Malasuerte, la camorra e le conferme in aula

tribunalevelletri

Parole pesanti sono echeggiate durante l’ultima udienza del processo “Malasuerte“, in corso a Velletri. Le ha pronunciate il pubblico ministero, Travaglini, e confermano ciò che andiamo dicendo da tempo e che tanto infastidisce la maggioranza (vecchia e nuova) di casa nostra.

Nel corso dell’udienza di qualche giorno fa  è stata chiesta l’acquisizione di materiale dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Riguarda Raffaele Letizia, non indagato in questo procedimento ma ampiamente citato nell’inchiesta. Sembra – questa l’ipotesi dell’accusa – che i soldi dell’estorsione ai danni di chi gestiva i parcheggi per Ponza finissero al sostentamento della famiglia di Letizia, in passato in soggiorno obbligato ad Anzio.

Letizia è di Casal di Principe, è un personaggio di rilievo tra i “Casalesi“, e  le difese degli imputati – facendo il loro mestiere – si sono opposte all’acquisizione. Ma perché? Il pubblico ministero è stato chiaro: i soggetti coinvolti in Malasuerte avevano “frequentazioni”  e tra queste c’era Letizia, soggetto per il quale chi faceva le estorsioni si prodigava in quanto detenuto durante quell’indagine.

Il magistrato ha pochi dubbi, sostenendo sostanzialmente che esisteva la consapevolezza di chi fosse e del suo “spessore“. C’è di più, perché rivolgendosi al Tribunale il pubblico ministero che se parliamo di camorra ad Anzio “questa è la dimostrazione che alcune persone sono vicine ai camorristi“.

Lo sapevamo, l’abbiamo scritto , detto pubblicamente che alla piccola criminalità locale è stato fatto mettere il vestito bello. Ecco, quello che il magistrato non sa o non vuole o non può dire perché non attinente al procedimento in corso, è che alcune delle persone vicine a Letizia al tempo stesso hanno avuto un ruolo di sostegno elettorale, organizzativo, di “vicinanza“, di supporto, chiamatelo come volete per la  maggioranza che ci governa. Questo non ha né avrà rilevanza penale, questo non condiziona né condizionerà la quotidiana gestione del Comune come ci dice anche il Ministero dell’Interno, però se permettete preoccupa. E tanto.

Insulti, brutte parole e pessime azioni. Una deriva pericolosa

banchivuoti

La deriva è palese e temo andrà sempre peggio con l’avvicinarsi della campagna elettorale. Deriva in consiglio comunale, deriva nella città e sui social network divenuti “sfogatoio” per molti – e dietro una tastiera – più che pubblica piazza di confronto.

Nel giorno del “buffoni” urlato in consiglio comunale il presidente di quell’assemblea si è lasciato sfuggire la parola handicappato riferendosi alla pratica di un cittadino. Voleva forse far capire il concetto ma non è il caso … Ora non vi affrettate dire che ha una certa età, lo sappiamo, e che voleva intendere altro,  lo immaginiamo. Diciamo che non è nuovo a uscite inopportune e aggiunge questa alle tante altre.
D’altronde se in quella sede si è permesso di interrompere i lavori con veemenza e senza conseguenza alcuna, se si può accedere in emiciclo senza rispettare regole, cosa possiamo aspettarci? Semplice, il “vaffa” che Gianfranco Tontini riserva a un suo alleato in quella stessa seduta. Non è forse la città dove il sindaco dà degli “imbecilli locali” a chi osa sollevare dei problemi?

Ricordo la sorta di “processo” al quale fui sottoposto per la definizione di “sgarrupato” del Consiglio comunale di Anzio. Feci pubblica ammenda (mentre aspetto ancora di sapere chi sono i morosi e chi non) per aver utilizzato forse un termine troppo colorito nei confronti di un’Istituzione. Con le parole ci lavoro, ogni giorno, e so cosa vuol dire. Faccio attenzione, provo a spiegare e mai a offendere.

Per questo è  brutta la deriva, bruttissima, perché il confronto civile e il rispetto sono venuti meno e l’aggressione è quotidiana a chiunque non la pensi alla stessa maniera. E’ noto che non mi sono simpatici Beppe Grillo e molti dei suoi adepti, ma come ho fatto pubblicamente ieri ribadisco qui la totale solidarietà a Marco Cesarini del Movimento 5stelle di Anzio. Su facebook si discute, si prova il confronto, ma arrivare a mettere in mezzo credendo di fare chissà quale “scoop” l’auto parcheggiata sul posto per disabili…. Marco ha diritto a quel posto e chi ha messo quella foto è quantomeno un incivile. Vigliacco, per giunta, perché il post è di un profilo che palesemente sembra inventato.  No, non ci siamo, non si può continuare in questa maniera. Chi fa ciò è indifendibile e lo sarà chiunque metterà in campo argomenti personali e familiari, evidentemente non avendone altri.

Poi i 5stelle usano spesso affermazioni a dir poco colorite, in particolare nei confronti dei giornalisti, ma nulla giustifica il clima che si respira in questo territorio e tanto meno il fatto di mettere in mezzo vicende legate alla sfera familiare. Solo perché i grillini potrebbero vincere le elezioni? Eh no….

Sarebbe altra cosa, invece, parlare di sviluppo della città, di programmi, di progetti, scontrarsi civilmente tra posizioni diverse, essere per qualcosa e non necessariamente contro qualcuno. Rispondere agli argomenti posti, anziché ribattere semplicemente “perché voi….” o “quella volta che…“. Non succede e, temo, non succederà se il clima resterà questo e se a partire dal Consiglio comunale si offrono certi spettacoli.

Ma abbiamo il dovere di provare a fare qualcosa di diverso, perché questa deriva oltre a non piacere rischia di diventare pericolosa.