Il Comune contro Repubblica, guai a raccontare…

angeli

A La7 l’aveva solo annunciata in pompa magna e l’esperienza mi insegna che quando si rivelano, poi le querele o richieste di risarcimento non si fanno. Stavolta, invece, il mandato di procedere contro il quotidiano La Repubblica e la giornalista Federica Angeli è nero su bianco. La collega che vive sotto scorta perché minacciata dalla criminalità organizzata ha raccontato – piaccia o meno – quello che è successo intorno alla politica di questa città. Ha raccolto testimonianze e citato atti giudiziari. Lesa maestà, evidentemente. Potrà aver commesso degli errori, vero, ma non tali da inficiare il racconto.

Perché quello che dice la Angeli, quello che risulta agli atti parlamentari, la contiguità fra ambienti della politica e la vicenda Mala suerte, quello che lo stesso Prefetto ammette non ritenendo comunque di intervenire, sono fatti concreti.

E l’onta per la città non è data da chi racconta ma da chi finge di non vedere. Da chi a partire da quella che definisco da mesi come la legalità delle cose quotidiane calpesta le regole. Fosse il titolo per un concorso o la quota rosa da rispettare, i termini per un bilancio o i pagamenti dovuti al Comune dalla società di un assessore o quel che resta dei partiti. In questo brodo di coltura si denuncia Repubblica ma si tace su Mala suerte. Lì nemmeno abbiamo provato a chiedere se era il caso di costituirsi parte civile, meglio evitare dati i nomi emersi in dibattimento, vero? E lì si è parlato di camorra, mica di noccioline.  Certo,  il Comune non ha incaricato legali e impegnato soldi pubblici contro il clan Schiavone Noviello o al processo Appia Mythos.

Ha provato a farlo, ad onor del vero, nella vicenda rifiuti  (sbagliando processo) e  ora per un furto di carte d’identità. La criminalità? Negare e andare avanti. Ah, per la cronaca, Repubblica ha anche scritto della condanna dell’ex segretario da parte della Corte dei conti. Nulla da dire?
Maggioranza vecchia e nuova fanno spallucce, ricordano che non ci sono stati arresti tra di loro  (ma molto vicino sì) perde le giornate a domandarsi chi passi le informazioni ai giornali, ma atti concreti su quello che è accaduto no.  Certo, il Comune ha diritto di difendersi se si ritiene leso e sarà un bel processo, Federica Angeli ne affronta a decine, anzi  magari apprenderemo proprio in quella sede tante cose che si finge di non vedere.

ps: all’incontro “Giovani senza mafia”, organizzato dall’associazione 00042 al Chris Cappell college, se la memoria non mi inganna dell’amministrazione comunale non c’era nessuno. La Angeli e la sua scorta, sì.

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