Indagati, non condannati. Le certezze sono altre

Il quotidiano “La Repubblica” dà notizia, questa mattina, di un’indagine nella quale sarebbero coinvolti anche il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, e l’ex assessore oggi presidente del consiglio comunale, Patrizio Placidi. Sarebbero, perché i due si sono affrettati a smentire, sostenendo di non avere ricevuto avvisi di garanzia. Ammesso siano indagati – e difficilmente un giornale come “Repubblica” azzarda una cosa del genere – non sarebbe la prima né l’ultima volta che a chiusura dell’inchiesta o con la stessa in corso un giornale abbia prima degli interessati alcuni atti. Possiamo discutere dell’opportunità di una cosa del genere, ma non è questo il punto. Concentriamoci invece su altri due aspetti. 

Il primo: se sono indagati, ricordiamoci che un avviso di garanzia è a tutela di chi lo riceve e nemmeno la migliore delle inchieste della magistratura contiene in sé una certezza di condanna che altri devono eventualmente pronunciare. In Italia, per fortuna, siamo tutti innocenti fino al prova del contrario. Lo sostengo da sempre, in ogni sede, ricordando però che se esiste un’indagine che riguarda – come sarebbe in questo caso – personaggi pubblici, allora la cosa “fa” certamente più notizia.

Il secondo aspetto, invece, è quello delle certezze rispetto all’argomento caro estinto, a cosa si “avverte” o è successo da tempo ad Anzio. I rapporti tra l’ex vice sindaco e l’azienda Taffo sono noti. Certamente leciti, nessuno ha motivo di pensare il contrario, ma esistono. E’ altrettanto noto che in tempi non sospetti – e non si sa a questo punto se la vicenda riguardasse o meno questa indagine – la Guardia di Finanza ha sequestrato montagne di carte relative al cimitero negli uffici del Comune. Così come i fatti di cronaca ci ricordano che al cancello di Patrizio Placidi, ad altezza d’uomo, qualcuno ha sparato. Vicenda finita chissà come – né forze dell’ordine né Procura sembrano essere arrivati a una conclusione – ma che alla luce di quanto emerge dalle carte citate da “Repubblica” diventa ancora più inquietante. 

Ammesso che Bruschini e Placidi non siano indagati, e fino a prova contraria la loro parola, oggi, vale quella dell’articolo, qualcosa intorno al cimitero ad Anzio è successo da tempo.

 

La delibera c’è, il carnevale no. I criteri? Pazienza…

Prendiamo atto della precisazione che arriva dal Comune in merito al Carnevale portodanzese e la riportiamo di seguito. Restano da capire i criteri di programmazione e scelta delle manifestazioni, il quadro d’insieme nel quale ci si muove, ma rischiamo di sprecare il fiato… 

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“E’ opportuno precisare che, causa maltempo, le iniziative previste per il Carnevale Portodanzese sono state annullate e nessun costo è stato sostenuto dall’Amministrazione Comunale. Al contrario di quanto accaduto in molti Comuni, in accordo con il Sindaco, ad Anzio abbiamo deciso di annullare la manifestazione in quanto nel periodo di Quaresima non era opportuno far svolgere tali iniziative. L’impegno economico del Carnevale, sarà utilizzato in occasione della delle Celebrazioni per il Santo Patrono di Anzio oppure nella pianificazione del programma di AnzioEstateBlu2014”.

Lo ha affermato il Consigliere Comunale al Comune di Anzio, Luciano Bruschini, in riferimento alla Delibera di Giunta relativa all’organizzazione del Carnevale Portodanzese che prevedeva uno stanziamento di 12.000,00 euro per la manifestazione.

Roger Waters, la grande occasione

ImmagineCresce l’attesa per il conferimento della cittadinanza onoraria a Roger Waters, il fondatore dei Pink Floyd che perse il padre dopo lo sbarco di Anzio, nelle campagne di Aprilia. L’idea di dare a un mito della musica questo riconoscimento è straordinaria. Il fatto che abbia accettato è ancora più importante. Waters si è prodigato – in questi decenni – nelle ricerche del padre che non ha mai avuto degna sepoltura,  ha dedicato alla figura di Henry Fletcher del quale conserva solo un’immagine in bianco e nero versi indimenticabili e ha diffuso in tutto il mondo un messaggio di pace. Averlo concittadino, sia pure onorario, dovrà essere un vanto per tutti noi.

Al di là dell’attesa cerimonia, però, occorre una riflessione per fare in modo che questo evento diventi una grande occasione per ragionare finalmente sull’importanza dello sbarco e per costruire un percorso di pace reale. Il messaggio lanciato quest’anno è quello atteso da tempo, certo celebrare la pace con scene di guerra (fra l’altro con il falso storico della presenza dei tedeschi in spiaggia) non è il massimo ma diamo spazio anche a qualcosa che sembra attirare turisti. La domanda è: passato il 22 gennaio, data adesso la cittadinanza a Waters, vogliamo continuare a puntare su veterani ai quali va tutto il nostro riconoscimento e loro affini o si fa, finalmente, il salto di qualità?

Percorsi storici da realizzare e “vivere” tutto l’anno, quindi “vendere” dal punto di vista turistico non solo il 22 gennaio; Anzio laboratorio di pace; una sede finalmente degna per il museo; ricostruzioni vere, e non carnevalesche, in occasioni speciali o comunque spazi per scene virtuali “sul campo” ovvero laddove si sono verificate le barbarie della guerra; un lavoro di ricerca sullo sfollamento della popolazione; il coinvolgimento di Amnesty international, Medici senza frontiere, Unicef, Emergency e chiunque lavori sui teatri di guerra per dimostrare che nel mondo c’è ancora tanto bisogno di pace e che questo messaggio parte da una città che ha conosciuto morte, rovine, il già citato sfollamento, quindi ha saputo ricostruire e accogliere… Ecco, il luogo che si onora di avere Roger Waters tra i suoi illustri  concittadini deve fare il salto di qualità. Cogliere questa grande occasione a partire dal 71° anniversario e per gli anni a venire.

A proposito di occasione e della cerimonia, evitiamo una sagra paesana. L’interesse è altissimo, quelli che vorrebbero vedere da vicino o “toccare” il mito sono molti e richieste – da quello che si apprende – arrivano da tutto il mondo. Chiaramente non sarà possibile soddisfarle tutte, anzi ricordiamo che Waters viene nel giorno in cui suo padre perse la vita.

Detto ciò è partita la corsa, questo risulta, alla ricerca dell’amico o dell’amico dell’amico che possa far assistere alla cerimonia a Villa Sarsina. Evitiamo. Diamo il segnale di una città e non di un paesello. Anzi, cominciamo a darlo dal consiglio comunale convocato per giovedì quando sarà votata la cittadinanza onoraria che poi verrà conferita il 18. Discutere quel giorno interrogazioni e interpellanze è fuori luogo, si decida da ora una seduta apposita ma si eviti di “sporcare” quella  con discussioni certamente importanti ma  rinviabili. Di più: si decida tutti insieme un piccolo gesto, simbolico: il gettone di presenza di giovedì e quello della seduta del 18 devoluto a un’associazione impegnata nei teatri di guerra. E’ poca cosa ma sarebbe un bel gesto. C’è solo l’imbarazzo della scelta.