Commissione d’accesso, una misura inevitabile

corsera

Oggi la notizia della richiesta di commissione d’accesso, presentata dal senatore Massimo Cervellini, giovedì pomeriggio l’incontro su “Legalità e territorio” organizzato da un Comitato trasversale che tratterà quella che è una vera e propria emergenza per Anzio. Solo in maggioranza – sindaco in testa – sembrano non accorgersene. Giovedì mattina il consiglio comunale, convocato per altro ma che necessariamente dovrà affrontare questa vicenda.

Chi scrive, a più riprese, ha sottolineato l’esigenza di fare chiarezza anche attraverso una commissione, esistono carte – messe insieme anche dal sottoscritto nel corso dell’attività giornalistica  – che dimostrano il condizionamento verso amministratori e uffici. E non dimentichiamoci i viaggi verso la Prefettura dell’ex segretario generale Pompeo Savarino.

Ricordiamo che la commissione d’accesso è una misura preventiva, non servono condanne (che pure ci sono state) e che quanto sostenuto nell’interrogazione basta e avanza per una verifica del genere. Anzi, a voler approfondire c’è anche dell’altro.

Non sappiamo se Alfano e per lui il prefetto di Roma manderanno una commissione d’accesso, quello che possiamo affermare senza tema di smentita è che in questa situazione ci hanno portato – fingendo di non sapere, facendo spallucce, dando lavori, prendendo voti che forse altrimenti non sarebbero arrivati – Luciano Bruschini e la sua maggioranza. E “Mala suerte” è solo la punta dell’iceberg.

Quando una imprenditrice non trova riscontro alle sue richieste, va da un politico, questi gli dice che la materia è di altro politico – come leggiamo nell’interrogazione – e alla fine è costretta a pagare il pizzo per mantenere la moglie di un camorrista detenuto, siamo arrivati alla fine della corsa. Speriamo che l’interessato abbia smentito nelle sedi dovute, perché solo quell’episodio è sufficiente a far sciogliere il Comune. Anzi, Nettuno è stato sciolto per molto meno e il mancato scioglimento di Fondi resta uno scandalo nazionale.

Ecco, immaginiamo già che Patrizio Placidi chieda consiglio a Claudio Fazzone – il potente senatore di Forza Italia che “salvò” il suo feudo elettorale  – e qualcun altro cerchi contatti con Alfano per provare a  dire che è tutto a posto.

Nella fase in cui siamo, sarebbe l’ultima cosa da fare. Chi ci ha portato in questa situazione, chi prova a condizionare coloro che denunciano, chi usa toni minacciosi verso cittadini, stampa, comitati, ha fatto il suo tempo. Se servirà una commissione d’accesso a dimostrarlo, ben venga. La misura ormai è inevitabile.

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