Porto, più che una stangata è la fine dei privilegi

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Rispetto a quello che si è pagato finora non c’è dubbio, è una stangata. Passare da poche centinaia di euro l’anno a qualche migliaia deve pesare e non poco a chi opera intorno al porto di Anzio. Ma più che di adeguamento dei canoni è forse ora di parlare di fine dei privilegi.

I concessionari non c’entrano, sia chiaro, hanno pagato (e non tutti, stando a quanto risulta alla Capo d’Anzio) quanto veniva chiesto loro. Ma la cuccagna non poteva durare in eterno. Né si poteva immaginare che la società incaricata ormai di gestire il bacino – rifarlo secondo il progetto approvato sembra ormai il sogno legato a chissà quale finanziatore – si accontentasse di pochi spiccioli.

Se c’è una cosa che l’ottenimento della concessione anche per la parte interna ha consentito è quella di farci avere finalmente un quadro chiaro della situazione. Si comprendono, alla luce di certe cifre, anche coloro che ponevano e pongono ostacoli. Per una vita di fatto è come se non avessero pagato, perché oggi dovrebbero dire sì? E’ evidente – lo comprendono da soli – che non si poteva proseguire così.

I canoni, quindi, sono stati adeguati e la Capo d’Anzio potrà iscrivere in bilancio per il 2015 189.561,62 euro. Sono 50.931, invece, gli euro in bilancio per i sei mesi del 2014 ovvero da quando la società è totalmente concessionaria. Sono i primi segnale dell’inversione di tendenza per le casse – eternamente in rosso – della società del Comune e di Marinedi.

A questi canoni andranno aggiunti, con una soluzione che è tutta ancora da trovare, gli introiti derivanti dalle imbarcazioni ormeggiate all’interno del porto. La questione con le cooperative di ormeggiatori è aperta, non è stata gestita al meglio nei mesi scorsi, ma una soluzione andrà necessariamente trovata. Altrimenti si rischia lo scontro e non serve a nessuno.

Detto ciò, fa bene il presidente della società, Luigi D’Arpino, a convocare stampa e cittadini per una conferenza sabato prossimo nella quale sono attesi i chiarimenti che aspettiamo da anni. Perché se c’è una cosa nella quale la Capo d’Anzio ha peccato è stata – da sempre – la trasparenza. D’altro canto è a maggioranza del Comune che sull’argomento non brilla…

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