Comune: un altro sito, Playboy e la “disputa” con i dirigenti

Adesso sono quattro. I siti del Comune, intendiamo, o meglio i siti ai quali si può “linkare” una volta entrati all’indirizzo http://www.comune.anzio.roma.it Dei tre istituzionali che non vedono, non sentono e non parlano tra loro si è detto in passato, ora si è aggiunto il link a http://www.visitanzio.it ovvero a un sito che offre le manifestazioni del territorio. Lo realizza l’associazione Nettunia con un finanziamento regionale e ben venga ogni informazione che possa promuovere la città. Certo, magari era il caso di “lanciarlo” come si deve, dato che è – o dovrebbe essere – una cartolina delle iniziative locali. Tra le quali anche la festa per studenti che inneggia a Playboy che di istituzionale, per la verità, ha ben poco.

Sito turistico a tutto tondo, forse anche per questo la vecchia sezione “turismo” di quello del Comune è ormai praticamente introvabile. Così come sul sito istituzionale continuano a non essere rispettati i parametri del decreto legislativo 33 del 2013 in merito all’accessibilità degli atti e alla trasparenza. Sindaco e segretario, chi decide finalmente di intervenire? O e il caso che anche questa vicenda finisca ai piani superiori e arrivi qualche sanzione?

Possiamo sperare poco nella Prefettura che non brilla per la vicenda dei lavori al porto di Nerone – c’è un’interdittiva antimafia alla ditta e il contratto va rescisso – figuriamoci se si occupa di un sito fuori legge. Forse l’autorità nazionale anti corruzione. Forse un’opposizione che non si limita ai comunicati ma va nella stanza del segretario e la occupa finché non si rispetta la legge. O magari fa in modo che al prossimo “salotto” tv al quale partecipa lo stesso Savarino qualcuno gli chieda perché pontifica su tutto ma nel “suo” Comune questa norma non è rispettata.

E’ solito parlare di “tagli” il segretario, lo fece già al Corriere della Sera qualche anno fa, ora li annuncia il vice sindaco Giorgio Zucchini che già da consigliere comunale aveva sollevato la questione dei dirigenti. E’ storia antica, mentre le tensioni interne vanno avanti e solo il sindaco Bruschini sembra non accorgersene. O forse – date le sue continue amnesie (l’ultima sulle parole di Placidi contro la stampa al convegno di Forza Italia) – le dimentica in fretta. Adesso, invece, Zucchini propone di fatto la riduzione degli stipendi dei dirigenti. Costano troppo e, dobbiamo dedurre, producono poco o non come l’amministrazione vorrebbe. C’è da chiedersi perché sia stato riconosciuto loro sempre il 100% in questi anni, anche alla luce delle 27 contestazioni del Ministero dell’economia e finanze per alcune delle quali il Comune ha ammesso errori e deliberato di conseguenza. Avesse avuto un po’ di ragione Paride Tulli?

Ecco, tra relazione del Ministero, tensioni palpabili ieri come oggi, alleanze che mutano un giorno sì e l’altro pure, è evidente che l’organizzazione non brilla o meglio che l’amministrazione non ne è soddisfatta e che la “disputa” continua. Ci permettiamo un suggerimento che era nel programma di Giovanni Garzia candidato sindaco: legare una percentuale della retribuzione al grado di soddisfazione dei cittadini. Si fa in altri Comuni, presto sarà legge (ma poi ad Anzio i regolamenti ci mettono anni….) perché non dare anche ai fruitori dei servizi la possibilità di esprimersi?

Non dimentichiamo che sono loro – non i politici che magari cercano di accelerare qualche pratica – ad avere il polso di ciò che hanno ottenuto o meno. Il Comune è monopolista, ricordiamolo, poter lasciare un parere (le classiche “faccine” degli smile o un altro sistema, basta copiare dove si fa) dopo essere stati all’ufficio tributi o in quello tecnico, in un altro qualsiasi dei “front office” dell’Ente non dovrebbe essere un problema per chi offre i servizi. D’altro canto se sono stati sempre liquidati al 100%…

Trasparenza, si riunisce la commissione. Ma il Comune non lo dice

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Tu chiamala se vuoi, trasparenza… Il compianto Lucio Battisti perdonerà. Parafrasiamo la sua stupenda “Emozioni” per tornare su un argomento per il quale il Comune di Anzio continua a essere al di fuori delle norme. Il presidente della commissione trasparenza, Andrea Mingiacchi (Pd) ci informa via facebook che la riunione è convocata il 3 aprile alle 15 con all’ordine del giorno gli approfondimenti in merito alla mancata pubblicazione di diversi atti sul sito, in particolare quelli sul Centro formazione professionale per il quale il consigliere Danilo Fontana ha presentato formale richiesta. Nella stessa seduta si parlerà dei mancati adempimenti agli obblighi del Comune rispetto al decreto legislativo 33/2013. Stavolta la riunione si tiene in aula consiliare e vogliamo sperare che il segretario – che ha l’ufficio lì a due passi – si presenti a spiegare perché il sito del Comune ancora non rispetta quel decreto ovvero è tutt’altro che trasparente. La volta scorsa era impegnato… Ricordiamo che rispondendo proprio a un’interrogazione di Mingiacchi il vice sindaco, Giorgio Zucchini, aveva riferito che della vicenda si occupava il segretario comunale.

La commissione, inoltre, si riunirà nella stessa sede e ora anche l’8 aprile sulla vicenda del “buco” di 17 milioni di euro che mancano all’appello per la tassa sui rifiuti. Chiarimenti che, si presume, arriveranno anche lunedì in consiglio comunale, ma la commissione potrà eventualmente approfondire con i dirigenti che sostengono di avere fatto tutto ciò che si doveva.

Apprendere via facebook della convocazione della commissione di controllo e garanzia è irrituale, certo, ma almeno lo sappiamo.

E le altre? Quando si parla di bilancio o sociale, di turismo o istruzione? Chissà… Ricordiamo che sono organismi aperti al pubblico e che le convocazioni – anche quelle – andrebbero indicate sul sito del Comune. Invece se è difficile trovare le determine dirigenziali, è impossibile questo genere di atti. Ma chi sarà il responsabile del procedimento di pubblicazione?

Ufficialmente nessuno, nel nuovo sito del Comune entrando nell’apposito link esce una pagina (si veda la foto) desolatamente vuota…

Ecco: tu chiamala se vuoi, trasparenza…   

Ragioneria dello Stato: prima “pezza”, ma trasparenza e correttezza restano un miraggio

ImmagineEra talmente tutto a posto che ora si corre a mettere una “pezza”. Parliamo della dura relazione della Ragioneria dello Stato che contestava – fra l’altro – la corresponsione di indennità di posizione organizzativa e di posizione per incarichi dirigenziali. Soldi assegnati in assenza di un atto di giunta dal 2009 al 2012 e situazione “sanata” adesso, dopo l’ispezione. Nella delibera di ieri si riportano le tabelle che si trovano pure nella relazione e si afferma che “in sede di verifica ispettiva è stata rilevata l’assenza di un atto formale da parte della Giunta Comunale” quindi che ” occorre ratificare gli incrementi delle retribuzioni di posizione corrisposte ai dirigente ascrivibili alle tipologie sopra specificate”. Un errore, insomma.

Nessuno lo ammetterà mai in Comune, ma di errore si tratta. Si dicevano “tranquilli” dopo la diffusione della relazione, affermavano che era tutto a posto, hanno già dovuto compiere due atti formali per sistemare la situazione. Ammesso che sia veramente tutto a posto e si tratti di una clamorosa montatura – lunedì 31 se ne parlerà fra l’altro anche in consiglio comunale su richiesta dell’opposizione – ci sono due parole che usano i tecnici del Ministero: trasparenza e correttezza. Affermando che sono mancate. Purtroppo, per queste, non c’è alcun atto formale che possa riparare. Né sembra esserci la volontà di farlo, perché trasparenza e correttezza restano un miraggio. Lo dimostra – in modo lampante – il sito del Comune che continua a essere fuori legge.