Forza Italia a caccia del “nemico”, ma i problemi sono altri…

Come inizio non c’è male. La rinata Forza Italia sembra avere bisogno di un “nemico” e l’ha individuato nel sottoscritto, sul quale da più parti si continua ad alimentare la fandonia della candidatura a sindaco già pronta. E’ successo anche ieri nell’incontro all’Astoria.

Gente che ha smesso di lavorare da tempo o, peggio, non l’ha mai fatto per dedicarsi alla vita politica, si diverte a fantasticare su elezioni che sono lontane quattro anni – salvo scossoni – o a perdere tempo su ipotetici accordi presenti solo nella loro mente. E così uno che fa il giornalista e cerca di svolgere semplicemente la sua professione ed esprimere il proprio pensiero, diventa candidato (Perché? Deciso da chi? Quando?) e quindi “spauracchio” da usare per una platea che si preoccupa – invece – semplicemente di restare legata al treno della gestione della cosa pubblica ad Anzio.

Individuato il “nemico”, si passa oltre. Diciamo che il coordinatore di Forza Italia, Patrizio Placidi, nel corso degli anni ne ha trovati molti (mitica la frase rivolta in consiglio comunale a Sergio Mangili “ti stai preoccupando di un futuro che una futura sedia a sinistra ti potrebbe vedere”) compresi i suoi attuali alleati, quando entrando nella sede degli allora Popolari a vittoria di Stefano Bertollini ormai acquisita urlava “fascisti”. O quando, da solo, si è candidato primo cittadino senza grande fortuna.

Ma serve il fumo agli occhi, trovare una scusa per nascondere una gestione sulla quale, invece, c’è più di qualche ombra. Ecco “il complotto”, allora, d’altro canto se ne vede Berlusconi perché non i suoi di “Forza Silvio”? Non si immagina che la Ragioneria dello Stato abbia fatto il suo dovere, né che in Comune qualcuno si sia “dimenticato” di andare a verificare chi pagava e chi non la tassa sui rifiuti – facendo accumulare in cinque anni circa 17 milioni di euro – no: è una macchinazione.

Ha spiegato oggi il segretario del Psdi, Paride Tulli (http://www.inliberuscita.it/politica/28610/rifiuti-e-rischio-dissesto-tulli-il-comune-affondava-e-i-dirigenti-venivano-premiati/) come funzionava.

E’ a questo che devono rispondere, politicamente, Placidi & C. prima di inventare candidati che non ci sono, strategie fantasiose e complotti. Perché c’è la relazione del ministero che ha già portato a fare delibere “riparatorie”, c’è una situazione con la riscossione rifiuti resa nota dalla stampa che l’ha appresa perché c’è stata una riunione tra il vice sindaco e i dirigenti nella quale un allarme è stato lanciato. Poi ci sono la poca trasparenza che resta un problema, un sito fuori legge, un fascicolo spedito in Procura dalla Finanza con l’ipotesi di voto di scambio rispetto ad assunzioni “elettorali”, le tensioni in maggioranza e chi più ne ha ne metta.

Diverso il discorso sulla vicenda sollevata da “Repubblica”. Se è vero, come fino a oggi è vero, che formalmente non sono indagati il sindaco Luciano Bruschini e il presidente del consiglio comunale Patrizio Placidi, è stata una cosa grave. Gravissima. Ci sono le sedi per accertarlo e speriamo si faccia chiarezza al più presto. Per il bene di persone che dicono (e gli crediamo) di essere state ingiustamente coinvolte, ma soprattutto per la città che non merita nemmeno il sospetto di legami a dir poco singolari.

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