Mense: io, non residente, e la tariffa “ballerina”

Facciamo un esempio pratico. Io sono un cittadino e non risiedo ad Anzio, ma per varie ragioni iscrivo mio figlio a un istituto di primo grado della città. Prendo i moduli al Comune per usufruire del servizio mensa, firmo tutto e aspetto i bollettini.

Al momento dell’iscrizione apprendo che la tariffa sarà di 2,54 euro a pasto, salvo agevolazioni alle quali però non ho diritto. Mi spiegano che si paga in base ai pasti realmente consumati, che riceverò bollettini diversi e uno finale di conguaglio.

Tutto a posto, il servizio inizia e tutto sommato funziona pure. Certo, delle mense nessuno parlerà mai gran bene, a partire dai genitori e gli insegnanti, senza contare benpensanti consiglieri comunali. Però – tra alti (pochi) e bassi (molti) si va avanti.

Finalmente arrivano i bollettini, sui quali sorge qualche dubbio rispetto al calcolo dei pasti, anche se nessuno ha deliberato (e allegato al bilancio di previsione 2015, ma per i revisori è tutto a posto….) e successivamente vengono stabilite le tariffe, ma anche modificate le fasce Isee.

Sorpresa, i non residenti pagheranno 3,9 euro “come previsto dal regolamento“. Approvato a ottobre 2015 – come leggo anche sul Granchio

paginagranchiomense

ovvero quando io, cittadino non residente, avevo già fatto l’iscrizione e sapevo di dover pagare 2,54. Scopro anche dalla delibera sulle tariffe (ma ormai è una battaglia persa) che c’è l’ennesimo “data entry” da oltre 37.000 euro, oltre esperti ai quali il compenso è raddoppiato.

Ah, se fossi residente – e appassionato di formalità burocratiche – anche per farmi pagare i 2,54 serviva una delibera sui servizi a domanda individuale, ma pazienza…. Mio figlio ha mangiato finora e pago. E’ giusto che lo faccia, anzi è sacrosanto che vivendo (e pagando altre tasse) in un Comune diverso io paghi di più. Ma non possono cambiare le regole a partita iniziata.

Ecco, si mandano prima le richieste di  pagamento e poi si decide la tariffa, come se nulla fosse. E siamo proprio sicuri che non debba approvarla anche il Consiglio comunale? E’ il 3.0 “de noantri” o, se volete, la tariffa “ballerina“.

Ma tanto interessa a pochi e poi i non residenti sono una parte infinitesimale dell’universo. Comunque non dimentichiamo mai che siamo ad Anzio eh….

ps: è una ricostruzione volutamente forzata: risiedo e pago, ma per fortuna sono rimasti pochi giorni di mensa, salderò le rate dovute e pagherò il conguaglio quando arriverà.

ps1: apprezzabili le linee guida sulla nuova gara, deliberate insieme alle tariffe.

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