Anzio, i partiti non pagano le sedi. La diffida (inutile) del Comune

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Governano la città e chiedono sacrifici o ricordano che dobbiamo pagare tutti. Corrono dietro (o almeno dicono di provarci) a evasori ed elusori e quando non ce la fanno dichiarano i crediti inesigibili. Facendoli pagare a noi. Poi ci sono quelli che stanno all’opposizione e urlano, parlano di spese da tagliare e di mala amministrazione. Sono i partiti e le loro “aderenze”, accomunati praticamente tutti da una diffida spedita tre mesi fa dagli uffici del Comune e rimasta senza risposta.

Sì, una diffida a pagare i canoni – già di per sé irrisori – delle sedi pubbliche che occupano per la loro attività politica.

Poca cosa per le disastrate casse del Comune, vero, circa 23.000 euro che i partiti non versano. Gli altri, i cittadini, devono pagare. Loro pensano di no.

Il record spetta al circolo Pse, che ospita la sede del redivivo Psdi di Anzio dal quale il segretario Paride Tulli lancia strali – carte alla mano – all’amministrazione e agli uffici. L’arretrato (del Pse, chissà se esiste ancora…) a marzo era di 11.457 euro. Segue Forza Italia, il partito del sindaco, coordinato dall’assessore all’abiente Patrizio Placidi, che ha accumulato arretrati per 3.315 euro. Visto che siamo in argomento, quanto 10 cittadini che vivono in una famiglia di 4 persone con una casa di circa 100 metri e si sono visti arrivare l’acconto della Tari, la tassa sui rifiuti.

Lì di fianco un tempo c’era la sede storica del Msi, poi passata ad An e in fretta e furia assegnata a Fli che non aveva ancora fatto in tempo a nascere ma nel frattempo è pure deceduto. Morale: 2.016 euro sono quelli che deve versare An, 703 Fli.

Subito dopo c’è l’Udc (ma esiste ancora?) che sempre su via Aldobrandini ha uno spazio per il quale ha accumulato 2.644 euro di debito verso il Comune. Arriviamo in piazza Pia e qui a dover pagare è un altro partito che non c’è più: La Margherita. Dove un tempo era la Dc oggi ci sono un centro culturale e la sede della Cisl, con arretrati riconducibili appunto alla Margherita (ma non è confluita nel Pd? Boh!) per 1.337 euro.

Qualcuno ha notizie della Dc per le autonomie? In Comune sì, anche se politicamente non si sa che fine abbia fatto deve all’ente 942 euro per la sede in via Oratorio di Santa Rita. Chiude il Partito della Rifondazione comunista che per lo spazio in via Fratini deve appena 206 euro.

Attenzione, parliamo di canoni di poche decine di euro al mese, qui c’è chi ha accumulato anni di ritardi, evidentemente.

A oggi, in Comune, non risultano pagamenti dopo le diffide ma conoscendo i tempi della burocrazia c’è da scusarsi sin d’ora con chi avesse saldato i conti e fosse finito su questa lista perché il pagamento non è ancora registrato.

Lo spazio è a disposizione, molto volentieri, per tutti quelli che dimostreranno di aver pagato. Solo così si potranno presentare, a testa alta, ai cittadini chiedendo loro di versare i tributi o promettendo ricette miracolose per la città.    

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