“L’appello” arriva primo e va a Giffoni, ora mandiamolo a Riina

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Nel giorno in cui imperversa la polemica sulla scarcerazione di Riina (alla quale sono assolutamente contrario, per il simbolo che ancora rappresenta e per il messaggio devastante che avrebbe la concessione dei domiciliari) i ragazzi della scuola “Rodari” di Anzio vincono con “L’Appello” la votazione on line e saranno al Giffoni film festival. Complimenti a tutti, di cuore.
Io, dignitosamente, farei vedere a Riina da qui al resto dei suoi giorni quel “corto” e come a lui ai giudici di Cassazione – che certamente avranno applicato un principio generale – e ai familiari del boss. Perché i carnefici restano tali e le vittime non ce le restituisce nessuno. Perché i cattivi stanno da una parte – e sono i mafiosi attraverso le loro organizzazioni e chi li fiancheggia – e i buoni dall’altra. L’anti Stato è Riina, lo Stato sono i ragazzini del III istituto comprensivo e quanti ancora credono che si debba combattere e provare a vincere contro la criminalità organizzata.
Certezza della pena, andiamo ripetendo da anni,  così come giustizia-giusta. Vero. In linea di principio una persona anziana e malata ha sì diritto a una fine dignitosa. Ma ripeto, Riina era, è ancora e probabilmente continuerà a essere un simbolo. A lui, così come ai boss ancora oggi “omaggiati” se vengono arrestati, francamente preferisco i simboli rappresentati dai bambini alzandosi in piedi nel cortometraggio, insieme ai vari Dalla Chiesa, Chinnici, Mattarella, Siani, Impastato e via discorrendo.

“L’appello”, la lezione dei ragazzi contro la mafia. Votiamolo

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Si susseguono in questi giorni gli inviti a votare per il cortometraggio “L’appello“, realizzato dagli alunni del III istituto comprensivo. Dal sindaco all’assessore alla cultura, dai genitori agli insegnanti, stiamo giustamente tempestando social, conoscenti e catene whatsapp chiedendo di sostenere il lavoro che Valerio Cicco, insieme a docenti e collaboratori, alla dirigente scolastica Teresa D’Orso, ha fatto con i bambini.  Nel mio piccolo, d’istinto, l’ho fatto anch’io. Perché il video è bellissimo, commovente a un certo punto, arriva un messaggio dritto al cuore.

Poi ho riflettuto, sono andato a vedere i concorrenti, ho lasciato da parte il “campanile” e ho voluto confrontare gli altri lavori. Belli anche loro, ma l’empatia dei bambini del III comprensivo non la dà nessun altro dei corti in gara. Alcuni ben fatti, certo, ma ne “L’Appello” mi è parso di rivedere un tratto di “Scugnizzi” di Nanni Loy. Quello della sincerità del bambino che in una città impazzita per la vittoria del Napoli di Maradona, torna a dare il resto alla guardia penitenziaria che aveva comprato un poster mentre riportava a Nisida i ragazzi del riformatorio. Quelli che si erano esibiti sulle note di “Gente magnifica gente” (quanto è attuale….) e ai quali, in teatro, la camorra aveva ucciso Salvatore, uno di loro.

Ecco, i ragazzini del III comprensivo sembra che stiano combinando chissà cosa, quando in realtà con la loro sincerità stanno sì modificando il registro di classe ma per un appello che fa salire il groppo in gola. Ci danno una lezione, contro la mafia, che vale molto più di tanti discorsi.

Allora, a maggior ragione, ripeto nel mio piccolo la necessità di votarli e dar loro la soddisfazione di primeggiare in un festival, quello di Giffoni, che non ha eguali. C’è tempo fino a domani, se non l’avete già fatto, collegatevi a questo link 

E ancora complimenti a tutte le persone coinvolte nell’iniziativa.