A tutto #brand, ma silenzio sui parcheggi al porto

Va bene, è l’estate del #brand e dei grandi personaggi. Dei siti di informazione che non sono primi in Italia ma vengono spacciati come tali (basterebbe leggere audiweb), dell’ufficio turistico in piazza costato oltre 50.000 euro tra lavori, creativi e arredamento. E’ l’estate delle foto di consiglieri e assessori sorridenti, perché va tutto bene.

E sia, avremo anche il “sold out” – prudenzialmente rivisitato in “numeroso pubblico” – ma le abitudini restano quelle di un tempo. Ho presentato il 17 giugno richiesta di accesso agli atti sui parcheggi concessi al porto alle società che gestiscono il traffico diretto a Ponza.

Comune e Capo d’Anzio, della quale l’ente detiene la totalità ma resta in “lite” con il privato, si sono ben guardate dal rispondere. Sul porto è calata una coltre di silenzio che deve riguardare, evidentemente, anche le vicende ben trattate nell’indagine “Malasuerte” ovvero la “Pressione esercitata dal coinvolgimento di esponenti delle istituzioni comunali” . Perché su quegli spazi – sarà un’impressione sbagliata – poco è cambiato.

Ebbene nessuno ha sentito il dovere, in oltre un mese e mezzo, di rispondere. Né la plenipotenziaria segretaria generale e responsabile della trasparenza, controllora e controllata con gli ultimi incarichi nei quali deve occuparsi anche di gare e contratti (alla faccia dell’anti corruzione), tanto meno la Capo d’Anzio del plenipotenziario amministratore delegato che è diventato “padrone” del porto.

Chiedevo e chiedo:

  • Criteri di assegnazione alle società presenti in piazzale Marinai d’Italia, delle aree di parcheggio per i mezzi di chi si imbarca alla volta dell’isola di Ponza;
  • Contratto sottoscritto tra Capo d’Anzio e società di parcheggio, durata e introiti previsti per la partecipata del Comune di Anzio, penali previste in caso di inadempienze;
  • Situazione dei pagamenti riferite agli anni precedenti;
  • Eventuali sanzioni/contestazioni riferite agli anni precedenti da parte della Capo d’Anzio ovvero della polizia locale

Sì, la Polizia locale grazie alla quale ottennero l’area gratis due anni fa, su indicazione del dirigente appena arrivato e anch’egli plenipotenziario ormai nel Comune guidato da De Angelis.

Per questo ho coinvolto il difensore civico dell’area metropolitana, ho chiesto alla presidente della commissione trasparenza di interessarsi della vicenda e anche alla Procura, ammesso voglia seguire gli sviluppi di “Malasuerte”

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