Porto, Mauro si dimette. Capo d’Anzio senza presidente

avvocatomauro

Era nell’aria da qualche tempo, adesso è ufficiale: Alessio Mauro si è dimesso da presidente della Capo d’Anzio, società nata per realizzare e gestire il porto della città. L’avvocato che ha “traghettato” fin qui un’azienda alle prese con molteplici problemi, consentendo di fatto di non portare i libri in tribunale, ha ritenuto concluso il suo mandato.

Quello di fare in modo che l’operazione andasse avanti sistemando le carte e le tensioni con gli ormeggiatori (poi riemerse, anzi al centro di una ennesima e dettagliata diffida) chiedendo al socio privato Marconi di fare ciò per cui si era impegnato, vedi la progettazione esecutiva, e arrivando alla definizione di un nuovo bando. Di fronte alla manifestazione d’interesse di una decina di aziende – il che non vuol dire che poi partecipino a un bando che ancora non conosciamo nei dettagli – Mauro ha detto “grazie e arrivederci“. Nel senso che ora spetta a un professionista diverso gestire la fase che dovrebbe essere dei lavori.

Tutto qui? Forse, perché i conti della Capo d’Anzio sono ancora lungi dall’essere sanati e le vicende indicate nella diffida delle cooperative – spedita al mondo intero, dalla Regione alla Corte dei Conti, dalla Procura all’Anti corruzione – sono pesanti. Da ultimo si ribadisce la richiesta di “decadenza della concessione rilasciata alla Capo d’Anzio“. Che non avrebbe rispettato, a detta del legale delle società, una serie di prescrizioni. Compreso il mancato pagamento degli oneri.

Mauro queste vicende le ha affrontate, ha messo “pezze“, ha sopperito a carenze che il socio pubblico di maggioranza, il Comune, ha da una vita sulle vicende della Capo d’Anzio. Ha provato a invertire la rotta, in parte c’è anche riuscito e questo va riconosciuto, ma consenta di dire – come fu per Luigi D’Arpino – che non basta attuare le indicazioni del socio se questi dice una cosa in assemblea e ne fa un’altra in Comune.

Adesso? O il sindaco prova a farlo tornare sui propri passi – ma non è un politico e non sembra tipo da dare dimissioni “irrevocabili” per partecipare a un teatrino come quello delle due assessore l’estate scorsa – o trova un altro presidente confrontandosi stavolta con una maggioranza “allargata” come quella che si è creata con il supporto dell’ex avversario De Angelis. A questo si aggiunga che l’Anac ha aperto un fascicolo sulla presenza in qualità di controllore e controllato del segretario generale, Marina Inches, in seno al consiglio d’amministrazione. Garantisce le quote rosa dopo che il meetup “Grilli di Anzio” ha sollevato il caso, vero, ma esiste una evidente incompatibilità… Segnalata in questo spazio e dallo stesso meetup all’Anac.

In tutto questo, a stagione avviata: dove saranno ormeggiate le barche che si affideranno alla Capo d’Anzio? Useranno ancora i pontili – sottoposti a sequestro preventivo – delle cooperative? Quando sapremo le aziende che hanno manifestato il loro interesse e quando sarà reso noto il bando? Che fine abbiamo fatto nei rapporti con il socio Marinedi ovvero Marconi? Quando ascolteremo in Consiglio comunale la relazione dell’avvocato Cancrini?

Ad Alessio Mauro, spesso criticato in questo spazio, va comunque un ringraziamento sincero. Aspettiamo il successore e ricordiamo che sul porto tutto volevamo, meno lo stallo al quale ci hanno portato Bruschini e i suoi alleati, vecchi e nuovi.

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