Il porto e il rischio autogol, qualcosa non torna. Spiegateci

L'home page del sito Marina di Capo d'Anzio, registrato dal socio privato

L’home page del sito Marina di Capo d’Anzio, registrato dal socio privato

Questa mattina si parlerà del porto di Anzio al Consiglio regionale su iniziativa di Valentina Corrado del Movimento 5 Stelle,  domani la maggioranza diserterà il Consiglio comunale chiesto dal gruppo di Candido De Angelis per chiarire i rapporti con il socio privato (e se verrà confermata questa indiscrezione sarà un comportamento molto grave), mentre sabato ci sarà la seconda conferenza pubblica della “Capo d’Anzio”. Settimana importante, senza dubbio, ma sullo sfondo aleggia il rischio di un clamoroso autogol nella vicenda con gli ormeggiatori.

Questa storia del porto non finisce mai di stupire, diciamo la verità, dai tempi di “Marine investimenti” alle proposte concorrenziali alla Capo d’Anzio fatte da “Sofim” e affini, dalla gara deserta all’arrivo di Marconi, dai pareri regionali “a soggetto” a un ordine del giorno unanime non rispettato, c’è sempre qualcosa dietro l’angolo. Così se uno mette in fila i pezzi di carta della vicenda ormeggiatori scopre che qualcosa non quadra affatto.

Le due cooperative hanno ottenuto dal Tar la misura cautelare che sospende il rilascio delle aree. La concessione, è ormai arcinoto, è della Capo d’Anzio, ma quel provvedimento lo ha firmato il responsabile dell’ufficio tributi del Comune. La domanda sorge spontanea: a quale titolo? In questi anni il responsabile dei tributi s’è occupato di tantissime cose, oltre a tenere corsi nei giorni feriali in mezza Italia, ma forse sa solo fisicamente dov’è il porto poiché nella vicenda concessioni e Capo d’Anzio non è mai entrato. Perché, allora, il Comune che non ha la concessione “sfratta” gli ormeggiatori? Non occorre essere scienziati del diritto – anche se siamo sempre in Italia – per dire che l’ultimo avvocato contesta la legittimità di quel provvedimento preso da chi non è titolare della concessione e lascia gli ormeggiatori al loro posto. Né comprendiamo una ipotetica strategia del Comune, proprietario del 61% delle quote, anche perché il sindaco al solito era all’oscuro di questa lettera. Crediamo alla buona fede di Luciano Bruschini, allora, ma al suo posto con un ufficio che sfratta gli ormeggiatori senza che lui lo sappia e un altro che aveva chiuso la Francescana (a proposito, che fine ha fatto?) senza dirglielo, qualcosa non quadra…

Di più: il Comune manda via gli ormeggiatori, quelli fanno ricorso, si sveglia la Capo d’Anzio e va a costituirsi al Tar. A che titolo? Ha la concessione, certo, poteva farla valere prima. Qualche giurista ci spiegherà come fa la Capo d’Anzio a costituirsi in un ricorso su un atto del Comune. O nemmeno alla società sapevano che dall’ufficio tributi era partita quella missiva? Siamo su Scherzi a parte o alla famosa “Corrida” dei dilettanti allo sbaraglio? Una cosa è certa: gli ormeggiatori non avevano tanti appigli, ora sono in una posizione di forza.

Altra considerazione: per mesi il sindaco ci ha ripetuto che Marinedi ovvero il socio privato Renato Marconi che lui non ha mandato via, serviva per fare quello che il Comune non poteva. Vale a dire i progetti, i business plan (quanto ci costerà è tutto da capire) la contabilità e via discorrendo. Possibile non ci sia un avvocato in grado di consigliare una strategia dalla concessione a oggi? E Marconi che arriva persino a mettere i cartelli al porto per dire che le aree sono della Capo d’Anzio, che dice di questa situazione?

O – e qui pensiamo male come avrebbe detto Andreotti – l’errore è voluto. E sarebbe gravissimo. Inaudito. Da Procura della Repubblica. Perché con l’autogol gli ormeggiatori non si muovono, la Capo d’Anzio non inizia la “fase zero”, porta i libri in Tribunale e Marconi finalmente si prende il porto. Come da questo umile spazio si denuncia da mesi. Altrimenti non si va in Tribunale ma non iniziando si applica la “spending review” e la Capo d’Anzio va ceduta. Con Marconi che presenta il conto dei lavori e sarà in prima fila…

Non è questo che volevamo quando ci battevamo per il porto pubblico, della città e non di pochi intimi, sono quasi venti anni che ci scontriamo contro poteri forti, zelanti dirigenti regionali, politici miopi o che guardano solo al loro tornaconto, e perdere la partita per un autogol sarebbe deleterio. Diteci che non è così. Spiegateci.

Annunci

Un pensiero su “Il porto e il rischio autogol, qualcosa non torna. Spiegateci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...