Auguri a tutti, a cominciare dal sindaco Bruschini

 

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Auguri di cuore a quanti seguono questo spazio, per primo a chi non condivide i racconti che faccio e che – voglio sottolinearlo – si basano sempre su documenti ufficiali in casi di cronaca o su idee approfondite quando si propongono alternative a chi guida la città.

Per questo comincio dal sindaco, il rappresentante di tutti noi, al quale mi lega una vecchia conoscenza e un rispetto per la persona mai venuto meno. Non condivido ciò che ha fatto e sta facendo, da ultimo auguri più “accorati” che  “sentiti” .

Mi spiace, ma non abbiamo visto nulla in questi anni e non ne vedremo in futuro, è la mia convinzione. Però è Natale e visto che piaccia o meno Bruschini rappresenta tutti noi cittadini – primi quelli che non l’hanno votato, a mio modestissimo parere – gli auguri partono da lui. Buon Natale, Luciano!

Poi si estendono a chi mi legge, a chi lo fa ma dice che non è vero, a chi sostiene le mie battaglie – che sono di una vita, il blog è un modo 3.0 di condurle – e a chi se la prende per quanto scrivo, a chi non condivide, a chi ogni tanto viene a curiosare, a chi ne ha solo sentito parlare.

Auguri  a chi vorrà essermi a fianco se avremo l’onore e l’onere di realizzare #unaltracittà. Sono certo che una “quadra” la troveremo, senza rincorrere vecchie liturgie di partito, e ci presenteremo uniti alla sfida per il Comune, indipendentemente da chi sarà il candidato sindaco. Io sono a disposizione, è noto, per esserlo o per fare un passo indietro. E lo resto per raccontare, cosa che faccio da una vita. Ah, se toccasse a me  questa impresa, userei lo stesso metodo: conoscere, capire, spiegare e farsi capire. Andare, vedere e raccontare: con passione e rigore.

#unaltracittà sarà più pulita, accogliente, solidale, trasparente, europea. Si spenderà meno per il servizio rifiuti e ci sarà maggiore attenzione verso eventi culturali di respiro internazionale. Non faremo promesse irrealizzabili o come cantava Guccini “cose vecchie con il vestito nuovo” (che poi così nuovo non è, anzi) ma diremo ai cittadini la verità. Con un modello che possa portare sviluppo per tutti e non “lavoretti” per pochi. Perché il Comune non è un ufficio di collocamento, ma può diventare un volano per garantire benessere se le cose funzionano.  Perché in Comune non servono dirigenti, funzionari o dipendenti che siano “allineati” ma lineari e che possano lavorare senza pressioni, per il bene di tutti. Perché dobbiamo immaginare Anzio nel 2058, mentre metteremo mano a un’ordinaria amministrazione che deve necessariamente cambiare passo, ai servizi quotidiani più efficienti ed efficaci.

Per chi è interessato, un primo appuntamento sarà il 14 gennaio, alle 10 del mattino, al Molo 5.63 di piazzale Marinai d’Italia.  Condivideremo idee, non chiederemo voti. Non ancora.

Ma torniamo agli auguri: i primi a chi, come me, immagina di scendere in campo per provare a cambiare le cose in questa città, da Valerio a Roberto, da Roberta a Natalino, da Candido a Manuela e a chi sarà l’esponente dei 5stelle, a quelli che verranno. Auguri a chi non riuscirò a vedere o sentire, ai tanti amici danneggiati da trasfusioni o emoderivati che lottano per avere giustizia e che mi hanno raccontato le loro storie, facendomi riscoprire il gusto di questo mestiere e trovare una dignità impareggiabile. A tutti coloro che grazie al libro e al documentario ho avuto modo di conoscere e apprezzare, instaurando un rapporto inimmaginabile. Alle mie fonti, ufficiali e soprattutto ufficiose. Agli amici del baseball, a quelli di una vita (Elvira per prima, si può dire senza che vi offendete?),  ai tanti con i quali sono passato dal virtuale al reale, a chi si è allontanato e forse così amico non era, a chi purtroppo non c’è più. Ai colleghi di questa straordinaria esperienza che è il Messaggero, a quelli che incontro ogni giorno e a quelli che so esserci sempre. A quelli del corso di Comunicazione scientifica e biomedica, una delle mie ultime sfide. Alla mia Lazio e a tutti i suoi tifosi, ne abbiamo sempre bisogno. Auguri a chi sta soffrendo, per mille motivi. A chi in questi giorni ci garantisce sicurezza e servizi sanitari.

Auguri ai familiari – anche se molti li vedo di persona eh… – e parenti vicini e lontani. A Sara che è in Spagna e ai Vlietstra’s in Canada. Ma soprattutto a Sabrina, Arianna e Gaia: la mia famiglia, l’impresa più  entusiasmante, bella e difficile che si possa affrontare. Buon Natale!

 

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