L’8 marzo “affolato”, mezzo pagato (da noi) e una lettera aperta condivisibile

Cose che capitano, errori che si commettono soprattutto quando il mezzo informatico è più “veloce” di chi vorrebbe domarlo. Riprendo il discorso sull’8 marzo e il doppio appuntamento  previsto ad Anzio perché la parte iniziale è misteriosamente “saltata”.  Due iniziative che hanno portato, fra l’altro, alla lettera che segue queste riflessioni.

Lo riprendo anche perché, nel frattempo, l’assessore Roberta Cafà ha precisato che non c’è alcun dualismo tra le cose e tantomeno tra assessori donna e consigliere comunali. Ne prendo atto. Resta il fatto che all’iniziativa a Villa Sarsina su stalking e femminicidio se ne sovrappone una dello stesso Comune (quando tanto e quando niente) rivolta alle scuole la mattina, a chiunque voglia nel pomeriggio di sabato e nella mattina di domenica.

Da una parte le consigliere comunali di maggioranza (Piccolo, Salsedo, Fontana), dall’altra le le assessori donne (Cafà e Nolfi) che, invece, hanno proposto “iniziative inerenti la difesa personale”.  Nessuno scontro a distanza, assicura la Cafà, e ripeto: ne prendo atto. Comunque nel primo caso oltre la sala di Villa Sarsina non risultano né ci sono contributi di alcun genere (e ci mancherebbe) nel secondo pagheremo, noi cittadini, 3.500 euro. Tanto è scritto nella delibera con la quale si approva un programma (non allegato) e si dà mandato di liquidare la somma alla “Federkravmaga – Fkmi (Federazione Krav Maga Italia – difesa personale civile e professionale), che ha proposto all’Amministrazione Comunale di Anzio di organizzare il progetto  socio-culturale “Antiaggressione Femminile: Vivere sicuri ….si può- Io… l’otto”. Progetto “assunto agli atti al Prot. Gen.5622/2014”. Sarebbe interessante conoscere la data, visti i precedenti del peperoncino, ma tant’è. Due iniziative, a “soggetto”, mentre arriva una condivisibile lettera aperta al sindaco Luciano Bruschini che si riporta integralmente. Va bene ogni cosa possa evitare la retorica dell’8 marzo, ma addirittura pagare è troppo. E’ l’unica cosa che non dice la lettera aperta. Sperare in una risposta del sindaco è troppo, segnalare la cosa è doveroso.

Il testo della lettera che sottoscrivo volentieri 

Gentile Sindaco siamo un gruppo di cittadine e cittadini e rappresentanti di alcuni partiti politici della città da Lei amministrata.

Questa lettera, congiunta e trasversale rispetto ai movimenti e ai partiti politici che l’hanno messa in essere, è un tentativo di chiarirle il nostro pensiero  rispetto alla scelta operata da Lei e dalla sua giunta, di dedicare al problema del femminicidio  due distinte iniziative, una a villa Sarsina l’otto marzo e l’altro il convegno di due giorni tra l’8 e il 9 marzo al liceo Chris Cappell su Stalking e Femminicidio.

Queste iniziative, dedicate e pensate nella giornata della festa della donna, risuonano in modo assordante come di una facile e francamente deludente retorica, riducendo questo grave problema ad una operazione più propagandistica che determinante ai fini di un impegno reale  nella ricerca di risposte  concrete ed urgenti.

Il sospetto è forte di fronte al comportamento di un’amministrazione comunale che, nel corso di tanti anni, non ha mai dato segnali di voler intervenire efficacemente sul problema, applicando, come è  suo dovere fare, tutte le norme previste in tema di prevenzione della violenza di genere e tutela delle donne vittime di violenza.

Per esempio, ci chiediamo, che fine hanno fatto la due mozioni presentate su questa materia,  in due momenti diversi, da fratelli d’Italia una e dal partito Democratico l’altra.

Quella presentata dal consigliere di Fratelli d’Italia, Davide Gatti e  redatta insieme al gruppo Area Tutela Vittime Fratelli d’Italia in data  15 Novembre 2013, in cui si chiedeva di dare seguito alla raccomandazione del Consiglio d’Europa che istruiva circa la necessità di dare vita ad un centro anti violenza ogni 10.000 mila abitanti e un centro accoglienza ogni 50.000 mila abitanti, si chiedeva altresì, nella stessa mozione, la realizzazione di un progetto di prevenzione del femminicidio sul territorio e l’attivazione di una voce di bilancio specifica per questo problema.

Ed ancora la mozione elaborata da Stefano Colelli e presentata  dai consiglieri del PD il 22 novembre 2013 in cui si chiedeva:a) di creare uno sportello antiviolenza /telefono rosa e b) la definizione  di un piano   per informare, prevenire e promuovere l’uguaglianza dei sessi nelle scuole nonché c) di prevedere una struttura di accoglienza e di recupero per le donne vittime di abusi e violenze e infine d) un centro di ascolto e aiuto anche per uomini che cedono alla violenza.

Esponenti politici di diversi schieramenti hanno segnalato e chiesto azioni concrete per recuperare una gravissima mancanza di strutture ed attenzione nel territorio da Lei amministrato.   E’ un dramma questo, della mancata tutela delle donne vittime di violenza, infatti, che non si può vestire di  nessuna bandiera e colore politico, perché è un tema culturale centrale di civiltà e rispetto che appartiene a tutti. E Lei e la sua amministrazione non ne sentite la responsabilità?

L’associazione Alzaia di Anzio e Nettuno ha dato vita al progetto Luciana centro di osservazione, indirizzo e inclusione sociale per il contrasto alla violenza sulle donne creato da volontarie che si sono formate e che hanno lavorato  per la costruzione di questo progetto,  finanziato interamente dai Centri di servizio del Volontariato del Lazio.

Uno sportello sul territorio di osservazione, sensibilizzazione, prevenzione e ascolto di donne vittime di violenza.  Purtroppo sul territorio di Nettuno. Come mai Lei e la sua amministrazione non avete  previsto uno spazio, almeno questo, in cui accogliere il lavoro di queste volontarie?

Le donne vittime di violenza hanno necessità di  interventi seri, adeguati e  risolutivi del problema, gli slogan, i cartelloni, i convegni ad hoc nel giorno della festa, sono una folkloristica e dispendiosa trovata pubblicitaria che poco hanno a che vedere con il raggiungimento dello scopo finale.

Per favore, sia capace di dare risposte concrete e non fumose dichiarazioni.

Marina Mancini Assistente Sociale Sel Anzio, Dottoressa Chiara Di Fede, referente Dipartimento Tutela Vittime Fratelli d’Italia Anzio

Consigliere Maria Teresa Lo Fazio Partito Democratico Anzio, Consigliere Davide Gatti Dipartimento Tutela Vittime Fratelli D’Italia Anzio

Stefania Salvucci Sel Anzio, Silvia Bonaventura, Villani Riccardo Sel, Anzio

Stefano Colelli Partito Democratico Anzio

Francesco Silvia Partito Democratico Anzio

Manuela D’Alterio  Dipartimento Tutela Vittime Fratelli D’Italia Anzio

Enza Pace  Dipartimento Tutela Vittime Fratelli D’Italia Anzio

Serena Ientile Dipartimento Tutela Vittime Fratelli D’Italia Anzio

Carla Castello Dipartimento Tutela Vittime Fratelli D’Italia Anzio

Arianna Isola Dipartimento Tutela Vittime Fratelli D’Italia Anzio

Giulia Adriani Dipartimento Tutela Vittime Fratelli D’Italia Anzio

Jessica Pane    Dipartimento Tutela Vittime Fratelli D’Italia Anzio

Serena Salvini  Dipartimento Tutela Vittime Fratelli D’Italia Anzio

Maurizio Mariani Portavoce Sel Anzio

Simonetta Pagliaricci Sel Anzio

Roberto Gamba Sel Anzio

Andrea Ramello Sel Anzio

Francesco Alberighini Sel Anzio

Massimo Alberghini Sel Anzio

Marisa Amore Sel Anzio

Clara Lista Sel Anzio

Daniele Audoly Sel Anzio

Comune: il sito, il cassetto e l’informatizzazione infinita delle mense

ImmagineEntrare nel sito del Comune di Anzio nelle ultime ore è stato a dir poco difficile. Assenza di collegamento, a quanto sembra. Non è che una volta entrati si capisce molto ed è facile trovare i documenti. Oggi, in tal senso, si riunisce la commissione trasparenza e viene illustrato dal presidente, Andrea Mingiacchi, un bel lavoro su come il sito non rispetti i requisiti previsti nel 70% dei casi.

Non sappiamo chi l’ha scelto e quanto è costato, ma anziché migliorare le cose le ha peggiorate. Se poi aggiungiamo che gli atti diventano introvabili dopo qualche giorno o vengono inseriti con molta calma, si comprende che dietro al sito ci sono poche idee e anche confuse. Il responsabile delle pubblicazioni? E chi lo sa, cliccando sul relativo link non si arriva da nessuna parte, la pagina è vuota.

Ancora più singolare quello che è successo e succede con il cassetto tributario e le mense scolastiche. Salutato – e giustamente – come il sistema che finalmente consentiva ai cittadini di pagare on line e far avere i soldi al Comune in tempo reale, si è fermato dopo la prima rata della Tia. Nonostante il Comune avesse inviato le lettere a tutti i cittadini per la seconda rata dicendo che si pagava sempre attraverso il “cassetto” si scopriva lì che era necessario l’F24. Un passo avanti e uno indietro. 

Mai come con le mense. Qui tra varie società che si sono succedute siamo arrivati al “cassetto tributario” attraverso il quale, però, non si paga. “Tramite questo strumento – informano dall’ufficio – sarà possibile visualizzare le bollette emesse dal Comune per i servizi refezione e trasporto scolastico e la situazione dei propri pagamenti”. Per effettuarli serve un bonifico o il classico bollettino spedito anche a casa e pagabile – on line, vero – sul sito del proprio istituto di credito. 

Vale la pena, però, ricostruire informatizzazione e costi di un servizio che funzionava e al quale mancavano solo i pagamenti on line e invece è stato “archiviato”. Andiamo con ordine. Nel 2010 affidandosi alla Tecnorg per il “data entry” il Comune ravvisava la necessità di avere un “valido supporto informatico per la gestione diretta di tutti i processi amministrativi e contabili del servizio mensa” e nello scegliere il preventivo si affermava che non solo era il più vantaggioso ma che prevedeva anche “la formula noleggio con riscatto”. La stessa società doveva fornire un “elenco aggiornato degli utenti”. Nel 2011 veniva dato un ulteriore incarico alla Tecnorg e i progressi fatti dal settore venivano addirittura portati come esempio al Forum della pubblica amministrazione, sottolineando come potessero collegarsi e verificare da casa la loro posizione anche i genitori degli alunni con una user e una password. Fermiamoci qui: registrandosi era possibile vedere la propria posizione, “dialogare” con gli uffici per eventuali segnalazioni, avere i menu, addirittura un rapporto diretto con l’azienda appaltatrice. Mancavano solo i pagamenti on line e invece…

Nel 2012, ricordando che ci si era già avvalsi di una ditta esterna e dando atto dell’avvenuta gestione informatizzata, rendendosi “necessario procedere alla digitalizzazione” attraverso “strumenti sempre più evoluti e in grado di interagire con tutti i database dell’amministrazione comunale” è stato affidato il servizio al gruppo Maggioli. Ai genitori che si collegavano al sito veniva chiesta una nuova registrazione, l’invio di copia del documento per mandare il link di registrazione e poter accedere al servizio ma nulla di tutto questo è mai avvenuto.

Sempre nel 2012 è stata defalcata allo stesso gruppo la somma relativa a imbustamento e spedizione dei bollettini affidando tale servizio alla Mercurio service

A maggio del 2013 “considerato il particolare momento che interessa l’ufficio pubblica istruzione” legato alla “apertura delle nuove iscrizioni” è stato affidato alla stessa Mercurio service il servizio di “data entry” per l’inserimento dei dati degli istituti I e IV e per l’inserimento “dei dati riferiti ai nuovi iscritti” sia per le mense che per i trasporti. Detto lavoro doveva essere svolto da giugno a settembre per 12.500 euro più Iva

A ottobre del 2013 ancora “considerato il particolare momento che interessa l’ufficio pubblica istruzione” (è così o si è semplicemente fatto copia e incolla?) viene esteso, sulla base di un preventivo acquisito due giorni prima, l’affidamento di maggio impegnando 13.125 euro più iva per il periodo ottobre -dicembre. Con un costo mensile passato da 3.125 euro più iva al mese a 4.375 più Iva. A questi vanno aggiunti 7.000 euro, sempre alla Mercurio, per portare tutto sul “cassetto tributario” già in uso al Comune.

Morale: più di 90.000 euro nel corso degli anni, tutti censiti e paganti (e questo è un grande successo, non c’è dubbio) ma dal punto di vista pratico degli utenti si è andati indietro anziché avanti. Senza contare che nessuno dice se, una volta fatta l’anagrafe e ottenuto l’elenco, sia necessario semplicemente aggiornarlo con i nuovi iscritti e i trasferimenti o vada rifatto – viste le continue informatizzazioni – tutto daccapo ogni anno…

Chi ci illumina? 

Ps, nella nuova home page, in basso, c’è “storico siti web” con i relativi link: si entra in quello “istruzione” (nella foto) ma se si clicca su “mense scolastiche” non ci si riesce a collegare…. 

Comune sotto accusa e per l’appalto rifiuti… a volte ritornano

Chi ha seguito le vicende amministrative di Anzio lo ricorderà per il capitolato di appalto sui rifiuti che prevedeva – ad Anzio – lo spalamento della neve. Si diceva, all’epoca, che fosse copiato pari pari da quello di Perugia ma internet non era così sviluppato e l’arrivo del commissario prefettizio – dopo la breve esperienza di Renzo Mastracci sindaco – fece cadere la polemica nel vuoto.

Con Candido De Angelis primo cittadino l’ingegnere Marco Rinaldelli rimase al suo posto a dirigere i lavori dell’appalto rifiuti vinto dalla contestata Cic spa. Adesso è stato nuovamente incaricato di assistere il Comune perché l’ente – già sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei conti e della Ragioneria dello Stato – è sotto accusa in un procedimento fallimentare.

La Cic, infatti, è fallita da tempo ma il curatore  ha citato in giudizio il Comune di Anzio “muovendo una serie di contestazioni sulla gestione del rapporto contrattuale con l’impresa nonché l’inefficacia dei pagamenti effettuati dal Comune dopo la dichiarazione di fallimento” – si legge nella determina con la quale Rinaldelli viene incaricato di redigere una relazione per l’avvocato che assiste il Comune stesso.

Fra le contestazioni mosse dal curatore fallimentare che vuole dal Comune i soldi – ma nell’atto, redatto a dicembre e pubblicato a febbraio (sempre per la trasparenza…) non è scritto a quanto ammonta la pretesa – il pagamento di servizi che la Cic avrebbe svolto per il Comune, evidentemente gratis secondo la citazione in giudizio. Ecco la necessità di precisazioni, chieste a chi all’epoca proprio di quell’appalto si è occupato e ha, quindi “una cognizione di fatti e specifiche tecniche”. A volte ritornano, insomma.  

Libro e moschetto, i grandi assenti e il povero Mario….

ImmagineIl 25 aprile stiano a casa. E’ meglio. Ed evitino di ricordare Mario Battistini (nella foto). Lui, nonostante l’età e gli acciacchi, oggi sarebbe stato lì. A presidiare Villa Sarsina e la sala consiliare all’avvio della rassegna “Libro e moschetto” che ha ospitato per l’esordio il fascista Stefano Delle Chiaie.

Avevano annunciato presìdi e proteste i partiti di sinistra come Sel e Rifondazione, mentre oltre i comunicati non sono andati. Si attendeva una delegazione dell’Associazione nazionale partigiani ma nessuno ha fatto sentire la sua voce mentre una manifestazione con slogan del ventennio si tiene nell’aula che istituzionalmente rappresenta l’espressione della democrazia.

Evidentemente la coscienza critica di questa città non ha nelle corde una protesta in occasioni simili oppure ritiene che, alla fine, è giusto che tutti parlino nella sala consiliare. Ripetiamo: Delle Chiaie e gli altri hanno pieno diritto di presentare libri, esprimere le loro opinioni e dare la loro versione di quegli anni, ma l’uso della sala consiliare è eccessivo.

Invece per la sinistra di Anzio – ma possiamo ancora chiamarla così? – mandate due righe ai giornali, lasciato un post su facebook, è tutto a posto. Peccato, veramente, perché dopo “Libro e moschetto” possiamo aspettarci di tutto. Meritandocelo.

Perché era l’occasione per incalzare il sindaco e una macchina amministrativa sotto accusa da più parti – dalla Ragioneria dello Stato alla Corte dei conti – e chiedere che si decidesse una volta per tutti chi e in quali occasioni può usare la sala consiliare e godere del patrocinio di un Comune – ricordiamolo – decorato al merito civile per le sofferenze patite nella seconda guerra mondiale.

Delle Chiaie parla? E’ sacrosanto. Chissà se avremmo avuto lo stesso diritto in caso avesse prevalso l’idea che ha portato e porta avanti da anni…

Ma ad Anzio va bene, tanto persone come l’indimenticato dottor Francesco Conte non nascono più. I racconti dell’epoca dicono che gettò acido muriatico in piazza Pia dopo il comizio di Giorgio Almirante. Altri tempi, certo, il defunto leader del Msi aveva tutto il diritto di tenere il suo comizio, nessuno vuole il clima infuocato di quegli anni, ma una distinzione va fatta o dobbiamo accettare supinamente che ormai si va avanti a “vogliamoci bene”?

Ecco, il 25 aprile i partiti di sinistra che tuonarono (e giustamente) quando il sindaco Bruschini non celebrò la festa della liberazione, l’Anpi, le associazioni che si ricordano di muoversi solo per certi avvenimenti, stiano a casa. Ci risparmino “Bella ciao” con il corteo che da via Gramsci arriva a piazza Garibaldi, i comunicati e il ricordo del povero Mario Battistini che oggi si starà rivoltando nella tomba.

Editori avventurieri, giornalisti beffati

Editori? No, veri e propri avventurieri. Come definire altrimenti chi apre un giornale, gode di finanziamenti pubblici, mette in piedi qualche raggiro sul quale sono al lavoro le Procure, poi chiude e lascia a casa chi ha lavorato?  Credendo in quel progetto, spesso rinunciando a istituti contrattuali “perché il giornale deve uscire” e perché “qui siamo in una realtà piccola”.

E’ successo, da ultimo, a La Provincia. Dove per evitare di perdere la cassa integrazione si è dovuto accettare di chiudere la redazione di Latina. Perché non solo l’editore chiude, ma continua a non rispettare regole e accordi, mette in sciopero chi si batte per continuare a lavorare e rischia di fargli perdere anche l’ammortizzatore sociale per il quale lo stesso editore aveva firmato. Già, ci sono i giornalisti “bravi” e che si piegano al padrone e vanno premiati – per loro l’accordo va bene – poi ci sono quelli “cattivi” che vanno lasciati a casa perché hanno osato chiedere quello che gli spetta. Della Effe cooperativa editoriale e del suo editore di riferimento Arnaldo Zeppieri si occuperanno – con tempi biblici, purtroppo – i Tribunali. E’ l’ultima intrapresa del settore che apre e chiude in provincia di Latina, unendosi a una schiera che mette insieme Il Territorio, Tele Etere, il Corriere pontino, la redazione locale del Tempo, Ltdigivision…

L’informazione è “merce” difficile da trattare, far quadrare i conti non è semplice, immaginare che le aziende editoriali siano come un normale opificio è l’errore più grande che può commettere chi si avventura in questo settore pensando solo di avere gloria e potere da usare – magari – in qualche campagna elettorale o per aggraziarsi e/o condizionare i potenti di turno. Tanto i giornalisti, alla fine, non contano. Quante file di politici, di ogni risma, a parlare con gli editori, a chiedere spazi, a garantire finanziamenti pubblici che andavano dalla pubblicità alle pagine istituzionali in cambio di trattamenti di favore… Poi i giornalisti vanno a casa, non gli basta nemmeno aver fatto buon viso e cattivo gioco nel tentativo di mantenere quel posto “perché siamo una piccola realtà”. 

Condizionare, dicevamo, cosa cercava di fare del resto Giuseppe Ciarrapico? Una delle società che lui ha creato, la Nuova editoriale oggi, è fallita. Lui l’ha portata a una situazione che era fallimentare già quando se ne occupava la Procura di Roma per un raggiro sui fondi per l’editoria, la famiglia Palombo che è diventata socio finanziatore della cooperativa editoriale ha cercato purtroppo invano di salvare la situazione. Era impresa difficilissima e va riconosciuto al nuovo socio di avere messo in piedi ogni tentativo per uscire da una situazione oggettivamente grave. Si va avanti, per fortuna, ma i colleghi vivono di nuovo una immeritata situazione di incertezza. Per le avventure di chi, in passato, omaggiato fino a Roma o in improbabili convention da politici di destra e sinistra, ha creato una situazione assurda.

Ai colleghi, a tutti quelli che  per “fare il giornale” spesso hanno dovuto subire scelte fatte altrove, non può che andare piena solidarietà. Serve a poco, ma forse da queste crisi abbiamo trovato una nuova coscienza di categoria. Sarà tardi, ma nessun altro avventuriero avrà spazio… 

 

 

Comune, anche i conti vacillano da un pezzo

La vicenda dell’ispezione della Ragioneria generale dello Stato getta un’ombra rilevante sulla gestione del Comune nel periodo che va dal 2008 al 2013. E’ solo una, però, delle criticità dell’ente locale. In questa città, infatti, molti hanno la memoria corta.

La situazione dei conti, per esempio, non è mai stata chiarita fino in fondo. Il bilancio ha seri problemi di cassa – come nel resto d’Italia – ma qui rispettare le regole ultimamente è sempre stato un optional. Andiamo a qualche mese fa, allora, quando il Comune andava commissariato per la mancata approvazione del rendiconto 2011. Il prefetto di Roma non lo fece, si era in piena campagna elettorale, ma quello che scrisse la Corte dei Conti resta. E parliamo di maggio 2013…

“La mancata approvazione del rendiconto 2011 nei termini di legge rappresenta una irregolarità contabile suscettibile di pregiudicare, anche in prospettiva, l’equilibrio economico-finanziario dell’Ente”.

Affermazione fatta nell’ambito della “verifica del rispetto degli obiettivi annuali posti dal patto di stabilità (…)” ma soprattutto – per il rendiconto 2011 – in base a richieste del 14 settembre 2012 e del 14 novembre 2012 con le quali gli organi di revisione contabile dei Comuni “sono stati formalmente invitati a produrre la relazione-questionario sul rendiconto 2011 nel termine del 15 dicembre 2012”. Ad Anzio lo hanno “dimenticato” e fino al 2 maggio 2013 non risultava “pervenuta a questa Sezione la relazione-questionario sul consuntivo 2011” e “a tale data, non risulta approvato dal consiglio comunale dell’Ente il bilancio consuntivo 2011”. Lo sarà, con molta calma, dopo il voto…

La Corte ricordava come “il rendiconto della gestione si inserisce nel sistema del bilancio e rappresenta un momento essenziale del processo di pianificazione e di controllo sul quale si articola l’intera gestione economico-finanziaria dell’Ente” e richiamava una serie di norme, fra le altre quella secondo la quale “al bilancio di previsione deve essere allegato il rendiconto deliberato del penultimo esercizio antecedente quello cui si riferisce il bilancio di previsione, quale documento necessario per il controllo da parte del competente organo regionale”. Non solo, il testo unico sugli enti locali “prevede che la mancata approvazione del rendiconto della gestione nel termine di legge (30 aprile) comporta l’assoggettamento, in via provvisoria, dell’ente locale inadempiente alla condizione di ente strutturalmente deficitario fino all’approvazione dello stesso, cioè l’assoggettamento ai controlli centrali in materia di copertura del costo di alcuni servizi nonché la sospensione dell’ultima rata del contributo ordinario dell’anno nel quale avviene l’inadempienza” e “rappresenta un’inadempienza suscettibile di produrre effetti molteplici e di diversa natura”.

La Corte, fra l’altro, faceva notare che quello del 2011 “non rappresenta un episodio isolato per l’Ente. Infatti, nella serie storica 2008-2011, questa sezione ha dovuto operare continui solleciti per le relazioni-questionari, il cui mancato invio da parte dell’Organo di revisione dell’Ente locale costituisce violazione di un preciso obbligo di legge ed impedisce lo svolgimento dei compiti di controllo”. Il Comune veniva invitato “all’adozione delle opportune misure correttive”. 

 

 

Comune, le contestazioni della Ragioneria dello Stato: “Irregolarità e carenze”

Immagine Stavolta sono riusciti a nascondere tutto per neanche due settimane. Al Comune di Anzio perdono colpi. Il parere sull’incompatibilità dell’allora assessore Patrizio Placidi – pronto a tornare al suo posto, secondo quanto affermato oggi – sparì misteriosamente per oltre un anno. Stavolta no, la relazione della Ragioneria generale dello Stato che contesta una serie di punti all’amministrazione è circolata subito.

 Il protocollo del Ministero è del 13 febbraio, della voluminosa relazione si parlava da qualche giorno, ora è nota almeno l’introduzione con 27 contestazioni riportate in oltre cento pagine. Nemmeno il tentativo di negarla ai consiglieri comunali – come oggi è stato con Danilo Fontana che ne chiedeva copia in commissione trasparenza – è servito.

 Le pagine che illustrano le contestazioni circolano da qualche ora e adesso, è inevitabile, anziché preoccuparsi di quei 27 punti partirà la caccia a chi ha “tradito” e dato il materiale alla stampa… Vecchio e consumato “sport” degli amministratori di casa nostra.

 Ma cosa dice il Ministero rispetto alla “verifica amministrativo-contabile” svolta nei mesi scorsi? Intanto che i punti che vengono indicati sono un semplice riassunto e che si rinvia “al contenuto della relazione per un’analitica cognizione delle irregolarità e carenze emerse”. Relazione che a questo punto andrebbe resa pubblica, anche se difficilmente avverrà da parte del Comune.

 L’amministrazione viene invitata a “rimuovere le predette situazioni di irregolarità o criticità” e a comunicare le azioni intraprese al ministero “anche sulla scorta dei suggerimenti formulati nel referto ispettivo”. Inutile dire che la relazione è spedita anche alla Corte dei Conti, ai revisori del Comune, al Ministero dell’Interno, in Prefettura e in Regione.

 E veniamo alle contestazioni principali: mancato rispetto della progressiva diminuzione delle spese del personale tra 2008 e 2010; mancato consolidamento delle spese di personale relative a una società partecipata; contratti di lavoro a tempo determinato senza procedura di selezione; irregolarità nelle “progressioni verticali”; irregolarità negli incarichi di collaborazione coordinata e continuativa e omessa comunicazione all’anagrafe delle prestazioni; non corretta attribuzione di incarichi di collaborazione occasionale esterna; irregolare aumento dell’indennità di risultato destinata ai titolari di posizione organizzativa; non corretta erogazione del compenso per il recupero Ici evasa e illegittima erogazione del compenso incentivante Tia evasa; irregolare incremento del fondo dirigenti; illegittimo incremento della retribuzione di posizione ai dirigenti; mancanza di trasparenza nella fissazione della retribuzione di risultato dei dirigenti; erogazione dei compensi ai dirigenti in violazione della omnicomprensività della retribuzione; erogazione compensi al direttore generale e al segretario per la partecipazione al nucleo di valutazione.

 Proprio sicuri che al Comune funzioni tutto bene?

 

 

Libro e moschetto, la replica (piccata) degli organizzatori

Sono tendenziose le notizie riportate in questi giorni da alcuni organi di stampa, in quanto il primo appuntamento della rassegna editoriale “Libro e Moschetto. Armiamoci di Cultura” organizzato dall’Associazione Sleipnir dove Stefano Delle Chiaie presenterà il suo libro “L’aquila e il condor” si terrà regolarmente presso la Sala Consiliare del Comune di Anzio,

“Il Sig. Del Giaccio – spiega Rodolfo Turano, presidente dell’Associazione Sleipnir – nel suo blog, afferma che il Sindaco di Anzio Luciano Bruschini avrebbe negato l’autorizzazione all’utilizzo della Sala Consiliare per la rassegna editoriale “Libro e Moschetto. Armiamoci di cultura” creando disinformazione”

“Ci stupiamo – prosegue Turano – che uno strenuo assertore della cultura come mezzo di elevazione dello spirito si possa indignare per la concessione della Sala Consiliare per fare Cultura e possa scrivere con falsa modestia che se non ci fosse stato lui a vigilare sulle istituzioni repubblicane e democratiche, un libro di storia contemporanea, edito da Sperling & Kupfer e la cui postfazione è scritta da un giornalista non certamente con idee negazioniste e fasciste come può essere Luca Telese, avrebbe visto la sua presentazione nella Sala Consiliare del Comune di Anzio”

“Le vittime dello stragismo sono di vario tipo e di varia natura – continua Turano – ed è obbligo considerarla nella loro completezza, non per fare revisionismo storico, ma per scrivere la storia sine ire et odio. Stefano Delle Chiaie è un libero cittadino italiano, che ha dimostrato in ben 16 processi di essere innocente da qualsiasi accusa a lui addebitata; o forse lei conosce qualcosa che è sfuggito alla lente attenta dei giudici? Perché se così fosse sicuramente lei si dovrebbe rivolgere alla magistratura!”.

“Signor Del Giaccio, si ricordi che “Armiamoci di Cultura” – prosegue Turano – rappresenta la reale portata dell’evento e lei vuole ciurlare nel manico per non so quale scopo. Come fa ad affermare che il Sindaco conceda sala e patrocinio per onorare una qualche cambiale elettorale?Secondo quanto lei afferma: perché un vecchio socialista non dovrebbe avere nulla a che fare con certa gente? Cosa vuol dire che è fuori luogo concedere sala e patrocinio ad una presentazione del genere? La storia è tale soltanto se scritta ripeto sine ira et odio. Ricordo per inciso che l’ultimo Presidente del Consiglio rappresentate della dottrina socialista dovette essere esule in terra straniera, dove morì, per poter cercare di non scontare anni di carcere preventivo e cercare di dimostrare le sue ragioni”.

“La storia noi non la conosciamo e la viviamo apoditticamente – continua Turano – e per questo abbiamo organizzato questa rassegna editoriale, dove non abbiamo bisogno di presidi che ci bacchettino e ci ricordino i tempi in cui forse le parti migliori dell’italianità si scontravano su tematiche ideologiche e che hanno consegnato alla storia la loro portata. Noi vogliamo conoscere la storia contemporanea raccontata dai protagonisti senza se e senza ma, e soprattutto senza tabù, con contraltari che abbiano rappresentato e rappresentano visioni e modo di sentire diverso dai protagonisti e per questo motivo abbiamo invitato ad essere contraltare Ugo Maria Tassinari, che certamente non può essere definito negazionista e fascista”.

“Qual è – conclude Turano – la lesa maestà alle istituzioni quando è stato concesso il patrocinio e l’utilizzo della Sala Consiliare? Forse lei strumentalmente vuole utilizzare questo evento culturale per attaccare la figura del Sindaco di Anzio? Forse dovrebbe utilizzare altri argomenti se ne è a conoscenza! Bene ha fatto il Sindaco Luciano Bruschini ad ascoltare la sua coscienza di socialista concedendoci il patrocinio e la Sala Consiliare, perché non si può essere garantisti a senso unico. Se un evento viene organizzato dai militanti di Casa Pound, non per forza deve essere un qualcosa di deleterio per la nostra società, perché davanti ai nostri occhi hanno raccolto e consegnato decine e decine di cartoni di aiuti alimentari per le popolazioni sarde colpite dall’alluvione. Queste realtà rappresentano l’animo più puro e nobile dei cittadini che s’immedesimano nelle disgrazie di altri cittadini italiani. Ripetiamo la Cultura non si contrabbanda e la stagione dell’odio la rispediamo al mittente, ed invitiamo il Sig. Del Giaccio a comunicare alle autorità competenti chi stia organizzando il presidio di protesta contro un evento culturale”.

Per quanto riguarda il patrocinio negato dal Consiglio Regionale del Lazio e dalla Provincia di Roma, invitiamo a rivedere le disposizioni in materia introdotte dal “Decreto del Fare”.

Confermo la ricostruzione di ciò che è accaduto sabato. Per il resto ho già espresso la mia opinione e non mi dilungo. Stupisce la dietrologia per la quale starei “strumentalmente” attaccando il sindaco di Anzio. Per quale fine è tutto da capire, lo sapranno evidentemente gli organizzatori dell’evento che invito a leggere cosa ho scritto – negli anni – degli atti dei sindaci e commissari prefettizi che si sono succeduti. Grazie dell’attenzione  (gdg)

Libro e moschetto, il sindaco ci ripensa. Tutti a Villa Sarsina

Sabato ha tuonato e chiesto di contattare gli organizzatori per bloccare la concessione dell’aula consiliare, oggi ci ha ripensato. Il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, ha confermato che Stefano Delle Chiaie presenterà il suo testo nella rassegna “Libro e moschetto” l’1 marzo nell’aula consiliare a Villa Sarsina. Complimenti!

Avevano visto giusto Pd, Rifondazione, Sel, Anzio Diva e Anzio che resiste nel diramare oggi un comunicato nel quale sottolineano che “Solo pochi giorni fa il Sindaco ha festeggiato nella Sala Consiliare la cittadinanza onoraria concessa a Roger Waters in quanto figlio di un caduto dello sbarco di Anzio che, preme ricordarlo, fu effettuato per cacciare i nazisti ed i fascisti loro servi dal nostro Paese. È inconcepibile che quello stesso Sindaco conceda la stessa Sala Consiliare a chi del fascismo ha fatto la sua bandiera infliggendo all’Italia altri e gravi orrori”.

Chiedono di non dare la sala, cosa che sabato il sindaco si era convinto a fare. Invece hanno ragione a preoccuparsi, perché le notizie apprese sabato sono cambiate nel giro di poche ore. E’ stato così, del resto, anche quando aveva deciso di non ricandidarsi, figuriamoci per la sala a una rassegna che evoca il periodo mussoliniano e ospita certi personaggi.

Si badi bene: liberi, mai condannati, con tutto il diritto di esprimersi (e ci mancherebbe altro) ma ricordiamo che se la storia fosse andata diversamente oggi nessuno di noi avrebbe la possibilità di parlare. Può star bene a Bruschini e alla sua squinternata maggioranza, non al resto della città.

ps: quando saranno finalmente noti i criteri con i quali si concede l’aula consiliare sarà sempre troppo tardi…

I giovani dell’Anzio e lo spirito perduto

Torni al “Bruschini” dopo tanto tempo e scopri che finalmente questa è una squadra piena di ragazzi di Anzio. Tanti giocatori cresciuti nel vivaio, alcuni passati per società più blasonate e poi tornati alla base, molti giovani. Capisci che il tempo passa, inesorabilmente, quando il figlio di un coetaneo è schierato dal primo minuto… 

Vedi le facce di un tempo, segnate inevitabilmente dagli anni, i posti che bene o male sono sempre gli stessi, scopri che un accenno di sala stampa sono riusciti persino a crearlo, vedi il campo in perfette condizioni e trascorri un paio d’ore spensierate. L’Anzio vince facile, pur non giocando alla grande, grazie a un Tulli di altra categoria che sigla una doppietta e a quei tanti ragazzi che “macinano” dal primo al novantesimo. Certo, l’ossatura centrale è una garanzia se oltre al già citato attaccante c’è gente esperta come Fioravante e Guida. Quest’ultimo è capitano “vero” e se non lo vedi lo senti urlare ai compagni.

I complimenti vanno a chi, da anni e da solo, si sobbarca tutto questo per passione: Franco Rizzaro, ormai “votato” alla causa pallonara di casa nostra. Tiene ai giovani, è noto da tempo, e meriterebbe ben altra considerazione il presidente.

Ecco, il rammarico lasciando il “Bruschini” dove circa 300 persone hanno assistito alla gara è quello di andar via senza sentire nemmeno un “Anzio, Anzio!” come nei tempi andati. Tacciono persino i tifosi della “Vecchia guardia” – pure tanto abili sui social network a incensarsi – non parlano i personaggi che pure non perdono una partita dell’Anzio da sempre.

E’ un peccato questo spirito perduto intorno a una squadra che si appresta a compiere 90 anni, perché i ragazzi di Anzio che militano nella squadra della loro città dovrebbero almeno essere incitati.  Lo dice chi manca da tempo, è vero, e per questioni diverse. Lo prenda come appello  chi è un abituale frequentatore del “Bruschini”: Anzio, Anzio, Anzio!