Infame, che brutto aggettivo…. I messaggi di solidarietà

Dico subito grazie a tutti.

Mentre c’è chi prova a fare l’interpretazione autentica delle dure parole del presidente del consiglio comunale di Anzio, Sergio Borrelli, sull’ormai nota vicenda che ha finito per riguardare il sottoscritto e non la notizia delle lettere spedite a chi – secondo l’ufficio Tributi del Comune di Anzio – non era in regola, c’è chi non ci sta.

In queste ore alle telefonate e ai messaggi si sono aggiunti un comunicato di Anzio Diva , il commento di Agostino Gaeta sulla sua pagina facebook e la lettera di solidarietà che numerosi colleghi del territorio hanno spedito agli organismi di categoria per chiedere un intervento sì per quanto affermato nei confronti di chi scrive, ma per il clima che riguarda chi prova a raccontare questo territorio. Ecco il testo:

Ad Anzio chi racconta i fatti è uno “pseudo giornalista” o, peggio, un “infame”. Sono la parole echeggiate nell’aula consiliare giovedì 5 novembre, quando il Consiglio ha trascorso oltre un’ora a dibattere sulla notizia che il collega Giovanni Del Giaccio aveva dato attraverso il suo blog.

Notizia relativa a lettere che l’Ufficio tributi del Comune aveva spedito a 15 consiglieri comunali e assessori, ritenuti morosi nei confronti dell’Ente direttamente o per società a loro collegate. Nel commentare la notizia Giovanni ha usato la frase “a un consiglio comunale sgarrupato mancava solo una vicenda del genere per dire che è stato veramente toccato il fondo in questa città”.

L’uso del termine “sgarrupato” ha talmente offeso i consiglieri che si sta addirittura predisponendo un documento congiunto, a seguito di un dibattito nel quale dei morosi non si è parlato se non per minimizzare, ma si è fatto espresso riferimento a segreti d’ufficio rivelati, privacy violata (di personaggi pubblici….), strumentalizzazioni, pseudo giornalismo, mire politiche del collega (si vota nel 2018!) e soprattutto il presidente del Consiglio comunale, Sergio Borrelli, nel concludere ha detto: “Ho cercato su un vecchio dizionario la parola sgarrupato ma non l’ho trovata. Infame invece c’era già, infame c’era”.

Questo episodio è solo l’ultimo di una serie che nel territorio di Anzio e Nettuno vede la stampa che non “copia e incolla” come nemica. Lo stesso presidente ha fatto, in passato, identificare i giornalisti perché facevano delle foto. All’esterno di quell’aula è stato aggredito il direttore del settimanale “il Granchio”

Si annunciano querele e maxi richieste di risarcimento per avere riportato dell’esistenza di un’indagine

Si ricevono denunce addirittura per stalking o vengono danneggiate le auto.

Esprimiamo a Giovanni la nostra solidarietà e chiediamo il vostro intervento, in ogni sede, per porre all’attenzione delle autorità il caso Anzio-Nettuno.

Gli operatori dell’informazione di Anzio-Nettuno

Roberto Amati, Davide Bartolotta, Elisabetta Bonanni, Cosimo Bove, Francesco Cenci, Giovanna Consolo, Rosanna Consolo, Mauro Cugola, Katia Farina, Steno Giulianelli, Ivo Iannozzi, Francesco Marzoli, Claudio Pelagallo, Elvira Proia, Mariella Recchia, Augusto Saturnino, Roberta Sciamanna, Francesca Tammone, Giancarlo Testi, Antonino Visalli

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