Rifiuti, il “traversone” e quei debiti fuori bilancio

L'assessore Patrizio Placidi

L’assessore Patrizio Placidi

Restiamo al paragone calcistico per un po’. Viene bene quando si parla della vicenda rifiuti. Abbiamo un esempio in casa, l’Anziolavinio, nato allora dalla fusione di due realtà. Prendiamolo come spunto, diciamo che anziché fondersi le due società si siano messe d’accordo, un’associazione di scopo. Finché stanno insieme, i giocatori ovviamente vanno in campo per vincere. Le due società marciano parallelamente, ma non si pestano i piedi e anzi collaborano.

Poi c’è la possibilità di partecipare a un campionato più prestigioso, le strade si dividono. Una società va da sola, l’altra si allea a un gruppo diverso. Tutto legittimo e consentito. Secondo le norme, però, chi partecipa al campionato dovrà portare con sé anche i giocatori dell’altra società che facevano parte della squadra secondo il precedente accordo. Ricordate? Andavano in campo tutti per vincere, si collaborava, ma ora le cose non sono più così. Presidente e allenatore della società costretta a cedere i giocatori dicono loro di tirarsi indietro, la collaborazione è finita e dei risultati interessa poco. Affari di chi è stato scelto per il campionato maggiore.

Torniamo ai rifiuti. Gesam e Camassa fino a qualche mese fa hanno gestito insieme il servizio ad Anzio. Per il nuovo appalto, nel 2014, hanno scelto strade diverse. Gesam si è accordata con Ecocar, Camassa è andata per conto suo. Senza tornare sulla vicenda interdittiva Ecocar, non ancora risolta e al centro di un contenzioso che pare senza fine, Camassa si è vista aggiudicare la gara. Non ha il contratto, perché si attende appunto la soluzioen del contenzioso. Ma nel frattempo ha preso con sé anche i dipendenti Gesam, come previsto. Gli stessi che facevano i servizi anche prima, ma che adesso sembrano aver “dimenticato” o preferiscono giocare – come si dice ad Anzio – a “traversone”. A perdere.

Certo, Camassa non sembra avere i mezzi adeguati (così ci riferiscono), chiede troppi straordinari, ma la città in queste condizioni non c’è mai stata. Nemmeno nei tempi peggiori. Camassa ha le sue responsabilità, ma nessuno ci toglie dalla testa – e vorremmo tanto sbagliare – che sia stato detto ai lavoratori “assorbiti” che fino a quando non si risolve la vicenda Ecocar è meglio tirare i remi in barca. Speriamo di sbagliare, davvero, auspichiamo che le voci siano infondate, altrimenti saremmo in presenza di un danno deliberatamente fatto al Comune e ai cittadini. E sarebbe gravissimo che anche solo a immaginarlo fosse qualcuno che ha delle responsabilità da amministratore.

Intanto domani in consiglio comunale, con il bilancio, arriva il piano finanziario dei rifiuti che vede una diminuzione sensibile di indifferenziato portato in discarica, ma costi in linea con quelli dell’anno precedente. Qualcosa non torna.

Certo, la spesa diminuisce soprattutto se al 2014 andiamo ad aggiungere oltre un milione e mezzo di debiti fuori bilancio che domani il consiglio comunale andrà ad approvare. Di fatto il “porta a porta” è partito  senza copertura finanziaria, con i soldi della Provincia già ampiamente spesi, utilizzando personale scelto non sappiamo come.  Tanto pagano i cittadini. Quei pochi che lo fanno, perché altri – anche di spicco – possono dormire sonni tranquilli….

Su questo, domani, andrà chiesto conto all’assessore all’ambiente Patrizio Placidi e al sindaco Luciano Bruschini. Il primo troppo preso sulle vicende della Ecocar, il secondo spettatore inerme – esclusa una lettera di richiamo allo stesso Placidi – di una situazione indegna sul territorio.

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Un pensiero su “Rifiuti, il “traversone” e quei debiti fuori bilancio

  1. La calunnia è un venticello.
    commento, all’articolo dei lavoratori della camassa ex Gesam,del coord.Reg. dell’igiene ambientale del Lazio Proietti Sandro.
    Trovo offensive e prive di fondamento le velate accuse fatte nei confronti dei lavoratori ex gesam che quotidianamente svolgono il servizio per la città di Anzio con tutte le difficoltà dovute alle incertezze dell’appalto, come bene ricordato nell’articolo.
    Ai lavoratori non appartengono
    le logiche di tifoseria per chi si aggiudichera l’appalto, chiedono di svolgere il proprio lavoro e la garanzia del mantenimento al reddito a volte non rispettato nelle giuste scadenze.

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