Maranesi e pubblico la sua presa di posizione su quanto espresso in un recente commento sul ruolo dei giovani consiglieri.

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Caro Gianni,

sono un tuo assiduo lettore e consentimi alcune precisazioni rispetto al tuo ultimo editoriale sulle giovani leve della politica di Anzio.

Se volevo “LEGITTIME BREBENDE” delle quali parli nel tuo editoriale, sarei rimasto in maggioranza a fare il Capogruppo del primo partito del Consiglio Comunale e il Presidente della Commissione Ambiente.

Invece, unico caso ad Anzio, mi sono concretamente dimesso dai miei incarichi per essere LIBERO di dare seguito alla mia azione politica, che resta critica rispetto all’operato dell’amministrazione Bruschini.

Credo di aver dato un contributo positivo al dibattito e di averci messo sempre la faccia, assumendomi in prima persona tutte le responsabilità per le mie affermazioni.

Ho consentito alla città dopo tre lunghi anni, di conoscere il parere legale dell’Avv. Cancrini sul porto, segretato dal Dott. Pusceddu e dal Sindaco.

Oggi quel parere è noto a tutti ed ha “OBBLIGATO” il comune ad intraprendere la causa, che avrebbe dovuto fare tre anni prima, per riprendersi le quote della Capo d’Anzio S.p.A..

Per non parlare della mia azione “SULL’AFFARE MENSE” e su quanto si celava dietro quell’appalto, nel silenzio generale, con un servizio pessimo rivolto a circa 3500 bambini.

Non sono censore di nessuno, ma svolgo con passione il mio ruolo di Consigliere Comunale a servizio della cittadinanza.

Ho un progetto di città, al quale sto lavorando insieme a tanti amici, che al momento opportuno sarà sottoposto al giudizio dei cittadini.

Sogno una città normale, dove tutti i cittadini possono accedere ai servizi del Comune perché ne hanno diritto, e non perché sono gli amici del politico che amministra la cosa pubblica.

Sono certo che da buon giornalista mi darai atto che, a differenza di altri miei colleghi, sono rimasto coerentemente all’opposizione nonostante le “LEGITTIME PREBENDE” che ho rispedito al mittente.

Ti auguro buon lavoro e ti ringrazio anticipatamente per lo spazio che riserverai a queste mie precisazioni.

 Marco Maranesi

Consigliere Comunale di Anzio

Movimento Civico “LIBERI DI CAMBIARE”