Droga, gli arresti non bastano. Un dibattito da riprendere

Gli arresti di oggi

Gli arresti di oggi

E adesso che succede? “O raccogliamo i morti per strada o continueranno a spacciare”. La risposta dell’investigatore di polizia vecchio stampo che aveva mandato in carcere decine di persone con l’operazione “Tridente” e poi aveva visto arrestare nell’operazione “San Valentino” i i rivali dell’organizzazione sgominata precedentemente, è di un’attualità enorme. Hanno continuato a spacciare, infatti, come dimostrano le operazioni fino a questa mattina. E l’unico cadavere raccolto è stato quello di Antonino Orlando, freddato di fronte all’allora ristorante “La Piazzetta” nel ’94 perché considerato un “traditore”. Sono trascorsi più di venti anni dall’operazione “Tridente” e da quella “San Valentino”, la domanda di allora del cronista ha trovato la seconda risposta. Lo dicono le operazioni di polizia, lo dimostrano i personaggi che sistematicamente ritornano dietro a vicende di droga e alcuni “figli d’arte” tra le nuove leve. Si può dire che è sempre meglio di aver raccolto morti per strada, certo, ma dobbiamo considerare anche che per quanta droga si sequestra altrettanta – se non di più – sfugge e alimenta un mercato criminale di primissimo ordine. E investimenti, di conseguenza, fatti per ripulire quel denaro e solo apparentemente leciti.

Quello che preoccupa – o dovrebbe preoccupare, dato che l’argomento non sembra nell’agenda delle amministrazioni di Anzio e Nettuno – è anche altro: gli insospettabili coinvolti, i giovanissimi, quelli che oltre allo “sballo” cercano facili guadagni. Come nel caso dell’operazione odierna della Polizia di Stato. O come in quello dei giorni scorsi, quando alla droga si sono unite le armi.

E’ un argomento uscito ormai da anni dai dibattiti pubblici, forse è il caso di cominciare almeno a confrontarsi. Perché sé è vero che non raccogliamo cadaveri, è altrettanto vero che non possiamo e non dobbiamo restare impassibili di fronte ai tanti giovani che si stanno rovinando su questo territorio. Anzio e Nettuno restano un crocevia importante del traffico di stupefacenti e la risposta non può essere solo quella delle forze dell’ordine.

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